{"id":100412,"date":"2020-10-18T16:32:51","date_gmt":"2020-10-18T14:32:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=100412"},"modified":"2022-07-06T10:16:59","modified_gmt":"2022-07-06T08:16:59","slug":"jean-jacques-rousseau-1712-1778-le-devin-du-village-1752","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/jean-jacques-rousseau-1712-1778-le-devin-du-village-1752\/","title":{"rendered":"Jean-Jacques Rousseau (1712-1778): &#8220;Le devin du village&#8221; (1752)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"font-weight: 400;\"><em><strong>Jean-Jacques Rousseau<\/strong> (Ginevra, 28 giugno 1712 &#8211; Ermononville, 2 luglio 1778) &#8211; A 310 anni dalla nascita del compositore<br \/>\nInt\u00e9rmede in un atto, libretto e musica di Jean Jacques Rousseau. Prima rappresentazione: Fontainbleu, Teatro di Corte, 18 ottobre 1752.<\/em><br \/>\nQualche mese prima che Jean Jacques Rousseau scrivesse il suo &#8220;Devin du\u00a0 Village&#8221;, Il critico del Mercure de France, molto poco informato su questo argomento, come lo saranno molti altri critici\u00a0 del XIX e XX secolo, scriveva, a proposito di una sinfonia eseguita al Concert Spirituel, che la partitura era &#8220;<em>di un filosofo che ha come unico passatempo la musica &#8220;.<\/em> Una definizione\u00a0 frettolosa ed ingiusta, alla luce del fatto che Rousseau era diventato filosofo quasi per caso, partecipando nel 1750 al Concorso indetto dall&#8217; Accademia di Digione, e che fino a quel momento aveva considerato come sua vera professione quella del musicista. Non disdegnando neppure di fare il semplice copista di musica. La passione di Rousseau per la musica risaliva all&#8217;infanzia, quando il padre, maestro di danza a riposo, gli suonava qualche Minuetto sul violino o sulla &#8220;pochette&#8221; ( una specie di piccolo violino, proprio ingombrante adatto per andare a dare lezioni in giro) &#8220;quando la sua\u00a0 gli cantava delle piccole arie alla moda; o quando veniva portato in chiesa a Ginevra e ascoltava i\u00a0 salmi di Goudimel\u00a0 e Loys Bourgeois. La vocazione di musicista viene pi\u00f9 tardi, all&#8217;epoca in cui era alloggiato presso M.me Warens. Era entrato per suonare il flauto a becco nella scuola di canto annessa alla cattedrale di Annency, dove un\u00a0 maestro gli insegnava i rudimenti musicali. Rigoroso\u00a0 autodidatta esemplare, \u00e8 per\u00f2 essenzialmente sui libri che Rousseau ha compiuto i suoi veri studi, che non che non abbandon\u00f2 praticamente mai e che lo condussero ad assemblare il suo &#8221; Dictionnaire de Musique&#8221; (finito nel 1767), molte definizione del quale sono ancora oggi riprese pari pari. A\u00a0 20 anni, quando ancora risiedeva presso Chamb\u00e9ry,\u00a0 prov\u00f2\u00a0 a scrivere delle opere nello stile lullysta componendone, ovviamente, versi e musica. Sono rimasti dei frammenti allo stato di libretto di un &#8220;Iphis&#8221;\u00a0 e di una &#8220;D\u00e9couverte du nouveau monde&#8221;.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Rousseau compositore scrisse anche numerose romanze, canzoni e composizioni vocali su testi in francese e in italiano, un&#8217;opera incompiuta (&#8220;Daphnis et Chloe&#8221;, scritta negli ultimi anni di vita) e cinque\u00a0 motetti, alcune dei quali contengono pagine non prive di interesse. La produzione strumentale si riduce a quattro\u00a0 brani per due clarinetti,\u00a0 due arie per carillon, alla citata sinfonia e una marcia militare.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Nell&#8217;intento di riformare e modernizzare il teatro lirico, Rousseau si butt\u00f2 in modo forse eccessivo nella famosa &#8220;Querelles des bouffons&#8221; che a Parigi opponeva i sostenitori della musica francese a quelli della maniera italiana. Tutta la sua produzione di musicografo \u00e8 contraddistinta da una smisurata passione filo- italiana, ma i suoi eccessi di linguaggio non devono far dimenticare la positivit\u00e0\u00a0 di molte sue idee in materia di prosodia francese e di recitativo, che lo fecero apparire come un &#8220;Debussysta anzitempo&#8221;.