{"id":100019,"date":"2020-08-12T09:58:04","date_gmt":"2020-08-12T07:58:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=100019"},"modified":"2023-08-16T11:22:48","modified_gmt":"2023-08-16T09:22:48","slug":"giuseppe-verdi-1813-1901-alzira-1845","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/giuseppe-verdi-1813-1901-alzira-1845\/","title":{"rendered":"Giuseppe Verdi (1813-1901): &#8220;Alzira&#8221; (1845)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Tragedia lirica in un prologo e due atti, su libretto di Salvatore Cammarano\u00a0 dalla tragedia <em>Alzire, ou les Am\u00e9ricains<\/em> di Voltaire. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 12 agosto 1845<br \/>\nPrimi interpreti: <em>Eugenia Tadolini (Alzira),Salvetti (Zulma), Gaetano Fraschini (Zamoro), Filippo Coletti (Gusmano), Marco Arati (Ataliba), Domenico Ceci (Ovando), Giuseppe Benedetti (Otumbo), Gaetano Rossi (Alvaro)<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Che l&#8217;opera <em>Alzira<\/em> appartenga al Verdi minore \u00e8 ormai assodato.<\/strong> Altrettanto certo per\u00f2 che non si pu\u00f2 meritare il giudizio emesso dall&#8217;autore medesimo: &#8220;<em>Quella \u00e8 proprio brutta&#8221;<\/em>. Si tratta di un lavoro affrettato, caduto in un momento in cui il compositore, preso nell&#8217;ingranaggio di una produzione teatrale vertiginosa incontrollabile, badava a\u00a0 soddisfare i suoi moltissimi impegni. <strong>Furono quelli, fra il 1843 e il 1847, gli anni che Verdi, riassumendo le tappe della sua prodigiosa carriera, chiam\u00f2\u00a0 poi &#8220;anni di galera &#8220;<\/strong>; anni dai quali emergono momenti di straordinaria ispirazione ma nel quali noi non troviamo (all&#8217;infuori, forse, di Macbeth), un melodramma totalmente convincente in ogni sua parte.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Sensibilissimo agli stimoli esterni, ossia all&#8221;impressione&#8221; che un determinato soggetto, un\u00a0 personaggio, una scena potevano esercitare su di lui, non si pu\u00f2 dire che il nostro Maestro dovesse trovarsi particolarmente colpito dal libretto fornitogli da Salvatore Cammarano derivato dalla tragedia &#8220;<strong><em>Alzire, ou les Am\u00e9ricains<\/em> di Voltaire. Di certo, per Voltaire lo scettico Verdi provava\u00a0 una forte\u00a0 simpatia;<\/strong> nel caso specifico, il Voltaire di Alzire, rigettando il suo agnosticismo, esaltava la dottrina Cristiana del perdono e dell&#8217;invito alla fratellanza, cos\u00ec da toccare un&#8217;altra corda del cuore del musicista. In Alzira Verd\u00ec poteva anche nuovamente trattare il tema della libert\u00e0 dei popoli e\u00a0 negli Indios peruviani, opressi della dominazione spagnola, si potevano facilmente nascondere i fratelli italiani oppressi dalla dominazione austriaca. Verdi, sottolinea questo contrasto tra i soldati spagnoli che brindano alla vittoria e il triste ingresso dei prigionieri Incas. Possiamo azzardare che ci troviamo di fronte a un primo esperimento di quella che sar\u00e0, nella scena del trionfo dell&#8217;Aida, l&#8217;opposizione tra gli egizi trionfanti e la mesta\u00a0 sfilata dei prigionieri etiopi. <strong>Verd\u00ec mostr\u00f2 sempre riprovazione per ogni atto colonialista.<\/strong> Giudicher\u00e0 <em>&#8220;fioeui de cani&#8221;<\/em> gli inglesi in India e non sar\u00e0 meno leggero nei confronti degli italiani in Africa: <em>&#8220;Dicono che andiamo l\u00e0 per portare a quella gente la civilt\u00e0. Blella civilt\u00e0 la nostra, con tante miserie che porta con s\u00e9. Quella gente non sa che farsene, anzi in molte cose<\/em><\/span><em> a<\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>ssai pi\u00f9 civile di noi!&#8221;.<\/em> Va anche evidenziata la scena <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">di Alzira che pur di salvare l&#8217;amato Zamoro, accetta di sposare il governatore Gusmano, suo grande nemico. Momento molto vicino al duetto Leonora-Conte di Luna nel <em>Trovatore.<\/em><em><br \/>\n<\/em><strong>Quello che nella tragedia di Voltaire era mancato e che adesso mancava nel libretto di Cammarano era una grande &#8220;coup de theatre&#8221;,<\/strong> quel momento drammatico che si dovrebbe percepire gi\u00e0 all&#8217;inizio di un&#8217;azione drammatica e che poi sopraggiunge,\u00a0 fatale, necessario, insostituibile. In altri termini se lo stesso argomento, rimaneggiato e meglio adattato alle esigenze del teatro lirico avrebbe potuto risvegliare pi\u00f9 decisamente l&#8217;estro del compositore e rendere pi\u00f9 attento il suo senso di autocritica.