{"id":101294,"date":"2021-02-06T18:47:45","date_gmt":"2021-02-06T17:47:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=101294"},"modified":"2021-02-07T15:55:53","modified_gmt":"2021-02-07T14:55:53","slug":"franz-schubert-1797-1828-sinfonia-n-9-in-do-maggiore-d-944-la-grande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/franz-schubert-1797-1828-sinfonia-n-9-in-do-maggiore-d-944-la-grande\/","title":{"rendered":"Franz Schubert (1797 \u2013 1828):  Sinfonia n. 9 in do maggiore D. 944 \u201cLa grande\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Franz Schubert <\/span><\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">(Liechtenthal 1797 \u2013 Vienna 1828)<\/span><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Sinfonia n. 9 in do maggiore D. 944 \u201cLa grande\u201d<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Andante, Allegro ma non troppo-<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Andante con moto-<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Scherzo: Allegro vivace-F<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">inale: Allegro vivace<br \/>\n<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cLo dico subito apertamente: chi non conosce questa Sinfonia conosce ancor poco lo Schubert; e questa lode pu\u00f2 sembrare appena credibile se si pensa a tutto quello che Schubert ha gi\u00e0 donato all\u2019Arte\u201d<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Questa perentoria affermazione di Robert Schumann, tratta da un suo articolo intitolato <em>La sinfonia in do maggiore di Franz Schubert <\/em>e pubblicato nel 1840 sulla rivista da lui stesso fondata e diretta, \u00abNeue Zeitschrift f\u00fcr Musik\u00bb, costituisce un\u2019autorevole testimonianza dell\u2019importanza di questo capolavoro sinfonico, riscoperto proprio da Schumann mentre era in visita a Vienna nel mese di gennaio del 1839, come egli stesso ebbe modo di raccontare sempre nello stesso articolo:<br \/>\n<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cTornando a casa, mi venne in mente che viveva ancora un fratello di Schubert, Ferdinand, che, come sapevo, Schubert stesso aveva amato assai. Andai tosto da lui e lo trovai somigliante al fratello (secondo l\u2019aspetto del busto che vidi accanto alla tomba del maestro), pi\u00f9 piccolo, ma saldamente complesso, e nell\u2019espressione del suo viso si leggeva lealt\u00e0 e musica in egual misura [\u2026]. Egli mi raccont\u00f2 e mi fece vedere molte cose, alcune delle quali, colla sua autorizzazione, erano state anche prima comunicate alla Rivista sotto il titolo di Reliquie [\u2026]. Fra l\u2019altro, mi vennero mostrate le partiture di parecchie sinfonie, molte delle quali non sono ancora state eseguite, anzi spesso furono messe da parte, dopo ritoccate perch\u00e9 troppo difficili e troppo ampollose [\u2026]. Chi sa quanto tempo anche la Sinfonia, di cui oggi parliamo, sarebbe rimasta coperta di polvere e nell\u2019oscurit\u00e0, s\u2019io non mi fossi tosto inteso con Ferdinand Schubert d\u2019inviarla a Lipsia alla direzione del Gewandhaus ed all\u2019artista stesso che li dirige [Mendelssohn], al cui acuto sguardo difficilmente sfugge la pi\u00f9 timida bellezza sbocciante, e perci\u00f2 tanto meno quella splendida e magistralmente abbagliante. Cos\u00ec si realizz\u00f2 la cosa. La sinfonia giunse a Lipsia, venne udita, compresa, di nuovo udita con gioia e quasi universalmente ammirata. L\u2019operosa casa editrice Breitkopf ed Haertel compr\u00f2 l\u2019opera e la privativa, ora finalmente \u00e8 pronta nelle parti, e presto lo sar\u00e0 in partitura, come noi desideriamo per l\u2019utilit\u00e0 e il bene di tutti\u201d.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Un alone di mistero avvolge, tuttavia, la genesi e la composizione di questo preziosissimo gioiello sinfonico, riportato da Schumann alla luce dalle tenebre di un baule; secondo un\u2019ipotesi formulata dal musicologo M. Brown la <strong><em>Sinfonia in do maggiore \u201cLa grande\u201d<\/em><\/strong> corrisponderebbe ad una <em>Sinfonia<\/em>, composta nel 1825, della quale si fa cenno in alcune lettere di Schubert e in particolare in una del 31 marzo 1824 indirizzata a Leopold Kupelwieser, nella quale si legge:<br \/>\n<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cIn fatto di Lieder non ho scritto gran che di nuovo, ma in compenso mi sono esercitato in numerosi lavori strumentali: ho scritto due Quartetti\u2026 e un Ottetto, e ho in mente di scrivere un altro quartetto. Voglio cos\u00ec preparami a comporre una grande sinfonia\u201d.