{"id":101861,"date":"2021-04-08T18:58:31","date_gmt":"2021-04-08T16:58:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=101861"},"modified":"2021-04-11T11:56:16","modified_gmt":"2021-04-11T09:56:16","slug":"franco-corelli-1921-2003-un-ritratto-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/franco-corelli-1921-2003-un-ritratto-1\/","title":{"rendered":"Franco Corelli (1921- 2003): un ritratto (1)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Franco Corelli<\/strong> (Ancona, 8 aprile 1921 &#8211; Milano, 29 ottobre 2003)<br \/>\nA 100 anni dalla nascita<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Pochi istanti prima che l&#8217;orchestra attaccasse il Preludio della <em>Cavalleria Rusticana<\/em> di Mascagni, il tenore Franco Corelli,<\/strong> tremante di paura, prese il suo posto fra le quinte del Metropolitan di New York. Il suo polso, che normalmente sonnecchia sui 58, tamburellava adesso a 130 colpi al minuto. Con i denti che battevano e le gambe che vibravano come le corde di un mandolino, si guardava attorno smarrito come se volesse tentare la fuga.<br \/>\n<strong>Corelli ha fama di possedere il pi\u00f9 titanico meccanismo umano per la produzione di suoni dai tempi di Caruso<\/strong>, cio\u00e8 da mezzo secolo a questa parte. Questi meccanismi per\u00f2, e Corelli lo sa fin troppo bene, sono delicati e imprevedibili. <em>&#8220;Si pu\u00f2 cominciare magnificamente&#8221;<\/em> diceva il tenore parlando in italiano <em>&#8220;Ma chi lo sa cosa pu\u00f2 succedere dopo cinque minuti? Mi si potrebbe chiudere la gola! Potrei perdere completamente la voce! Mi \u00e8 gi\u00e0 capitato.&#8221;<br \/>\n<\/em>Le preoccupazioni di Corelli erano gravate dall&#8217;eccezionale importanza dello spettacolo. Egli infatti era stato chiamato a difendere il suo titolo e dovevo dimostrare di essere sempre il migliore tenore del mondo. A causa dello sciopero degli orchestrali che aveva seguito la pausa estiva, erano quasi sette mesi che Corelli non cantava un&#8217;opera: Per di pi\u00f9, nella stagione precedente il tenore per poter essere in Italia aveva dovuto rinunciare a tutto una\u00a0 serie di spettacoli. E in sua assenza il direttore generale del teatro, Rudolf Bing aveva affidato a Placido Domingo le parti solitamente cantate da Corelli. Bisognava dunque che si riconfermasse.<br \/>\n<strong>Non ultima fra le sue paure era quell&#8217;autentica &#8220;tortura&#8221; escogitata da Mascagni<\/strong> ai danni dei tenori in apertura dell&#8217;opera: La temuta &#8220;Siciliana&#8221;. Relativamente breve con toni molto alti, esse obbliga il tenore a cantare per due minuti con tutta la forza dei suoi polmoni, rimanendo fra le quinte. Quel che \u00e8 peggio, la &#8220;Siciliana&#8221; \u00e8 la prima aria che pubblico sente e il tenore non ha la possibilit\u00e0 n\u00e9 di &#8220;riscaldarsi&#8221; n\u00e9\u00a0 di tastare il polso del pubblico e quindi di rinfrancarsi. Molti tenori trovano che la &#8220;Siciliana&#8221; sia talmente impossibile da cantare bene che la eseguono di volata, convinti che sia meglio esporsi al rischio per il minor tempo possibile. Il maestro Leonard Bernstein, in partecipazione straordinaria, voleva per\u00f2 che la romanza fosse cantata in modo particolarmente lento e &#8220;sostenuto&#8221;, come ripet\u00e9 pi\u00f9 volte a Corelli. E questo significava prolungare la tortura, mettendo a dura prova la propria voce. <em>&#8220;Corelli pu\u00f2 farcela&#8221;<\/em> diceva Bernstein sorridendo. &#8220;<em>Ha i polmoni di un cammello.<\/em>&#8221; Risultato: alle prove Corelli esegu\u00ec la pi\u00f9 lenta &#8220;Siciliana&#8221; che si fosse mai sentita, e anche una delle pi\u00f9 affascinanti. Il tenore per\u00f2 l&#8217;aveva cantata a mezza voce. Sarebbe stato poi capace davanti al pubblico, di buttarla fuori a pieni polmoni, a quel ritmo estremamente lento?<br \/>\n<strong>Capacit\u00e0 straordinaria<\/strong><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Franco Corelli ha 49 anni, \u00e8 alto un metro e ottantacinque, ha un aspetto avvenente e due occhi grandi e scuri da rubacuori. Molte sue ammiratrice ne apprezzano il fisico non meno della voce. Anche dal punto di vista musicale Corelli \u00e8 ben dotato. Ha una bocca capace i polmoni, se non proprio di un cammello, di un soffiatore di vetro. Il suo torace misura in condizioni normali 120 cm. In due secondi, dopo che ha inspirato quasi 5000 CC da aria, arriva a 127 cm. Queste doti gli danno l&#8217;incredibile capacit\u00e0 di superare il suono di tutti i &#8220;fiati&#8221; di un&#8217;orchestra di 90 elementi e di inondare la sala con una voce che