{"id":102677,"date":"2021-08-02T10:12:31","date_gmt":"2021-08-02T08:12:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=102677"},"modified":"2021-08-02T10:12:31","modified_gmt":"2021-08-02T08:12:31","slug":"torino-unione-musicale-andrea-lucchesini-interpreta-schubert-e-schumann","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-unione-musicale-andrea-lucchesini-interpreta-schubert-e-schumann\/","title":{"rendered":"Torino, Unione Musicale: Andrea Lucchesini interpreta Schubert e Schumann"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Torino, Unione Musicale,\u00a0<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Conservatorio Giuseppe Verdi<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Concerto n.4051<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Pianoforte\u00a0<strong>Andrea Lucchesini<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><em>Franz Schubert: <\/em><em>Sonata in SOL maggiore op.78 D.894 (fantasia)<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Robert Schumann:<\/em>\u00a0Davidsb\u00fcndlert\u00e4nze, 18 pezzi caratteristici op.6<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Torino, 28 luglio 2021.<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019Unione Musicale chiude l\u2019avventurosa stagione 2020-21, sua 75sima, con l\u2019annuale ritorno di <strong>Andrea Lucchesini <\/strong>che prosegue il ciclo, siamo al quinto appuntamento della serie, <strong>Il sogno e l\u2019abisso. <\/strong>Pur nell\u2019inevitabile ambiguit\u00e0 del titolo, si cerca di instaurare un confronto tra <strong>Schubert <\/strong>(il sogno?) e <strong>Schumann <\/strong>(l\u2019abisso?) o viceversa?\u00a0 Ambedue le ipotesi hanno un saldo fondamento.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nel 1956, centenario della morte del musicista di Zwickau, le poste della DDR per celebrarlo emisero un francobollo dal fatale svarione: il busto di Schumann, in primo piano, tre righi di un lieder di Schubert come sfondo. Il francobollo, con altissima tiratura, valore filatelico trascurabile, non venne ritirato ma successivamente sostituito da un altro dalla composizione corretta. Questo fatto testimonia ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, come i due autori, sar\u00e0 per l\u2019iniziale <strong>Schu-<\/strong> , siano stati accostati dal pubblico e dalla critica meno avvertita, nonostante la loro musica e quindi il loro sentire siano agli antipodi.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Schubert <\/strong>si perde intenzionalmente in lunghi viaggi dai tortuosi percorsi. Per primo ha scoperto come il miglior percorso tra due punti non sia la retta ma la curva con giravolte. Quel che pi\u00f9 teme \u00e8 la meta che sa vuota e disperante. Ci deve fatalmente arrivare, non pu\u00f2 svicolare del tutto, ma si attarda in un percorso che gli permetta di mescolare corse, soste, sospiri, pianti, risate, canzoni e danze. Le sue musiche sono \u201clunghe\u201d, molte volte \u00e8 difficile individuarne il punto fatale perch\u00e9 l\u2019intera composizione \u00e8 fatale. I beethoveniani, affascinati dall\u2019happy end, ci si raccapezzano a stento pur riconoscendone radici e lessico comuni.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019esistenza di una meta e quindi di un percorso pi\u00f9 o meno tortuoso e faticoso per raggiungerla, sfugge a <strong>Schumann<\/strong>, non ne \u00e8 quindi spaventato. Non deve ingannare il destino avventurandosi su sentieri arzigogolati. E\u2019 l\u2019eterno adolescente che fortunatamente non riesce a controllare i moti del cuore. Ha i suoi periodi di passione sfrenata, prima quella del pianoforte, poi quella del lied, e l\u00ec, con logiche imperscrutabili, sforna capolavori su capolavori. I 18 pezzi delle\u00a0 Davidb\u00fcndler ne danno una dimostrazione formidabile. Pare che nulla li tenga insieme, eppure li sentiamo inequivocabilmente necessari l\u2019uno all\u2019altro. Noi Con Robert ed Eusebio, Florestano, Maestro raro, Chiarina ci forziamo a metterci sopra un poco di struttura, per giustificare il panico irrazionale che viene dagli sprazzi del cuore.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Chi sa quagliare in un concerto questi mondi radicalmente inconciliabili? Se hai la tecnica, e <strong>Lucchesini <\/strong>non ne difetta; se hai esperienza di sala e pubblico, pure con queste <strong>Lucchesini <\/strong>va sicuro, metti le mani sulla tastiera, i piedi sui pedali, suoni e speri che sia la sera giusta e che le Muse ti tengano una mano sul capo. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Non sono ormai rari gli interpreti che hanno quadrato il cerchio con Schubert, pochi ci son riusciti con Schumann, con le <em>Davidsb\u00fcndlert\u00e4nze<\/em> poi conosco solo Arrau e Cortot. Che ci abbiano preso poi con ambedue: Arrau? Horowitz? Alla condizione per\u00f2 di aver dilazionato delle convincenti e poetiche esecuzioni schubertiane alla soglia dei 90 anni, fidando nell\u2019affievolimento delle forze e della tracotanza del virtuoso .<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Lucchesini, <\/strong>fortunatamente ancor giovane e vigoroso, ci prova e qualche buon esito lo riporta: \u00e8 sempre magnifico nel cantabile schubertiano, eccellenti l\u2019<em>andante, il menuetto e allegro moderato-trio, <\/em>della sonata D894. Nel primo movimento <em>molto moderato e cantabile <\/em>e nel quarto <em>allegretto<\/em>, la vena virtuosistica gli prende un poco la mano, il pedale accentua una dinamica poco propensa al <em>piano <\/em>e pi\u00f9 incline al <em>forte e fortissimo. <\/em>Non pare che il \u201cbel suono\u201d sia tra i suoi crucci. Questo sfoggio di vitalismo del virtuoso avrebbe potuto essergli fatale in <strong>Schumann<\/strong>. Le <em>Davidsb\u00fcndlert\u00e4nze<\/em> sono parche di frasi distese, cantabili e accattivanti; il suono, l\u2019accostamento dei suoni, la variet\u00e0 dei timbri e delle armonie sono le chiavi per aprirci le porte della poesia degli Amici di David. Lucchesini ci riesce alla grande con <em>Eusebio, <\/em>con difficolt\u00e0 con le dinamiche di <em>Florestano <\/em>che portano l\u2019esecutore a sentirsi pi\u00f9 pianista che poeta. <em><br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il pubblico era scarso, ohim\u00e8 ormai insopportabile litania, al disotto dei 200 consentiti. Quando finir\u00e0 questa pena? Come sar\u00e0 il nuovo mondo dei concerti, visto che gi\u00e0 l\u2019attuale \u00e8 pi\u00f9 che sofferente?<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Gli applausi ci sono stati e pure calorosi; i frequentatori del Conservatorio torinese lo considerano uno di loro e lui li ha rimunerati con una ragguardevole terza parte, non prevista in locandina, del concerto: <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Chopin, <em>notturno op9 n2\u00a0<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">e nientemeno che<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Chopin:\u00a0 <em>scherzo n2 op31.\u00a0<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ben 15 minuti di extra!<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u00a0<\/strong>Forse<strong> Lucchesini <\/strong>vede in <strong>Chopin<\/strong> il termine intermedio di conciliazione tra la visionariet\u00e0 di Schumann e la cantabilit\u00e0 di Schubert e lo (ri)mette in repertorio a questo punto della carriera. Gli esiti sono apprezzabili e fanno sperare che l\u2019<em>esperimento<\/em> prosegua, magari con tutti e quattro gli <em>Scerzi <\/em>nella stessa serata. Forse ne capiremmo un po&#8217; di pi\u00f9.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Unione Musicale,\u00a0Conservatorio Giuseppe Verdi Concerto n.4051 Pianoforte\u00a0Andrea Lucchesini Franz Schubert: Sonata in SOL maggiore op.78 D.894 (fantasia) [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":101932,"featured_media":102678,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[8963,14678,2426,3667,968,15381],"class_list":["post-102677","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-andrea-lucchesini","tag-concerti","tag-franz-schubert","tag-friederik-chopin","tag-robert-schumann","tag-unione-musicale-di-torino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102677","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/101932"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=102677"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102677\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/102678"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=102677"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=102677"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=102677"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}