{"id":100131,"date":"2020-08-28T11:38:00","date_gmt":"2020-08-28T09:38:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=100131"},"modified":"2020-08-28T11:38:00","modified_gmt":"2020-08-28T09:38:00","slug":"karl-bohm-1894-1981-il-suo-mozart-diverte-di-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/karl-bohm-1894-1981-il-suo-mozart-diverte-di-piu\/","title":{"rendered":"Karl B\u00f6hm (1894-1981): &#8220;Il suo Mozart diverte di pi\u00f9&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Karl B\u00f6hm<\/strong> (Graz, 28 agosto 1894 &#8211; Salisburgo, 14 agosto 1981)<br \/>\nSe si mettesse in testa un berretto con la visiera, Karl B\u00f6hm potrebbe sembrare un ufficiale degli &#8220;Alpenj\u00e4ger&#8221; ben piantato, asciutto, essenziale nei gesti, come nel parlare il celebre direttore d&#8217;orchestra austriaco porta i suoi settantaquattro anni con la scioltezza tipica di un uomo parsimonioso, abituato alle lunghe camminate, al mangiare regolare, ma anche alle emozioni essenziali e profonde di un uomo civile, innamorato della propria attivit\u00e0. E parlando con lui sembra di capire che egli non sia nemmeno troppo convinto di essere chi \u00e8, cio\u00e8 uno degli ultimi e pi\u00f9 autorevoli testimoni di un\u00a0 modo di &#8220;fare musica&#8221; con umilt\u00e0 e con amore: uno dei grandi, insomma, di cui l&#8217;Europa possa ancora vantarsi. Probabilmente se gli avessero detto, nei primi decenni del Novecento, che dopo mezzo secolo sarebbe stato considerato uno dei testimoni pi\u00f9 autorevoli dell&#8217;arte direttoriale, avrebbe sorriso di scetticismo: nato a Graz il 28 agosto 1894, educato in una famiglia che aveva il gusto per l&#8217;arte, ma che non intendeva fare di lui un musicista militante, B\u00f6hm venne avviato agli studi giuridici e arriv\u00f2 fino alla laurea.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/WAyhHbCCh2o\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<strong>La musica fu per lui, come per molti giovani intellettuali borghesi dell&#8217;Austria asburgica,<\/strong> un necessario e distintissimo complemento culturale; Ma egli ebbe per maestro di composizione uno dei fedeli amici di Brahms, Mandyczewsky ed eredit\u00f2 nelle sue lezioni l&#8217;approfondimento di quelle &#8220;ragioni native&#8221; (come le chiamerebbe Gavazzeni) che lo portavano verso la musica.<br \/>\nDifatti il giovane Karl cominci\u00f2 ben presto la sua attivit\u00e0 di musicista come sostituto a Graz. Era l&#8217;inizio di una predilezione per il teatro musicale che avrebbe guidato anche in futuro la sua arte e i risultati furono subito cos\u00ec promettenti che nel 1919 prese la decisione di non pensare pi\u00f9 alla carriera di avvocato o di professore universitario, e di dedicarsi\u00a0 completamente alla musica: in questo favorito dall&#8217;aiuto di un ancor giovane \u00e8 grandissimo direttore d&#8217;orchestra Bruno Walter, che nel 1921 lo vuole con s\u00e9 al Teatro dell&#8217;Opera di Monaco, dovere \u00e8 rimasto\u00a0 quasi sei anni, in un momento fra i pi\u00f9 vivi dell&#8217;arte musicale tedesca.<br \/>\n<strong>Pronto, vivace, battagliero\u00a0 Karl B\u00f6hm nel 1928 era gi\u00e0 &#8220;Generalmusikdirektor&#8221; a Darmstad;<\/strong> nel 1931 era nominato primo direttore all&#8217;Opera di Amburgo; poi sostitu\u00ec Fritz Busch a Dresda e nel 1943 divent\u00f2 il direttore dell&#8217;Opera di Stato di Vienna, in un momento irto di travagli politici e spirituali, che ebbero ripercussioni anche dell&#8217;immediato dopoguerra. Ma B\u00f6hm, che aveva voluto essere soprattutto un musicista, continuo anche dopo il 1945 la sua attivit\u00e0 di direttore d&#8217;orchestra, quasi con maggior lena che in giovent\u00f9, come se avesse la consapevolezza di dover lasciare ai suoi colleghi pi\u00f9 giovani uno stile musicale, che era anche e soprattutto un fenomeno di costume. Del resto egli era stato il direttore d&#8217;orchestra prediletto da\u00a0 Richard Strauss, e dell&#8217;illustre compositore bavarese aveva ereditato il suo modo spontaneo e quasi popolaresco di avvicinarsi alla ricchezza pi\u00f9 genuina di Mozart.