{"id":103021,"date":"2021-09-30T16:24:26","date_gmt":"2021-09-30T14:24:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=103021"},"modified":"2021-09-30T16:24:26","modified_gmt":"2021-09-30T14:24:26","slug":"venezia-palazzetto-bru-zane-allalba-di-chopin-con-il-pianista-philippe-hattat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-palazzetto-bru-zane-allalba-di-chopin-con-il-pianista-philippe-hattat\/","title":{"rendered":"Venezia, Palazzetto Bru Zane: &#8220;All&#8217;alba di Chopin&#8221; con il pianista Philippe Hattat"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Venezia, Palazzetto Bru Zane, Festival \u201cEroica o tirannica? La musica all\u2019epoca di napoleone Bonaparte (1795-1815)\u201d, 25 settembre-12 novembre 2021<br \/>\n<\/em><\/span><strong style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cALL\u2019ALBA DI CHOPIN\u201d<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Pianoforte <strong>Philippe Hattat<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Musiche di <em>Adolphe Adam, Hyacinthe Jadin, Etienne M\u00e9hul, H\u00e9l\u00e8ne de Montgeroult, Ferdinand H\u00e9rold, Fran\u00e7ois-Adrien Boieldieu<\/em><em><br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Venezia, 26 settembre 2021<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u201cAll\u2019alba di Chopin\u201d: cos\u00ec si intitola il programma di questo secondo concerto dedicato, nell\u2019ambito del nuovo ciclo autunnale del Palazzetto Bru Zane<\/strong>, alla produzione pianistica nell\u2019et\u00e0 napoleonica. Ma il titolo potrebbe anche essere \u201cAll\u2019alba\u00a0 del Conservatorio di Parigi\u201d, visto che quasi tutti gli autori proposti furono docenti di pianoforte, o meglio di fortepiano \u2013 precursore del pianoforte moderno \u2013 presso il prestigioso Istituto musicale, nei primi anni della sua attivit\u00e0. Nate tra il 1783 (M\u00e9hul) e il 1817 (H\u00e9rold), le sonate per pianoforte proposte in questo concerto rappresentano un ricco florilegio della letteratura pianistica francese a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, in cui si coglie il progressivo arricchimento delle capacit\u00e0 espressive dello strumento ideato da Bartolomeo Cristofori, che diviene sempre pi\u00f9 autonomo rispetto al clavicembalo, per quanto rimanga ancora legato alla dimensione del salotto, data la sua modesta sonorit\u00e0. Un posto speciale, in questa rassegna spetta a <strong>H\u00e9l\u00e8ne de Montgeroult<\/strong>, allieva dei virtuosi H\u00fcllmandel, Dussek e Clementi e considerata da molti la pi\u00f9 grande virtuosa della sua generazione. Di nobili origini e amica intima di Madame de Sta\u00ebl, fu la prima donna nominata docente di pianoforte al Conservatorio di Parigi (1795), contribuendo attivamente alla formazione dei primi virtuosi romantici dell\u2019Ottocento. \u00c8 autrice, tra l\u2019altro, di un\u2019importante raccolta di studi di difficolt\u00e0 progressiva.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Tra gli altri autori, che divennero docenti presso il Conservatorio parigino, troviamo: <strong>Hyacinthe Jadin<\/strong>, nominato nel 1795, autore di lavori che, pur ricordando Mozart, Beethoven o Schubert, rivelano una sensibilit\u00e0 tipicamente francese; Jean-Louis Adam, in servizio a partire dal 1797, che contribu\u00ec con le sue opere a\u00a0 trasformare la scrittura per clavicembalo in quella per pianoforte, man mano che quest\u2019ultimo si evolveva tecnicamente fino a dotarsi del pedale; <strong>Fran\u00e7ois-Adrien Boieldieu<\/strong>, che diventa docente di pianoforte nel 1798, per acquisire nel 1817 la cattedra di composizione. A questi si aggiungono \u00c9tienne-Nicolas M\u00e9hul, che compose le sue due prime sonate per tastiera sotto l\u2019influsso di Mozart e di Carl Philipp Emanuel Bach, e <strong>Ferdinand H\u00e9rold<\/strong>, iscrittosi al Conservatorio di Parigi, dove a partire dal 1806 frequent\u00f2 le classi di Adam (pianoforte), Kreutzer (violino), Catel (armonia) e M\u00e9hul (composizione).