{"id":100767,"date":"2020-12-05T21:32:19","date_gmt":"2020-12-05T20:32:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=100767"},"modified":"2020-12-06T17:46:46","modified_gmt":"2020-12-06T16:46:46","slug":"i-concerti-online-del-teatro-sociale-di-rovigo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/i-concerti-online-del-teatro-sociale-di-rovigo-2\/","title":{"rendered":"I concerti online del Teatro Sociale di Rovigo (2)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Rovigo, Teatro Sociale, \u201cIl Teatro Sociale online\u201d<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u201cSUONA OGNI LABBRO IL MIO NOME\u201d. Gli uomini di Verdi<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Basso <strong>Giacomo Prestia<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Baritono<strong> Simone Piazzola<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Pianoforte<strong> Francesco Rosa<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Presentazione<strong> Andrea Zanforlin<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Regia <strong>Ivan Stefanutti<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Musiche di Giuseppe Verdi<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Rovigo, sabato 28 novembre 2020 &#8211; in streaming<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u201cMELODIA E ANIMA\u201d. Bellini e le sue donne<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Soprano<strong> Claudia Pavone<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Pianoforte<strong> Francesco Rosa,<\/strong> <strong>Andrea Mariani<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Presentazione<strong> Andrea Zanforlin<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Regia <strong>Ivan Stefanutti<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Musiche di Vincenzo Bellini, Franz Liszt<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Rovigo, domenica 29 novembre 2020 &#8211; in streaming<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_9qDbCh_vIs\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Per il secondo fine settimana con i concerti <em>online<\/em>, il Teatro Sociale di Rovigo prosegue nella sua pregevole rassegna, proponendo due voci maschili che non potrebbero essere pi\u00f9 verdiane: il basso <strong>Giacomo Prestia<\/strong> e il baritono <strong>Simone Piazzola<\/strong>, accompagnati da <strong>Francesco Rosa<\/strong>, al pianoforte gi\u00e0 nel primo concerto. \u00abO tu Palermo\u00bb, dai <em>Vespri Siciliani<\/em>, con Prestia, presenta lo spirito di tutto il concerto, animato dai brani pi\u00f9 compresi di passione politica e di dolore personale delle opere verdiane della maturit\u00e0. Segue \u00abO de\u2019 verd\u2019anni miei\u00bb, da <em>Ernani<\/em>, con Piazzola magistrale nei passaggi di registro e nella solidit\u00e0 dell\u2019emissione. Dopo due arie solistiche di rispettiva presentazione, prende avvio una serie di magnifici duetti che \u00e8 la cifra pi\u00f9 originale del concerto. La differenza tra le due voci di Prestia e Piazzola (non solo nel registro, ovviamente, ma nella grana, nel timbro, nella proiezione e nel tipo di fraseggio) contribuisce a un innesto di stili e di interpretazioni che esprime la grandezza drammaturgica di Verdi molto pi\u00f9 di quanto potrebbe il canto di una sola voce. \u00abA te l\u2019estremo addio\u00bb dal <em>Simon Boccanegra<\/em>, con il successivo duetto, \u00e8 un momento di forte suggestione, in cui la maestosit\u00e0 di Prestia si coniuga con la lirica generosit\u00e0 di Piazzola. \u00abM\u2019ardon le tempia\u00bb, ancora dal <em>Simone<\/em>, \u00e8 davvero l\u2019elegiaco congedo di un corsaro in lotta con i fantasmi della sua storia, in cui Piazzola fa sfoggio della duttilit\u00e0 della propria linea di canto. Poi interviene Prestia, anch\u2019egli molto compreso nel personaggio di Fiesco (seppure messo in difficolt\u00e0 da alcune puntature della tessitura). In questo secondo duetto si apprezza particolarmente la base strumentale di Rosa, capace di ricreare al pianoforte gli accenti di tragico rimpianto e i rintocchi di morte della partitura originale. \u00abQuel vecchio maledivami\u00bb, da <em>Rigoletto<\/em>, \u00e8 altra grande scena in cui si oppongono due uomini corrotti dalla malvagit\u00e0. La morte di Rodrigo (\u00abFelice ancor io son\u00bb), dal <em>Don Carlo<\/em>, \u00e8 pagina di complessa rappresentazione