{"id":101746,"date":"2021-03-28T19:21:43","date_gmt":"2021-03-28T17:21:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=101746"},"modified":"2021-03-28T19:21:43","modified_gmt":"2021-03-28T17:21:43","slug":"clara-petrella-1914-1987-un-ritratto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/clara-petrella-1914-1987-un-ritratto\/","title":{"rendered":"Clara Petrella (1914-1987): un ritratto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Soprano <strong>Clara Petrella<\/strong>\u00a0(Greco Milanese, 28 marzo 1914 \u2013 Milano, 19 novembre 1987)<\/em><br \/>\n<span style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00c8 stato il musicologo Guido Pannain a definire Clara Petrella &#8220;attrice di musica&#8221;.<\/strong> Non c&#8217;\u00e8 miglior modo di ritrarla. Soprano lirico, secondo la classificazione di scuola, la cantante sta di fatto agli antipodi di altre che hanno loro in gola due punti di una Caball\u00e9 tanto per fare un esempio. A quanti dicono che la voce della Petrella non \u00e8 bellissima, Pannain risponde che qui incomincia il suo fascino: perch\u00e9 una voce come questa, non rischia di perdersi &#8220;nel narcisismo della contemplazione di se stessa &#8220;. La definizione scolpisce anche il personaggio umano: quello cio\u00e8 di una primadonna non invaghita della propria immagine artistica.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Nata a Milano da genitori pugliesi,\u00a0 tradizioni musicali scarse.<\/strong> La nonna materna, con qualit\u00e0 vocale non comuni, sar\u00e0 costretta dai dai costumi del tempo a rinunciare al teatro, C&#8217;\u00e8 anche una sorella maggiore che ha la voce pura, cristallina, ma soffre di panico se ad ascoltarmi ci sono pi\u00f9 di due. Questa sorella insegna a Clara le prime cose del canto, finch\u00e9 viene il momento di entrare al conservatorio. Finiti gli studi, prima vittoria al concorso di Firenze, e altre gare pi\u00f9 o meno ardue, provinciali e nazionali. Il debutto\u00a0 a Milano al teatro Puccini, in <em>Boh\u00e8me<\/em> seguono gli ingaggi in altre piazze: Reggio Emilia, Parma, Bologna e, Modena, Piacenza. Le tappe successive si chiamano Covent Garden, teatro La Scala,\u00a0 Metropolitan. Op\u00e9ra di Parigi.<br \/>\n<strong>Determinante, l&#8217;incontro con il Ildebrando Pizzetti<\/strong> che la Petrella ricorda ancora oggi con commozione. &#8220;<em>Cantavo a Lucca il <\/em>Tabarro<em> di Puccini, con Gavazzeni. Dopo la recita, mi vedo arrivare Pizzetti in camerino. Si siede e mi dice: Senta un po&#8217; lei, perch\u00e9 non interpreta le mie opere? Gli rispose schiettamente che le sue opere, io, non le avrai mai cantate:\u00a0 musica troppo difficile, personaggi troppo complessi e tormentati. Il maestro sorrise, senza replicare. Pass\u00f2 del tempo. Un giorno fui chiamata dal teatro La Scala: mi offrivano di cantare una delle opere di Pizzetti pi\u00f9 belli, la <\/em>Debora e Jaele. <em>Accettai, ebbi successo &#8220;.<\/em> \u00c8 ormai assodato che la cantante \u00e8 la pi\u00f9 grande interprete pizzettiana: per lei il musicista scrisse <em>La figlia di Iorio<\/em>, per lei <em>Clitemnestra<\/em>. C&#8217;\u00e8 poi da raccontare quello che non tutti sanno, cio\u00e8 il temporaneo divorzio dall&#8217;autore Pizzetti, dopo il trionfo della <em>Figlia di Iorio<\/em>. &#8220;<em>Incominciai a studiare l&#8217;opera in estate: faceva caldissimo. Lavorai sei, sette mesi. La mia interpretazione al San Carlo di Napoli a detta dei critici e del pubblico, fu superba: lo dico senza modestia, perch\u00e9 \u00e8 la verit\u00e0. Ma la parte mi costava, mi sfiniva.\u00a0 Un giorno dissi a Pizzetti che se avessi continuato a cantarla ci avrei lasciato le penne.\u00a0 Il personaggio mi faceva troppo male. Pizzetti, questa volta non\u00a0 sorrise,\u00a0 si mostr\u00f2 assai anzi assai deluso. Anche perch\u00e9 quell&#8217;anno ero stata scritturata in moltissimi teatri. Dopo due anni, per\u00f2, accettai di cantare <\/em>La Figlia di Iorio<em> alla Scala: mi accorsi che riuscivo a darmi anima e corpo al personaggio senza che il personaggio riuscisse a distruggermi: avevo &#8220;masticato&#8221; la parte, la dominavo &#8220;.<\/em><br \/>\n<strong>Come Ildebrando Pizzetti altri autori hanno scritto una o pi\u00f9 opere per la cantante-attrice Clara Petrella<\/strong>: nel 1951, <em>Il Console<\/em> di Giancarlo Menotti, consolid\u00f2\u00a0 una fama gi\u00e0 forte \u00e8 diffusa. Ma l&#8217;artista non mostra preferenze: &#8220;<em>Vede<\/em>&#8220;, mi dice,&#8221; <em>in questi giorni tanto all&#8217;Opera di Roma Clitemnestra e la preferisco ogni personaggio. Domani dovessi interpretare Uno sguardo dal ponte di Rossellini o Manon Lescaut, le mie preferenze cambierebbero&#8221;.