{"id":103673,"date":"2021-12-10T00:20:37","date_gmt":"2021-12-09T23:20:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=103673"},"modified":"2021-12-10T00:20:37","modified_gmt":"2021-12-09T23:20:37","slug":"sesto-bruscantini-1919-2003-baritono-sulla-scena-tenore-in-casa-sua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/sesto-bruscantini-1919-2003-baritono-sulla-scena-tenore-in-casa-sua\/","title":{"rendered":"Sesto Bruscantini (1919 &#8211; 2003): &#8220;Baritono sulla scena, tenore in casa sua&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Sesto Bruscantini<\/em>\u00a0<\/strong>(Civitanova Marche, 10 dicembre 1919 \u2013 Civitanova Marche, 4 maggio 2003)<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">I<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">ncontriamo Sesto bruscantini nel nuovissimo studio della Rai di Torino, non ancora ultimato, dove sta provando per la registrazione video de <em>\u00a0Il barbiere di Siviglia.<\/em> Esordisce dicendo: <em>&#8220;Una volta bastava la bella voce: oggi per restare sulla breccia, bisogna saper cantare in modo &#8220;intelligente&#8221;, recitare, aver scena, e possibilmente, un bell&#8217;aspetto. E quando si tratta di opere comiche, come questa, le cose si complicano: la comicit\u00e0 in note non tocca il pubblico come lo tocca, invece il dramma. La <\/em>Traviata<em>, Il <\/em>Rigoletto<em> strappa le lacrime anche se uno non si prodiga troppo; ma Figaro, no. Per renderlo interessante si \u00e8 dovuto complicarlo, aggiungendogli qualche migliaio di notte. il pubblico, probabilmente, non se n&#8217;\u00e9 neppure accorto; ma noi si. E che faticaccia!&#8221;.<\/em><br \/>\nParla come se tutto questo, in fondo, lo divertisse. Hal a voce profonda e l&#8217;accento romanesco, bench\u00e9 sia nato a Porto Civitanova e,\u00a0 vicino a Macerata : d&#8217;altronde ha vissuto quasi sempre a Roma. Come dicevamo, l&#8217;attuale figura fu per diversi anni, un ottimo <em>Boris<\/em>. Sesto Bruscantini debutt\u00f2 come basso nella <em>Boh\u00e8me<\/em> verso il 1946 insieme alla Mafalda Favero: l&#8217;anno dopo sempre come basso, vinse a Torino il concorso nazionale per cantanti lirici: <em>&#8220;Allora era addirittura &#8220;bassissimo&#8221;: facevo Sarastro nel\u00a0 <\/em>Flauto Magico <em>di Mozart. Ma era logico che cominciassi cos\u00ec: una voce maschile non\u00a0 educata spazia pi\u00f9 facilmente nei toni bassi. Io non avevo precedenti canori in famiglia. Mio padre era avvocato, mia madre faceva la professoressa, e, come tutte le professoresse &#8220;parlava in testa&#8221;. Forse da lei ho ereditato una certa tendenza agli acuti&#8221;.<br \/>\n<\/em>Nel 1954, il Festival di G<\/span><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">lyndebourne cambi\u00f2 all&#8217;improvviso il suo orizzonte: &#8220;<em>Ma sei sicuro&#8221;<\/em>, gli domand\u00f2 a bruciapelo e il maestro Vittorio Gui, che lo dirigeva, &#8220;<em>di essere un basso?<\/em>&#8221; Poich\u00e9 nella vita non si pu\u00f2 mai essere sicuri di nulla, Bruscantini gli rispose prudentemente di no. <em>&#8220;Cos\u00ec l&#8217;anno seguente debutto come baritono nel Barbiere di Siviglia. Confesso che i miei primi Barbieri furono alquanto stiracchiati, poi, tutto and\u00f2 meglio. Oggi mi sento benissimo nella mia nuova pelle e credo che sia proprio quella giusta&#8221;<\/em>. Parliamo ora di Opera. <span style=\"font-weight: 400;\">All&#8217;interno della lirica la scala dei valori \u00e8 cambiata: prima i cantanti erano al posto d&#8217;onore, poi lo cedettero ai direttori d&#8217;orchestra, che loro volta lo hanno ceduto ai registi. Tutti i registi &#8220;impegnati&#8221; hanno attualmente una &#8220;penchant&#8221; per l&#8217;opera: vi si dedicano con lo stesso fervido spirito di Pigmalione, cercando di intellettualizzarla, di portarla all&#8217;avanguardia, ma soprattutto di &#8220;svecchiarla e sprovincializzarla&#8221;. <em>&#8220;Ed \u00e8 proprio qui che sbagliano&#8221;,<\/em> dice Bruscantini, smorzando il tono polemico col suo gentile sorriso. <em>&#8220;L&#8217;opera \u00e8 quello che \u00e8: vecchia, superata anacronistica. Ma \u00e8 appunto in ci\u00f2 che risiede il suo fascino. Trasformarla da capo a piedi, significa privarla autenticit\u00e0. \u00c8 lo stesso che rifare oggi delle sedie Luigi XVI. Oltretutto queste innovazioni finiscono per ritorcersi contro di noi: pensi soltanto alle scene. Le scene di un tempo, elementari, dipinte spesso su un fondo di cartapesta, avevano una loro precisa funzione: quella di avvolgere il cantante come una cuffia e spingere la sua voce verso il pubblico. Oggi \u00e8 il cantante, attorniato da colonne vere, alberi in plastica e pannelli