{"id":102047,"date":"2021-05-12T17:15:39","date_gmt":"2021-05-12T15:15:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=102047"},"modified":"2021-05-13T17:17:01","modified_gmt":"2021-05-13T15:17:01","slug":"mariano-stabile-1888-1968-un-ritratto-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/mariano-stabile-1888-1968-un-ritratto-1\/","title":{"rendered":"Mariano Stabile (1888-1968): un ritratto (1)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Mariano Stabile<\/em> <\/strong><em>(Palermo, 12 maggio 1888 \u2013 Milano, 11 gennaio 1968)<\/em><br \/>\n<strong>Il <em>Falstaff<\/em> verdiano non \u00e8 certo un&#8217;opera dove occorrano grandi &#8220;macchinismi&#8221; scenici:<\/strong> non ci sono crolli, incendi, apparizioni magiche; ma insomma un &#8220;trucco&#8221; ci vuole. Alla fine del secondo atto quando Falstaff, la famosa scena della cesta. Il vanaglorioso protagonista \u00e8 stato nascosto nella gran cesta del bucato sporco per essere quindi rovesciato nel sottostante Tamigi. <\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">E qui sorge il problema scenico: non \u00e8 possibile gettare davvero dal praticabile che forma la finestra, anche il baritono interprete della parte. Perci\u00f2 in tutti i teatri si pone la cesta (in genere aperta da un lato) in un punto del palcoscenico\u00a0 che permetta, al termine delle poche battute del concertato con cui Verdi stesso si impietosisce sulla sorte di Sir John, la cesta viene chiuso definitivamente, in attesa di essere rovesciata dalla finestra; intanto per\u00f2 il baritono sguscia via da quel passaggio e se ne va tranquillo. Ma nel 1918 al Teatro Municipale di Rio de Janeiro, il palcoscenico non aveva aperture n\u00e9 passaggi. Lo sfortunato Falstaff (il celebre baritono Giacomo Rimini) aveva dovuto accettare di essere gettato davvero, con la cesta, dalla finestra! Stanco e sudato, gravato dal peso di quella pancia artificiale, aveva subito anche l&#8217;estremo &#8220;oltraggio&#8221;. Issato dentro il cestone sulle spalle dei servi Alice, era stato capitombolato dalla finestra: e poco importa che, al di l\u00e0 gli avessero predisposto uno scivolo per rendere meno dura la caduta. L&#8217;interprete del ruolo di Ford avevo detto al collega:<em> &#8220;Non capir\u00f2 mai perch\u00e9 hai accettato di cantare una parte come questa; una parte che oltre ad essere di poca soddisfazione musicalmente, comporta fatiche cos\u00ec terribili. Non canterei fare sta per tutto l&#8217;oro del mondo!&#8221;.<br \/>\n<\/em><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Quel secondo baritono, quel Ford, si chiamava Mariano Stabile.<\/strong> In seguito avrebbe cantato la parte di Falstaff appena 1200 volte, in tutto il mondo:\u00a0 90 solo alla Scala. Ma il numero delle recite dice solo in parte, e freddamente, che cosa \u00e8 stato l&#8217;incontro fra Stabile e questo personaggio verdiano. In realt\u00e0 si verific\u00f2, fra il protagonista dell&#8217;ultima creazione di Verdi e\u00a0 il giovane ma gi\u00e0 affermato baritono siciliano un <\/span><\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0caso di quella perfetta simbiosi fra la vita e l&#8217;arte che innalza l&#8217;interpretazione ad emblema. Falstaff\u00a0 \u00e8 calato dal cielo verdiano in palcoscenico, e si \u00e8 chiamato Mariano Stabile. Forse la repugnanza stessa\u00a0 che il giovane cantante sentiva prima per &#8220;l&#8217;immenso sir John&#8221; stava ad indicare una predestinazione? Freud avrebbe qualcosa da dire in proposito. Certo, per\u00f2, perch\u00e9 il &#8220;miracolo&#8221; si verificasse, occorreva l&#8217;intervento d&#8217;un taumaturgo. Ed egli intervenne infatti: Arturo Toscanini.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1048159291&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Mariano Stabile (1888-1968) - Arie da opere\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/mariano-stabile-1888-1968-arie-da-opere\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mariano Stabile (1888-1968) &#8211; Arie da opere<\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Era il 1920. Mariano Stabile, che aveva compiuto gli studi di canto con un maestro severo e &#8220;artista&#8221; come Antonio Cotogni<\/strong> (ero uno che solleva dire: &#8220;occorrerebbero due vite: una per studiare, una per cantare &#8220;), da quando aveva esordito nella <em>Boh\u00e8me<\/em> come Marcello aveva percorso la sua bella parte di carriera, specie commentare pezzi