{"id":103791,"date":"2021-12-20T22:34:38","date_gmt":"2021-12-20T21:34:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=103791"},"modified":"2021-12-20T22:34:38","modified_gmt":"2021-12-20T21:34:38","slug":"torino-auditorium-rai-a-toscanini-daniele-gatti-dirige-lintegrale-delle-sinfonie-di-robert-schumann","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-auditorium-rai-a-toscanini-daniele-gatti-dirige-lintegrale-delle-sinfonie-di-robert-schumann\/","title":{"rendered":"Torino, Auditorium RAI \u201cA.Toscanini\u201d: Daniele Gatti dirige l&#8217;integrale delle sinfonie di Robert Schumann"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cA.Toscanini\u201d, Concerti d\u2019autunno 2021<\/em>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Orchestra Sinfonica Nazionale RAI<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Direttore<strong>\u00a0Daniele Gatti<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><em>Robert Schumann<\/em>: \u00a0Sinfonia No. 1\u00a0in\u00a0Si bemolle maggiore\u00a0Op. 38 (denominata\u00a0<i>Primavera<\/i>); Sinfonia n. 3 in Mib Maggiore Op. 97\u00a0detta\u00a0<i>Renana.<br \/>\n<\/i>Sinfonia n. 2 in Do maggiore, op. 61; Sinfonia n. 4 in Re minore Op.120<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Torino, 9 e 17 dicembre 2021<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Non facile <em>tour de force<\/em> <em>per<\/em> esecutori e ascoltatori, dato il non facilissimo rapporto tra Schumann e la sinfonia<\/strong> e quindi gli esiti un poco problematici che ne hanno condizionato, nel tempo, il giudizio critico e spinto alcuni esecutori, ad esempio Mahler, ad intervenire con \u201ccorrezioni\u201d dell\u2019orchestrazione.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Schumann, reduce da un quindicennio di indiscussi successi come autore di musica pianistica e di lieder, coronato il sogno di una vita con il contrastato matrimonio con Clara, si assunse l\u2019onere di diventare il compositore tedesco di riferimento. Viveva a Lipsia dove era in residenza, presso l\u2019ex mercato dell\u2019abbigliamento (Gewandhaus) la pi\u00f9 antica e rinomata Orchestra Sinfonica Stabile d\u2019Europa, quindi scrivere sinfonie era ormai per lui divenuto un impegno inevitabile. Da grande critico, tra i primi rivel\u00f2 la grandezza di Chopin e Schubert, e studioso navigato individu\u00f2 in Bach e Beethoven i modelli tedeschi a cui riferirsi: il primo per il trattamento dei \u201ctemi\u201d e l\u2019altro per la formalizzazione della \u201cforma\u201d sinfonica.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">I \u201ctemi\u201d adottati nelle 4 sinfonie sono, alla maniera di Bach, brevi e semplici, tali da permettere i successivi sviluppi, sono per\u00f2 poco orecchiabili, non si esce dall\u2019ascolto di una sinfonia di Schumann con il motivetto che ti frulla in testa. Il \u201cmotto tematico\u201d lo trovi all\u2019inizio ed elaborato si inserisce come ansa e nodo di una intricatissima filigrana che percorre l\u2019intera sinfonia, ti ricompare ovunque a legare il discorso, pur se non sempre facilmente riconoscibile all\u2019ascolto.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Berlioz e la sua sinfonia <em>Fantastica<\/em> avevano, una decina d\u2019anni prima, sdoganato un\u2019articolazione pi\u00f9 fantasiosa dei movimenti variandone il numero e derogando alla sequenza classica \u201callegro \u2013 lento \u2013 vivace \u2013 allegro\u201d dei classici 4 movimenti. Schumann fu pure tentato dall\u2019impulso di uscire dagli schemi, se nella 2\u00b0 e nella 3\u00b0 inverte i due movimenti centrali, rimane per\u00f2 sostanzialmente fedele allo schema beethoveniano.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Questi impegni costruttivi, l\u2019elaborazione tematica e lo schematismo della forma, penalizzano aspetti peculiari caratterizzanti il romanticismo in musica: il richiamo alla natura e il coinvolgimento psicologico-sentimentale. Si canta poco, quindi pochi sono gli interventi solistici, e si impone un\u2019orchestrazione compatta con predominanza, non sempre piacevolissima, del \u201ctutti\u201d degli archi che a tratti si materializza in un vero rullo compressore che tutto porta sotto di s\u00e9.<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Piu\u2560CLuce\u252c\u00ae2020-21N1-55.