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Davvero convincente \u00e8 stata la prova, offerta da Philippe Hattat,<\/strong> che ha affrontato con instancabile energia l\u2019impegnativo programma del concerto: vario e difficile. Impetuoso nell\u2019\u00c9tude n\u00b0 66 di H\u00e9l\u00e8ne de Montgeroult \u2013 basato su una serie di note puntate alla mano destra, mentre la sinistra esegue i relativi bassi in contrattempo \u2013, si abbandonava subito dopo al carattere melodico, che percorre il primo tempo della Sonate op. 2 n\u00b0 1 en fa majeur di Fran\u00e7ois-Adrien Boieldieu dal piglio a tratti beethoveniano, sapendo aderire successivamente ai vari stili espressivi della composizione. Leggerezza di tocco si \u00e8 apprezzata nell\u2019<em>Allegro<\/em>, vagamente mozartiano, della Sonate op. 1 no 3 en la majeur di \u00c9tienne-Nicolas M\u00e9hul, cui ha fatto seguito un adorabile <em>Menuetto<\/em>, non lezioso ma espressione di una grazia ancora tutta settecentesca, interrotta da un appassionato <em>Trio<\/em>, per concludersi con un <em>Rond\u00f2<\/em> dal ritornello particolarmente brillante con la mano destra abilmente impegnata in passaggi molto veloci. Un settecento spensierato e giocoso, costellato di sorprese alla Haydn, si \u00e8 goduto nell\u2019<em>Allegro<\/em> della Sonate op. 4 no 1 en si b\u00e9mol majeur di Hyacinthe Jadin, seguito, in successione, da un <em>\u00a0Andante<\/em> lirico ma anche appassionato e da un <em>Finale: Presto<\/em> particolarmente trascinante, aperto da un tema sillabato. Romanticamente ricca di pathos \u00e8 risultata, soprattutto nel primo movimento, la Sonate op. 3 n\u00b0 2 en sol mineur, sempre di Jadin, mentre nel successivo \u00c9tude n\u00b0 104 en sol di\u00e8se mineur di H\u00e9l\u00e8ne de Montgeroult il giovane pianista ha sfoggiato una ragguardevole chiarezza di tocco nell\u2019affrontare la scrittura alquanto densa dello studio, che intende esercitare l\u2019esecutore nel trovare il giusto tono in un movimento agitato. Assolutamente encomiabile \u00e8 stata la prestazione del solista negli ultimi tre brani in programma: la Sonate op. 9 en la b\u00e9mol majeur di Ferdinand H\u00e9rold, nel cui primo tempo ha brillato per nitidezza nell\u2019articolazione della mano destra a tratti impegnata nel registro acuto; la Sonate op. 5 no 3 en fa di\u00e8se mineur di H\u00e9l\u00e8ne de Montgeroult, tra appassionato lirismo (movimento iniziale), sottile mestizia gi\u00e0 preromantica (<em>Adagio non troppo<\/em>) e incontenibile dinamismo (<em>Presto<\/em>); la Grande Sonate op. 9 en si majeur di Jean-Louis Adam, caratterizzata da un <em>Allegro maestoso<\/em> mirabilmente giocoso, una <em>Romance<\/em> liricamente cantabile e colma di intimismo romanticheggiante, un <em>Rond\u00f2<\/em> dal ritmo frenetico e dall\u2019ampia gamma a livello dinamico e agogico. Applausi fragorosi e convinti concentrati alla fine della serata.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Palazzetto Bru Zane, Festival \u201cEroica o tirannica? 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