dell\u2019uomo politico verdiano, affidato alla voce ormai ben riscaldata di Piazzola, che porge le frasi dell\u2019aria \u00abPer me giunto \u00e8 il d\u00ec supremo\u00bb con naturalezza, senza alcuna forzatura, per poi fraseggiare in piano il passaggio \u00abMorire io dovevo e tu regnar &#8230;\u00bb. \u00abRestate &#8230; O signor, di Fiandra arrivo\u00bb, ancora dal <em>Don Carlo<\/em>, \u00e8 il duetto con cui il concerto si conclude, in un\u2019atmosfera di responsabilit\u00e0 politiche, angosce familiari e aspirazioni libertarie; insomma, la pagina verdiana pi\u00f9 adatta per suggellare un concerto improntato alla gravit\u00e0 (del repertorio, ma anche del momento che tutti stiamo vivendo). Ancora una volta la lapidea emissione di Prestia e gli squilli appassionati di Piazzola costruiscono un mosaico di toni e di considerazioni sull\u2019esistenza collettiva. La tragedia incombe, ma almeno la musica si chiude con note positive &#8211; come suggerisce una delle ultime frasi intonate dal baritono &#8211; di speranza per un futuro imminente: \u00abInaspettata aurora in ciel appar &#8230;\u00bb.<br \/>\n<\/span><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/nuTxubza4q0\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019ultimo concerto della serie, \u201cMelodia e anima. Bellini e le sue donne\u201d, \u00e8 l\u2019unico veramente solistico, in quanto vi compare la sola voce del giovane soprano <strong>Claudia Pavone<\/strong>, accompagnata ancora dal pianista <strong>Francesco Rosa<\/strong> in un repertorio di arie di grande impegno. \u00abOh! S\u2019io potessi dissipar le nubi &#8230; Col sorriso d\u2019innocenza &#8230; O sole\u00bb, da <em>Il Pirata<\/em>, apre il <em>recital<\/em> con una scena di esasperata allucinazione, che il soprano formula efficacemente sin dalle prime battute. La scelta di eseguire tutte e tre le parti di cui si compone il numero permette al soprano di alternare momenti di elegia e di esaltazione, in particolare nella cabaletta finale, in cui \u00e8 pregevole l\u2019emissione degli acuti. Analoga atmosfera si respira in \u00abO rendetemi la speme &#8230; Qui la voce sua soave &#8230; Vien, diletto\u00bb da <em>I Puritani<\/em>; anche qui Pavone d\u00e0 il meglio della sua preparazione vocale nella rappresentazione espressiva del personaggio pi\u00f9 che nella resa delle agilit\u00e0. Quale intermezzo strumentale, <strong>Andrea Mariani<\/strong> esegue il <em>Sonetto 104 del Petrarca<\/em> (\u00abPace non trovo, et non \u00f2 da far guerra\u00bb) di Franz Liszt, da <em>Ann\u00e9es de P\u00e8l\u00e9rinage. Deuxi\u00e8me Ann\u00e9e<\/em>: una riflessione pianistica di grande virtuosismo, perfetta per intervallare la serie di arie belliniane. \u00abOh! Se una volta sola &#8230; Ah! Non credeva mirarti &#8230; Ah! Non giunge uman pensiero\u00bb, da <em>La Sonnambula<\/em>, \u00e8 forse il brano pi\u00f9 intenso del concerto: il soprano attacca le frasi con grande precisione, in piano o pianissimo, modulando il fiato con naturalezza e spontaneit\u00e0 (in realt\u00e0 frutto di una tecnica assai perfezionata), con un porgere tanto delicato quanto capace di sostenere il suono (come si apprezza soprattutto nell\u2019impervia cabaletta). Qui la voce della Pavone fa ripensare alla scuola belcantistica italiana pi\u00f9 illustre e antica, secondo cui dalla parola e dall\u2019affetto che essa sprigiona dipendono i valori e l\u2019espressivit\u00e0 musicale. \u00abCasta Diva &#8230; Ah! Bello a me ritorna\u00bb, da <em>Norma<\/em>, conclude il concerto in termini di grandezza musicale e interpretativa: al velo di cui si sveste la luna druidica si accompagna la naturale, leggera, velatura della voce di Claudia Pavone, una delle cifre della sua bellezza e delicatezza. Alla fine, agli applausi interni del Teatro Sociale si aggiunge l\u2019ovazione degli spettatori virtuali, che durante tutto il concerto hanno pubblicato numerosi commenti entusiastici, decisamente meritati, per la prova del soprano. Per il futuro imminente, l\u2019augurio di ritornare presto a poter godere di tutte le voci del Teatro Sociale di Rovigo dal vivo, e poter ringraziare gli artisti per la loro professionalit\u00e0 e generosit\u00e0.<br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rovigo, Teatro Sociale, \u201cIl Teatro Sociale online\u201d \u201cSUONA OGNI LABBRO IL MIO NOME\u201d. 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