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-103792\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Piu\u2560CLuce\u252c\u00ae2020-21N1-55-512x342.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Piu\u2560CLuce\u252c\u00ae2020-21N1-55-512x342.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Piu\u2560CLuce\u252c\u00ae2020-21N1-55-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Piu\u2560CLuce\u252c\u00ae2020-21N1-55-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Piu\u2560CLuce\u252c\u00ae2020-21N1-55-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Piu\u2560CLuce\u252c\u00ae2020-21N1-55-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Piu\u2560CLuce\u252c\u00ae2020-21N1-55-10x7.jpg 10w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Piu\u2560CLuce\u252c\u00ae2020-21N1-55-432x288.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Piu\u2560CLuce\u252c\u00ae2020-21N1-55-396x264.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Piu\u2560CLuce\u252c\u00ae2020-21N1-55-1120x747.jpg 1120w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Piu\u2560CLuce\u252c\u00ae2020-21N1-55-660x440.jpg 660w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Piu\u2560CLuce\u252c\u00ae2020-21N1-55-330x220.jpg 330w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Affascinante constatare come <strong>Daniele Gatti <\/strong>e con lui l\u2019<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale RAI<\/strong>, siano riusciti ad affrontare e a vincere la non facile sfida di questa integrale.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il direttore, scevro da qualsiasi atteggiamento divistico, ha condotto l\u2019orchestra guardandola negli occhi: niente leggio, niente partitura, tutto a memoria, gesto morbido essenziale e chiaro. L\u2019attenzione e la tensione tenute costanti hanno contribuito a districare e ad esplicitare quanto imprigionava il filo della filigrana, di cui sopra. Un\u2019attenta lettura \u201cmediana\u201d, senza le estasi di Celibidache e le furie di Czell, lontana pure dagli affascinanti languori dell\u2019ultimo Bernstein e dai dolorosi ripiegamenti di Abbado. I tempi \u201cgiusti\u201d e l\u2019orchestra con sonorit\u00e0 moderate portano ad una lettura classica da grande ed affidabile maestro alla tedesca e a noi fa ricordare Sawallisch. Il gesto e lo scrupolo con cui il direttore milanese conduce a termine la prova manifestano chiaramente l\u2019affetto e la comprensione per l\u2019autore e per la sua terribile vicenda umana e testimoniano un grandissimo impegno ad onorarne l\u2019opera e la memoria.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>L\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai \u00e8 stato uno strumento perfetto<\/strong> per ottenere l\u2019ottimo risultato conseguito, se qualche sbavatura e qualche disallineamento ci sono stati non hanno minimamente compromesso il successo della prestazione.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Sono radi gli interventi strumentali solistici richiesti da queste partiture pur qui vanno ricordati, a conferma dell\u2019ottimo livello complessivo, le squillanti fanfare degli ottoni, le suadenti melopee dei legni, la fisicit\u00e0 ritmica dei timpani.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">I violini, con le file molto ringiovanite, si confermano compagine compatta e trainante. Il gruppo degli archi gravi, viole violoncelli \u00a0e contrabbassi, continuano poi a stupirci per l\u2019incanto di un timbro di velluto.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il pubblico che purtroppo, al richiamo di tale evento, non accorre numeroso, mostra comunque di apprezzarne gli esiti. Gli applausi piovono sonori e convinti e per Gatti, a quelli del pubblico, si uniscono scroscianti e lunghissimi quelli degli orchestrali che cos\u00ec ricambiano gli altrettanto calorosi ringraziamenti del direttore. Covid permettendolo, ritorner\u00e0 Gatti e a breve, agli inizi di gennaio, con Wagner e Bruckner. <\/span><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">I concerti rimangono ascoltabili e visibili in rete nei siti dell\u2019Orchestra e di Raicultura.<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cA.Toscanini\u201d, Concerti d\u2019autunno 2021. 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