{"id":100994,"date":"2022-05-28T01:12:36","date_gmt":"2022-05-27T23:12:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=100994"},"modified":"2022-05-28T01:12:36","modified_gmt":"2022-05-27T23:12:36","slug":"annie-fischer-1914-1995-secrets","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/annie-fischer-1914-1995-secrets\/","title":{"rendered":"Annie Fischer (1914\u20131995): &#8220;Secrets&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>CD 1: Franz Schubert: Piano Sonata in A minor, D.845<\/em><\/strong><em> (registrazione 24 gennaio 1978)<\/em><em>; <\/em><strong><em>Franz Schubert: Piano Sonata in A major, D.959\u00a0<\/em><\/strong><em>(registrazione 17 febbraio 1978). <\/em><em><br \/>\n<strong>CD 2: Robert Schumann: Fantasiest\u00fccke, Op. 12 <\/strong>(registrazione 4 marzo 1981); <strong>Robert Schumann: Kreisleriana, Op. 16\u00a0<\/strong>(registrazione 26 febbraio 1978). <strong>Fryderyk Chopin: Nocturne in C sharp minor, Op. 27 No. 1\u00a0<\/strong>(registrazione 17 febbraio 1978). <\/em><strong>Annie Fischer\u00a0<\/strong>(pianoforte). T. Time: 64&#8242; 54&#8243; (CD 1). T. Time: 64&#8242; 07&#8243; (CD 2). <strong>2 CD Hungaroton HCD 32845\u201346<\/strong><br \/>\nAutentica leggenda della tastiera,\u00a0<strong>Annie Fischer <\/strong>(Budapest 1914 &#8211; Budapest 1995) ebbe un rapporto alquanto difficile con le registrazioni. Come ricordato, infatti, dal pianista e compositore ungherese Zolt\u00e1n Kocsis, la Fischer \u00a0<em>fu cos\u00ec ostile al microfono quanto il microfono a lei. <\/em>Annie Fischer non amava registrare in sala d&#8217;incisione, nonostante lo abbia fatto tra gli anni Cinquanta e Sessanta per l&#8217;etichetta HMV e negli anni Settanta per la Hungaroton. In realt\u00e0 non tutte queste registrazioni, nelle quali il suono appare spesso opaco e fragile, sono di alto livello e se quella del <em>Primo concerto <\/em>di Liszt, inciso per la HMV negli anni Sessanta, \u00e8 deludente per i tempi troppo lenti imposti dal direttore Otto Klemperer, quelle dell&#8217;integrale delle sonate di Beethoven per la Hungaroton furono &#8220;rinnegate&#8221; dalla stessa Fischer che, non soddisfatta, ne viet\u00f2 la pubblicazione. Queste incisioni sono state pubblicate, infatti, solo dopo la sua morte. In sala d&#8217;incisione <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">al<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">la grande artista, molto probabilmente, mancava quel pubblico con il quale la Fischer ebbe sempre un rapporto privilegiato sin dal suo primo concerto, quando, ancora bambina, nel 1925, esord\u00ec all&#8217;Accademia musicale Ferenc Liszt di Budapest eseguendo il secondo e il terzo movimento del <em>Concerto in do maggiore<\/em> per pianoforte e orchestra di Beethoven. In quell&#8217;occasione l&#8217;autorevole critico Alad\u00e1r T\u00f3th, che la Fischer avrebbe sposato nel 1937, scrisse:<br \/>\n<em>&#8220;Ha conquistato il pubblico con una sbalorditiva differenziazione del ritmo, una visione interiore decisamente artistica, e ultimo ma non meno importante, la sua abbagliante, pura capacit\u00e0 tecnica. Su questo non ci possono essere dubbi: ci troviamo di fronte a una genuina personalit\u00e0 con un talento interpretativo&#8221;.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/9PWfRcGJtys\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/em>Da quel primo concerto la carriera di Annie Fischer fu costellata da successi e, spesso, da trionfi, come \u00e8 dimostrato dall&#8217;ultimo concerto nel 1994, un anno prima della morte. In quell&#8217;occasione, dopo aver eseguito il <em>Concerto in la maggiore K. 488\u00a0<\/em>di Mozart, la pianista concesse numerosi <em>bis<\/em> con musiche di Schubert e Chopin a un pubblico entusiasta che assistette, di fatto, a un recital della diva. Delle interpretazioni di Annie Fischer sarebbero rimaste solo le suddette incisioni, che non le rendono giustizia, nonostante ve ne siano alcune pregevoli come quella del <em>Terzo Concerto<\/em> di Beethoven o della <em>Kreisleriana <\/em>di Schumann, e le registrazioni dal vivo dei concerti per pianoforte e orchestra ripresi dalle radio o dalle televisioni, se Anna D\u00e9v\u00e9ny, una fisioterapista appassionata di musica, che aveva raccolto fotografie, documenti scritti e altro materiale