{"id":103142,"date":"2021-10-19T09:29:38","date_gmt":"2021-10-19T07:29:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=103142"},"modified":"2021-10-26T00:49:02","modified_gmt":"2021-10-25T22:49:02","slug":"venezia-teatro-la-fenice-hartmut-haenchen-dirige-brahms-e-bruckner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-fenice-hartmut-haenchen-dirige-brahms-e-bruckner\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice: Hartmut Haenchen dirige Brahms e Bruckner"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Venezia, Teatro La Fenice, Programma giugno-ottobre 2021 <\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Orchestra del Teatro La Fenice<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Direttore <strong>Hartmut Haenchen<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Johannes Brahms<\/em>:Sinfonia n. 3 in fa maggiore op. 90<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Anton Bruckner: <\/em>Sinfonia n. 3 in re minore WAB 103 (versione 1889)<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Venezia, 16 ottobre 2021<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Brahms e Bruckner \u2013 i due insigni rivali, protagonisti della vita musicale viennese nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento<\/strong> \u2013 erano messi a confronto in questo concerto, che finalmente, grazie al parziale allentamento delle misure anti-covid, ha segnato la ripresa dell\u2019attivit\u00e0 del Teatro La Fenice senza restrizioni nell\u2019utilizzo dei posti disponibili. Brahms e Bruckner, entrambi residenti a Vienna, si ritrovarono involontariamente a capo di opposte fazioni in seno al pubblico e alla critica: Anton Bruckner, sostenuto dal wagneriano Hugo Wolf, era l\u2019idolo della schiera dei \u201cprogressisti\u201d, cultori del Genio di Lipsia; Johannes Brahms, che aveva dalla sua parte l\u2019influente critico Eduard Hanslick, era acclamato dai \u201ctradizionalisti\u201d come continuatore della grande forma classica e legittimo successore di Beethoven. Oggi la contrapposizione Brahms-Bruckner appare molto ridimensionata. Gi\u00e0 Arnold Sch\u00f6nberg, nel saggio <em>Brahms il progressivo <\/em>(1933), metteva in luce il contributo del compositore all&#8217;evoluzione del linguaggio musicale, sottolineando i tratti in comune tra l\u2019Amburghese e lo stesso Wagner. Certamente Brahms ha una personalit\u00e0 alquanto diversa rispetto a Bruckner, ma non per questo rappresenta la \u201creazione\u201d. I due grandi, ognuno con i propri mezzi, tendono alla stesso obiettivo: misurarsi con la forma sinfonica, che Wagner \u2013 a parte un non esaltante lavoro giovanile \u2013 aveva escluso dai propri interessi. Peraltro in entrambi, pur con i dovuti distinguo, la struttura della sinfonia \u2013\u00a0 riflesso della crisi dell\u2019intera societ\u00e0, di tutto un mondo che sta per finire \u2013 appare in via di disgregazione: la concisione e la coerenza logica del linguaggio beethoveniano cedono il passo ad un andamento pi\u00f9 divagante, ad un procedere, soprattutto in Bruckner, per blocchi giustapposti secondo il modello sinfonico schubertiano.<br \/>\n<\/span><strong style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Anche nella concezione interpretativa di Hartmut Haenchen, impegnato nella direzione delle due Terze sinfonie, firmate rispettivamente da Brahms e Bruckner, i due grandi rival<\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">i \u2013 suscitatori, come abbiamo appena ricordato, di infuocate polemiche nella capitale asburgica \u2013 apparivano molto pi\u00f9 vicini di quanto ci si potesse aspettare, rivelando alcuni tratti comuni, che li connotavano quali precursori dei futuri sviluppi del linguaggio musicale. Testimoniavano in tal senso: la particolare attenzione verso il parametro timbrico, caratterizzante ogni blocco sonoro; la sapiente sottolineatura dei tratti peculiari di ognuno dei molteplici temi \u2013 non di rado derivati dall\u2019armonia e imparentati tra loro \u2013 e delle loro sorprendenti versioni elaborate; la sensibilit\u00e0 con cui il direttore tedesco riusciva ad esprimere quel particolare clima, da cui \u00e8 pervaso il tardo romanticismo, cos\u00ec diverso rispetto agli slanci eroici della prima generazione romantica, essendo venato di malinconico rimpianto verso un passato irripetibile. Ne derivava un particolare edonismo sonoro, reso possibile grazie ad una prestazione dell\u2019orchestra veramente encomiabile in tutte le sue sezioni, all\u2019interno di una lettura diffusamente spedita nei tempi, capace di far percepire le