{"id":100356,"date":"2022-12-18T10:15:12","date_gmt":"2022-12-18T09:15:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=100356"},"modified":"2022-12-19T10:28:03","modified_gmt":"2022-12-19T09:28:03","slug":"dmitrij-dmtrevic-sostakovic-1906-1975-sinfonia-n-13-in-si-bemolle-minore-babi-yar-1962","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/dmitrij-dmtrevic-sostakovic-1906-1975-sinfonia-n-13-in-si-bemolle-minore-babi-yar-1962\/","title":{"rendered":"Dmitrij Dmtrevi\u010d \u0160ostakovi\u010d (1906 \u2013 1975). &#8220;Sinfonia n. 13 in si bemolle minore Babi Yar&#8221; (1962)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Sinfonia n. 13 in si bemolle minore &#8220;Babi Yar&#8221; per basso solista, coro maschile e orchestra<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Babi Yar (Adagio)-Humour (Allegretto)-Al grande magazzino (Adagio)-Paure (Largo)-Una carriera (Allegretto)<br \/>\nNon si era ancora del tutto spenta l&#8217;eco dell&#8217;esecuzione della <em>Dodicesima sinfonia<\/em>, nel mese di ottobre del 1961, che gi\u00e0 nel 1962\u00a0 <strong>\u0160ostakovi\u010d<\/strong> gi\u00e0 pensava ad una nuova composizione della quale inizialmente non aveva ben chiaro il genere, come egli stesso ricord\u00f2:<br \/>\n<em>&#8220;Dapprima ho scritto qualcosa nel genere del poema vocale-strumentale sul testo di <strong>Yevgeni Yevtushenko<\/strong>, <strong>Babi Yar<\/strong>. \u00c8 solo in seguito che ho pensato di proseguire questo lavoro e di ricorrere ad altri testi del poeta. Il secondo movimento si basa sulla poesia L&#8217;Humour, il terzo su Al grande magazzino. Quanto alla poesia Le paure, a cui si ispira il quarto movimento, Yevtushenko l&#8217;ha scritta espressamente per me, nel contesto di questa nuova opera. Per il finale, ho scelto La carriera [\u2026]. Queste poesie sono state pubblicate in epoche differenti e trattano problemi differenti. Ho voluto legarle per mezzo della musica. Ho dunque scritto una sinfonia al posto di una serie di pezzi isolati&#8221;.<br \/>\n<\/em>In effetti, \u0160ostakovi\u010d, solo dopo aver scritto il primo movimento di quella che sarebbe diventata la <em>Tredicesima sinfonia<\/em>, contatt\u00f2 <strong>Yevtushenko<\/strong>, come raccontato dallo stesso poeta in questo suo ricordo da cui si evince anche l&#8217;incertezza del compositore sulla forma da dare a questo suo nuovo lavoro:<br \/>\n<em>&#8220;Era il 1962. Il telefon\u00f2 squill\u00f2 a casa mia. Mia moglie and\u00f2 a rispondere:<\/em><\/span><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8211; Scusatemi, noi non ci conosciamo ancora, mi chiamo \u0160ostakovi\u010d\u2026 potrei parlare con vostro marito?<\/span><\/em><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8211; S\u00ec. Sta lavorando, vado subito a cercarlo.<\/span><\/em><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8211; No, ve ne prego, non lo disturbate. Chiamer\u00f2 pi\u00f9 tardi.<\/span><\/em><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Era tipico di \u0160ostakovi\u010d e del profondo rispetto che egli aveva per ogni forma di lavoro.<\/span><\/em><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Mi precipitai al telefono. Mi diede l&#8217;impressione di essere molto imbarazzato. Farfugliando, mi spieg\u00f2 che desiderava scrivere \u00abqualcosa\u00bb sulle mie poesie, e chiese il mio consenso. Inutile dire che mi sembr\u00f2 di toccare il cielo con un dito [\u2026]. Ma non potevo contenere una certa inquietudine e alcuni dubbi e quando, un mese pi\u00f9 tardi, \u0160ostakovi\u010d mi invit\u00f2 a casa sua per mostrarmi la musica, mi recai non senza una forte esitazione.<\/span><\/em><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Del resto potei convincermi che egli si trovava in simili disposizioni. All&#8217;epoca, soffriva gi\u00e0 di dolori alla mano e sentiva dolore quando suonava il pianoforte. Il suo nervosismo mi commosse: cominci\u00f2 a giustificarsi davanti a me e scusarsi dei suoi dolori e della debolezza della sua voce. Infine, pos\u00f2 la partitura sul leggio e cominci\u00f2 a suonare. Non riesco a consolarmi del fatto che la sua interpretazione non sia stata registrata. Cantava in modo geniale, nonostante avesse una voce mediocre, che suonava in modo bizzarro, come lacerata, e tuttavia inimitabile, piena di una forza quasi soprannaturale.<\/span><\/em><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u0160ostakovi\u010d termin\u00f2 e senza dire una parola, con un gesto, mi invit\u00f2 ad avvicinarmi a un tavolo dove erano preparate delle bevande. Bevve rapidamente un sorso e mi chiese infine \u00aballora?