{"id":102092,"date":"2021-05-20T14:49:11","date_gmt":"2021-05-20T12:49:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=102092"},"modified":"2021-05-20T14:49:11","modified_gmt":"2021-05-20T12:49:11","slug":"mariano-stabile-1888-1968-un-ritratto-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/mariano-stabile-1888-1968-un-ritratto-2\/","title":{"rendered":"Mariano Stabile (1888-1968): un ritratto (2)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Mariano Stabile<\/em>\u00a0<\/strong><em>(Palermo, 12 maggio 1888 \u2013 Milano, 11 gennaio 1968)<br \/>\n<\/em><strong>Giudice terribile\u00a0<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Stabile ricorda. <em>&#8220;Il palcoscenico era ancora sconvolto per i lavori di riammodernamento allora in corso. Mi portarono lass\u00f9. Ferruccio Calusio mi disse di cominciare dal monologo del primo atto. E di lass\u00f9 vidi seduto in platea, quel giudice terribile, che a testa bassa, tormentandosi i baffetti con due dita, sembrava non ascoltasse nemmeno: e invece mi studiava, anatomizzava la mia voce e la mia intelligenza musicale&#8230;E io sentivo che si giudicava la mia sorte&#8221;<\/em>.<br \/>\nToscanini gli disse solo: <em>&#8220;Lei canta troppo con il metronomo&#8221;.<\/em> Stabile fu umile quanto occorreva, non di pi\u00f9:\u00a0 <em>&#8220;Maestro, non sono venuto per cantare Falstaff, ma solo perch\u00e8 lei giudichi se ho le\u00a0 qualit\u00e0 per fare un giorno, Falstaff con lei&#8221;.\u00a0<\/em>Toscanini piomb\u00f2 in uno di quei suoi silenzi capaci di far morire d&#8217;ansia l&#8217;interlocutore. Poi disse: &#8220;Venga domattina alle dieci a casa mia, in via Durini&#8221;.\u00a0 \u00c8 Stabile che ricorda. &#8220;<em>Mi alzai quella mattina, alle cinque. Andai al Parco e incominciai a camminare, camminare. Cantavo quel che sapevo di Falstaff: per schiarire la voce (di solito alle dieci di mattino ero completamente afono) e per frenare i battiti del cuore. E all&#8217;ora fissata\u00a0 ero l\u00e0, col dito sul campanello della casa del Maestro&#8221;.<br \/>\n<\/em>Da allora\u00a0 Toscanini cominci\u00f2 a &#8220;scolpire&#8221;, nella voce, nella persona\u00a0 e nell&#8217;animo del cantante, il personaggio di Falstaff. Maestro di ineguagliabile intuito, didatta meraviglioso; ma discepolo pronto, sensibilissimo. Ore e ore col Maestro, accanto al pianoforte; prima della &#8220;leggenda&#8221; di Stabile-Falstaff, nasce la leggenda di Toscanini che trasfonde il &#8220;suo&#8221; Falstaff (che \u00e8 poi quello di Verdi) in Stabile.\u00a0 La storia dell&#8217;amica di casa Toscanini, che recatasi in visita e stufa di sentire uscire dallo studii del Maestro sempre quella frase (<em>&#8220;Due fagiani&#8230;un&#8217;acciuga&#8221;),<\/em> esce con la signora Carla; tornano dopo molte ore dopo, e quelli sono sempre l\u00ec: <em>&#8220;Due fagiani&#8230;un&#8217;acciuga&#8230;&#8221;<\/em>, da cantare con un filo di voce. La storia della frasetta: &#8220;Vado a farmi bello&#8230;&#8221;con quel\u00a0 &#8220;fa naturale&#8221; acuto che Toscanini, non solo pretende chiaro, piano, eppure non in falsetto: vuole che sia &#8220;come un sorriso&#8221;. Una nota che sorride? Stabile ricorda: <em>&#8220;Mi fece ripetere quella frasina per settantatr\u00e9 volte, prima che io ne trovassi il colore giusto&#8221;<\/em>. Il<em> Falstaff<\/em> \u00e8 tutto cos\u00ec. \u00c8 un miracolo anche per le infinite\u00a0 &#8220;intenzioni&#8221; di cui ogni nota \u00e8 stata caricata dal suo autore.