surrealisti, ha il\u00a0 vuoto dietro e intorno a s\u00e9 e grande parte dei suoi acuti si perdono in questo vuoto come in una conchiglia. E occorre molta pi\u00f9 fatica, molta pi\u00f9 voce per arrivare al pubblico<\/em>. <em>Le orchestre hanno un numero sempre maggiore di strumentisti, e di strumenti che perfezionandosi, sono aumentati di tono. In certi pezzi, della fine dell&#8217;Ottocento ad oggi, il cantante si \u00e8 visto costretto ad aumentare il tono di quasi mezzo diapason. inoltre: il proscenio che era il punto pi\u00f9 sonoro del teatro e spettava di regola il cantante oggi viene occupato dall&#8217;orchestra., mentre il palcoscenico, prima vuoto e sonoro, dovendo adeguarsi alle moderne esigenze delle scene sportabili automaticamente, si riempito a tal punto di macchinari da divenire perfettamente sordo &#8220;<\/em>. &#8220;<em>Il nostro \u00e8 un mestieraccio&#8221;<\/em>, prosegue Bruscantini, <em>&#8220;Ma non vi rinuncerei per tutto l&#8217;oro del mondo. Forse perch\u00e9 sono costretto a forzare di continuo il mio temperamento: dobbiamo spostarci da un luogo all&#8217;altro a velocit\u00e0 supersonica, e io detesto viaggiare (me ne starei volentieri rintanato zitto zitto nella casina mia). Dobbiamo incontrare sempre gente nuova: ed io sono un timido. Dobbiamo fare delle levatacce per le prove: ed io adoro dormire; guardi ora, per esempio siamo qui a chiacchierare ed \u00e8 la mezza, che per me rappresenta l&#8217;alba. Con Figaro \u00e8 la stessa cosa. Si tratta del mio personaggio preferito, quello che ho interpretato di pi\u00f9, ho fatto tanti Figaro nella mia vita, che a volte penso che, se mi mettessi a fare il barbiere sul serio, di\u00a0 quelli che stanno chiusi al luned\u00ec, mi sentirei a postissimo. Eppure Figaro \u00e8 tutto quello che non sono io: gigione, estroverso, millantatore. Proprio per questo mi diverto tanto &#8220;.<br \/>\n<\/em>Malgrado tutto, il canto \u00e8 rimasto l&#8217;hobby preferito di Sesto Bruscantini.<em> &#8220;Io canto anche quando faccio il bagno: da tenore, naturalmente: punti i ruoli degli altri per me, come per tutti, rappresentano la massima aspirazione. Per\u00f2 cantare davanti agli spettatori \u00e8 tutt&#8217;altra cosa. Il pubblico mi terrorizza e mi stimola. Tra me e lui c&#8217;\u00e8 quasi una sfida che si rinnova ogni recita. Ho molti anni di teatro alle spalle e ho interpretato tantissime ruoli di basso e di baritono; tuttavia, ogni volta che esco sul palcoscenico \u00e8 come se fosse la prima volta punto non si sa mai come potr\u00e0 finire: se ad applausi o a fischi&#8221;. <\/em>S\u00ec, \u00e8 un mestieraccio. ma divertente. &#8220;<em>Partiam?&#8221;.<\/em> Partiam: un saltello, pancia in dentro, passo incrociato e si torna a provare. (Estratto da &#8220;Sesto Bruscantini: baritono sulla scena, tenore in casa sua&#8221; di Donata Gianieri, Torino, 1968)<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1175180824&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Sesto Bruscantini (1913-2003: &quot;Il barbiere di Siviglia&quot;\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/sesto-bruscantini-1913-2003-il-barbiere-di-siviglia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sesto Bruscantini (1913-2003: &#8220;Il barbiere di Siviglia&#8221;<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sesto Bruscantini\u00a0(Civitanova Marche, 10 dicembre 1919 \u2013 Civitanova Marche, 4 maggio 2003) Incontriamo Sesto bruscantini nel nuovissimo studio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":103683,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[14670,28583,12002,10365,143,240,11059,28580,28582,13769,25699,28581,6461],"class_list":["post-103673","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-album-dei-ricordi","tag-album-dei-ricordi","tag-angelo-jorio","tag-fernando-corena","tag-fiorenza-cossotto","tag-gioachino-rossini","tag-il-barbiere-di-siviglia","tag-ivo-vinco","tag-luig-alva","tag-maya-sunara","tag-nino-sanzogno","tag-orchestra-sinfonica-della-rai-di-torino","tag-renato-borgato","tag-sesto-bruscantini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103673","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=103673"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103673\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":103674,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103673\/revisions\/103674"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/103683"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=103673"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=103673"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=103673"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}