{"id":100502,"date":"2020-10-30T11:20:21","date_gmt":"2020-10-30T10:20:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=100502"},"modified":"2020-10-30T11:25:10","modified_gmt":"2020-10-30T10:25:10","slug":"intervista-a-vincenzina-ottomano-vincitrice-del-premio-internazionale-rotary-club-parma-giuseppe-verdi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/intervista-a-vincenzina-ottomano-vincitrice-del-premio-internazionale-rotary-club-parma-giuseppe-verdi\/","title":{"rendered":"Intervista a Vincenzina Ottomano, vincitrice  del Premio Internazionale Rotary Club Parma \u00abGiuseppe Verdi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Come nacque <i>Falstaff<\/i>, ultimo titolo del catalogo Verdiano?<\/strong> Quali furono le fasi della lunghissima gestazione? Come Verdi lavor\u00f2 per costruirne la struttura e l\u2019orchestrazione? A dare risposte a queste domande \u00e8 volto il progetto di ricerca della dott.ssa <strong>Vincenzina Ottomano, vincitrice della XIX edizione del Premio Internazionale Rotary Club Parma \u00abGiuseppe Verdi\u00bb,<\/strong> ideato e finanziato dal Rotary in collaborazione con l\u2019Istituto Nazionale di Studi Verdiani. Per farlo, la dott.ssa Ottomano (senior researcher presso l\u2019Istituto di Musicologia dell\u2019Universit\u00e0 di Berna e collaboratrice scientifica del Centro Studi Luciano Berio di Firenze) lavorer\u00e0 in particolare su schizzi e abbozzi autografi di Giuseppe Verdi provenienti da Villa Verdi a Sant\u2019Agata, attualmente conservati presso l\u2019Archivio di Stato di Parma.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b>Perch\u00e9 ha scelto <\/b><i><b>Falstaff<\/b><\/i><b> come oggetto della sua ricerca?<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u00abQuesto progetto \u00e8 nato come una sfida, come del resto fu una sfida la composizione dell\u2019opera. All\u2019epoca Verdi, pur gi\u00e0 il massimo compositore italiano, aveva superato da un po\u2019 il settantesimo compleanno e nessuno avrebbe potuto immaginare che potesse cimentarsi nella composizione di un\u2019altra opera. Falstaff inoltre \u00e8 una commedia, un genere che aveva sempre affascinato Verdi \u2013 nonostante il sonoro fiasco del primo tentativo con Un giorno di regno. Ma a fine Ottocento, questo genere non aveva pi\u00f9 quell\u2019importanza che aveva goduto durante la stagione di Rossini e Donizetti. Anche per questo Falstaff lasci\u00f2 pubblico e critica senza parole: la complessit\u00e0 delle strutture, i nuovi colori timbrici, il linguaggio musicale e quello del libretto di Boito, sempre al confine tra triviale e citazioni colte, ne facevano un\u2019opera \u201cdifficile\u201d da comprendere\u00bb.<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b>Quali e quanti sono i documenti relativi a <\/b><i><b>Falstaff<\/b><\/i><b> presenti a Parma?<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u00ab\u00c8 difficile fare una stima precisa, perch\u00e9 ancora non ho avuto visione diretta di questi materiali, ma mi sono basata su alcuni dati forniti in una prima descrizione curata dalla dott.ssa Alessandra Carlotta Pellegrini (gi\u00e0 direttore scientifico dell\u2019INSV), pubblicata in uno degli ultimi numeri dell\u2019annuario Studi Verdiani. Sappiamo che ci sono tre buste che riguardano Falstaff, contenenti 446 \u00abmezzi fogli\u00bb, corrispondenti a 892 pagine. Si tratta di materiali molto eterogenei: frammenti, schizzi, abbozzi, note manoscritte. Ma \u00e8 possibile che carte relative a quest\u2019opera siano anche \u201cmigrate\u201d in altri fascicoli, quindi sar\u00e0 necessario passare in rassegna anche documenti relativi ad altre opere\u00bb.<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b>Cosa si aspetta da questa ricerca?<br \/>\n<\/b><\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00abQuesti manoscritti sono come una macchina del tempo, attraverso di loro possiamo tornare indietro e cercare di ricostruire le tappe che hanno portato alla stesura dell\u2019opera: dall\u2019idea germinale, a melodie elaborate, attraverso materiali che mostrano idee pi\u00f9 avanzate, sino ad arrivare a veri e propri abbozzi continuativi di sezioni dell\u2019opera. Tutto questo ci pu\u00f2 raccontare come \u00e8 nato Falstaff, e ci aiuta a seguire il pensiero di Verdi, i suoi ripensamenti, le correzioni, come \u00e8 arrivato alla forma definitiva\u00bb.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b>Oltre agli schizzi e abbozzi presenti nell\u2019Archivio di Stato a Parma, quali altre fonti intende usare?