{"id":100420,"date":"2020-10-19T01:17:52","date_gmt":"2020-10-18T23:17:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=100420"},"modified":"2020-10-19T01:17:52","modified_gmt":"2020-10-18T23:17:52","slug":"richard-wagner-1813-1883-tannhauser-1845","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/richard-wagner-1813-1883-tannhauser-1845\/","title":{"rendered":"Richard Wagner (1813-1883): &#8220;Tannh\u00e4user&#8221; (1845)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><strong>Tannh\u00e4user<\/strong> <\/em>(o <em>Danhauser<\/em> secondo altre versioni) \u00e8 un personaggio storico, uno degli ultimi trovatori del XIII secolo, vissuto girovagando tra i paesi dell\u2019Occidente e dell\u2019Oriente, pago delle sue scelte e non perdendo mai l\u2019allegria e il buon umore nonostante la miseria abituale alla quale era costretto dalla sua vita grama; \u00e8 ricordato fra coloro che parteciparono alla Crociata indetta da Federico II e acquist\u00f2 fama per essere stato l\u2019autore di un gran numero di poesie penitenziali ed erotiche che gli guadagnarono l\u2019epiteto di <em>poeta maledetto<\/em>. Federico il Bellicoso, avendogli concesso un <em>beneficium <\/em>corrispondente ad un feudo dove egli si stabil\u00ec in via definitiva, gli permise di imprimere una svolta alla sua vita, abbandonando le sue precedenti esperienze di girovago. Nei due secoli successivi le sue poesie licenziose e spregiudicate ebbero una discreta diffusione e nell\u2019Ottocento furono ripubblicate offrendo materia per altre narrazioni e testi poetici agli intellettuali e letterati del tempo, tra cui <strong>Heine<\/strong> autore di un suo <em>Tannh\u00e4user<\/em>. Wagner ebbe l\u2019occasione di leggere \u2013 e la sua creativit\u00e0 ne fu stimolata \u2013 sia il racconto di Heine che quello di <strong>E. T. A. Hoffmann<\/strong> <em>La gara dei maestri cantori<\/em>, contenuto nella raccolta <em>I fedeli di San Serapione<\/em>, e ne trasse, unificandone gli intrecci, il contenuto per un melodramma abbozzato gi\u00e0 nella primavera del\u00a0 1842 con il titolo originario di <em>Venusberg<\/em> (Monte di Venere), poi modificato, per suggerimento dell\u2019editore Meser, nel titolo indicativo della doppia saga <strong><em>Tannh\u00e4user und der S\u00e4ngergrieg auf der Wartburg <\/em><\/strong>(<em>Tannh\u00e4user ovvero Il torneo poetico della Wartburg<\/em>) in quanto la parola Venusberg (ossia Monte di Venere) poteva alludere non solo alla mitica localit\u00e0, ma anche un punto del corpo femminile su cui gli insegnanti e gli studenti di anatomia sogliono riferirsi <em>con ributtante trivialit\u00e0.<\/em><em>\u00a0 <\/em><strong>L\u2019opera, completata nella primavera del 1845, fu rappresentata per la prima volta il 19 ottobre dello stesso anno al teatro di Dresda<\/strong>, ma dal pubblico, che rimase profondamente deluso nelle sue aspettative \u2013 pensava di assistere ad un nuovo <em>grand-op\u00e9ra<\/em> simile al <em>Rienzi <\/em>\u2013 non fu bene accolta; essa, tuttavia, fu tenacemente difesa dal suo autore, che non prese in considerazione, almeno non subito, la sua triplice ambiguit\u00e0: \u2018\u2019nella concezione, nella struttura e nella scrittura\u2019\u2019. Egli, in seguito, l\u2019avrebbe rimaneggiata pi\u00f9 volte, migliorandone alcune parti, ma sul <em>Tannh\u00e4user<\/em> sarebbero stati espressi, da parte dei critici, pareri opposti: sarebbe stata un\u2019opera, per alcuni, di transizione, per altri, di anticipazione della\u00a0 \u2018\u2019musica dell\u2019avvenire\u2019\u2019.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xZAYzSyd7ck\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<strong><em>Atto primo<\/em><\/strong><strong>. <\/strong>Tannh\u00e4user, accolto nella Venusberg (La Montagna di Venere) dalla dea dell\u2019amore, ma ormai stanco della lunga relazione erotica durante la quale era stato soggiogato dai piaceri sensuali, cerca di fuggire spinto dal desiderio di tornare fra gli uomini per soffrire e amare con loro e come loro. Venere, ancora innamorata del bel Tannh\u00e4user e desiderosa di trattenerlo presso di s\u00e9, fa il possibile per dissuaderlo dal proposito di allontanarsi, ma il giovane, irremovibile, dopo aver rivolto una commovente preghiera alla Vergine Maria, fa ritorno nella sua terra, la Turingia, da lui molto amata per la bellezza dei suoi paesaggi e per il carattere accogliente e socievole dei suoi abitanti; egli, infatti, \u00e8 accolto calorosamente dallo stesso Langravio e dalla sorella Elisabetta che, innamorata del giovane, non ha mai smesso di attenderne pazientemente il ritorno.