<\/em><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Manon<\/em> di Puccini la Petrella L&#8217;ha cantata centinaia di volte, in Italia e all&#8217;estero.<\/strong> A Roma, nel 1952 conquist\u00f2 con quest&#8217;opera un&#8217;altra fa ma quella dell&#8217;eleganza, della cura dell&#8217;immagine. La passione per i costumi, per la Petrella, non sembra uno sfoggio ambizioso: l&#8217;artista afferma che una certa decadenza del teatro lirico dipende anche dal\u00a0 vecchiume dei palcoscenici, dai parrucconi. dagli abiti raffazzonati. <em>&#8220;Sono arrivata a odiare l&#8217;arte lirica&#8221;<\/em>, mi dice, &#8220;<em>non sopporto pi\u00f9 il corista con le calze che cadono, la comparsa con la forcina che pende. Si ha\u00a0 un bel dire che da lontano queste cose non si vedono: il pubblico nota tutto e l&#8217;incanto sparisce&#8221;.<\/em> Odiare il teatro lirico e amarlo fino al sacrificio assoluto: una contraddizione che molti cantanti patiscono, Ma la Petrella forse pi\u00f9 di ogni altro. <em>&#8220;Il giorno in cui smetter\u00f2 di cantare, chiudo la bocca, chiudo il pianoforte, faccio sparire tutto. Basta: cala una saracinesca&#8221;.<\/em> Incidere dischi non le interessa. <em>&#8220;La mia voce non \u00e8 fonogenica&#8221;<\/em>, mi spiega, <em>&#8220;\u00e8 troppo vibrata&#8221;, non rende. Poi a me non importa che\u00a0 rimanga: quando sono finita io, Buonanotte!&#8221;.<\/em><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Aldil\u00e0 di queste amare considerazioni, la cantante concentra tutte le sue energie per l&#8217;arte<\/strong>: &#8220;<em>La musica per me \u00e8 una missione. Non capisco come facciano certi cantanti ad aspirare solo al successo. Imparano\u00a0 uno spartito, o dicono di impararlo, in otto giorni: io ci metto otto anni. S dovessi interpretare una <\/em>Manon<em>, che ho cantato centinaia di volte, ricomincerei a studiarla dalla prima all&#8217;ultima nota. Sono sempre andata in teatro preparatissima: in cambio non ho mai avuto discussioni con i direttori d&#8217;orchestra&#8221;. Clara Petrella ha cantato con De Sabata, con Karajan, con Mitropoulos. &#8220;Karajan \u00e8 simpaticissimo, coscienzioso. Non bada alle quisquilie, lascia l&#8217;artista libero di cantare come meglio sa e crede. Per\u00f2 lo giudica al primo colpo d&#8217;occhio. Non amo i direttori troppo<\/em> <em>buoni, desidero essere martirizzata, se occorre&#8221;.<\/em><br \/>\n<strong>Anche questa volta, a Roma, ha ripreso in mano la partitura della <em>Clitemnestra<\/em>, come se fosse un&#8217;opera mai studiata.<\/strong> Non ha fatto una passeggiata per la citt\u00e0, se non nel tratto albergo-teatro. &#8220;I miei amici mi rimproverano di starmene qui, in camera mia, ma io sto\u00a0 bene&#8221;. Nella segregazione della sua stanza la cantante legge libri di letteratura russa, ma soprattutto i classici greci, nelle cui opere vive il personaggio che interpreta con pi\u00f9 forza e passione: Clitennestra. Per\u00a0 scoprire in scena il volto dell'&#8221;inclita Erinni&#8221; di Eschilo, nella sua cruenta espressione, occorre appartarsi, immergersi nel silenzio vago Clara Petrella l&#8217;ha capito da tempo. <em>(Estratto &#8220;Pizzetti scrisse per lei le sue opere pi\u00f9 belle&#8221;, di Laura Padellaro, Roma, 1968<\/em>)<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1017962533&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Soprano, Clara Petrella (1914--1987)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/soprano-clara-petrella-1914-1987\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Soprano, Clara Petrella (1914&#8211;1987)<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Soprano Clara Petrella\u00a0(Greco Milanese, 28 marzo 1914 \u2013 Milano, 19 novembre 1987) \u00c8 stato il musicologo Guido Pannain [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":101758,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[14670,25324,27291,27292,12118,26296,27293,191,18305,1278],"class_list":["post-101746","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-album-dei-ricordi","tag-album-dei-ricordi","tag-clara-petrella","tag-clitennestra","tag-deborah","tag-giancarlo-menotti","tag-guido-pannain","tag-il-console","tag-ildebrando-pizzetti","tag-la-figlia-di-iorio","tag-uno-sguardo-dal-ponte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101746","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=101746"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101746\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/101758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=101746"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=101746"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=101746"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}