{"id":103850,"date":"2022-01-15T12:08:44","date_gmt":"2022-01-15T11:08:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=103850"},"modified":"2022-01-16T10:33:51","modified_gmt":"2022-01-16T09:33:51","slug":"moliere-400-le-medecin-malgre-lui-1858-di-charles-gounod-1818-1893","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/moliere-400-le-medecin-malgre-lui-1858-di-charles-gounod-1818-1893\/","title":{"rendered":"Moli\u00e8re 400:  &#8220;Le m\u00e9decin malgr\u00e9 lui&#8221; (1858) di Charles Gounod (1818 \u2013 1893)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Op\u00e9ra-comique in tre atti su libretto di Jules Barbier e Michel Carr\u00e9, da Moli\u00e8re. Prima rappresentazione: Parigi, Th\u00e9\u00e2tre Lyrique, 15 gennaio 1858.<\/em><br \/>\n&#8221; <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nel 1856, feci conoscenza di Jules Barbier e di Mechel Carr\u00e9. Chiesi loro se fossero disposti a lavorare con me e ad affidarmi un libretto; vi acconsentirono con molta cortesia. La prima idea sulla quale attirai la loro collaborazione fu <em>Faust<\/em>. Questa idea piacque molto: andammo a trovare Monsieurkk Carvalho, che era allora direttore del Th\u00e9\u00e2tre-Lyrique, situato in boulevard du Temple, e che aveva da poco messo in scena <em>La Reine Topaze<\/em>, opera di Victor Mass\u00e9, nella quale Madame Miolan-Carvalho aveva riscosso un grande successo.<br \/>\nIl nostro progetto arrise a Carvalho, e subito i miei due collaboratori si misero all&#8217;opera. Ero giunto all&#8217;incirca a met\u00e0 del mio lavoro, quando Carvalho mi annunci\u00f2 che il teatro della Porte-Saint-Martin preparava un grande melodramma intitolato <em>Faust<\/em>, e che questa circostanza capovolgeva tutte le sue combinazioni in merito alla nostra opera. Considerava, a ragione, che noi fossimo pronti prima di la Porte-Saint-Martin; e, d&#8217;altra parte, giudicava imprudente, dal punto di vista del successo, ingaggiare, sullo stesso soggetto, una lotta con un teatro la cui messa in scena lussuosa avrebbe gi\u00e0 fatto correre tutta Parigi nel momento in cui la nostra opera avrebbe visto la luce.<br \/>\nCi invit\u00f2 dunque a cercare un altro soggetto; ma questo improvviso inconveniente mi aveva reso incapace di qualunque diversivo, e rimasi fermo 8 giorni senza riuscire a dedicarmi ad un altro lavoro.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Infine Carvalho mi chiese di scrivere un&#8217;opera comica e di cercarne l&#8217;argomento nel teatro di Moli\u00e8re. Fu quella l&#8217;origine del <em>M\u00e9decin malg\u00e9 lui<\/em>, che fu rappresentato al Th\u00e9\u00e2tre-Lyrique il 15 gennaio 1858, anniversario della nascita di Moli\u00e8re. L&#8217;annuncio di un&#8217;opera comica scritta da un musicista i cui tre primi saggi sembravano indicare tendenze completamente diverse, fece temere e presagire un fiasco. L&#8217;evento eluse questi timori, dei quali alcuni erano forse delle speranze, e il <em>M\u00e9decin malgr\u00e9 lui<\/em> fu, <em>malgrado ci\u00f2<\/em>, il mio primo successo di pubblico al teatro. Il piacere sarebbe stato avvelenato dalla morte della mia povera madre che, malata da mesi e completamente cieca da due anni, spirava il giorno seguente della prima, il 16 gennaio 1858, all&#8217;et\u00e0 di 77 anni e mezzo. Non mi \u00e8 stato concesso di apportare ai suoi ultimi giorni questo frutto e questa ricompensa di una vita interamente dedicata all&#8217;avvenire dei suoi figli! Spero, almeno, che abbia portato con s\u00e9 la speranza e il presentimento che le sue cure non sarebbero state sterili e che i suoi sacrifici sarebbero stati benedetti&#8221;. (C. Gounod, <em>Memorie di un artista &amp; altri scritti<\/em>, a cura di R. Viagrande, Manzoni, Merone 2018, pp. 142-143).