{"id":103023,"date":"2021-10-01T22:14:02","date_gmt":"2021-10-01T20:14:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=103023"},"modified":"2021-10-04T22:15:08","modified_gmt":"2021-10-04T20:15:08","slug":"teatro-filarmonico-di-verona-il-settembre-dellaccademia-concerto-del-pianista-lucas-debargue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/teatro-filarmonico-di-verona-il-settembre-dellaccademia-concerto-del-pianista-lucas-debargue\/","title":{"rendered":"Teatro Filarmonico di Verona, Il Settembre dell\u2019Accademia: Concerto del pianista Lucas Debargue"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Teatro Filarmonico di Verona, Il Settembre dell\u2019Accademia XXX\u00b0 Festival Internazionale di Musica 2021<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Pianoforte\u00a0<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Lucas Debargue\u00a0<\/strong><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Johann Sebastian Bach:<\/em> Concerto Italiano BWV 971;\u00a0<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Robert Schumann:<\/em> Sonata n. 3 in fa minore op. 14 \u201cConcerto senza orchestra\u201d;\u00a0<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Gabriel Faur\u00e8<\/em>: Barcarolle n. 3 in sol bemolle maggiore Op. 42; Ballade in fa diesis maggiore Op. 19;\u00a0<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Aleksandr Nikolaevic Skrjabin<\/em>: Sonata n. 4 in fa diesis maggiore Op. 30 (Andante &#8211; Prestissimo volando); Fantasia in si minore op. 28<br \/>\n<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Verona, 27 settembre 2021<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Assistere ad un recital di pianoforte, pi\u00f9 che ad altri generi di performance, significa esseri introdotti nell\u2019intimit\u00e0 di un rapporto<\/strong>, quello personalissimo tra un interprete e il suo strumento, e tra questi ed un repertorio. Il mondo del pianismo solistico \u00e8 decisamente un universo particolareggiato in cui convivono personalit\u00e0 musicali cos\u00ec diverse da potersi dire parallele, tante e tali da far tremolare i concetti comprensivi di scuole o di stili. \u00c8 dunque tratto in inganno, forse, chi tenta di ricondurre un\u2019esecuzione pianistica ad una certa tradizione, lemma le cui lettere sembrano distanziarsi tra loro cos\u00ec tanto da generare spazi infiniti, all\u2019interno dei quali trova accoglienza ogni genere di riflessione, di visione, di coscienza. All\u2019interprete il compito di riempire quello spazio con dignit\u00e0 e potere di convincimento, a noi quello pi\u00f9 lieve di indovinare, dietro il fenomeno sonoro, i tratti della persona e del suo percorso artistico. <strong>Quelli di Lucas Debargue, classe 1990 e vincitore del XV Concorso Ciaikovsky di Mosca, si discostano molto dalle tendenze, e ci\u00f2 si evince dalla scelta di un repertorio ricercato,<\/strong> tendente all\u2019intellettualismo, e uno stare sul palco semplice, a tratti informale. Il programma che Debargue propone \u00e8 rivelatore di quel percorso musicale che, ci assicura il programma di sala, non \u00e8 per nulla convenzionale, e della curiosit\u00e0 di questo interprete che unisce alla sua professione \u201cstudi avanzati di letteratura e filosofia\u201d. Quanto all\u2019approccio con la tastiera, il tocco di Debargue si direbbe cameristico, esile, mai aggressivo; i suoi toni, ricchi di sfumature, sono colloquiali, e forse meriterebbero spazi pi\u00f9 concentrati della grande sala del Filarmonico.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Una certa impazienza nel raggiungere lo strumento ad inizio del concerto<\/strong>, ci ha fatto presagire una dose di ansia, che si \u00e8 materializzata in una esecuzione del <strong>Concerto Italiano di Bach<\/strong> esatta ma poco caratterizzata, certamente ben orchestrata nei piani dinamici dei tutti e dei solo previsti dall\u2019autore, ma non sufficientemente croccante dal punto di vista dell\u2019articolazione e del temperamento. A tal proposito, quell\u2019italienischem \u201cgusto\u201d che Bach titola, sembra evocare a parer nostro anche una certa verve, oltre che un preciso stile di scrittura che egli conosceva profondamente, che nell\u2019interpretazione di Debargue ha latitato (perch\u00e9, ad esempio, slentare quel salto di ottava discendente che d\u00e0 vita al Presto finale, quasi a conferirgli un che di pomposo, se si \u00e8 subito smentiti dall\u2019entusiasmo della scala ascendente e delle figurazioni ostinate che seguono?). Anche nella lettura del movimento centrale del Concerto, gemma di commovente bellezza, abbiamo avvertito la mancanza di uno spazio di meraviglia e di meditazione, emozioni a cui talvolta si indulge troppo; e tuttavia bisogna pur concedere delle soste, od una meta, a quel moto al quale l\u2019\u201dandante\u201d allude, moto che invece, sotto le dita di Debargue, \u00e8 rimasto fine a se stesso.