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Dall\u2019epistolario di Schubert si ricava, inoltre, che il compositore inizi\u00f2 a lavorare ad una sinfonia tra giugno e luglio del 1825 mentre si trovava nell\u2019incantevole localit\u00e0 di Gmunden e che la complet\u00f2 non molto tempo dopo durante un soggiorno a Gastein. Di questa sinfonia, chiamata <em>Gmunden-Gastein<\/em> dai luoghi in cui fu composta, si persero completamente le tracce tanto che uno dei pi\u00f9 importanti biografi di Schubert, Alfred Einstein, fratello del noto fisico Albert, si rammaric\u00f2 del fatto che il compositore non la invi\u00f2 alla casa editrice Schott, come promesso in una lettera del 21 febbraio 1827, commentando:<br \/>\n<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cE pensare che egli avrebbe potuto inviare anche questa sinfonia [la Gmunden-Gastein], che forse sarebbe cos\u00ec giunta fino a noi!\u201d<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Alcuni recenti esami, condotti sul manoscritto, del quale sono state analizzate la calligrafia e la qualit\u00e0 della carta, sembrano, per\u00f2, confermare l\u2019ipotesi di Brown. Hilmar, che ha avuto modo di analizzare il manoscritto, ha sostenuto, confermando l\u2019identificazione della <em>Grande <\/em>con la <em>Gmunden-Gastein<\/em>, che la data di composizione apposta sull\u2019autografo \u00e8 il 1825 e non il 1828, anno in cui la sinfonia sarebbe stata completata, e che la qualit\u00e0 della carta e la calligrafia farebbero pensare ad un\u2019elaborazione piuttosto lunga; probabilmente la sinfonia era stata sicuramente completata entro il 1826, dal momento che Schubert in quell\u2019anno la invi\u00f2 con una dedica alla Societ\u00e0 Filarmonica di Vienna che la rifiut\u00f2 giudicandola <em>troppo lunga e troppo difficile<\/em>.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La <em>Sinfonia<\/em> fu eseguita, per la prima volta, al Gewandhaus di Lipsia il 21 marzo 1839 dopo la segnalazione di Schumann, a cui si fa riferimento nell\u2019articolo precedentemente citato, sotto la direzione di Mendelssohn che, avendo intuito di trovarsi di fronte ad un capolavoro, la am\u00f2 particolarmente e la diresse per altre due volte. La <em>Sinfonia<\/em> non ebbe la stessa fortuna alla prima londinese e a quella parigina; qui l\u2019orchestra diretta da Habeneck nel 1844 si rifiut\u00f2 di proseguire nell\u2019esecuzione dopo il primo movimento. Nel frattempo anche la Societ\u00e0 Filarmonica di Vienna il 15 dicembre del 1839 aveva deciso di eseguire la sinfonia inserendola in un programma piuttosto strano per le nostre abitudini; furono eseguiti, infatti, soltanto i primi due movimenti intercalati da un\u2019aria tratta dalla <em>Lucia di Lammermoor<\/em> di Donizetti. L\u2019ascolto parziale della sinfonia non imped\u00ec ad un anonimo recensore dell\u2019\u00abAllgemeine Musikalische Anzeiger\u00bb di stroncarla e di esprimere un giudizio affrettato e per nulla condivisibile:<br \/>\n<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cDopo i due movimenti di questa Sinfonia, nessuno pu\u00f2 mettere in dubbio il fatto che Schubert avesse una profonda conoscenza dell\u2019arte della composizione; ci sembra per\u00f2 che egli non sapesse padroneggiare con altrettanta sicurezza le masse tonali. Cos\u00ec questa Sinfonia \u00e8 una specie di schermaglia di strumenti, da cui non riesce ad emergere un disegno efficace. A dire il vero c\u2019\u00e8 un filo rosso che si snoda attraverso l\u2019intero lavoro, ma \u00e8 troppo stinto perch\u00e9 si possa individuarlo sempre con precisione. A mio parere quest\u2019opera sarebbe stato meglio lasciarla dov\u2019era\u201d.