{"id":100288,"date":"2020-10-04T15:03:22","date_gmt":"2020-10-04T13:03:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=100288"},"modified":"2023-10-12T09:08:20","modified_gmt":"2023-10-12T07:08:20","slug":"gioachino-rossini-1792-1868-elisabetta-regina-dinghilterra-1815","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gioachino-rossini-1792-1868-elisabetta-regina-dinghilterra-1815\/","title":{"rendered":"Gioachino Rossini (1792-1868): &#8220;Elisabetta, regina d&#8217;Inghilterra&#8221; (1815)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Dramma in due atti su libretto di Giovanni Schmidt.<\/em><br \/>\n<em>Prima rappresentazione: Napoli, Teatro di San Carlo, 4 ottobre 1815<\/em><br \/>\n<em>Primi interpreti:<\/em><br \/>\n<em>Isabella Colbran (Elisabetta)<\/em><br \/>\n<em>Andrea Nozzari (Leicester)<\/em><br \/>\n<em>Emanuele Garcia (Norfolk)<\/em><br \/>\n<em>Girolama Dardanelli (Matilde)<\/em><br \/>\n<em>Gaetano Chizzola (Guglielmo)<\/em><br \/>\n<em>Maria Manzi (Enrico)<\/em><br \/>\n<span style=\"font-weight: 400;\">La prima opera che Rossini compose per il San Carlo fu <em>Elisabetta regina d&#8217;Inghilterra.<\/em> La trama di quest&#8217;opera derivava da un romanzo settecentesco inglese, rappresentato l&#8217;anno precedente in un teatro napoletano, che aveva come argomento un supposto amore di Elisabetta prima per il conte di Leicester (non fu invece tratta, come spesso si crede, dal kenilwortht di Scott, pubblicato solo nel 1821).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il ruolo di protagonista fu scritto per il soprano Isabella Colbran, il cui nome fu collegato a quello di Rossini durante il periodo napoletano. La cantante divenne pi\u00f9 tardi sua moglie. Isabella Colbran era spagnola e nel 1815 aveva trent&#8217;anni.\u00a0 Stendhal ci&#8217;ha lasciato di lei questa descrizione: &#8220;La sua era una bellezza regale: fattezze nobili che sulla scena emanavano\u00a0 maest\u00e0;\u00a0 gli occhi ardenti come una giovane circassa e a coronamento di tale bellezza, un genuino e profondo istinto tragico &#8220;. Sfortunatamente, per complesse ragioni politiche, Stendhal aveva in antipatia la Colbran e non riusc\u00ec a trattenersi da un commento finale negativo: &#8220;La sua dignit\u00e0, quando \u00e8 lontana dalle scene, \u00e8 pari a quello di una commessa di un negozio di moda&#8221;. La sua voce \u00e8 stata oggi accostata a quella di\u00a0 soprano coloratura drammatico o di mezzosoprano acuto.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Un critico contemporaneo cos\u00ec la descrive: &#8220;Levigata, forte, dotata di una prodigiosa estensione: la sua voce passa da un Sol basso ad un Fa alto, coprendo quindi quasi tre ottave, in una progressione dove dolcezza e forza sono sempre presenti, in pari misura&#8221;. Louis Spohr, che la ud\u00ec cantare Elisabetta nel 1817, scrisse: &#8220;La Colbran \u00e8 appena inferiore alla Catalani per ci\u00f2 che riguarda la voce, ed \u00e8 priva della sua perfezione meccanica, ma canta con sentimento autentico e recita con passione&#8221;. Tale era la voce e la personalit\u00e0 per cui Rossini scrisse molti dei suoi ruoli principali. <\/span><\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Elisabetta<\/em> \u00e8 un'&#8221;opera seria&#8221; (&#8230;) Durante il XVIII secolo si erano venuti formando diverse regole e convenzioni circa l'&#8221;opera seria&#8221;, molte delle quali sopravvivevano all&#8217;inizio del XIX secolo. L&#8217;opera seria rifletteva gli ideali statici e gerarchici del 700; e risultava un dramma di asserzione e riflessione, piuttosto che di conflitto. (&#8230;) Il tutto era accentuato dalla convenzione per cui l&#8217;azione progrediva con rapidi recitativi, mentre il contenuto musicale pi\u00f9 rilevante era affidato ad arie nelle quali l&#8217;espressione drammatica era raggiunta con successioni contrastate di sezioni veloci e lente e con sfoggio di virtuosismo. Rare le occasioni di trovare momenti nei quali fosse pi\u00f9 di un interprete a cantare; anche i cori avevano un ruolo molto limitato. Notiamo infine che l&#8217;opera seria, conformemente all&#8217;ottimismo settecentesco, non richiedeva di necessit\u00e0 un finale tragico.<br \/>\nTali erano le convenzioni entro le quali Rossini doveva lavorare. restrizioni che sempre meno si adattavano alla sensibilit\u00e0 di una Italia post-rivoluzionaria, appena entrata in contatto con fenomeni emergenti come il Romanticismo e il Nazionalismo.<br \/>\nI compositori di altri paesi europei tendevano a sfuggire alle rigide strutture operistiche rifacendosi ad altre fonti e tradizioni. Rossini, al contrario, sospinse l&#8217;opera italiana verso l&#8217;epoca romantica operando dall&#8217;interno, abbattendo gradualmente le convenzioni, oppure ampliando le a tal punto da renderle irriconoscibili.<br \/>\nQuesto processo appare gi\u00e0 nell&#8217;<em>Elisabetta,<\/em> esempio precoce di opera basata su di un tipico tema romantico. I ruoli dei protagonisti sono ancora scritti per soprani e tenori, e la scrittura vocale e persino pi\u00f9 florida che altrove, ma il &#8220;recitativo secco&#8221; \u00e8 abbandonato a favore di uno pi\u00f9 esteso e unificato accompagnamento orchestrale: una scelta che gi\u00e0 compositori come Paisiello e Mayr avevano fatto, senza dubbio sotto l&#8217;influenza dell&#8217;Opera francese, ma che Rossini svilupp\u00f2 in misura pi\u00f9 consistente cos\u00ec da creare una forma maggiormente integrata.<br \/>\nLa struttura formale delle arie viene ampliata e modificata cos\u00ec da far dipendere la rituale successione di parte lenta e parte rapida dall&#8217;intervento di un evento drammatico. I momenti d&#8217;assieme sono dilatati perch\u00e9 possano esprimere progressione drammatica in luogo della consueta espressione statica, e il coro gioca una parte pi\u00f9 rilevante nell&#8217;azione. Ancora una volta ribadiamo che nessuna di queste innovazioni pu\u00f2 essere ascritta al solo Rossini. Nelle sue mani, tuttavia, queste novit\u00e0 conducono a sviluppare un veicolo che tanto Donizetti che Bellini giudicheranno pi\u00f9 tardi in grado di sostenere gli ideali del Romanticismo dell&#8217;opera.<em> (Estratto da &#8220;Rossini his life and his time&#8221; di Nicholas Till, 1983)<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1632137289&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/em><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"G.Rossini: &quot;Elisabetta, regina d'Inghilterra&quot;\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/grossini-elisabetta-regina-dinghilterra\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">G.Rossini: &#8220;Elisabetta, regina d&#8217;Inghilterra&#8221;<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dramma in due atti su libretto di Giovanni Schmidt. 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