{"id":103217,"date":"2021-10-23T01:38:23","date_gmt":"2021-10-22T23:38:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=103217"},"modified":"2021-10-24T01:38:46","modified_gmt":"2021-10-23T23:38:46","slug":"torino-regio-metropolitano-julian-rachlin-interpreta-mozart","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-regio-metropolitano-julian-rachlin-interpreta-mozart\/","title":{"rendered":"Torino, &#8220;Regio Metropolitano&#8221;: Julian Rachlin interpreta Mozart"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Torino, \u201cRegio Metropolitano\u201d<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Orchestra del Teatro Regio<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Direttore e violino solista <strong>Julian Rachlin<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Wolfgang Amadeus Mozart: <\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Concerto n. 3 in sol maggiore per violino e orchestra K 216;\u00a0<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Sinfonia n. 40 in sol minore K 550<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Torino, 16 ottobre 2021<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u00c8 un po\u2019 scontato, come gioco di parole, parlare di inaugurazione \u201cin tonalit\u00e0 minore\u201d per la serata che ha aperto la stagione del \u201cRegio Metropolitano\u201d.<\/strong> Si dir\u00e0 perci\u00f2 che \u00e8 stata un\u2019inaugurazione sobria, coerente con i tempi che corrono e con la rassegna inaugurata. Come molte altre istituzioni musicali, il Teatro Regio ha infatti presentato un cartellone autunnale, che si conclude, nel caso specifico, nel mese di gennaio. Oltre alle ragioni di prudenza che hanno spinto tanti ad attendere maggiori certezze sul fronte pandemico prima di presentare calendari di lungo respiro, il teatro torinese ha dovuto far fronte ai lavori di adeguamento del palcoscenico, che impongono il fermo della sala di piazza Castello per diversi mesi, durante i quali le attivit\u00e0 della Fondazione sono ospitate in dodici differenti sedi cittadine. Attivit\u00e0 che prevedono una sola opera (<em>Aida<\/em>, in forma di concerto, all\u2019auditorium \u201cAgnelli\u201d del Lingotto), un balletto (<em>Lo schiaccianoci<\/em>, al Teatro Alfieri), quattro mostre e quattordici concerti, nei quali trovano spazio molte pagine per coro e voci soliste, ma non programmi strettamente operistici.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La serata d\u2019apertura, nella sala del Conservatorio \u201cGiuseppe Verdi\u201d,<\/strong> dove di solito hanno luogo le esibizioni degli allievi e i concerti da camera dell\u2019Unione Musicale, non poteva essere pi\u00f9 misurata. Forse per non intimorire il pubblico, disabituato alle occasioni sociali in presenza (per di pi\u00f9, in una sala nella quale \u00e8 stata ormai autorizzata la capienza piena), si \u00e8 scelto di iniziare con un programma breve, senza intervallo, con l\u2019Orchestra del Teatro in versione ridotta e un direttore che riveste anche il ruolo di solista. \u00c8 stato infatti <strong>Julian Rachlin il protagonista indiscusso delle due pagine mozartiane<\/strong> che hanno presentato un ritratto a due facce del compositore di Salisburgo: ancora <em>teenager <\/em>relativamente spensierato al tempo del <strong><em>Concerto n. 3 in sol maggiore per violino e orchestra <\/em>K 216 (1775);<\/strong> artista maturo, consapevole e un po\u2019 tormentato quando compose la <strong><em>Sinfonia n. 40 in sol minore <\/em>K 550 (1788).<\/strong> Rachlin si \u00e8 fatto apprezzare principalmente come virtuoso dello strumento, abile nel valorizzare i caratteri del <em>Concerto <\/em>K 216: si rammentano la delicata <em>souplesse <\/em>dell\u2019Allegro iniziale, non priva di un certo graffiante brio nella cadenza, la cantabilit\u00e0 introspettiva della sezione centrale, il gusto per la sorpresa che caratterizza il movimento conclusivo. Nel dirigere la <em>Sinfonia <\/em>K 550, Rachlin ha scelto un taglio interpretativo accattivante all\u2019orecchio ma opinabile, che della composizione esalta pi\u00f9 i caratteri sturmeriani e anticipatori dello stile beethoveniano che i legami con la tradizione sinfonica settecentesca. L\u2019Andante \u00e8 stato reso come passo di alta tensione drammatica, e il Minuetto quasi come una danza demoniaca. L\u2019Orchestra del Regio ha risposto alla mano di Rachlin con efficacia e coerenza.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nell\u2019auspicio che la rassegna si riveli un <em>crescendo<\/em>, ricordiamo gli altri appuntamenti di questo mese: il 23 ottobre, all\u2019auditorium del Lingotto, l\u2019Orchestra e il Coro del Regio, sotto la direzione di Hartmut Haenchen, propongono il <em>Canto del destino <\/em>op. 54 e il <em>Canto funebre <\/em>op. 13 di Brahms; segue la <em>Sinfonia n. 3 in re minore <\/em>di Bruckner. Il 29 ottobre, all\u2019auditorium Rai \u201cArturo Toscanini\u201d, in occasione dell\u2019anno dantesco sar\u00e0 eseguita <em>La vita nuova <\/em>di Ermanno Wolf-Ferrari: sempre Orchestra e Coro del Teatro, diretti da Donato Renzetti, con il soprano Angela Nisi, il baritono Vittorio Prato e la voce recitante di Alessandro Preziosi.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, \u201cRegio Metropolitano\u201d Orchestra del Teatro Regio Direttore e violino solista Julian Rachlin Wolfgang Amadeus Mozart: Concerto n. 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