\u00bb&#8221;<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u0160ostakovi\u010d lavor\u00f2 alacremente alla sinfonia pensando anche agli interpreti, ma <strong>la prima esecuzione, fissata per il 18 dicembre 1962, fu messa a rischio<\/strong>. Alcuni giorni prima, infatti, Nikita Chru\u0161\u010d\u00ebv aveva invitato molti rappresentanti dell&#8217;ambiente artistico a casa sua che divenne teatro di un violento alterco tra lo stesso Chru\u0161\u010d\u00ebv e Yevtushenko il quale accus\u00f2 il politico sovietico di antisemitismo. Oggetto del contenzioso era il primo movimento, nel cui testo poetico veniva evocato l&#8217;eccidio di duecentomila ebrei commesso dai nazisti presso Kiev che il regime sovietico non si era mai preoccupato di commemorare. Nonostante questo clima di tensione e le pressioni del ministero della cultura e del partito sul direttore Kirill Kondra\u0161in affinch\u00e9 ritirasse dal programma la sinfonia o almeno la eseguisse mutila del primo movimento, la <em>premi\u00e8re <\/em>ebbe luogo comunque nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca e con la partecipazione del basso <strong>Vitaly Gromadskij<\/strong> e dei bassi del <strong>Coro di Stato Repubblicano<\/strong>, del <strong>Coro dell&#8217;Istituto Gnessin<\/strong> e dell&#8217;<strong>Orchestra Filarmonica di Mosca<\/strong>. A questa esecuzione, rimasta memorabile in quanto capace di suscitare forti emozioni tra il pubblico tanto che molti dei presenti non riuscirono a trattenere le lacrime e Aram Khachaturian defin\u00ec la partitura semplicemente \u00abgeniale\u00bb, sulla \u00abPravda\u00bb, giornale ufficiale del partito, non fu dedicata che una riga; la vera stroncatura, per questa sinfonia, sarebbe arrivata, il 2 aprile 1963, dalle colonne della<em> \u00ab<\/em>Sovetskaya Belorussiya\u00bb (\u00abBiellorussia Sovietica\u00bb) dove, in un articolo, a Yevtushenko fu rimproverato di \u00abcorrer dietro a effetti a buon mercato\u00bb e \u0160ostakovi\u010d fu accusato di \u00abdisonore\u00bb.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YOmfNobfeqw\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il <strong>primo movimento<\/strong> (<em>Babi Yar<\/em>), che \u00e8 il pi\u00f9 drammatico, si presenta come una denuncia contro l&#8217;antisemitismo operata attraverso la rievocazione, quasi teatrale, di alcuni emblematici fatti storici, come l&#8217;antico Egitto, il caso Dreyfus, gli ebrei polacchi di Bialystockv, Anna Franck e infine l&#8217;eccidio di Babij Yar. La musica, che si snoda in un <em>Adagio<\/em> di carattere doloroso, trova uno dei suoi momenti di maggiore effetto nel momento in cui viene abbattuta la porta del luogo in cui era nascosta Anna Franck. Formalmente uno scherzo, il <strong>secondo movimento<\/strong> (<em>Humour<\/em>), che si presenta come una satira nei confronti del potere, rappresentato dai vari zar, re o dittatori, e della sua manifestazione costituita da insulse parate militari, \u00e8 basato sul tema della lirica &#8220;L&#8217;addio di Macpherson&#8221; tratta dalle <em>Sei romanze su versi di poeti inglesi<\/em>,<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em> Op. 62.<\/em> Di carattere cupo, il <strong>terzo movimento<\/strong> (<em>Al grande magazzino<\/em>), che si configura come un lamento che si conclude con una cadenza plagale di ascendenza liturgica, evoca la difficile vita delle donne sovietiche durante la guerra, elevandola al rango di dramma esistenziale. Il <strong>quarto movimento<\/strong>, il cui titolo <em>Paure<\/em> si riferisce al timore suscitato dall&#8217;opprimente dittatura di Stalin, \u00e8 intriso di suoni lugubri e rintocchi di campane, mentre una forma di resistenza, sia pure concepita solo nella mente, sembra insinuarsi attraverso una marcia cadenzata. Elementi autobiografici contraddistinguono l&#8217;<strong>ultimo movimento<\/strong>, il cui titolo <em>Una carriera<\/em> si riferisce a quella di Galilei il quale \u00e8 accusato dai due artisti di aver abiurato alle sue idee per ragioni di carriera; in realt\u00e0 dietro alla figura di Galilei c&#8217;\u00e8 quella di \u0160ostakovi\u010d costretto ad adottare comportamenti improntati a maggiore prudenza nei confronti del regime per ragioni di carriera. Musicalmente caratterizzato da toni buffi e leggeri, questo movimento si conclude con una pagina di grande suggestione con una bellissima melodia degli archi sull&#8217;accompagnamento della celesta.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sinfonia n. 13 in si bemolle minore &#8220;Babi Yar&#8221; per basso solista, coro maschile e orchestra Babi Yar [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":109003,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,26097,31611,26099,26098],"class_list":["post-100356","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-dmitrij-dmtrevic-sostakovic","tag-sinfonia-n-13-in-si-bemolle-minore-babi-yar","tag-vitaly-gromadskij","tag-yevgeni-yevtushenko"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100356","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100356"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100356\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":109005,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100356\/revisions\/109005"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/109003"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}