{"id":100550,"date":"2020-11-17T14:17:27","date_gmt":"2020-11-17T13:17:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=100550"},"modified":"2020-11-17T14:17:27","modified_gmt":"2020-11-17T13:17:27","slug":"johann-simon-mayr-1763-1845-le-due-duchesse-ossia-la-caccia-dei-lupi-1814","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/johann-simon-mayr-1763-1845-le-due-duchesse-ossia-la-caccia-dei-lupi-1814\/","title":{"rendered":"Johann Simon Mayr (1763 &#8211; 1845). &#8220;Le due duchesse, ossia La caccia dei lupi\u201d (1814)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Opera semiseria in due atti su libretto di Felice Romani. <strong>Young-Jun Ahn<\/strong> (Edgard), <strong>Jaegyeong Jo<\/strong> (Loredano), <strong>Eun-Hye Choi<\/strong> (Malvina), <strong>Markus Sch\u00e4fer<\/strong> (Enrico), <strong>J\u00f6rn Lindemann<\/strong> (Artur), <strong>Harald Thum<\/strong> (Ruggiero), <strong>Tina Marie Herbert <\/strong>(Laura), <strong>Anna Feith<\/strong> (Betzi), <strong>Samuel Hasselhorn<\/strong> (Berto), <strong>Niklas Mallmann<\/strong> (Guglielmo), <strong>Andreas Mattersberger<\/strong> (Pietro).<\/em> <strong>Simon Mayr Chorus<\/strong>\u00a0 e membri del <strong>Bavarian State Opera Chorus<\/strong>, <strong>Theona Gubba-Chkeidze<\/strong> (maestro del coro); <strong>Concerto de Bassus<\/strong>, <strong>Franz Hauk<\/strong> (direttore). Registrazione: Kongregationssaal, Neuburg an der Donau, 18-27 settembre 2017.<strong> 2 CD NAXOS 8.660422-23<\/strong> \/ <strong>2020<\/strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Tuy2Dz7rM3w\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La vita musicale italiana tra gli ultimi anni del Settecento e il pieno affermarsi del genio di Rossini \u00e8 un cantiere sperimentale in cui concezioni diverse del futuro dell\u2019opera s\u2019incontrano e scontrano senza che ancora appaia chiara la linea che risulter\u00e0 vincitrice. Questa situazione spiega l\u2019assenza di autentici capolavori sulla scena italiana a differenza di quanto accade ad esempio in Francia dove la linea neo-classico imperiale sta vivendo una stagione Sfolgorante.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Tra i protagonisti pi\u00f9 interessanti di quella stagione \u00e8 Johann Simon Mayr, bavarese di nascita, cresciuto nel solco della tradizione del classicismo viennese evidente soprattutto nella cura della scrittura orchestrale arricchita di un senso melodico di chiaro gusto italiano ereditato soprattutto da compositori napoletani della fine del Settecento. In pochi anni Mayr conquista con i maggiori palcoscenici italiani. Nel 1813 a Genova mette in scena \u201c<em>La rosa bianca e la rosa rossa<\/em>\u201d ispirata alla guerra civile inglese del tardo XV secolo con il libretto affidato al giovane talento di Felice Romani.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019ambientazione medioevale inglese e la collaborazione con Romani si ritrovano nel 1814 quando alla Scala viene presentata \u201c<em>Le due duchesse, ossia La caccia dei lupi<\/em>\u201d. La vicenda \u00e8 ispirata a una tragedia di William Mason che rileggeva con gusto neoclassico le tragiche vicende delle lotte di potere nell\u2019Inghilterra anglosassone ai tempi di re Edgardo il Pacifico (943-975) e di Aelfthryth del Wessex. Il tema era gi\u00e0 servito da modello a Giovanni Paisiello che nel 1972 ne aveva presentato a Napoli una versione su libretto di Ranieri de Calzabigi con il finale modificato per inserire il lieto fine d\u2019ordinanza.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il libretto di de Calzabigi insieme alla versione francese di Louis-Charles Caignez per le musiche di Adrien Quisain rappresenta il diretto modello di Romani. Quello che si nota \u00e8 un anticlimax progressivo dalla tragedia di Manson al dramma a lieto fine di Paisiello fino alla nuova versione di Mayr \u2013 Romani in cui l\u2019opera acquisisce caratteri decisamente semiseri. La scelta del dramma semiserio \u00e8 probabilmente dovuto alla ricerca di una maggior libert\u00e0 rispetto alle convenzioni formali dell\u2019opera seria. Rispetto ai modelli si nota una deriva in senso larmoyante della protagonista \u2013 che muta anche il nome di Elfrida in quello ossianico di Malvina \u2013 e vede l\u2019introduzione dei personaggi buffi del guardiacaccia Berto e di Laura domestica di Malvina.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La presente registrazione \u2013 eseguita presso la Kongregationssaal di Neuburg an der Donau nel settembre 2017 \u2013 permette di godere di un\u2019opera caratterizzata da una freschezza inventiva e da una piacevolezza di ascolto davvero apprezzabili. Se in altri lavori di Mayr ci era parso di ascoltare un alto mestiere non sempre affiancato da un\u2019ispirazione altrettanto alata qui, invece, nel clima pi\u00f9 leggero e stilizzato dell\u2019opera semiseria, Mayr appare particolarmente a proprio agio. Conosce e si muove con naturalezza tra i vari stilemi, alterna serio e comico con maestria sia nel rapporto tra i numeri della partitura sia all\u2019interno di un singolo brano \u2013 si veda la cavatina di Edgar costruita secondo i pi\u00f9 rigorosi stilemi dello stile serio ma che nella stretta evolve in un l\u00e4ndler di carattere spiccatamente popolare \u2013 raggiungendo un perfetto equilibrio.