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/K1AjadBDCPM\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Strauss gli aveva dedicato la partitura della sua <em>Daphne<\/em>, che B\u00f6hm diresse a Dresda<\/strong>, in prima esecuzione assoluta, nell&#8217;ottobre del 1938. Strauss affidava volentieri a lui la direzione del <em>Rosenkavalier,<\/em> di cui B\u00f6hm sembra anche oggi far rivivere &#8211; forse come nessuno &#8211;\u00a0 il profumo e la tristezza dolcissima. E B\u00f6hm era il musicista che aveva vissuto da vicino il travaglio del suo grande conterraneo, Alban Berg, del quale oggi l&#8217;interprete pi\u00f9 asciutto e drammatico, specialmente per i due capolavori teatrali, cio\u00e8 <em>Wozzeck<\/em> e <em>Lulu<\/em>.<br \/>\n<strong>Ma il suo grande idolo \u00e8 Mozart,<\/strong> per lui questo\u00a0 musicista \u00e8, accanto a Schubert, la chiave per la comprensione di un altro conterraneo, Anton Bruckner; ed \u00e8 forse per la consapevolezza di questi legami nascosti della civilt\u00e0 &#8220;austriaca&#8221; che il\u00a0 suo Mozart ha un sapore tutto particolare: le sue <em>nozze di Figaro<\/em>, ad esempio, scorrono via col divertimento teatrale del <em>Barbiere di Siviglia<\/em>, senza fronzoli, secondo una tradizione che potrebbe trovare un parallelo soltanto in certi nostri illustri esempi di interpretazione verdiane. E con nessun altro direttore di oggi, forse gli spettatori si divertono come quando B\u00f6hm guida uno spettacolo mozartiano: perch\u00e9 il suo gusto del teatro \u00e8 lontano da qualsiasi nevrosi di perfezionismo, i recitativi hanno un ritmo essenziale, le arie si chiudono come in attesa di avere il complemento dell&#8217;applauso,\u00a0 e non rimangono sterili, a mezz&#8217;aria come nelle edizioni discografiche.<br \/>\n<strong>E Mahler, l&#8217;altro grande austriaco? B\u00f6hm confessa candidamente di non riuscire a capirlo:<\/strong> gli sembra una derivazione di Wagner, e lo trova meno originale ed importante di Bruckner. Lascia capire che la fortuna contemporanea dell&#8217;illustre sinfonista austriaco \u00e8 nata dal concorso di molte circostanze sentimentali ( la protezione a Schoenberg, le &#8220;anticipazioni&#8221; di Berg, ecc.). Invece \u00e8 a Wagner che guarda con sempre maggiore interesse, oggi che la sua serena figura di interprete \u00e8 contesa dei pi\u00f9 grandi teatri del mondo. E anche a Wagner si avvicina &#8220;per via di musica&#8221;, senza essere sopraffatto dalle mitologie, con un senso concreto della costruzione drammatica e del teatro, senza avere la voglia di &#8220;riformare&#8221; nulla.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-i4XWlC_Qc4\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<strong>Negli anni del dopoguerra dopo aver diretto pi\u00f9 volte al Col\u00f3n di Buenos Aires<\/strong> e negli Stati Uniti (dove il suo nome \u00e8\u00a0 oggi pi\u00f9 famoso di altri, pur celeberrimi e di moda), tocc\u00f2 a B\u00f6hm tornare tornare all&#8217;Opera di Vienna, nel 1954, con un <em>Fidelio<\/em> rimasto memorabile. Per lui fu una grande gioia, e l&#8217;inizio di una nuova stagione della sua attivit\u00e0 di interprete. Ma