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Non si pu\u00f2 non sottoscrivere, invece, il giudizio di Schumann il quale nel gi\u00e0 citato articolo rilev\u00f2 con fine ed acuta intelligenza che:<br \/>\n<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cIn questa sinfonia si cela qualcosa di pi\u00f9 di una semplice melodia e dei sentimenti di gioia e di dolore che la musica ha gi\u00e0 espresso altre volte in cento modi; essa ci conduce in una regione dove non possiamo ricordare d\u2019essere gi\u00e0 stati prima: per consentire in tutto ci\u00f2, si deve ascoltare profondamente una simile opera. Oltre ad una magistrale tecnica musicale della composizione, qui c\u2019\u00e8 la vita in tutte le sue fibre, il colorito sino alla sfumatura pi\u00f9 fine, v\u2019\u00e8 significato dappertutto, v\u2019\u00e8 la pi\u00f9 acuta espressione del particolare e soprattutto infine v\u2019\u00e8 diffuso il romanticismo che gi\u00e0 conosciamo in altre opere di Franz Schubert\u201d.<br \/>\n<\/span><\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=kNocKxKd8-I&#038;ab_channel=unopocomaestro\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=kNocKxKd8-I&amp;ab_channel=unopocomaestro<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La sensazione di essere trasportati in un mondo sconosciuto si avverte gi\u00e0 dall\u2019ascolto dell\u2019<em>Andante<\/em> introduttivo del <strong>primo movimento<\/strong>; \u00e8 questa, infatti, una pagina intensamente evocativa, aperta dai corni che introducono il tema e conclusa da un\u2019intensa perorazione che conduce all\u2019<em>Allegro ma non troppo<\/em> in forma-sonata con un primo tema energico a cui si contrappone il secondo affidato ai legni. Un terzo tema, esposto dai tromboni, introduce la coda della lunga esposizione del movimento. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La cantabilit\u00e0, presente nella produzione liederistica di Schubert, \u00e8 trasferita dalla voce agli strumenti nel lirico <strong>secondo movimento<\/strong>, <em>Andante con moto<\/em>, oscillante dal punto di vista formale tra il <em>Rond\u00f2<\/em> e le variazioni, la cui struttura \u00e8 riassumibile nello schema A-B-A\u2019-B\u2019-A\u2019\u2019. Dopo un inizio misterioso l\u2019incantevole voce dell\u2019oboe introduce un tema cantabile e di straordinaria bellezza mentre ogni parte viene ripresa in una forma variata. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Una scrittura energica ed un\u2019eleganza viennese si mescolano in una perfetta fusione nello <strong><em>Scherzo<\/em> <\/strong>nel quale spicca il tema popolaresco esposto dagli archi a cui rispondono i legni. Molto elegante \u00e8 il tema del <em>Trio<\/em>, nel quale alcune armonie di <em>dominante<\/em> conferiscono ad alcuni passi una certa forma di inquietudine tutta romantica. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Di straordinaria vitalit\u00e0 ritmica \u00e8 l\u2019<strong>ultimo movimento<\/strong>, <em>Allegro vivace<\/em>, in forma-sonata, aperto da un tema pieno di slancio con il suo ritmo puntato a cui si contrappone un secondo tema pi\u00f9 cantabile sul quale \u00e8 strutturata quasi interamente la sezione di sviluppo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franz Schubert (Liechtenthal 1797 \u2013 Vienna 1828) Sinfonia n. 9 in do maggiore D. 944 \u201cLa grande\u201d Andante, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":94627,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,22371],"tags":[2426,26976,11235],"class_list":["post-101294","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-franz-schubert","tag-franz-schubert","tag-sinfonia-n-9-in-do-maggiore-d-944-la-grande","tag-wolfgang-sawallisch"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101294","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=101294"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101294\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/94627"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=101294"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=101294"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=101294"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}