<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u00abChieder\u00f2 di consultare il carteggio Verdi-Ricordi 1889-1891, custodito presso l\u2019Archivio Ricordi di Milano e non ancora pubblicato, e alcune carte relative a Falstaff conservate nel Museo Teatrale alla Scala, provenienti dalla collezione privata di Arturo Toscanini. Inoltre, presso l\u2019avr\u00f2 modo di visionare in copia digitale la partitura autografa di Verdi, il libretto manoscritto di Arrigo Boito e la bozza della riduzione per canto e pianoforte dell\u2019opera con le correzioni autografe di Verdi. Cercher\u00f2 naturalmente di avvalermi anche degli studi gi\u00e0 fatti sull\u2019argomento, per esempio quello sulla genesi del libretto boitiano svolto da Massimiliano Locanto o l\u2019edizione degli schizzi di La traviata a cura di Fabrizio Della Seta. Infine \u00e8 possibile che si trovino materiali relativi a Falstaff in altre sedi: intendo per esempio fare una ricognizione tra le carte inedite di Arrigo Boito donate da Andrea Carandini al Conservatorio \u201cArrigo Boito\u201d di Parma, nel maggio 2019, che potrebbero rivelare nuovi dettagli sul rapporto tra Boito e Verdi\u00bb.<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b>Come si articoler\u00e0 la sua ricerca?<br \/>\n<\/b><\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00abHo previsto pi\u00f9 fasi. I documenti provenienti da Villa Sant\u2019Agata sono documenti di lavoro del compositore, parte di quella che ho chiamato la sua \u201cofficina\u201d, e per tanto non sono stati immaginati per una posterit\u00e0. Sono materiali privati, su cui l\u2019operista scrisse addirittura la frase <\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cAbbruciate tutto questo pacco di carte\u201d<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">, ma chiss\u00e0, magari proprio per incuriosire chi sarebbe arrivato dopo di lui. Ecco perch\u00e9 il primo lavoro necessario \u00e8 cercare di classificare i documenti con un inventario dettagliato e di dare un ordine diacronico. Come dicevo dovr\u00f2 fare ricerche anche in altri fascicoli riguardanti opere attigue. Insomma \u00e8 un\u2019indagine degna di Sherlock Holmes\u00bb.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b>Quali le fasi successive?<br \/>\n<\/b><\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00abMi concentrer\u00f2 su cosa possono raccontare questi materiali: quali furono i problemi nella genesi di questa opera? Come \u00e8 cambiato il modo di comporre di Verdi rispetto alle opere precedenti? Falstaff colpisce per la lunga genesi, per la fluidit\u00e0 della forma, per un modo di scrivere e concepire la musica molto diverso rispetto ai lavori precedenti. Il lavoro di indagine sugli abbozzi e schizzi ci pu\u00f2 rivelare molto su questo cambiamento di prospettiva. Spero insomma di poter dare alcune risposte a domande che per molti decenni hanno tormentato gli studiosi. Infine vorrei andare oltre, con un\u2019indagine ermeneutica su questi materiali per capire cosa rappresenta Falstaff nel panorama di fine secolo, anche in rapporto ad altri compositori contemporanei e successivi\u00bb.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b>Questi studi potrebbero influire sulla prassi esecutiva dell\u2019opera?<br \/>\n<\/b><\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00abBisogna distinguere. Il lavoro di un\u2019edizione critica cerca di restituire un testo pi\u00f9 vicino possibile alle intenzioni di Verdi e soprattutto di fornire un testo \u201cpratico\u201d per l\u2019esecuzione dell\u2019opera. Lo studio di schizzi e abbozzi si occupa di materiali che, se vogliamo, raccontano l\u2019opera \u201cprima dell\u2019opera\u201d: vi sono sezioni scartate, idee allo stato embrionale che poi sono state sviluppate&#8230; un processo intellettuale. Ma ognuno di essi serve a chiarire, a gettare una nuova luce su tante problematiche sia delle edizioni sia degli esecutori. \u00bb.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b>Quali i tempi di svolgimento della sua ricerca?<br \/>\n<\/b><\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00abCredo che il limite dei tre anni possa essere rispettato. Per una prima fase della ricerca soggiorner\u00f2 a Parma quattro mesi. Lo studio confluir\u00e0 in un volume monografico dedicato al processo creativo di Falstaff \u00bb.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b>Che opportunit\u00e0 rappresenta per lei il Premio <\/b><b>Internazionale Rotary Club Parma <\/b><b>\u00ab<\/b><b>Giuseppe Verdi<\/b><b>\u00bb<\/b><b>?<br \/>\n<\/b><\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00abRappresenta innanzitutto la possibilit\u00e0 di fare ricerca in Italia, cosa non sempre facile, e di potermi concentrare su un\u2019opera a cui tengo moltissimo. Ma rappresenta anche la possibilit\u00e0 di valorizzare attraverso lo studio e la ricerca un patrimonio di inestimabile valore. Il Premio Rotary ha un ruolo molto consistente nel rendere tutto questo realizzabile. A esso si aggiungono il contributo del Fondo Nazionale Svizzero e la disponibilit\u00e0 del Dipartimento di Musicologia dell\u2019Universit\u00e0 di Berna a sostenere il mio lavoro e a garantire questo primo periodo di quattro mesi per svolgere le mie ricerche a Parma\u00bb.<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come nacque Falstaff, ultimo titolo del catalogo Verdiano? Quali furono le fasi della lunghissima gestazione? 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