<br \/>\nCos\u00ec, nei suoi\u00a0<em>M\u00e9moires<\/em>, lo stesso <strong>Gounod<\/strong> ricord\u00f2 la genesi e la prima rappresentazione del <strong><em>M\u00e9decin malgr\u00e9 lui<\/em>, <\/strong>tacendo, per\u00f2, dell&#8217;incidente diplomatico che ne nacque con la <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Com\u00e9die-Fran\u00e7aise che aveva giudicato la scelta di utilizzare un soggetto di Moli\u00e8re <em>&#8220;uno sconfinamento nel suo dominio&#8221;.<\/em> La risposta di Gounod non si fece attendere e fu consegnata ad una lettera indirizzata\u00a0<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">ad Achille Fould, direttore delle Belle Arti, nella quale il compositore giustificava la scelta del soggetto con la volont\u00e0 di creare un&#8217;opera buffa specificamente francese. La lettera di Gounod sarebbe probabilmente caduta nel vuoto se la principessa Matilde, figlia di Girolamo Bonaparte e cugina di Napoleone III, non fosse intervenuta presso Fould il quale chiese a<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">l famoso attore della Com\u00e9die-Fran\u00e7aise, Edmond Got di supervisionare la messa in scena con <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">importanti suggerimenti in merito alla regia e alla declamazione dei dialoghi parlati.\u00a0 \u00a0<\/span><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La rappresentazione, che<\/span><\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u00a0 ebbe dunque luogo il 15 gennaio 1858<\/strong> sotto la direzione di <b>Adolphe Deloffre<\/b> e con <strong>Auguste Meillet<\/strong> (Sganarelle), <strong>Fromont<\/strong> (L\u00e9andre),<strong> Am\u00e9lie Faivre<\/strong> (Martine), <strong>Caroline Girard<\/strong> (Jacqueline), <strong>Esther Caye<\/strong> (Lucinde), <strong>Lesage<\/strong> (G\u00e9ronte),<b>\u00a0\u00c9mile Wartel<\/b> (Val\u00e8re), <strong>Adolphe Girardot<\/strong> (Lucas) ed <strong>Ernest Leroy<\/strong> (Monsieur Robert), vide la partecipazione di <strong>Madame Carvalho<\/strong> che alla fine, vestita da Musa e in una scenografia che raffigurava una sorta di Olimpo, cant\u00f2 la\u00a0<em>m\u00e9lodie<\/em> <em>Fille d&#8217;Apollon<\/em>, adattata dalla <em>Sapho <\/em>sempre dello stesso Gounod, prima che il busto di Moli\u00e8re fosse coronato con l&#8217;alloro. Le qualit\u00e0 dell&#8217;opera non sfuggirono alla critica che, per\u00f2, manifest\u00f2 qualche perplessit\u00e0. Scudo sulla &#8220;Revue des deux Mondes&#8221; critic\u00f2 la scelta degli autori di restare troppo legati alla prosa di Moli\u00e8re:<br \/>\n<em>&#8220;Attaccandosi alla prosa di Moli\u00e8re, Gounod si \u00e8 messo nell&#8217;alternativa o di fare un capolavoro capace di assorbire e far dimenticare il testo originale, oppure di ingaggiare una lotta tra lo spirito di Moli\u00e8re e quello del compositore, costretto ad esprimersi in una lingua nella quale lo spirito delle parole e i sottintesi non esistono. \u00c8 evidente che ci sono grandi qualit\u00e0 di fattura nella partitura che abbiamo appena analizzato, ma non si trova in essa ci\u00f2 che era assolutamente necessario perch\u00e9 il tentativo di Gounod avesse pieno successo: originalit\u00e0 e soprattutto gaiezza. Gounod \u00e8 un compositore di un raro merito che non \u00e8 riuscito a superare per mezzo dell&#8217;ispirazione della sua Musa, il formidabile genio contro il quale si \u00e8 imprudentemente misurato&#8221;.