{"id":100275,"date":"2020-09-30T18:14:53","date_gmt":"2020-09-30T16:14:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=100275"},"modified":"2022-10-04T08:11:09","modified_gmt":"2022-10-04T06:11:09","slug":"wolfgang-amadeus-mozart-1756-1791-die-zauberflote-1791","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wolfgang-amadeus-mozart-1756-1791-die-zauberflote-1791\/","title":{"rendered":"Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791): &#8220;Die Zauberflote&#8221; (1791)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Opera tedesca in due atti, su libretto di Emanuel Schikaneder. Prima rappresentazione: Vienna, Theater auf der Wieden, 30 settembre 1791.<\/em><br \/>\nNel mettere in musica questo libretto, Mozart riusc\u00ec a trovare soluzioni che riflettevano mirabilmente i differenti piani di lettura. Troviamo dunque la stratificazione e la compresenza di differenti stili musicali primo in primo luogo, molti numeri musicali seguono la strada della canzone popolare; a questo tipo rispondono tutte le arie e le pagine di Papageno. La vena caratteristica del cantante-attore Schikaneder si traduce nella scelta di melodie facili e cantabili, e della forma strofica per le arie principali del personaggio; il duetto del finale II fra Papageno e Papagena deve agli spunti onomatopeici, ma anche il perfetto equilibrio fra le voci, la sua grande fortuna.Al personaggio di Papageno sono poi legate anche particolari strumenti, come la siringa che l&#8217;uccellatore suona pi\u00f9 volte e i campanelli magici, affidati al glockenspiel (spesso realizzato oggi dalla celeste). La stessa vena e semplice e ingenua \u00e8 quella dei duettini fra Pamina e Papageno, che indicano agli uomini la strada della felicit\u00e0 attraverso la pace la bont\u00e0. Spunti popolari poi sono anche quelli del moro Monostatos.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/y_vZXcu3ngM\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Alla tradizione del lied spirituale si rifanno invece le pagine d&#8217;ispirazione misterica<\/strong>, nelle quale coesistono aspirazione sublime livello popolare. Si tratta di quelle legate al personaggio di Sarastro e i sacerdoti. La semplicit\u00e0 della linea melodica \u00e8 supportata d&#8217;armonia essenziali nelle due arie di Sarastro; in particolare la prima, &#8220;O Isis und Osiris&#8221;, vede l&#8217;ultima frase delle due strofe riprese dal coro, secondo il procedimento responsoriale tipico della musica massonica. \u00c8 invece personaggi dei due giovani eroi, Tamino e Pamina, che Mozart riserva le linee melodiche pi\u00f9 eleganti e levigate, impiegando forme complesse che si sollevano nettamente rispetto il carattere popolare della musica di Papageno. Cos\u00ec e per la prima aria di Tamino &#8220;Dies Bildnis&#8221;; mentre a Pamina il compositore offre una dele sue mirabili pagine in sol minore, l&#8217;aria &#8220;Ach ich f\u00fchl&#8217;s&#8221;, immagine profonda del dolore. Il regno del male, quello della Regina della notte e delle sue Dame, \u00e8 rappresentato invece dall&#8217;opera italiana e dei suoi mirabolanti virtuosismi, ambito in cui rientrano le due difficili arie scritte per la perfida regina. In entrambe le arie Mozart chiese a superare e toccare il fa sovracuto; e i vocalizzi &#8220;picchiettati&#8221; della seconda aria restituiscono mirabilmente il furore del personaggio.<br \/>\n<span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Ma la finezza di Mozart la si vede anche nel coniugare alla prevalente intonazione popolare una complessit\u00e0 di scrittura.<\/strong> Rientrano nella musica, intanto, simbologie massoniche: il ricorrere del numero tre ( come i tre accordi che aprono l&#8217;ouverture, e che si ripresentano all&#8217;inizio del secondo atto, per annunciare i rituali iniziatici), i particolari impasti di fiati alla ricerca di sonorit\u00e0 oscure. Vi \u00e8\u00a0 poi un uso della tecnica pi\u00f9 raffinata, ed esoterica, quella del contrappunto, che innerva l&#8217;ouverture e connota anche la prova iniziatica pi\u00f9 temibile: la scena dei due uomini armati, e su questo complesso ho contrappunto innestano la severit\u00e0 di un corale luterano. Nell&#8217;uso del contrappunto, come anche nelle intonazione solenne grandiosa di molte pagine e, riconosciamo nettissima l&#8217;impronta di Haendel, un elemento che viene a sommarsi ai tanti stili musicali della partitura.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ovvio che i momenti di maggiore complessit\u00e0 della partitura consistono nei due grandi finali d&#8217;atto, in cui Mozart si impegna ad allineare tutti i differenti stili impiegati, all&#8217;interno di unit\u00e0 strutturali perfettamente calibrate, riuscendo nell&#8217;impresa di mantenere chiaramente distinguibile ciascuno dei diversi stili e nell&#8217;insieme di negare qualsiasi frammentariet\u00e0, anzi di imprimere con la propria peculiare scrittura un&#8217;impronta unitaria a questi due enormi archi musicali.<br \/>\n<strong><em>Die Zauberfl\u00f6te,<\/em> insomma, \u00e8 un&#8217;opera insieme popolare \u00e8 iniziatica,<\/strong> musicalmente semplice e complessa. Non stupisce che, con questa sintesi di livelli stilistici e profili musicali, Mozart abbia di fatto creato un nuovo genere, quello dell&#8217;opera tedesca, che proprio da quest&#8217;opera prender\u00e0 il volo nel corso dell&#8217;Ottocento. Il desiderio di fondare un teatro musicale autenticamente tedesco era stato l&#8217;aspirazione di Mozart film degli anni giovanili; e proprio in questa direzione e gli aveva scritto a Vienna <em>Die entfuhrung aus dem serail.<\/em> Ma quell&#8217;opera era nata nell&#8217;ambito dei teatri di corte, per grandi cantanti, e per un pubblico aristocratico che aveva guardato con ammirazione ma anche con scetticismo all&#8217;esperimento. Il tentativo arenatosi nell&#8217;alta societ\u00e0 doveva invece riuscire nei ceti medio-bassi, cio\u00e8 nel teatro di periferie e piccolo borghese verso il quale Mozart era stato spinto dall&#8217;ansia della sperimentazione e dell&#8217;ostilit\u00e0 che lo aveva quasi isolato nel mondo dell&#8217;aristocrazia viennese.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">In sostanza, per riferirsi all&#8217;incidenza di Mozart sulla musica dei posteri, se un&#8217;opera seria come <em>La clemenza di Tito<\/em> avr\u00e0 un enorme fortuna ma nell&#8217;arco di tempo limitato\u00a0 del Neoclassicismo; se i grandi capolavori buffi italiani- <em>Le nozze di Figaro<\/em> e <em>Don Giovanni <\/em>&#8211; si imporranno il primo come grande modello di commedia musicale ( a cui guarder\u00e0 poi compiutamente Richard Strauss) il secondo come presentimento del demoniaco romantico (visione certamente lontana dalle originarie intenzioni dell&#8217;autore); \u00e8 per\u00f2 probabilmente con<em> Die Zauberfl\u00f6te<\/em> che Mozart lascio la sua impronta pi\u00f9 incisiva e duratura nel campo del teatro musicale, arrivando a porre le radici profonde dell&#8217;Opera tedesca, quale si sarebbe rigogliosamente sviluppata nel nuovo secolo. <em>(Illustrazione di Jonathan Burton)<\/em><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera tedesca in due atti, su libretto di Emanuel Schikaneder. 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