{"id":102169,"date":"2021-05-28T18:01:53","date_gmt":"2021-05-28T16:01:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=102169"},"modified":"2021-05-28T18:01:53","modified_gmt":"2021-05-28T16:01:53","slug":"elena-souliotis-1943-2004-la-tigre-al-borotalco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/elena-souliotis-1943-2004-la-tigre-al-borotalco\/","title":{"rendered":"Elena Souliotis (1943 &#8211; 2004). &#8220;La tigre al borotalco&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b>Elena Souliotis<\/b>\u00a0(Atene,\u00a028 maggio\u00a01943\u00a0\u2013\u00a0Firenze,\u00a04 dicembre\u00a02004)<br \/>\n<span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Hanno parlato di lei come dell&#8217; erede di Maria Callas prima ancora di sentirla cantare, per il solo fatto che \u00e8 di origine greca e che ha un temperamento aggressivo<\/strong>. Ma Elena Souliotis non accetta eredit\u00e0 o paragoni. Esordiente come Santuzza nel 1964 a Napoli, \u00e8 passata di successo in successo fino al debutto alla Scala, il 7 dicembre 1967 nel Nabucco. La Abigaille\u00a0 \u00e8 l&#8217;ennesima conquista di una carriera facile, che non ha conosciuto anticamera in\u00a0 provincia. A lei, nata in una famiglia ricca e amante della musica, tutto \u00e8 andato per il verso giusto. La verit\u00e0 \u00e8 che sotto le apparenze di un sereno &#8220;cherubino&#8221;, essa nasconde un temperamento d&#8217;acciaio. <strong>Armi che le hanno valso Il nomignolo di &#8220;tigre al borotalco&#8221;\u00a0<\/strong> e le hanno permesso di farsi largo in un mondo difficile come quello del teatro d&#8217;opera, di imporsi al pubblico spietato della lirica sempre restio a sostituire i tuoi idoli.<br \/>\nTrasferitasi prestissimo da Atene, dove era nata, a Buenos Aires coi genitori, pass\u00f2 i primi anni in una casa dove la madre suonava il pianoforte e il padre, ingegnere chimico impiegava il tempo libero ad ascoltare dischi d&#8217;opera. Anche alla bambina piaceva sentire quella musica e a canticchiare le romanze. Non che fosse molto intonata; Anzi nel collegio di suore, dove inizi\u00f2 gli studi, la escludevano regolarmente dal coro perch\u00e9 non non ne sciupasse l&#8217;armonia.\u00a0 Si consolava per\u00f2 con furibonde cavalcate\u00a0 o nuotando e tuffandosi meglio di un ragazzo. Collezion\u00f2 tante di quelle cadute che ha ancora il corpo pieno di cicatrici e ammaccature. Quando stava ferma era per studiare, a fatica, pianoforte o per ascoltare i\u00a0 dischi di <em>Turandot<\/em> o di <em>Norma<\/em>. Pi\u00f9 grandicella, faceva ore di coda davanti al botteghino del teatro Col\u00f3n di Buenos Aires, per andare a sentire l&#8217;opera. I suoi progressi nel pianoforte non erano strepitosi. Un giorno, durante gli odiati esercizi del solfeggio cantato, l&#8217;insegnante le disse: <em>&#8220;Perch\u00e9 non la pianti con il pianoforte e non studi canto?&#8221;.<\/em> Cos\u00ec \u00e8 16 anni, Elena comincio a fare i vocalizzi. Si scopr\u00ec che la sua voce aveva un estensione notevole, dal do centrale fino al re naturale e al mi bemolle, ma non molto volume. Fu impostata come soprano leggero. Studiava senza farsi illusioni e quando fu il momento si iscrisse l&#8217;universit\u00e0 per laurearsi in ingegneria chimica come il padre.<br \/>\n<strong>Era una ragazza bionda e paffuta, con una faccia spiritosa e gli occhi chiari delle donne slave<\/strong> (la madre \u00e8 russa) parentesi: i genitori la portavano volentieri nei salotti e le invitavano a cantare davanti agli amici. Lei, che odiava esibirsi, una sera fu ascoltata\u00a0 dal\u00a0 regista Maestrini che subito le propose di venire in Italia per conoscere il maestro Gavazzeni. Un&#8217;audizione bast\u00f2 per decidere che valeva la pena di trasferirsi definitivamente a Milano, a studiare con Mercedes Llopart ex cantante e poi maestro insuperabile. Cos\u00ec, nel 1962, Elena impiant\u00f2 casa a Milano con la madre. Studi\u00f2 duramente: la Llopart non la vezzeggiava e non le nascose mai che con quel caratterino avrebbe trovato molte porte chiuse nel teatro italiano. ma le basto rivederla dopo due mesi di\u00a0 una vacanze estive\u00a0 per esclamare: <em>&#8220;Hai la voce che sprizza fuori da tutti i pori. \u00c8 ora che tu vado in teatro&#8221;.