<\/em><br \/>\nDi diverso avviso fu, invece, Jouvin che\u00a0 su &#8220;Le Figaro&#8221; del 4 febbraio scrisse:<br \/>\n<em>&#8220;Ci sono delle persone che hanno rimproverato alla musica del\u00a0M\u00e9decin malgr\u00e8 lui di mancare di gaiezza; temo che la gaiezza di quelle persone sia quella delle barzellette, e dal momento queste specie di buffonate si vendono a tutti gli incroci, mi meraviglio che si venga a rivolgersi a Gounod per averle, in quanto ci sono tanti altri menestrelli sotto le mani&#8221;.<\/em><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ad apprezzare l&#8217;opera furono anche alcuni illustri &#8220;colleghi&#8221; di Gounod, come Reynaldo Hahn che giudic\u00f2 l&#8217;opera come &#8220;un modello assoluto di opera buffa&#8221; e Berlioz, il quale non solo sul &#8220;Journal des D\u00e9bats&#8221; raccomand\u00f2 la lettura di questa partitura ad Hans von B\u00fclow, ma in una lettera scritta alla sorella Ad\u00e8le scrisse:<br \/>\n<em>&#8220;Un vero piccolo capolavoro di gusto, di spirito, di verve e di atticismo musicale&#8221;.<\/em><br \/>\nIl successo fu confermato dalle 58 repliche, anche se l&#8217;opera ebbe pi\u00f9 estimatori presso gli amatori della buona musica che presso il largo pubblico.<br \/>\n<strong>La trama segue fedelmente quella della commedia di Moli\u00e8re<\/strong> il cui protagonista \u00e8 il venditore di fascine Sganarelle (baritono), un ubriacone che, anzi,dice di essere saggio solo quando beve e che picchia spesso la moglie Martine (soprano). La donna medita, allora, nei confronti del marito una vendetta la cui idea le viene offerta dal fortuito incontro con i servitori di Geronte (basso), Valerio (basso) e Luca (tenore), i quali alla ricerca di un medico che possa guarire dall&#8217;improvviso mutismo la figlia Lucinde (soprano). Fa passare il marito per medico, ma dice loro che, per fargli svolgere la sua professione, devono bastonarlo. I due servitori eseguono e Sganarelle, riempito di botte e costretto a confessarsi medico, si reca nella casa di Geronte dove apprende la verit\u00e0: Lucinde si \u00e8 finta muta perch\u00e9 non vuole sposare\u00a0 l&#8217;uomo che il padre le ha destinato, ma il giovane Leandro (tenore) che viene nominato da Sganarelle suo farmacista in modo che questi possa avere libero accesso alla casa di Geronte. La ragazza, visto l&#8217;amato Leandro, recupera la parola e dice di volerlo sposare contro la volont\u00e0 paterna che si ammorbidisce nel momento in cui il giovane diventa destinatario di un&#8217;imprevista eredit\u00e0.<br \/>\nDal punto di vista musicale l&#8217;opera \u00e8 costituita da un&#8217;<em>ouverture<\/em> e da 13\u00a0 numeri. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>L&#8217;<em>ouverture<\/em><\/strong><em>, <\/em>abbastanza ampia e di matrice berlioziana e weberiana, dal punto di vista formale si presenta come una &#8220;contaminazione&#8221; tra la <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">forma-sonata, di ascendenza rossiniana, con il modello <em>poutpourri<\/em>, in quanto in essa \u00e8 possibile ascoltare ben 6 temi tratti dall&#8217;opera. In apertura troviamo, infatti, un&#8217;ampia introduzione nella quale Gounod riprende il tema