riguardante la pianista anche con l&#8217;aiuto della sorella minore di quest&#8217;ultima, Magda Fischer,\u00a0 dagli anni Sessanta non avesse registrato di nascosto quasi tutti i concerti con un semplice registratore che, ben collocato in modo da catturare il suono, ha consentito di 8ottenere dei prodotti di buona qualit\u00e0. In uno di questi concerti accadde, per\u00f2, un episodio imbarazzante: nel momento in cui venne acceso il registratore si sentirono le grida trionfali di un noto commentatore di calcio. La Fischer inizi\u00f2 a suonare senza battere ciglio, anche se le fu chiaro dal primo momento che qualcuno, avendo premuto per sbaglio il pulsante della radio al posto di quello del registratore, la <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">stesse registrando. La verit\u00e0 emerse qualche tempo dopo, quando, dopo un concerto, l&#8217;artista, dando un passaggio in macchina ad Anna D\u00e9v\u00e9ny, not\u00f2 il registratore, limitandosi a dire in seguito al suo autista: &#8220;Bene, Anna D\u00e9v\u00e9ny registra i miei concerti di nascosto&#8221;. Per il resto non parl\u00f2 mai di ci\u00f2 con la D\u00e9v\u00e9ny n\u00e9 protest\u00f2, forse perch\u00e9 lei spesso registrava se stessa quando provava a casa da sola per ascoltarsi e, quindi, migliorare le sue interpretazioni.<br \/>\nRaccolte in seguito in ben 25 CD, le &#8220;registrazioni-pirata&#8221; di <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Anna D\u00e9v\u00e9ny, che, pur essendo state fatte con modalit\u00e0 quasi amatoriali, sembrano realizzate per la qualit\u00e0 del suono con strumenti professionali,\u00a0 costituiscono un documento di indubbio valore storico oltrech\u00e9 musicale e rivelano meglio la vera arte della Fischer pi\u00f9 di quanto non lo facciano le incisioni in studio nei confronti delle quali sono pi\u00f9 genuine perch\u00e9 ritraggono l&#8217;artista nell&#8217;atto performativo. Di queste registrazioni nei presenti due CD, dedicati a <strong>Schubert<\/strong> con l&#8217;esecuzione della <strong><em>Sonate in la minore D.845 <\/em><\/strong>e di quella <strong><em>in la maggiore <\/em><em>D.959 <\/em><\/strong>il primo<strong>, <\/strong>e a <strong>Schumann<\/strong> (<em><strong>Fantasiest\u00fccke, Op. 12<\/strong><\/em> e <em><strong>Kreisleriana, Op. 16<\/strong><\/em>) e <strong>Chopin<\/strong> (<em>Notturno in do diesis minore op. 27 n. 1<\/em>) il secondo, \u00e8 pubblicata solo una piccola parte, limitata, infatti, a tre concerti del 1978 e a uno del 1981.<br \/>\nAutentici documenti storici, questi CD costituiscono la testimonianza tangibile delle doti di <strong>Annie Fischer <\/strong>dallo splendido tocco, evidente nei brani maggiormente connotati in senso espressivo come il secondo movimento della <em>Sonata in la maggiore\u00a0<\/em>di Schubert o <em>Warum?<\/em> di <em>Fantasiest\u00fccke <\/em>di Schumann o ancora il <em>Notturno in do diesis minore <\/em>eseguito in modo coinvolgente, al perfetto controllo delle dinamiche sempre ben accentuate che rivelano le grandi capacit\u00e0 di interprete della Fischer, esaltate da brani ricchi di tensione come <em>In der Nacht<\/em> dai <em>Fantasiest\u00fccke<\/em>.\u00a0 Si tratta di due meravigliosi CD veramente coinvolgenti e di due testimonianze della grande arte interpretativa\u00a0 di Annie Fischer.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CD 1: Franz Schubert: Piano Sonata in A minor, D.845 (registrazione 24 gennaio 1978); Franz Schubert: Piano Sonata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":101035,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[26744,26741,146,15867,2426,5238,26743,968,26742],"class_list":["post-100994","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-anna-deveny","tag-annie-fischer","tag-cd","tag-cd-e-dvd","tag-franz-schubert","tag-fryderyk-chopin","tag-hungaroton","tag-robert-schumann","tag-secrets"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100994","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100994"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100994\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":105462,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100994\/revisions\/105462"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/101035"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}