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1052073331&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Mariano Stabile (1888 - 1968) - Arie e scene da opere verdiane\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/mariano-stabile-1888-1968-arie-e-scene-da-opere-verdiane\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mariano Stabile (1888 &#8211; 1968) &#8211; Arie e scene da opere verdiane<\/a><\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Una cosa seria<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Toscanini e Stabile, in quei mesi, scandagliarono la partitura verdiana con infinito amore e con infinita pazienza. E ogni volta\u00a0 che l&#8217;espressione giusta era trovata, essa si fissava nella mente del cantante per sempre. &#8220;Mondo ladro&#8221;&#8230; con il suo accento disgustato e involontario; &#8220;&#8230;che sarei guizzato attraverso un anello&#8230;&#8221;, con un guizzo, appunto nella voce; &#8220;ber del vin dolce e sbottonarsi al sole&#8230;&#8221;, con la voce inazzurrata, sognante, del poeta epicureo; &#8220;Tutti gabbati&#8221;, al finire della &#8220;Fuga&#8221; conclusiva, con l&#8217;accento d&#8217;una verit\u00e0 tragica, che \u00e8 poi il succo del dramma falstaffiano.\u00a0 Pazienza e amore: Stabile divenne Falstaff cos\u00ec. Oggi ricorda; non pu\u00f2 che ricordare, ormai (Fino agli anni &#8217;50 cantava ancora, teneva delle &#8220;conferenze-concerto&#8221; in costume da Falstaff). Ma sa &#8211; in polemica con il suo personaggio &#8211; che non \u00e8 vero che tutto nel mondo \u00e8 burla&#8221;,\u00a0 perch\u00e9 non \u00e8 burla l&#8217;arte, ma anzi sostanza purissima di vita; sa che tutti non furono &#8220;gabbati&#8221;, se il genio di Verdi fu servito con tanta coscienziosit\u00e0.\u00a0 Si rivolge alla moglie (<span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gemma_Bosini\">Gemma Bosini<\/a><\/strong><\/span>, che fu un ottimo soprano lirico e anche attrice di cinema) sorridendole melanconicamente: sa che la gloria di aver cantato pregevolmente pi\u00f9 di ottanta opere non \u00e8 niente in confronto all&#8217;essere &#8211; da quel 26 dicembre 1921 &#8211; diventato l&#8217;emblema di Sir John Falstaff, alla Scala, con la bacchetta di Toscanini davanti. Ma nella sua casa di corso Vercelli, a Milano, aleggiano altre memorie. \u00c8 un povero appartamento, dopo un tracollo finanziario a causa di errate speculazioni finanziarie da parte di un parente di Stabile.\u00a0 Su questo triste e disadorno &#8220;viale del tramonto&#8221;, Stabile-Scarpia, Stabile-Gianciotto, occhieggiano dalle foto appese alle pareti.\u00a0 Stabile per\u00f2 mostra anche con fierezza un ritratto con dedica. \u00c8 l&#8217;immagine\u00a0 di\u00a0 un Arturo Toscanini giovanile. La dedica a Stabile \u00e8 interprete &#8220;intelligente&#8221; e &#8220;fedele&#8221;. &#8220;Capisce&#8221;, afferma\u00a0 Stabile, &#8220;essere definito &#8220;fedele&#8221; da lui&#8221;&#8230;&#8221;.(<em>Fine \u2013 estratto da \u201cIl Falstaff di Toscanini\u201d di Teodoro Celli, Milano, 1968)<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mariano Stabile\u00a0(Palermo, 12 maggio 1888 \u2013 Milano, 11 gennaio 1968) Giudice terribile\u00a0 Stabile ricorda. &#8220;Il palcoscenico era ancora [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":102058,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[10869,207,27510,27526,153,540,14305,96],"class_list":["post-102092","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-album-dei-ricordi","tag-arturo-toscanini","tag-falstaff","tag-ferruccio-calusio","tag-gemma-bosini","tag-giuseppe-verdi","tag-la-forza-del-destino","tag-mariano-stabile","tag-otello"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102092","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=102092"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102092\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":102093,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102092\/revisions\/102093"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/102058"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=102092"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=102092"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=102092"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}