macrostrutture di questi due capolavori sinfonici, ma anche di concentrarsi su ogni loro particolare. <strong>Particolarmente struggente \u00e8 stato l\u2019avvio del primo movimento della <\/strong><\/span><strong><em style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Terza sinfonia<\/em><\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong> di Brahms<\/strong> con il primo tema che alterna intervalli di terza discendenti a seste ascendenti, cui successivamente si contrappone un secondo tema, pi\u00f9 dolce, presentato dai legni, a sua volta seguito da un terzo tema, che ha il sapore di una ritmica fanfara. Pi\u00f9 raccolto era il clima dell&#8217;<\/span><em style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Andante moderato<\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">, basato sul principio di derivazione tematica dal primo tema, con due temi principali: il primo nobilmente cantabile, ai legni, il secondo pi\u00f9 cupo, ai violoncelli. La tecnica di derivazione dal primo tema si \u00e8 colta anche anche nell&#8217;<\/span><em style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Allegro giocoso<\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"> con l&#8217;orchestra, arricchita di ottavino e triangolo, fra dinamiche con forti contrasti, a sottolineare appunto\u00a0 il clima \u201cgiocoso\u201d. Lo spirito di Bach ha nobilmente pervaso il finale, laddove compare un sommesso corale, preceduto dalle sinuose curve del primo tema e seguito da una terza idea tematica cantabile, in una scrittura particolarmente densa di spunti e variazioni.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La <em>Terza<\/em> di Bruckner, che l\u2019autore, in segno di assoluta devozione verso l\u2019autore del <em>Ring<\/em>, <\/strong>volle intitolare <em>Wagner-Symphonie<\/em>, conobbe \u2013 come accadeva spesso alle partiture dell\u2019insicuro compositore di Linz \u2013 numerose revisioni. La versione della sinfonia bruckneriana proposta dalla Fenice \u00e8 l\u2019ultima, datata 1889. Autorevole ed efficace \u00e8 stato il gesto direttoriale anche nell\u2019affrontare questa monumentale partitura. Lo si \u00e8 apprezzato nel primo movimento, che prende avvio da un ostinato di arpeggi, evocante un\u2019atmosfera misteriosa, su cui dopo poche battute si staglia il solenne tema principale \u2013 costituente il nucleo generatore dell\u2019intera sinfonia, basato su grandi salti derivanti dall\u2019accordo di re \u2013 mirabilmente esposto dalla tromba, ripreso con altrettanta maestr\u00eca dal corno e seguito da un crescendo culminante in un fortissimo di tutta l\u2019orchestra. Solo dopo molte battute appare il secondo tema, soave e sinuoso, che \u00e8 stato esposto con perfetta coesione dagli archi e dai corni. Dopo un corale, che funge da terzo tema, inizia lo sviluppo, costituito principalmente da un\u2019elaborazione del primo tema. Anche nel successivo <em>Adagio<\/em> \u2013 ugualmente basato su tre temi distinti: il primo, un cantabile esposto dai violini, il secondo avviato da una distesa melodia delle viole, il terzo simile ad una preghiera, affidato ancora agli archi \u2013 il direttore e l\u2019orchestra hanno trovato di volta in volta il giusto accento. Violini, violoncelli e contrabbassi hanno brillato nello <em>Scherzo<\/em>, che ha un andamento vorticoso, interrotto dal <em>Trio<\/em>, che \u00e8 invece un <em>L\u00e4ndler<\/em>, pieno di connotazioni umoristiche, sostenuto dal pizzicato degli archi. Insieme a tutta l\u2019orchestra, gli ottoni \u2013 oltre che nel corso dell\u2019intera sinfonia \u2013 si sono imposti per la bellezza del suono e la perfetta intonazione, nel grandioso finale: nel primo tema, affidato alle trombe e ai tromboni, dalla possente scrittura accordale e dal profilo ritmico simile a quello del primo tema del movimento iniziale; nel secondo, derivante dalla fusione di un corale degli ottoni con un ritmo di polka scandito dagli archi; nel terzo, in forma di canone stretto, che coinvolge tutte le sezioni strumentali; nella coda, laddove si ripropone trionfalmente il motivo iniziale del primo movimento in un brillante re maggiore. Applausi scroscianti con accenni di <em>standing ovation<\/em> nei confronti del direttore \u2013 che ha doverosamente segnalato tutte le sezioni orchestrali \u2013 alla fine della serata. <em>Foto Melle Meivogel<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice, Programma giugno-ottobre 2021 Orchestra del Teatro La Fenice Direttore Hartmut Haenchen Johannes Brahms:Sinfonia n. 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