{"id":100064,"date":"2020-08-20T09:41:02","date_gmt":"2020-08-20T07:41:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=100064"},"modified":"2021-02-16T19:31:07","modified_gmt":"2021-02-16T18:31:07","slug":"gioachino-rossini-1792-1868-le-comte-ory-1828","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gioachino-rossini-1792-1868-le-comte-ory-1828\/","title":{"rendered":"Gioachino Rossini (1792-1868): &#8220;Le comte Ory&#8221; (1828)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"font-weight: 400; font-size: 12pt;\"><em>Opera in due atti su libretto di Eug\u00e8ne Scribe e Charles-Gaspar Delestre-Poirson. Prima rappresentazione: Parigi, Th\u00e9\u00e2tre de l&#8217;Acad\u00e9mie Royale de Musique, 20 agosto 1828.<\/em><br \/>\n<em>Primi interpreti:<br \/>\nAdolphe Nourrit (Comte Ory)<br \/>\nLaura Cinti-Damoreau (Comtesse de Formoutiers)<br \/>\nConstance Jawureck (Isolier)<br \/>\nJ.Mori (Ragonde)<br \/>\nNicholas-Prosper Levasseur (Le Gouverneur)<br \/>\nHenri-Bernard Dabadie (Raimbaud).<\/em><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Prima differenza, sostanziale ed evidentissima, tra <em>Le Comte Ory<\/em> e le precedenti opere italiane consiste nel genere.<\/strong> L&#8217;<em>Ory<\/em> non \u00e8 un&#8217;opera buffa, ma semmai semplicemente comica. Con ci\u00f2 non si vuol dire che Rossini avesse dato con L<em>&#8216;Italiana<\/em>, il<em> Barbiere<\/em>, la<em> Cenerentola<\/em> opere buffe nel senso dato al termine dalla vecchia scuola napoletana. Al contrario egli aveva elevato quelle vicende e quei ruoli alla categoria universale del comico. Pur tuttavia le sue opere italiane conservavano gli antichi personaggi di estrazione popolare, dalle caratterizzazioni fortemente tipizzate. Don Basilio, Don Magnifico, Mustafa sono personaggi (persino nella tipologia vocale) buffi e la loro comicit\u00e0 assume tratti di assoluta protervia.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Le Comte Ory<\/em> invece offriva a Rossini materia completamente nuova.<\/strong> Mancano nella vicenda personaggi buffi e ridicoli, dal momento che a rigore non lo \u00e8 nemmeno l&#8217;Ajo, ma \u00e8 semmai il conte stesso a compiacersi di aspetti caricaturali (esattamente l&#8217;opposto di quel che avveniva nell&#8217;opera buffa italiana, dove gli innamorati sono gli unici personaggi seri dell&#8217;azione). Nel libretto sono le situazioni ad essere farsesche, come l&#8217;assalto al castello e la scena del brindisi-preghiera. Cinici giocatori, i protagonisti dell&#8217;opera non possono essere ridicoli o patetici, come un qualunque tutore italiano. Qui \u00e8 in vista un esito opposto a quello di un felice matrimonio conclusivo. <em>Le Comte Ory<\/em> \u00e8 insomma la storia di un&#8217;impresa erotica tentata e non portata a termine, ad onta degli accorgimenti del protagonista che ricorre ad una serie successiva di travestimenti ed autopresentazioni diverse: il tutto per non far vedere di essere il terribile Conte Ory, che ha fama di essere invincibile seduttore. Cos\u00ec, travestito da eremita, da innamorato galante, da pellegrina, egli pu\u00f2 raggiungere finalmente alla agognata met\u00e0, la soglia della camera della Contessa. Ma invece che nelle braccia di lei, si trova in quelle del suo paggio-doppio.<\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/878884576&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Gioachino Rossini (1792-1868): &quot;Le comte Ory&quot; (1828)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/gioachino-rossini-1792-1868-le-comte-ory-1828\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Gioachino Rossini (1792-1868): &#8220;Le comte Ory&#8221; (1828)<\/a><\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Una vicenda allusiva, il cui sottile erotismo \u00e8 sottolineato anche nel linguaggio,<\/strong> ora galante, ora decisamente sboccato, ma sempre di gusto francese e ben lontano da quello &#8220;fondato e sodo&#8221; dei libretti italiani ben inquadrati nelle loro, metafore classiche. Per cui se l&#8217;opera buffa italiana era quella in cui nulla sarebbe dovuto succedere (questo matrimonio non s&#8217;ha da fare) e tutto invece succedeva alla conclusione, Le Comte Ory \u00e8 l&#8217;opera in cui tutto \u00e8 predestinato a succedere e nulla invece accade. Sulla soglia delle imprese perfetta il galante seduttore si trova immerso nel buio e in un labirinto senza uscita. Col paggio tra le braccia e nel bel mezzo del terzetto &#8220;A la faveur de la nuit obscure&#8221; tocca al Conte la condanna di certi personaggi danteschi che trattano l&#8217;ombra &#8220;come cosa salda&#8221;. (&#8230;)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Nulla \u00e8 dunque casuale in quest&#8217;opera, tantomeno il fatto che il terzetto si dissolva in quell&#8217;aforistico finale, breve e non consequenziale come quello di Semiramide, o, per altro verso, di Otello. Il terzetto aveva messo a nudo la ferita: l\u00ec la realt\u00e0 si era fatta labile, la meta incerta, l&#8217;oggetto inafferrabile e, quando afferrato, diverso. Cos\u00ec\u00a0 si negava l&#8217;intrecc<\/span>io, quell&#8217;intreccio sano e a &#8220;lieto fine&#8221; della vecchia opera Buffa che, a dire il vero, era risultato stretto anche al Rossini di un Turco in Italia o di una Cenerentola. punto Ma se si nega lintreccio all&#8217;opera si nega l&#8217;opera. Profeticamente, al par di un Fellini ante-litteram, Rossini sembra dire che l&#8217;opera d&#8217;arte \u00e8 impossibile e che, se possibile, non pu\u00f2 consistere altro che nella constatazione dell&#8217;incapacit\u00e0 di essere scritta e realizzata.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Perigliosa equazione sulla quale Rossini si era ormai accampato.<\/strong> assai prima che Freud teorizzasse\u00a0 dell&#8217;impotenza di Don Giovanni e che Barthes parlasse dell&#8217;erotismo come rinvio, per Rossini l&#8217;azione si realizzava nel una attuarsi, il gioco\u00a0 diveniva fine a se stesso, l&#8217;erotismo era uguale ad impotenza. Non commedia, n\u00e9 opera compiuta nel senso\u00a0 che si pu\u00f2 suol dare a quella che intende trasmettere\u00a0 certezze assolute, le Comte Ory \u00e8 piuttosto il lavoro di un musicista\u00a0 ormai ad un punto massimo di capacit\u00e0 di scrittura, ma che ha perso la fiducia nelle possibilit\u00e0 di scrivere per il teatro, perch\u00e9 ha perso la fiducia nel teatro come epifania del reale o del realizzabile, di un mondo comunque rappresentabile. Il segreto del successivo silenzio di Rossini, sul quale si sono versati tanti fiumi di inchiostro, \u00e8 gi\u00e0 prefigurato sul pentagramma di questo sconcertante&#8221;trompe-d&#8217;oeil&#8221;.<em>(Estratto da &#8220;La notte di Ory&#8221; di Bruno Cagli, Pesaro, 1984)<\/em><br \/>\n<strong>In allegato il libretto dell&#8217;opera<\/strong><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera in due atti su libretto di Eug\u00e8ne Scribe e Charles-Gaspar Delestre-Poirson. 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