{"id":103904,"date":"2022-01-08T09:58:29","date_gmt":"2022-01-08T08:58:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=103904"},"modified":"2022-01-08T09:58:29","modified_gmt":"2022-01-08T08:58:29","slug":"album-dei-ricordi-mario-zanasi-1927-2000-un-baritono-di-rottura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/album-dei-ricordi-mario-zanasi-1927-2000-un-baritono-di-rottura\/","title":{"rendered":"Album dei ricordi: Mario Zanasi (1927-2000), &#8220;Un baritono di rottura&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><strong>Mario Zanasi<\/strong> (Bologna, 8 gennaio 1927 &#8211; 19 marzo 2000)<\/em><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Si chiama Mario Zanasi ed \u00e8 uno dei pi\u00f9\u00a0 rappresentante della lirica &#8220;Nouvelle Vague&#8221;: un baritono di rottura, per cos\u00ec dire.<\/strong> Smilzo, col torace e cucchiaio, il passo scattante nella vita come in scena, due profonde pieghe che segnano la mandibola: al posto della camicia e, pullover di cashmere aperto sul collo. La mattina appena alzato, non fa vocalizzi, ma lo yoga. Per merito dei suoi trascorsi pugilistici, anche il naso leggermente rincagnato su un\u00a0 viso indubbiamente attuale, che siamo abituati a vedere sul video sullo schermo, bench\u00e8 non nei panni di Iago o di Scarpia. Anche la carriera di Mario Zanasi \u00e8 stata rapida e bruciante, come viene spesso oggi: niente inizi sudati, niente fame e seratine oscure in piccoli teatri di provincia dove, di solito, tutti i cantanti lirici hanno fatto la gavetta. Lui la gavetta l&#8217;ha fatta al Metropolitan. Ma procediamo con ordine.<strong> Nato a Bologna, non \u00e8 figlio d&#8217;arte e neppure uno di quei ragazzini che canticchiavo il <em>Rigoletto<\/em> andando a\u00a0 scuola.<\/strong> Anzi, il suo primo contatto coi i &#8220;gorgheggi&#8221; avvenne nel campo opposto: a 18 anni, partecipa a un concorso per cantanti di musica leggera e in mezzo a quelle vocine il suo fiatone potente scoppi\u00f2 come <\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0un petardo, facendo tremare i vetri della sala. Perci\u00f2 venne scartato: e, forse, persino fischiato. <strong>Tra il 1949 e il 1950, d<\/strong><\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>ecise di dedicarsi al teatro ed entr\u00f2 in una compagnia filodrammatica a Bologna<\/strong>: qui, il maestro di impostazione gli scoperse una voce notevole e pretese che si recasse nel suo studio. Uno studio odontoiatrico perch\u00e9 si trattava di un dentista con l&#8217;hobby della musica. Forse proprio per questo, rimase a lungo sospeso tra tenore e baritono: i suoi &#8220;mi bemolle&#8221; e &#8220;mi naturale&#8221; lasciavano incerto il &#8220;maestro&#8221; che un giorno lo classifica baritono \u00e8 un giorno tenore. &#8220;<em>Cos\u00ec, quando passai ad un altro insegnante di musica in qualit\u00e0 di baritono, nel timore di dover nuovamente cambiare voce cercavo di gravare a un tal punto le note basse che un giorno mi senti dire<\/em>:&#8221;<em> Ma caro, tu sei un basso senza ombra di dubbio &#8220;<\/em>.&#8221; Infine, trovato il suo definitivo indirizzo vocale, dopo due mesi di studio, affront\u00f2 e usc\u00ec vittorioso da vari concorsi di canto. Da uno di questi concorsi ebbe come premio una borsa di studio per due anni di studio alla Scuola della Scala e mezzo milione di lire.<br \/>\n<strong>In seguito, riprese gli studi al conservatorio di Bologna e proprio a Bologna,<\/strong> mentre ripassava il duetto della <em>Traviata<\/em>, venne scoperto dall&#8217;impresario del Teatro Duse che lo ingaggi\u00f2 per la &#8220;Settimana delle celebrit\u00e0: in queste occasione cant\u00f2 l&#8217;Aida con\u00a0 Renata Tebaldi. Da quel momento, sempre a causa di fortunati incontri con impresari che &#8220;si trovavano a passare dove cantava lui&#8221;, la sua carriera ebbe un crescendo vertiginoso: prima l&#8217;Arena di Verona con La <em>Boh\u00e8me<\/em>, quindi il Metropolitan con una scrittura per tre tagioni consecutive (1957-59). <em>&#8220;Non sono certo entrato dall&#8217;ingresso principale. Tutt&#8217;altro. \u00c8 stato proprio l\u00e0 che mi sono fatto le ossa. Dovevamo portare un repertorio di tredici opere che tenevamo pronte ogni giorno, nel caso e ci fosse stato bisogno di sostituire all&#8217;improvviso qualcuno dei grandi nomi: eravamo, in poche parole, le riserve, pagate a settimana. A me capit\u00f2 l&#8217;occasione di dover prendere il posto di Leonard Warren, nel secondo atto della Tosca, di fronte ad un pubblico sbalordito che aveva visto uscire un baritono piccolo e grasso e ne vedeva entrare uno alto e magro &#8220;.