<br \/>\n<strong><em>Atto secondo<\/em><\/strong><strong>. <\/strong>Alla presenza del Langravio, della principessa e della corte, si sta svolgendo la gara fra i cantori che, con i loro canti intonati per l\u2019occasione, inneggiano all\u2019amor cortese e puro. Tannh\u00e4user \u00e8 l\u2019unico partecipante che, in base all\u2019esperienza erotica fatta nel Venusberg, si discosta dagli altri ed eleva un inno all\u2019amore sensuale. I nobili presenti alla gara, indignati per il comportamento, a loro giudizio offensivo, del poeta maledetto, sguainano minacciosamente le spade per aggredirlo, ma la principessa Elisabetta interviene per difenderlo con il dire che spetta solo al pontefice Urbano II, quale Vicario di Cristo, giudicare e, all\u2019occorrenza, concedere il perdono per il peccato commesso. Il poeta maledetto parte per Roma con un gruppo di pellegrini nella speranza di chiedere il perdono al papa il quale non glielo concede subito, ma si limita a consegnargli un bastone intagliato su legno destinato a rimanere inaridito per l\u2019eternit\u00e0.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Z2AvJvi69y0\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe> <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Atto terzo.<\/em><\/strong> Mentre Elisabetta prega per Tannh\u00e4user del quale chiede invano notizie ai pellegrini, il cantore errante, disperato, va alla ricerca del Venusberg, il monte infernale, in ci\u00f2 aiutato dalla stessa Venere che, non avendo abbandonato la speranza di ricondurlo a s\u00e9, nonostante in precedenza fosse stato fedifrago, gli appare; ancora una volta la principessa Elisabetta interviene in soccorso dell\u2019uomo amato e, morendo, viene accolta in cielo fra i santi e, in terra, elevata agli onori degli altari. Elisabetta compie il miracolo di far rifiorire il bastone inaridito e Tannh\u00e4user, ottenuto cos\u00ec il perdono dei suoi peccati e definitivamente redento, raggiunge in cielo la donna amata.<br \/>\n<strong>Il dramma<\/strong>, ancota una volta autobiografico, si sviluppa sulla contrapposizione tra colpa e perdono, tra l\u2019amore sensuale, incarnato dalla dea pagana Venere, e l\u2019amore casto della principessa Elisabetta, che redime l\u2019uomo amato e lo riunisce a s\u00e9 in un tempo senza tempo, l\u2019eternit\u00e0 della beatitudine celeste. La funzione redentrice della donna e, pi\u00f9 in generale, dell\u2019amore, esaltata anche nel <em>Tannh\u00e4user<\/em>, diventa, cos\u00ec, una costante della produzione letteraria e musicale di Wagner che con questo dramma ha voluto consegnare ai propri connazionali un\u2019opera <em>in toto<\/em> tedesca, tale da non contenere pi\u00f9 elementi imitativi di altri compositori, soprattutto stranieri. <\/span><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tannh\u00e4user (o Danhauser secondo altre versioni) \u00e8 un personaggio storico, uno degli ultimi trovatori del XIII secolo, vissuto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":100424,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[1689,3721,173,400],"class_list":["post-100420","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-nikolaus-lehnhoff","tag-philippe-jordan","tag-richard-wagner","tag-tannhauser"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100420","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100420"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100420\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":100423,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100420\/revisions\/100423"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100424"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}