{"id":100705,"date":"2020-11-27T11:55:25","date_gmt":"2020-11-27T10:55:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=100705"},"modified":"2020-11-27T22:27:23","modified_gmt":"2020-11-27T21:27:23","slug":"jules-massenet-1842-1912-sapho-1897","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/jules-massenet-1842-1912-sapho-1897\/","title":{"rendered":"Jules Massenet (1842 &#8211; 1912): &#8220;Sapho&#8221; (1897)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Pi\u00e8ce lyrique in cinque atti su libretto di Henri Cain\u00a0e di Arthur Bern\u00e8de, dal romanzo omonimo di Alphonse Daudet. Prima rappresentazione: Parigi, Op\u00e9ra-Comique, 27 novembre 1897.<\/em><br \/>\nQuest&#8217;opera pu\u00f2 essere considerata un omaggio a Alphonse Daudet, al quale Massenet era legato da una lunghissima e sincera amicizia. Quando nel 1884 era stato pubblicato il romanzo <em>Sapho<\/em> e l\u2019anno dopo era stata data in teatro una sua rielaborazione come <em>pi\u00e8ce <\/em>teatrale, Massenet aveva provato un forte interesse per questo personaggio desiderando ardentemente, come era avvenuto per <em>Manon<\/em>, di metterlo in scena, ma varie circostanze ne avevano ritardato l\u2019attuazio-ne. Il compositore francese riprese il progetto quando venne a conoscenza della grave malattia che aveva colpito Daudet\u00a0e lo complet\u00f2 in pochi mesi, da maggio a dicembre del 1896. <strong>Alla prima rappresentazione avvenuta il 27 novembre 1897<\/strong><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><\/a> fu presente lo scrittore che il giorno dopo invi\u00f2 a Massenet un biglietto nel quale si legge: <em>Io sono felice del suo grande successo. Con Massenet e Bizet<\/em><em>\u00a0non omnis moriar<\/em>. Lo scrittore francese mor\u00ec alcuni mesi dopo e al suo funerale, celebrato solennemente nella chiesa di Sainte-Clotilde, dopo il <em>Dies irae<\/em>, fu eseguita <em>La<\/em> <em>solitude<\/em> di <em>Sapho<\/em>, <em>entr\u2019acte<\/em> del quinto atto.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Pur conservando una certa fedelt\u00e0 al testo del romanzo, non sfuggono alcune differenze tra cui la pi\u00f9 importante consiste nella collocazione temporale della storia<\/strong>; nel romanzo, che si svolge secondo tempi e rapporti reali, manca quella nostalgia del passato evidengte gi\u00e0 nel primo atto quando Jean esordisce ricordando la Provenza, sua terra natia, a differenza del protagonista del romanzo che manifesta anzi una vera repulsione per essa. Proprio questo ritorno continuo della memoria fa s\u00ec che la realt\u00e0 scorra o in senso retrospettivo verso il passato o avanzi verso il futuro.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/937296886&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Jules Massenet (1842 - 1912): &quot;Sapho&quot; (1897)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/jules-massenet-1842-1912-sapho-1897\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Jules Massenet (1842 &#8211; 1912): &#8220;Sapho&#8221; (1897)<\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La scena si apre su un ballo<\/strong> mascherato in casa dello scultore Caoudal dove il giovane provenzale Jean Gaussin incontra la modella Fanny Legrand conosciuta come Sapho. I due si innamorano immediatamente e lasciano la festa e vanno a vivere a casa di Jean dove un giorno arrivano i genitori del ragazzo C\u00e9saire e Divonne insieme alla nipote Ir\u00e8ne. Tuttavia non saranno loro a contrastare questa relazione quanto Caoudal e i suoi amici incontrati a Ville-d\u2019Avray; questi informano Jean \u00a0del turbolento passato di Fanny al punto da indurlo a lasciare la donna dopo una violenta lite. La giovane non si rassegna e raggiunge Jean ad Avignone supplicandolo inutilmente di ritornare con lei e, dopo aver fatto ritorno a Ville-d\u2019Avray, decide di rinunciare al suo amore e alla sua vita passata per dedicarsi al figlio nato da una sua relazione con un falsario. Jean, per\u00f2, pentito, la raggiunge, ma \u00e8 troppo tardi perch\u00e9 la donna non vuole pi\u00f9 tornare con lui. <strong>Di questa opera esistono due versioni: la prima rappresentata all\u2019Op\u00e9ra-Comique il 27 novembre 1897 <\/strong>con <strong>Emma Calv\u00e9<\/strong>\u00a0(Fanny Legrand &#8220;Sapho&#8221;), e <strong>Julia Guiraudon<\/strong>\u00a0(Ir\u00e8ne), <strong>Charlotte Wyns<\/strong>\u00a0(Divonne), <strong>Julien Lepestre<\/strong>\u00a0(Jean Gaussin), <strong>Andr\u00e9e Gresse<\/strong>\u00a0(C\u00e9saire) diretti da <strong>Jules Danb\u00e9<\/strong>, e una seconda andata in scena il <strong>22 gennaio 1909<\/strong> sempre all\u2019Op\u00e9ra-Comique con <strong>Marguerite Carr\u00e9<\/strong>. In quest\u2019ultima versione Massenet, su richiesta di Albert Carr\u00e9, aggiunse un nuovo atto, detto <em>tableau des<\/em> <em>lettres<\/em>, scritto in parte <em>ex-novo<\/em> e spostando i brani di Jean (<em>Sapho! Quelle infamie!<\/em>) e di Fanny (<em>Retourne chez le tiens!