di personaggi fortemente drammatici: Scarpia, Rance, Barnaba. Aveva da poco superato i trent&#8217;anni, ora; la guerra era finita, le scritture non mancavano. Un giorno, in galleria a Milano, si imbatte in Ferruccio Calusio, compositore direttore d&#8217;orchestra, che (ma Stabile non lo sapeva) in quel momento faceva parte, come sostituto, dello staff che Toscanini aveva radunato attorno a s\u00e9, alla Scala, predisponendo sia riaprire il teatro per il dicembre del 1921, nella gestione\u00a0 costituito ente autonomo. Calusio dice: &#8220;<em>Giusto tu:\u00a0 vuoi imparare la parte di Falstaff per cantarla in un teatro di provincia? C&#8217;\u00e8 un mio amico impresario che cerca un nuovo Falstaff&#8221;.<\/em> Stabile risponde di no: il ricordo di Rio lo terrorizza ancora. Ma poi Caluso si fa pi\u00f9 insistente, e promette di insegnargli\u00a0 personalmente non la parte intera ma un paio di pezzi, tanto per provare, e insomma tanto dice tanto fa, che Stabile accetta e a casa di Calusio incomincia a mettersi in mente e in gola, il &#8220;monologo dell&#8217;onore&#8221; e l&#8217;altro del terzo atto, lo sconsolato &#8220;Mondo ladro&#8221;.<br \/>\n<span style=\"font-weight: 400;\"><strong>E, dopo un po&#8217;, capisce una cosa, lo riafferma ancora oggi<\/strong>, ricordando: <em>&#8220;Capii che il personaggio di Falstaff non era un personaggio buffo, ridicolo: era un personaggio drammatico, protagonista da tragedia. Impersonava la condizione tragica dell&#8217;uomo giunto alla fine della vita con l&#8217;anima ancora gonfia di aspirazioni: lui, beffato e sconfitto\u00a0 eppure l&#8217;unico&#8221; signore &#8220;, l&#8217;unico aristocratico e l&#8217;unico poeta, in un mondo di &#8220;mercanti&#8221; e di &#8220;mercantesse&#8221;&#8230; &#8220;.<\/em> Falstaff, insomma, comincia a piacergli. Tant&#8217;\u00e8 vero che, all&#8217;insaputa di Calusio,\u00a0 si mette studiare per conto suo tutta la parte. Ogni tanto domanda: <em>&#8220;Dov&#8217;\u00e8 questo famoso impresario? Quando facciamo l&#8217;audizione?&#8221;.<\/em> L&#8217;impresario non c&#8217;\u00e8. Calusio si\u00a0 \u00e8 inventato tutto. C&#8217;\u00e8 Toscanini, che ha deciso di inaugurare la Scala con Falstaff, ma che non sa chi scegliere come protagonista. Vuole un baritono di voce &#8220;chiara &#8220;, tenoreggiante, proprio perch\u00e9 vuol dare una nuova (e pi\u00f9 autentica) versione interpretativa del personaggio: Falstaff &#8220;baritono&#8221;, perch\u00e9 \u00e8 giunto alla sera della sua vita, perch\u00e9 &#8220;impingua troppo&#8221;, perch\u00e9 ha &#8220;dei peli grigi &#8220;; ma &#8221; tenoreggiante&#8221; perch\u00e9 \u00e8 ancora un poeta, capace di cantare madrigali per amore. Calusio ha proposto di &#8220;provare&#8221; un giovane nella parte. Toscanini autorizzato la prova, a patto che non sappia che chi cerca un nuovo Falstaff \u00e8 lui.\u00a0 E insomma, le prove di Stabile con Calusio proseguono a lungo, finch\u00e9 il maestro non si decide a buttar fuori quel nome &#8220;terribile&#8221;. Accompagna Stabile alla Scala e dice: <em>&#8220;Sai, chi ti vuole sentire \u00e8 Toscanini&#8221;.<\/em> (<em>Fine prima parte &#8211; estratto da &#8220;Il Falstaff di Toscanini&#8221; di Teodoro Celli, Milano, 1968)<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mariano Stabile (Palermo, 12 maggio 1888 \u2013 Milano, 11 gennaio 1968) Il Falstaff verdiano non \u00e8 certo un&#8217;opera [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":102058,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[14670,16818,10869,207,27510,27509,153,14305],"class_list":["post-102047","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-album-dei-ricordi","tag-album-dei-ricordi","tag-antonio-cotogni","tag-arturo-toscanini","tag-falstaff","tag-ferruccio-calusio","tag-giacomo-rimini","tag-giuseppe-verdi","tag-mariano-stabile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102047","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=102047"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102047\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":102059,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102047\/revisions\/102059"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/102058"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=102047"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=102047"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=102047"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}