{"id":102450,"date":"2021-07-21T12:06:51","date_gmt":"2021-07-21T10:06:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=102450"},"modified":"2021-07-21T12:24:22","modified_gmt":"2021-07-21T10:24:22","slug":"coloratura-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/coloratura-4\/","title":{"rendered":"&#8220;Coloratura!&#8221; (4)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Abbiamo gi\u00e0 detto che coloratura deriva da colorare, che vuol dire aggiungere colore a una melodia, il termine ha anche dei sinonimi, in musica si usa ad esempio la parola &#8220;abbellimento&#8221; sia per la musica vocale che per quella strumentale, un termine ancora pi\u00f9 squisitamente tecnico \u00e8 &#8220;diminuzione&#8221;, perch\u00e9 ogni forma di abbellimento o di coloratura su una melodia con una base di note larghe come valore, sostituite, sovrapposte a gruppi di note di minor valore ad esempio possiamo avere un &#8220;gruppetto &#8220;o una &#8220;terzina&#8221;. Nella vecchia scuola italiana abbiamo gi\u00e0 detto che la coloratura era un po&#8217; il diritto dell&#8217;interprete,\u00a0 in funzione di coautore. Questo per quasi tutto il 1700 in particolare nella\u00a0 scuola napoletana. Anche con Rossini i cantanti, malgrado egli scrivesse gli abbellimenti per esteso, potevano o meglio dovevano nelle riprese delle cabalette inserire degli abbellimenti di loro gusto. Nella scuola francese la coloratura \u00e8 arrivata relativamente tardi, infatti francesi erano inizialmente fedeli al canto legato al testo e alla declamazione del verso poetico. Nell&#8217;Ottocento in Francia abbiamo una scuola Nazionale, se cos\u00ec possiamo dire che derivava soltanto in parte da Rossini, il pi\u00f9 vicino al pesarese era\u00a0 Giacomo Meyerbeer, che appartiene alla scuola francese, anche se nato\u00a0 in Germania e formato in Italia, alla scuola di Rossini. Meyerbeer\u00a0 \u00e8 il codificatore del Grand-Op\u00e9ra che mette in particolare evidenza soprattutto L&#8217;effetto. \u00c8 uno spettacolo calibrato e e calcolato nei minimi termini, fatto espressamente per quella grande borghesia francese che reggeva il Secondo Impero.\u00a0 In Meyerbeer\u00a0 la coloratura ha un suo ruolo effettistico, assolutamente non in senso spregiativo.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/or684KIbST4\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Un&#8217;altra opera di Meyerbeer in cui la coloratura ha un aspetto fondamentale \u00e8 &#8220;L&#8217;l&#8217;etoile du Nord&#8221;. Momento culminante della partitura \u00e8 l&#8217;aria &#8220;C&#8217;est bien lui&#8221; nella quale appare un aspetto di cui abbiamo gi\u00e0 parlato riguardo la pazzia di Lucia e cio\u00e8 la gara tra lo strumento e la voce umana. Anche qui il gioco tra la voce\u00a0 e il flauto raggiunge vertici di mirabolante virtuosismo.<\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Te_VL1e5s_U\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Momento culminante del canto di coloratura in Meyerbeer lo troviamo in <em>Dinorah<\/em>, Op\u00e9ra-Comique che ha un&#8217;ambientazione abbastanza insolita per i gusti dell&#8217;epoca, nel mondo pastorale della Bretagna. Qui troviamo questa ragazza,\u00a0 un po&#8217; folle per un amore infelice\u00a0 e che ormai vive lontana dalla collettivit\u00e0 con la sua capretta. La scena pi\u00f9 famosa della <em>Dinorah<\/em> \u00e8 l&#8217;aria &#8220;Ombre l\u00e9g\u00e8re&#8221;&#8230;&#8221; In una notte la fanciulla, sola, impaurita, scopre di avere la propria ombra che le fa compagnia, cos\u00ec\u00a0 danza e dialoga con essa. Oggi di quest&#8217;opera possiamo dire che \u00e8 rimasta solo\u00a0 quest&#8217;aria che \u00e8 stata favorita da tutti i soprani di coloratura.<\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DQMn2ya765o\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Non \u00e8 questa solo la sola opera che vive su un&#8217;aria, o su pochi brani, Sorprende che, molto spesso,\u00a0 molti compositori hanno affidato ad arie\u00a0 di bravura Il destino dei propri lavori,\u00a0 questo avviene soprattutto in Francia.\u00a0 Pensiamo ad esempio ad Ambroise\u00a0 Thomas, noto soprattutto per la Mignon, assai raramente sulle scene contemporanee. Rimane invece l&#8217;aria di coloratura\u00a0 &#8220;Je suis Titania&#8221; resta, assieme all&#8217;aria di Mignon, una delle pagine pi\u00f9 famose di questa opera.<\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qD9PLtaj0lE\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Lo stesso discorso lo possiamo applicare anche all&#8217;altra opera pi\u00f9 famosa di Thomas, l&#8217;Hamlet, anch&#8217;essa per\u00f2 poco rappresentata.\u00a0 In quest&#8217;opera il momento musicale rimasto in repertorio (accanto al &#8220;brindisi&#8221; intonato dal protagonista) \u00e8 la grande scena della follia di Ofelia, pagina di grande effetto e virtuosismo vocale.<\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8Iyw2ESUt3M\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Di un altro autore, L\u00e9o Delibes, l&#8217;opera pi\u00f9 celebrata \u00e8 la Lakm\u00e9.\u00a0 Anche per questo titolo, la vita scenica non \u00e8 certo di primo piano. Sopravvivono poche pagine, in primis la cosiddetta\u00a0 &#8220;aria delle campanelle&#8221;, per il tipico effetto vocale, adeguatamente accompagnata\u00a0 dallo strumento\u00a0 che imita il campanello. Qui abbiamo l&#8217;elemento &#8220;esotico&#8221;, quello che i francesi chiamavano &#8220;La couleur locale&#8221;. Questo \u00e8 un po&#8217; il limite della coloratura francese, una ricerca di colori esotici, climi che rendevano la musica talvolta stereotipata, un po&#8217; troppo\u00a0 esteriore. (Fine quarta parte)<\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/5LGxK5xhrp4\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 detto che coloratura deriva da colorare, che vuol dire aggiungere colore a una melodia, il termine [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":102608,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[3547,14671,14674,1298,17450,120,143,10390,10389,15229],"class_list":["post-102450","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-ambroise-thomas","tag-approfondimenti","tag-beverly-sills","tag-coloratura","tag-dinorah","tag-giacomo-meyerbeer","tag-gioachino-rossini","tag-letoile-du-nord","tag-les-huguenots","tag-mignon"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102450","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=102450"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102450\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/102608"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=102450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=102450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=102450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}