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/912698812&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Jean-Jacques Rousseau (1712-1778): &quot;Le devin du village&quot; (1752)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/jean-jacques-rousseau-1712-1778-le-devin-du-village-1752\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Jean-Jacques Rousseau (1712-1778): &#8220;Le devin du village&#8221; (1752)<\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"font-weight: 400;\">A dispetto di quanto si \u00e8 scritto, &#8220;Le devin du village&#8221; non appartiene assolutamente al genere dell&#8217;Op\u00e9ra comique, ma piuttosto all&#8217;Opera, della quale possiede tutte le caratteristiche: nessun testo parlato, recitativo rilevante, vocalit\u00e0 in bella evidenza. L&#8217;intenzione dichiarata da Rousseau era quella di scrivere un Intermezzo alla maniera della &#8220;Serva padron&#8221;a di Pergolesi, ma l&#8217;Acad\u00e9mie Royale de Musique si rifiut\u00f2 di accettarla cos\u00ec e preg\u00f2 l&#8217;autore di scrivere un Ouverture e un divertimento danzato, per farne uno spettacolo pi\u00f9 completo e pi\u00f9 conforme al gusto del pubblico parigino del tempo.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;Ouverture \u00e8, chiaramente, di taglio italiano (vivace, adagio, vivace) ed \u00e8 lecito chiedersi se non sia pi\u00f9 semplicemente un rimaneggiamento di quella &#8220;Sinfonia per corni da caccia&#8221; data da Rousseau nel maggio 1751 ai\u00a0 Concert Spirituel. Le parti dei Corni, che non compaiono nell&#8217;edizione ufficiale, sono state ritrovate fra il materiale d&#8217;orchestra conservato nella biblioteca dell&#8217;Op\u00e9ra, cos\u00ec come la parte per flauti nell&#8217;Adagio. Per la realizzazione della strumentazione in genere si seguono le prescrizioni date dallo stesso Rousseau alla\u00a0 voce, &#8220;Copista&#8221; del suo Dizionario.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Le arie, sono notevoli per il carattere spontaneo e allegro che le ha fatte accogliere nel repertorio della musica popolare del tempo. I recitativi, forma alla quale musicista ha dedicato il meglio di s\u00e9, a paragone di quelli di Lully, la cui tradizione interpretativa si era purtroppo alterata e di quelli forse un po&#8217; troppo accademici alla Rameau, sorpresero e conquistarono gli ascoltatori del tempo per la vivacit\u00e0 e la naturalezza della declamazione. Ancora nel 1814,\u00a0 se ne scriveva giudicandoli\u00a0 superiori a quelli dell&#8217;opera italiana che tanto piaceva a Napoleone. Il divertimento finale, con la presenza del coro,\u00a0 era di concezione nuovissima: i danzatori mimavano per la prima volta in teatro un azione drammatica completa, intervallata dall&#8217;intervento dei cantanti.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jean-Jacques Rousseau (Ginevra, 28 giugno 1712 &#8211; Ermononville, 2 luglio 1778) &#8211; A 310 anni dalla nascita del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":100418,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[26160,14671,26159,26158],"class_list":["post-100412","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-andreas-reize","tag-approfondimenti","tag-jean-jacques-rousseau","tag-le-devin-du-village"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100412","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100412"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100412\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":100417,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100412\/revisions\/100417"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100418"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100412"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100412"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100412"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}