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">In molti punti \u00e8 evidente come l\u2019astro nascente di Rossini influenzi certe soluzioni del vecchio maestro ma Mayr riesce sempre a mantenere una sua individualit\u00e0, in quest\u2019opera colpisce una sensibilit\u00e0 gi\u00e0 decisamente pre-romantica che non solo emerge dal colore medioevale che si sparge sulla vicenda \u2013 con cori di cacciatori e canzoni trobadoriche a creare la giusta atmosfera \u2013 ma soprattutto nei sentori elegiaci e melanconici che anticipano la generazione dei Dioscuri di cui uno \u2013 Donizetti \u2013 fu di Mayr il pi\u00f9 geniale allievo.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Protagonista di questa riscoperta \u00e8 <strong>Franz Hauk<\/strong> sicuramente il pi\u00f9 fervente sostenitore della causa di Mayr ai nostri tempi e responsabile anche dell\u2019edizione critica dell\u2019opera. Alla guida degli abituali complessi del <strong>Concerto de Bassus<\/strong> \u2013 formato dai migliori studenti della Hochschule fur Musik und Theater Munchen \u2013 e del <strong>Simon Mayr Chorus<\/strong> (rinforzato da membri dell\u2019Opera di Stato bavarese). Il direttore conosce questa musica alla perfezione e la esalta al meglio evidenziandone la ricchezza della scrittura orchestrale, la raffinatezza timbrica, la seducente facilit\u00e0 melodica. L\u2019ottima qualit\u00e0 di ripresa al riguardo aiuta a dare una visione pienamente convincente almeno per questo aspetto.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">I problemi emergono \u2013 inevitabilmente \u2013 passando al cast. Queste opere erano pensate per compagnie di autentici fuoriclasse \u2013 alla prima scaligera parteciparono tra gli altri due leggende della vocalit\u00e0 belcantista come Giovanni David (Edgard) e Filippo Galli (Loredano) \u2013 mentre oggi le grandi produzioni sembrano disinteressate a questo repertorio lasciato a realt\u00e0 pi\u00f9 piccole che,\u00a0 che per ovvie ragioni, non possono schierare cast rilevanti. Questa compagnia \u00e8 composta da cantanti giovani e volenterosi che fanno quanto possono davanti a una partitura complessa, uscendone\u00a0 in modo comunque onorevole. Una pecca \u2013 riscontrabile in quasi tutti gli interpreti \u2013 \u00e8 una certa estraneit\u00e0 alle ragioni profonde del canto italiano, la mancanza d\u2019interpreti madrelingua \u00e8 evidente nel frasggio \u2013 non sempre impeccabile\u00a0 &#8211; ma anche nell\u2019impostazione tecnica e nell\u2019emissione pi\u00f9 &#8220;alla tedesca&#8221;.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Eun-Hye Choi<\/strong> \u00e8 una Malvina dalla voce piccola ma agile, precisa e musicale. La natura \u00e8 di soprano lirico-leggero e nei momenti pi\u00f9 drammatici si sente la mancanza di una maggior robustezza ma nel canto pi\u00f9 lirico si fa apprezzare cos\u00ec come pulite sono le colorature. Al suo fianco si apprezzano la convinzione e le qualit\u00e0 espressive della Laura di <strong>Tina Marie Herbert<\/strong>, il cui timbro pi\u00f9 morbido crea un buon contrasto con la padrona. Chiude il lotto delle parti femminili la brillante Betzi di <strong>Anna Feith<\/strong>.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Young-Jun Ahn<\/strong> (Edgar) \u00e8 un tenore lirico dalla voce luminosa e squillante e dall\u2019apprezzabile squillo acuto ma paga pi\u00f9 di altri una sostanziale estraneit\u00e0 all\u2019emissione italiana. <strong>Markus Sch\u00e4fer<\/strong> canta con gusto e senso dello stile la parte del Conte Enrico ma il timbro delicato manca un poco di autorevolezza. Apprezzabile l\u2019impegno di <strong>Samuel Hasselhorn<\/strong> nella parte del cacciatore Berto cui \u00e8 affidata la brillante canzone \u201c<em>Ascoltate figlie oneste<\/em>\u201d tutta intrisa di sapore popolaresco. La voce per\u00f2 \u00e8 fin troppo chiara e come sempre le parti di buffo sono quelle che pi\u00f9 risentono del non controllo della lingua essendo le pi\u00f9 legate al gioco delle inflessioni e dei dettagli espressivi del testo. <strong>Jaegyeong Jo<\/strong> \u00e8 un Loredano di buona presenza vocale e funzionali le parti di fianco. Opera da conoscere e che si spera possa attirare l\u2019attenzione anche di strutture con maggiori possibilit\u00e0 rispetto alla pur meritoria iniziativa di Neuburg.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera semiseria in due atti su libretto di Felice Romani. 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