della\u00a0<em>Marche ds gar\u00e7ons tailleurs<\/em> dalle musiche di scena del\u00a0<em>Borghese Gentiluomo<\/em> e che utilizzer\u00e0 alla fine del secondo atto per il coro dei medici. Ad esso seguono una transizione abbastanza sviluppata che, basata sul tema della consultazione dei contadini (atto III) e su un pedale il cui <em>spiccato<\/em> proviene dal sestetto dell&#8217;atto secondo,\u00a0 conduce all&#8217;Allegro in forma-sonata, ma senza sviluppo, il cui primo gruppo tematico\u00a0 \u00e8 costituito dal tema del sestetto (<em>Ah! l&#8217;habile homme<\/em>) e da quello del pezzo d&#8217;insieme dell&#8217;atto secondo (<em>Eh! Vite donne-lui<\/em>), mentre il secondo (alla dominante) \u00e8 tratto dall&#8217;atto terzo.<br \/>\nContravvenendo alla tradizione\u00a0<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">dell&#8217;opera buffa che prescriverebbe all&#8217;inizio la presenza di un coro, ma seguendo l&#8217;esempio del\u00a0<\/span><em style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Fidelio<\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"> di Beethoven, l&#8217;opera si apre con un brioso e ironico <strong>duetto<\/strong> tra\u00a0 <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Sganarelle e la moglie Martine, protagonista quest&#8217;ultima dei due successivi\u00a0<em><strong>couplets<\/strong>, <\/em>nei quali sono ben rappresentati il carattere risoluto della donna, nei salti anche d&#8217;ottava, e la sua civetteria nei sillabati. Seguono gli ironici <em><strong>couplets<\/strong> <\/em>di Sganarelle (<em>Qu&#8217;ils sont doux<\/em>), nel quale il compositore calca la mano sull&#8217;ubriachezza, e il <strong><i>Terzetto<\/i><\/strong>, del quale sono protagonisti Luca, Sganarelle e Val\u00e9re e la cui struttura si presenta estremamente libera e ben ispirata dal testo. Il primo atto si conclude con il <em>Choeur des fagotiers et des fagoti\u00e8res (fascinai e fascinaie<\/em>). Il primo numero del secondo atto \u00e8 la dolce e lirica\u00a0<em>Serenade<\/em> di L\u00e9andre, preceduta da un preludio nel quale i pizzicati degli archi imitano il suono di uno strumento a plettro. Seguono i <em>Couplets <\/em>di Jacqueline, balia in casa di Geronte, e un complesso <em>Sestetto<\/em>, cantato da Lucinde, Jacqueline, Val\u00e8re, Luca, Sganarelle e Geronte, nel quale si possono sentire echi da\u00a0<em>Cos\u00ec fan tutte\u00a0<\/em>di Mozart. L&#8217;atto si chiude con l&#8217;elaborato Finale. Come nel secondo atto, anche il preludio del terzo anticipa la successiva aria di Sganarelle (<em>Vive la m\u00e9decine<\/em>). Ad essa seguono la scena del consulto nella quale si possono trovare elementi buffoneschi, il duetto di Sganarelle con la Nutrice, i <em>Couplets<\/em> di Lucinde che ritrova la parola e infine la ripresa del <em>Choeur des fagotiers et des fagoti\u00e8res.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1196947918&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/em><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Charles Gounod: &quot;Le medicin malgre lui&quot;\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/charles-gounod-le-medicin-malgre-lui\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Charles Gounod: &#8220;Le medicin malgre lui&#8221;<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Op\u00e9ra-comique in tre atti su libretto di Jules Barbier e Michel Carr\u00e9, da Moli\u00e8re. 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