non per questo smise di essere il semplice, puntuale e, simpatico &#8220;professor B\u00f6hm &#8220;, quello che un giorno &#8211;\u00a0 di fronte una grande orchestra napoletana da cui non riusciva durante una prova ad ottenere il silenzio &#8211; ebbe ad esclamare con stizza: <em>&#8220;Signori,\u00a0 non fate come i bambini&#8230; &#8220;<\/em>. E stava per lasciare il podio, un po&#8217; sorpreso e un po&#8217; indignato, quando tutti gli si fecero\u00a0 intorno a pregarlo di restare; e uno, addirittura si mise a suonare <em>O sole mio<\/em>, seguito un po&#8217; per volta da tutti.<br \/>\nB\u00f6hm\u00a0 ricorda ancora quest&#8217;episodio, e sorride, come di fronte \u00e8 una curiosit\u00e0 che gli \u00e8 rimasta simpatica. E aggiunge: <em>&#8220;Del resto, era un&#8217;ottima orchestra&#8230; perch\u00e9 non ci sono le orchestre cattive e quelle buone. Ci sono soltanto dei buoni e dei cattivi direttori&#8230; e le orchestre sono come i cavalli, come i cavalli di razza, intendo dire: se si accorgono che uno \u00e8 timido, non corrono; e invece, anche quando sono stanche, basta un buon guidatore per riportarle in carreggiata&#8230; &#8220;.<\/em><br \/>\nOggi le sue orchestre sono per una meccanica spietata di selezione, soltanto le pi\u00f9 grandi ed illustri del mondo: il suo cuore \u00e8 forse pi\u00f9 vicino a quella dell&#8217;Opera di Vienna, con cui ha lavorato per tanti anni e molte circostanze famose:\u00a0 ma anche la Berliner Philharmonikerdi\u00a0 trova il lui una sorta di antidoto alle &#8220;stregonerie&#8221; meravigliose di un Karajan, all&#8217;impeto fisico, nevrotico di altri pi\u00f9 giovani e gi\u00e0 celebri maestri. Per cui se\u00a0 si ascolta a distanza ravvicinata una sinfonia di Bruckner diretta da Karajan o da Mehta, e poi la stessa opera nell&#8217;interpretazione di B\u00f6hm, si ha la sensazione netta di qualit\u00e0 diverse, di due mondi che si inseguono: e uno quello di Bom, ancora religiosamente legato alle sue &#8220;ragioni native&#8221;, mentre gli altri vanno avanti a ritrovare nel musicista austriaco i segni di una decadenza che B\u00f6hm non sente di convalidare. Troppo \u00e8 legato all&#8217;affetto della sua meravigliosa patria musicale, dove tutto gli sembra cammini senza scosse: da Mozart e Schubert, da Brahms a bruckner, da schoenberg a Berg.<br \/>\nE allora ci si accorge che sotto la il volto del vecchio &#8220;Alpenj\u00e4ger&#8221; esiste una verit\u00e0 una vena sentimentale che tenacemente resiste, come per un ultimo, sereno dovere di portare avanti una tradizione che ancora molte cose consolanti da dire. (<em>Estratto, da &#8220;Il suo Mozart diverte di pi\u00f9 &#8220;di Leonardo Pinzauti, 1968)<\/em><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Karl B\u00f6hm (Graz, 28 agosto 1894 &#8211; Salisburgo, 14 agosto 1981) Se si mettesse in testa un berretto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":100134,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[11992,519,14675,9745],"class_list":["post-100131","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-album-dei-ricordi","tag-karl-bohm","tag-le-nozze-di-figaro","tag-richard-strauss","tag-wolfganga-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100131","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100131"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100131\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100134"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100131"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100131"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100131"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}