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Quell\u2019impazienza cui accennavamo, all\u2019inizio solo sospettata, si \u00e8 fatta palese nella <strong>Sonata in fa minore di Schumann<\/strong>, che Debargue ha voluto attaccare mentre il pubblico applaudiva ancora la sua esecuzione precedente, cosa che non solo non ci ha permesso di ascoltare quell\u2019epico incipit ma che, tutto sommato, \u00e8 anche poco riguardosa verso questa forma di espressione di gradimento.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Quanto detto sull\u2019esecuzione del Concerto bachiano, fatte le debite distinzioni, pu\u00f2 dirsi anche dell\u2019esecuzione di questa impervia composizione, densa di disperata e febbrile liricit\u00e0. A fronte di una scelta di tempi esatta ed una apprezzabile leggerezza digitale, all\u2019esecuzione \u00e8 mancato un respiro ampio, totale, uno slancio che ne tenesse in piedi le ossa e le midolla. Alcuni crescendi, certe repentine intensificazioni della trama sonora, tipici dello stile schumanniano, nell\u2019esecuzione di Debargue parevano mancare di compimento, cos\u00ec da lasciarci l\u2019impressione, a musica conclusa, che questo capolavoro sia effettivamente manchevole di qualcosa. Aggiunto a ci\u00f2 come accadeva per Bach, certi allentamenti di ritmo hanno infiacchito quell\u2019humor che non di rado balena improvvisamente in questa musica, cos\u00ec intimamente instabile.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La seconda parte del concerto<\/strong> \u00e8 stata indubbiamente di migliore qualit\u00e0 di quella appena descritta, ed in maniera netta, aperta da una misconosciuta <strong>Barcarola Op. 42 di Faur\u00e8,<\/strong> autore raramente frequentato dai pianisti, e ci verrebbe da dire che ci\u00f2 si deve in gran parte alla difficolt\u00e0 tecnica, a dir poco astrusa, che pagine come questa Barcarola e la successiva Ballata Op. 19, sempre proposta da Debargue, pongono. Si tratta di una scrittura che, mentre esplora le sonorit\u00e0 tipiche della Francia di tardo Ottocento, ricerca costantemente una intricata polifonia, quasi a sostegno di intuizioni coloristiche ancora troppo giovani e incerte. Ma Debargue, nell\u2019inusuale, sembra completamente a suo agio, e in questi brani sfoggia un ventaglio di sonorit\u00e0 impalpabili assai ampio, ed una tecnica tutta di volante leggerezza che stempera quel tessuto contrappuntistico in una fresca semplicit\u00e0 e velocit\u00e0 tali da conferire a questa musica una spontaneit\u00e0 che sulla carta sembra mancarle.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Simili qualit\u00e0 del pianismo di Debargue hanno contribuito alla riuscita <strong>dei due brani di Scriabin<\/strong> che completavano questo programma di certo non popolare, ossia la Sonata n. 4 e la splendida Fantasia op. 28. In queste pagine Debargue finalmente ci regala attimi di puro incanto, conducendo l\u2019ascolto ai limiti dell\u2019udibile e plasmando quegli inquieti motivi con una tensione nervosa ed un rubato molto appropriati.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il pubblico del Filarmonico ha risposto con grande entusiasmo ai fuochi d\u2019artificio dell\u2019ultimo pezzo, e l\u2019abbondante applauso che ne \u00e8 seguito ottiene un primo bis: un\u2019altra breve pagina di Faur\u00e8, armonicamente ancor pi\u00f9 ostica delle precedenti. Allorch\u00e9, interpretando forse il pensiero di una buona fetta del pubblico presente e di quello che solitamente frequenta questi appuntamenti veronesi, una voce in sala ha osato chiedere all\u2019interprete \u201cqualcosa di orecchiabile\u201d. Richiesta non certo lusinghiera ma comprensibile, alla quale Debargue, per tutta risposta, ha reagito suonando qualcosa di contemporaneo che nemmeno noi siamo riusciti a riconoscere. Ci piace pensare che l\u2019interprete non abbia voluto accontentarla solo per un difetto di comprensione della lingua italiana.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Filarmonico di Verona, Il Settembre dell\u2019Accademia XXX\u00b0 Festival Internazionale di Musica 2021 Pianoforte\u00a0Lucas Debargue\u00a0 Johann Sebastian Bach: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":101887,"featured_media":103024,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[28140,14678,5142,28095,488,28139,968,793],"class_list":["post-103023","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-aleksandr-nikolaevic-skrjabin","tag-concerti","tag-gabriel-faure","tag-il-settembre-dellaccademia-2021","tag-johann-sebastian-bach","tag-lucas-debargue","tag-robert-schumann","tag-teatro-filarmonico-di-verona"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103023","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/101887"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=103023"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103023\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/103024"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=103023"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=103023"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=103023"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}