{"id":101686,"date":"2021-03-20T17:43:02","date_gmt":"2021-03-20T16:43:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=101686"},"modified":"2021-03-20T17:43:02","modified_gmt":"2021-03-20T16:43:02","slug":"wolfgang-amadeus-mozart-1756-1791-concerto-in-mi-bemolle-maggiore-per-due-pianoforti-e-orchestra-kv-365","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wolfgang-amadeus-mozart-1756-1791-concerto-in-mi-bemolle-maggiore-per-due-pianoforti-e-orchestra-kv-365\/","title":{"rendered":"Wolfgang Amadeus Mozart (1756 \u2013 1791): &#8220;Concerto in mi bemolle maggiore per due pianoforti e orchestra KV 365&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><strong>Wolfgang Amadeus Mozart <\/strong>(Salisburgo 1756 \u2013 Vienna 1791)<\/em><br \/>\nConcerto in mi bemolle maggiore per due pianoforti e orchestra KV 365 (316a nell\u2019edizione riveduta del catalogo K<sup>6<\/sup>)<strong><br \/>\n<\/strong>Allegro-Andante- Rondeau. Allegro<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Tra il 15 e il 16 gennaio del 1779 <strong>Mozart<\/strong> aveva fatto ritorno a malincuore nella sua citt\u00e0 natale, Salisburgo, dopo il lungo soggiorno parigino che era stato, per il giovane compositore, ricco di importanti esperienze umane e musicali. A Salisburgo Mozart pot\u00e9 riabbracciare le persone pi\u00f9 care, la sorella e il padre, che si erano prodigati per accoglierlo calorosamente e rendergli la stanza pi\u00f9 comoda arredandola con un armadio nuovo e con il vecchio clavicordo; egli, cos\u00ec, ritorn\u00f2, sia pure controvoglia, alle dipendenze della corte dell\u2019arcivescovo Colloredo, in qualit\u00e0 di organista, incarico verso il quale mostr\u00f2 di avere sempre molte riserve e una profonda insoddisfazione, di cui una traccia significativa \u00e8 contenuta in una lettera indirizzata al padre l\u20198 aprile 1781:<br \/>\n<em>\u201cSprecare la propria giovent\u00f9 nell\u2019inattivit\u00e0 e in un posto cos\u00ec miserabile, \u00e8 cosa assai triste e anche un danno\u201d.<br \/>\n<\/em>Nonostante ci\u00f2 questo periodo fu particolarmente fecondo compositivo per Mozart, che, circondato dal calore degli affetti familiari, scrisse, molto probabilmente per la sorella, il <strong><em>Concerto \u201ca due cimbali\u201d<\/em><\/strong>, titolo originario successivamente cambiato in quello attuale. Di questo concerto Mozart fece due diverse versioni delle quali la prima, il cui organico era semplicemente formato oltre che dagli archi, da due oboi, da due fagotti e da due corni, fu eseguita in forma privata a Salisburgo agli inizi del 1779, mentre la seconda, rinnovata nell\u2019orchestrazione con l\u2019aggiunta di due clarinetti, di due trombe e dei timpani, fu eseguita a Vienna il 23 novembre del 1781 con Mozart stesso in qualit\u00e0 di solista e direttore e con Josephine von Aurnhammer all\u2019altro pianoforte.<br \/>\nLa forma del <em>concerto <\/em>per due strumenti a tastiera e orchestra, frequente nel periodo barocco e classico, venne, poi, abbandonata nell\u2019Ottocento romantico quanto fu sostituita da quella per un solo strumento solista e orchestra, simbolo della contrapposizione tra l\u2019eroe, il solista appunto, e la massa. Johann Sebastian Bach e suo figlio Carl Phlipp Emanuel avevano composto dei concerti per due clavicembali e orchestra. Di quest\u2019ultimo molto interessante \u00e8 il <em>Concerto in mi bemolle maggiore<\/em> del 1788 nel quale vengono poste a confronto le qualit\u00e0 tecniche ed espressive rispettivamente del pianoforte e del clavicembalo, strumenti scelti come solisti.<br \/>\nAnche Mozart, proprio negli stessi anni della composizione di questo <em>concerto<\/em>, stava esplorando le possibilit\u00e0 compositive offerte dai concerti per due strumenti solisti e orchestra; al 1788 risalgono, infatti, il <em>Concerto per flauto ed arpa<\/em> e l\u2019incompiuto <em>Concerto per pianoforte e violino<\/em>, e al 1779 la <em>Sinfonia concertante per violino e viola<\/em>.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"W.A.Mozart Concerto for Two pianos and Orchestra  KV.365\" width=\"940\" height=\"529\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/R1g9VA9yvo0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nel <strong>primo movimento<\/strong>, <em>Allegro<\/em>, in forma-sonata, sono gi\u00e0 evidenti le scelte compositive di Mozart che, limitando la presenza dell\u2019orchestra come organismo sinfonico soltanto all\u2019introduzione, ai passi di collegamento e alla parte conclusiva, ha riservato il ruolo di protagonisti ai due pianoforti che sembrano fare a gara con i rispettivi virtuosismi; in questo caso l\u2019orchestra accompagna con discrezione la parte solistica, limitandosi soltanto ad un breve accenno concertante nella sezione dello sviluppo nell\u2019intervento dei due oboi. Anche nel <strong>secondo movimento<\/strong>, <em>Andante<\/em>, Mozart adott\u00f2 la stessa tipologia di scrittura con la sostanziale differenza che i due solisti intrecciano un dialogo fiorito di raffinata eleganza. Nel <strong><em>Rondeau<\/em> <\/strong>finale, che si impone subito per il tema del <em>refrain<\/em> di straordinaria plasticit\u00e0 scultorea, i due pianoforti ora dialogano ora si scambiano i ruoli in una scrittura estremamente virtuosistica.<br \/>\nIn questo concerto, la scrittura pianistica presenta un\u2019evoluzione tecnica per la presenza di ottave, di blocchi di seste e ottave eseguite rapidamente quasi in tremolo e con la rotazione dell\u2019avambraccio; proprio in questo punto Mozart sembra aver accolto la lezione del pianista tedesco Ignaz von Beecke con il quale era entrato in competizione qualche tempo prima ad Augusta.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 \u2013 Vienna 1791) Concerto in mi bemolle maggiore per due pianoforti e orchestra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":101182,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,27248,253],"class_list":["post-101686","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-concerto-in-mi-bemolle-maggiore-per-due-pianoforti-e-orchestra-kv-365","tag-wolfgang-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101686","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=101686"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101686\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":101687,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101686\/revisions\/101687"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/101182"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=101686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=101686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=101686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}