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1192556296&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nel 1958 lo troviamo al Covent Garden (<em>Traviata<\/em> al fianco della Callas) e debuttare alla Scala (<em>La Resurrezione di Cristo<\/em> di Perosi) e via via in numerose altre istituzioni teatrali, anche se in Italia aveva cantato pochissimo, essendo ingaggiato in America per otto mesi all&#8217;anno.<\/span> <span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Dopo aver bruciato le tappe gli occorreva rafforzare la sua posizione, studiando psicologicamente i personaggi, e affrontando ruoli sempre pi\u00f9 impegnativi. Il cinema lo attira molto, magari per le rassomiglianze che si ritrova con attori famosi; o magari per le lettere che riceve a getto continuo, dalle ammiratrici. Gli <span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0piace raccontare di quando, a Dallas, dei giovani si assieparono davanti al suo camerino, accogliendolo all&#8217;uscita col grido di &#8220;James Bond, James Bond!&#8221;; e di quando, a Tokyo, mandarono pi\u00f9 fiori a lui che ha allla primadonna; o della volta in cui il giornalista malizioso, dopo una rappresentazione della <em>Tosca<\/em>, sottoline\u00f2 che &#8220;<em>il soprano non sembrava affatto voler sfuggire al seduttore, ma piuttosto corrergli incontro&#8221;<\/em>. Ai colleghi, invece, non piace:<em> &#8220;Faccio rabbia soprattutto ai tenori, che di solito hanno la pancia. Appena mi presento, vedo il loro sguardo iroso appuntarsi sul mio addome piatto. Credono che io segua chiss\u00e0 quale dieta due punte invece mangio di tutto.<\/em> Oltre che curare molto il suo fisico, Zanasi d\u00e0 grande importantza alla recitazione: preferisce sacrifcare un virtuosismo vocale, dice, pur di mettere in risalto la recitazione e la rappresentazione\u00a0 scenica. Canta facendo piroette, salendo e scendendo le scale, duellando in bilico su un tavolo, stando disteso sul palcoscenico a pancia in su o a pancia in gi\u00f9 e insomma cercando di verificare ogni strofa. Il realismo, nell&#8217;opera, non esiste ancora:Puccini, per quanto aggiornato, non permette di competere con Patroni Griffi. <em>(Estratto da &#8220;Mario\u00a0 Zanasi: un baritono di rottura&#8221; di Donata Gianieri, Milano,1968)<\/em><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mario Zanasi (Bologna, 8 gennaio 1927 &#8211; 19 marzo 2000) Si chiama Mario Zanasi ed \u00e8 uno dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":103909,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[111,14670,1563,1097,28727,264,30,28725,110],"class_list":["post-103904","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-album-dei-ricordi","tag-aida","tag-album-dei-ricordi","tag-bruno-bartoletti","tag-ernani","tag-frqancesco-molinari-pradelli","tag-il-trovatore","tag-macbeth","tag-mario-zanasi","tag-tosca"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103904","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=103904"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103904\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":103908,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103904\/revisions\/103908"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/103909"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=103904"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=103904"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=103904"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}