<\/em> In\u00a0 quel breve periodo infatti, la crisalide era diventato una magnifica farfalla. La voce di Elena, in tutto la sua prodigiosa estensione, ora aveva acquisito forza e spessore. Che fosse una voce &#8220;importante&#8221;\u00a0 se ne accorse subito anche Di Costanzo, il sovrintendente dell&#8217; Arena Flegrea di Napoli, sentendola cantare in una audizione.\u00a0 La prima scrittura fu questione di minuti. Ma quando si tratt\u00f2 di uscire in scena, Elena fu vinta dal panico. Di Costanzo dovette spingerla in scena a\u00a0 forza. Era l&#8217;aprile del 1964 e fu una memorabile <em>Cavalleria rusticana<\/em>.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1057421260&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Elena Souliotis (1943-2004) G.Donizetti: &quot;Anna Bolena&quot;\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/elena-souliotis-1943-anna-bolena-ny-1966\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Elena Souliotis (1943-2004) G.Donizetti: &#8220;Anna Bolena&#8221;<\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Da allora ha cantato nei maggiori teatri italiani e poi in Argentina e negli Stati Uniti.<\/strong> Il suo repertorio si \u00e8 arricchito e precisato: Elena ama le eroine romantiche tempestose, le figure femminili dominanti e drammatiche. Medea, Norma o Lady Macbeth lei interessano di pi\u00f9 di Leonora o Amelia, &#8220;donne infelici e piagnucolose&#8221;. Al teatro comunale di Firenze (dove ha esordito in Luisa Miller) ha trovato un&#8217;intesa particolare con il pubblico \u00e8 una sfera favorevole alle migliori prestazioni. Con la scala, invece i primi contatti non sono stati felici. Elena doveva cantare nell&#8217; Olimpia di Spontini. La partitura era difficilissima, la scenografie suggestive e originali impiegavano esclusivamente plastica e tutti altri materiali isolanti che riducevano quasi al silenzio e le potenti e voci di Giangiacomo Guelfi e della Souliotis. I cantanti si sentivano &#8220;come tanti pinguini su un banco di ghiaccio&#8221;. Quando dopo un rinvio, l&#8217;opera and\u00f2 in scena, la Souliotis non era in cartellone. Si parl\u00f2 del cattivo carattere del soprano. Si rispolver\u00f2 Il nomignolo di &#8220;tigre al borotalco&#8221;. Elena non se l&#8217;\u00e8 presa. Dopo un&#8217;estate passata in Sardegna a ballare e ad ascoltare i dischi di Mina, la cantante che lei ama. Elena \u00e8 volata a New York per un concerto alla Carnegie Hall dove ha cantato <em>Anna Bolena<\/em> di Donizetti. Il\u00a0 critico del New York Times ha scritto: <em>&#8220;La Souliotis \u00e8\u00a0 il pi\u00f9 interessante soprano drammatico sentito a New York da molto tempo&#8221;. (estratto da &#8220;Elena Souliotis: la tigre al borotalco di Marco fini &#8211; Milano, 1967)\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elena Souliotis\u00a0(Atene,\u00a028 maggio\u00a01943\u00a0\u2013\u00a0Firenze,\u00a04 dicembre\u00a02004) Hanno parlato di lei come dell&#8217; erede di Maria Callas prima ancora di sentirla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":102172,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[14670,378,18970,238,3977,27589],"class_list":["post-102169","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-album-dei-ricordi","tag-album-dei-ricordi","tag-anna-bolena","tag-elena-souliotis","tag-gaetano-donizetti","tag-gianandrea-gavazzeni","tag-mercedes-llopart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102169","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=102169"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102169\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/102172"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=102169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=102169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=102169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}