fa tremare i lampadari. Due anni fa, a uno spettacolo televisivo, riusc\u00ec a\u00a0 tenere alla fine di una lunga frase un Si bemolle a pieno volume per 17 secondi, roba da far accapponare la pelle. Corelli ha anche un temperamento impulsivo e collerico. Fra le quinte del Metropolitan si racconta, anche se Corelli lo smentisce, un altro aneddoto si dice che a una recita di <em>Turandot<\/em>, invece di dare il previsto bacio al soprano Birgit Nilsson, il tenore le avrebbe morso le avrebbe morso il collo, perch\u00e9 poco prima, nel duetto, lei aveva tenuto il do pi\u00f9\u00a0 lungo di lui. Il giorno dopo la Nilsson avrebbe comunicato a Bing, il direttore del teatro: &#8220;<em>Non posso andare a Cleveland. Ho contratto l&#8217;idrofobia&#8221;.<\/em><br \/>\n<strong>Il\u00a0 giorno del Grande ritorno al Metropolitan con <em>Cavalleria rusticana<\/em>,<\/strong> Corelli si trascin\u00f2 fuori dal letto alle 3 del mattino. Aveva passato met\u00e0 della notte passeggiando su e gi\u00f9 per la stanza e guardando di tanto in tanto la televisione. Per prima colazione bevve un bicchiere pieno per due terzi di te e per un terzo di miele. Un tonico per la gola. Poi, per non sciupare la voce, evit\u00f2 persino di parlare. Dopo la ginnastica e la passeggiata mattutina pranz\u00f2 in silenzio con la moglie, Loretta. Il men\u00f9 era quello che precede in genere ogni sua esibizione: una bistecca di mezzo chilo, alla tartara condita con tre o quattro limoni, olio e aglio. Alle 6 del pomeriggio Corelli cominci\u00f2 a fare vocalizzi e a cantare brani della parte che doveva sostenere. Stava diventando sempre pi\u00f9 nervoso. Mentre si vestiva, sentiva il cuore che gli martellava in petto. Quando usci frettolosamente di casa diretto a teatro, stringendo forte le labbra per proteggersi la gola dall&#8217;aria pungente, era ridotto a uno straccio. Tre minuti prima che si \u00e8 alzasse il sipario Stanley Levine, direttore di scena del Metropolitan, buss\u00f2 alla porta del camerino di Corelli: il cantante stava pregando. Con l&#8217;ansia che non pu\u00f2 mancare in simili circostanze, il celebre tenore\u00a0 si chiedeva: <em>&#8220;Pensi di farcela cantare quest&#8217;opera stasera?&#8221;<\/em> La risposta fu: &#8220;<em>Quando sono solo, \u00e8 facile. Ma adesso? Davanti a questo pubblico? No, non ce la far\u00f2.&#8221;<br \/>\n<\/em><span style=\"font-weight: 400;\">Levine buss\u00f2 ancora. Corelli accese il suo registratore portatile, posto vicino all&#8217; impianto degli degli altoparlanti interni (ha l&#8217;abitudine di registrare e poi analizzare tutte le sue esecuzioni), quindi usc\u00ec, lanciando uno sguardo lugubre a Levine. Come un carceriere che si trascini dietro il prigioniero riluttante, Levine condusse Corelli gi\u00f9 da una scala verso un vano posto sotto il palcoscenico. Parecchie persone facevano ressa attorno a un&#8217;arpa dorata, a un harmonium, al piccolo schermo televisivo sul quale si vedeva il Maestro Bernstein inchinarsi davanti al pubblico. L&#8217;applauso diretto a Bernstein dei quasi 4000 spettatori in attesa della dall&#8217;altra parte del sipario risuon\u00f2 come una fragorosa cascata lontana. (Fine prima parte)<br \/>\n<em>(Estratto da &#8220;Franco Corelli quella sera super\u00f2 se stesso&#8221; di William Honan Holmes, New York, 1970)<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franco Corelli (Ancona, 8 aprile 1921 &#8211; Milano, 29 ottobre 2003) A 100 anni dalla nascita Pochi istanti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":101862,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[14670,11637,566,6577,598,12426,14673,268,27013,27361,27362],"class_list":["post-101861","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-album-dei-ricordi","tag-album-dei-ricordi","tag-birgit-nilsson","tag-cavalleria-rusticana","tag-franco-corelli","tag-leonard-bernstein","tag-metropolitan-opera-house","tag-pietro-mascagni","tag-placido-domingo","tag-rudolf-bing","tag-stanley-levine","tag-william-honan-holmes"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101861","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=101861"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101861\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":101863,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101861\/revisions\/101863"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/101862"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=101861"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=101861"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=101861"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}