<\/em>). Unanimi furono i consensi della stampa per la prima versione; Arthur Pougin\u00a0su \u00abLe M\u00e9nestrel\u00bb scrisse:<br \/>\n<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8220;Non ho potuto, in questa fredda analisi, fare risaltare tutte le qualit\u00e0 che caratterizzano la nuova opera del signor Massenet: la preoccupazione della verit\u00e0 della declamazione, il cui accento \u00e8 sempre pieno di giustezza e di sobriet\u00e0; la franchezza e l\u2019eleganza dell\u2019armonia, cos\u00ec come l\u2019elasticit\u00e0 e la grazia delle modulazioni; la ricerca costante del ritmo, che \u00e8 la base stessa del discorso melodico; infine la cura riservata alla strumentazione, che ci offre un\u2019orchestra sempre sonora senza rigidit\u00e0, sempre armoniosa senza pretesa, sempre delicata, elegante, fertile di sorprese, e scrive con un\u2019abilit\u00e0, una conoscenza e una distribuzione dei timbri che pochi artisti sarebbero capaci di uguagliare. Ma \u00e8 soprattutto nel suo insieme che bisogna apprezzare l\u2019opera, e questo insieme che colpir\u00e0 e sedurr\u00e0 il pubblico&#8221;.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Positivo fu anche il giudizio del compositore Alfred Bruneau, gi\u00e0 allievo di Massenet al Conservatorio, che, nella sua recensione uscita su \u00abLe Figaro\u00bb, afferm\u00f2:<br \/>\n<em>&#8220;<\/em><\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Si conosce l\u2019elasticit\u00e0 del signor Massenet a trasformarsi interamente rimanendo se stesso. Credevamo di non ignorare nessuna delle facce del suo talento e ci sbagliavamo, poich\u00e9 la sua ultima partitura, sulla cui firma non ci si potrebbe ingannare per un minuto, non assomiglia per nulla alla sue maggiori. Ho parlato del sistema vocale e strumentale scelto, questa volta, dal compositore. Di una chiarezza perfetta, non permettendo alcun equivoco, \u00e8 applicato con rigore straordinario, una volont\u00e0 sorprendente. Il canto resta il padrone sovrano, l\u2019unico dispensatore dell\u2019effetto cercato e trovato, e l\u2019orche-stra, sua umile schiava, lo accompagna, lo sostiene, senza avere mai un ruolo preponderante o attivo. Il quartetto d\u2019archi, la maggior parte del tempo, \u00e8 protagonista e, dal suo fondo armonico, sgorga qua e l\u00e0 qualche zampillo del flauto, dell\u2019oboe, del fagotto&#8221;.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019attenzione riservata da Massenet al canto, notata da Bruneau, caratterizza gi\u00e0 il brevissimo preludio strutturato interamente sull\u2019appassionato tema della protagonista e, se la musica \u00e8 certamente pi\u00f9 vivace nella rappresentazione della festa da Caoudal sulla quale si apre il primo atto, un acceso lirismo, intriso di malinconia, ritorna nell\u2019aria di Jean, <em>Qu\u2019il est loin mon pays<\/em>, caratterizzata da ampie aperture melodiche che permettono di coprire l\u2019ottava nel giro di poche battute.<br \/>\nIl secondo atto si apre con la provenzale <em>Chanson de Magali<\/em>, intonata da Jean e dal padre C\u00e9saire e lasciata da Massenet nella lingua originale, a differenza di quanto fece Gounod\u00a0che la tradusse in francese. Tutto l\u2019atto secondo disegna un ambiente piccolo borghese e trova il suo punto culminante nel duetto con Fanny che, a un certo punto, intona la <em>Chanson de Magali<\/em>. Un altro duetto tra Jean e Fanny apre il terzo atto, uno splendido quadro di vita <em>bohemi\u00e8nne<\/em> che trova uno dei suoi momenti pi\u00f9 qualificanti nel terzetto dei suonatori ambulanti. Un quadro pi\u00f9 intimistico \u00e8, invece, dipinto nella seconda scena dell\u2019atto, una pagina che sembra tratta direttamente dal <em>Werther<\/em>\u00a0nella quale Jean, leggendo alcune lettere, evoca nostalgicamente la Provenza. Echi di brani precedentemente ascoltati, come la ripresa della <em>Chanson de Magali<\/em> e di <em>Si j\u2019avais un jour<\/em>, contraddistinguono la parte inziale del quarto atto che si conclude con alcune delle pagine pi\u00f9 intensamente liriche della produzione di Massenet, tra cui spicca il cantabile <em>Pendant un an je fus ta femme<\/em>, pieno di sentimento.<br \/>\nIntrodotto da una breve pagina sinfonica, chiamata\u00a0 <em>Solitude<\/em> dall\u2019epigrafe, il cui carattere malinconico \u00e8 reso perfettamente dalla raffinata scrittura orchestrale, il quinto atto \u00e8 dominato dall\u2019ultimo duetto tra Jean e Sapho con un diafano violino solista che scava nell\u2019intimo dei protagonisti.<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0 <em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00e8ce lyrique in cinque atti su libretto di Henri Cain\u00a0e di Arthur Bern\u00e8de, dal romanzo omonimo di Alphonse [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":100711,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[21216,26453,26448,26451,14317,13442,12822,334,14205,26452,13443,5371,25427],"class_list":["post-100705","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-alphonse-daudet","tag-andree-gresse","tag-arthur-bernede","tag-charlotte-wyns","tag-emma-calve","tag-henri-cain","tag-jules-danbe","tag-jules-massenet","tag-julia-guiraudon","tag-julien-lepestre","tag-marguerite-carre","tag-opera-comique","tag-sapho"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100705","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100705"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100705\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":100710,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100705\/revisions\/100710"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100711"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100705"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100705"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100705"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}