<br \/>\n<strong>Ricordiamo inoltre come Verdi, durante l&#8217;intero anno 1845, avesse sofferto di violenti disturbi allo stomaco<\/strong> e come, di conseguenza dai dolori, la sua capacit\u00e0 di lavoro riusultasse penalizzata. A riprova di tale disagio fu il tentativo di ottenere dall&#8217;impresario del San Carlo di Napoli, Vincenzo Flauto, una proroga alla data di consegna della partitura. Flauto non solo non concessa alcuna dilazione, ma\u00a0 non prese nemmeno troppo sul serio la malattia del Maestro, si limit\u00f2 a rispondergli di ingerire qualche goccia di tintura di assenzio e, soprattutto, di correre al pi\u00f9 presto a Napoli, dove il clima e &#8220;l&#8217;eccitabilit\u00e0 del Vesuvio&#8221; avrebbero agito meglio di qualsiasi medicina.<em><br \/>\n<\/em><strong>In sostanza, ci\u00f2 che manca ad Alzira \u00e8 proprio il famoso &#8220;colore&#8221; verdiano,<\/strong> ossia quella tonalit\u00e0, quell&#8217;accento, quel timbro generale che individualizza ogni Opera e, staccandola nettamente da tutte le altre, ne fa qualcosa di unico ed indimenticabile.Il Maestro, sempre preoccupato di conferire a ciascuno dei suoi melodrammi il suo particolare &#8220;colore&#8221;, parve pensare, ad un certo punto di introdurre in Alzira qualche cosa di &#8220;esotico&#8221;, qualche cosa che avrebbe potuto rendere l&#8217;idea di un Per\u00f9 lontano e favoloso, dominato dalla crudelt\u00e0 dei &#8220;Conquistadores&#8221; spagnoli.<br \/>\n<strong>Questa esoticit\u00e0 egli tent\u00f2 di realizzarla attraverso certi\u00a0 ritmi della sinfonia,<\/strong> attraverso quei\u00a0 &#8220;movimenti di bolero&#8221;, scoppiettanti qua e l\u00e0 lungo il corso dell&#8217;opera, attraverso il coro di Ancelle nel secondo atto; ma rest\u00f2\u00a0 quasi sempre nel generico e nel decorativo. Gli manc\u00f2, insomma, l&#8217;unghiata, il marchio della grande invenzione.<br \/>\nCi\u00f2 non vuol dire che in questo opera &#8220;minore&#8221; mancano i momenti di intensa suggestione musicale. Ricordiamo, nell&#8217;atto primo, la cavatina di Alzira (&#8220;Da Gusman, su fragil barca&#8221;), la scena in cui Alzira si ritrova con Zamoro gi\u00e0 creduto morto e a stento regge il peso di una gioia troppo forte, il finale dell&#8217;atto.Nell&#8217;atto secondo,\u00a0 il gi\u00e0 citato duetto Alzira-Gusmano e la solennit\u00e0 del finale dell&#8217;opera, quando Gusmano, morente, riconosce i suoi torti, perdona i nemici e, con questo suo gesto, invita Zamoro a inchinarsi davanti alla legge di Cristo. La &#8220;prima assoluta&#8221; di Alzira al San Carlo di Napoli, non fu un trionfo. Pubblico e critica l&#8217;accolsero piuttosto freddamente. Insuccesso che ne segn\u00f2 inesorabilmente il cammino. <strong>In allegato il libretto dell&#8217;opera<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1590908495&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Giuseppe Verdi (1813-1901): &quot;Alzira&quot; (1845)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/giuseppe-verdi-1813-1901-alzira-1846\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giuseppe Verdi (1813-1901): &#8220;Alzira&#8221; (1845)<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tragedia lirica in un prologo e due atti, su libretto di Salvatore Cammarano\u00a0 dalla tragedia Alzire, ou les [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":100021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[25889,34447,14897,30099,26362,10841,153,13033,14942,17509,680,19713],"class_list":["post-100019","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-alzira","tag-elinor-ross","tag-eugenia-tadolini","tag-filippo-coletti","tag-gaetano-fraschini","tag-gianfranco-cecchele","tag-giuseppe-verdi","tag-jonel-perlea","tag-louis-quilico","tag-salvatore-cammarano","tag-teatro-san-carlo-di-napoli","tag-voltaire"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100019","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100019"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100019\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":115435,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100019\/revisions\/115435"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100019"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100019"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100019"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}