{"id":103949,"date":"2022-01-13T09:08:22","date_gmt":"2022-01-13T08:08:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=103949"},"modified":"2022-01-13T09:09:17","modified_gmt":"2022-01-13T08:09:17","slug":"venezia-teatro-la-fenice-frederic-chaslin-e-francesca-dego-in-concerto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-fenice-frederic-chaslin-e-francesca-dego-in-concerto\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice: Fr\u00e9d\u00e9ric Chaslin e Francesca Dego in concerto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Venezia, Teatro La Fenice: Stahgione Sinfonica 2021-2022<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Orchestra del Teatro La Fenice<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Direttore <strong>Fr\u00e9d\u00e9ric Chaslin<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Violino <strong>Francesca Dego<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Leonard Bernstein:&#8221;<\/em>Serenade after Plato\u2019s Symposium&#8221; per violino e orchestra da camera;<em>\u00a0<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>P\u00ebtr Il\u2019ic \u010cajkovskij:<\/em> Sinfonia n. 6 in si minore, op.74 \u201cPatetica\u201d.<br \/>\n<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Venezia, 8 gennaio 2022<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Fr\u00e9d\u00e9ric Chaslin, che sostituiva John Axelrod sul podio dell\u2019Orchestra del Teatro La Fenice, e la violinista Francesca Dego erano graditi ospiti della Fenice nel primo concerto sinfonico del nuovo anno, che proponeva <em>Serenade<\/em> <em>per violino e orchestra da camera <\/em>di Leonard Bernstein insieme alla Sinfonia \u201cPatetica\u201d di <em>P<\/em>\u00ebtr Il\u2019ic \u010cajkovskij<em>. Per l\u2019occasione la giovane violinista di Lecco si esibiva imbracciando<\/em> un prezioso strumento d\u2019epoca: un Pietro Guarnieri di Venezia del 1754.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il primo titolo in programma ci presentava il grande Lenny, universalmente noto come straordinario direttore d\u2019orchestra, nella veste \u2013 meno conosciuta dal pubblico, a parte <em>West Side Story <\/em>e forse<em> Candide <\/em>\u2013 di raffinato autore.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La composizione di <em>Serenade,<\/em> risalente al 1954,<\/strong> avvenne su commissione della Koussevitzky Music Foundation, come attesta la dedica \u201calla cara memoria di Serge e Natalia Koussevitzky\u201d. La prima esecuzione assoluta venne diretta da Bernstein stesso il 12 settembre 1954, nell\u2019ambito della XVII<sup>a<\/sup> Biennale di Venezia \u2013\u00a0 solista Isaac Stern con la Israel Philharmonic Orchestra. Si tratta di un raffinato lavoro nato da una rilettura del <em>Simposio<\/em> e quindi legato, seppur liberamente, a una sorta di \u201cprogramma\u201d, in riferimento al celebre dialogo di Platone. Lo stesso Bernstein ha redatto una breve guida alla comprensione di questa sua composizione, articolata in cinque movimenti \u2013 ognuno dei quali si sviluppa a partire da elementi di quello precedente \u2013, che illustrano musicalmente gli interventi dei convitati al banchetto, che si succedono nella dissertazione sulla natura di Eros.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ragguardevole sotto molti aspetti \u00e8 risultata l\u2019interpretazione di <strong>Francesca Dego<\/strong>, che si \u00e8 confermata una delle pi\u00f9 promettenti giovani concertiste nel panorama internazionale. Bel suono, padronanza tecnica, finezza e duttilit\u00e0 interpretativa hanno felicemente caratterizzato la sua esecuzione di questa musica non facile ed eclettica: dal fugato nel primo movimento \u2013<em> Fedro; Pausania<\/em> \u2013 affidato al violino solo, alla canzone in <em>Erissimaco,<\/em>\u00a0 alla danza e al jazz in <em>Socrate; Alcibiade. <\/em>Festeggiatissima dal pubblico, la Dego ha concesso un fuori programma: un pezzo per violino solo del compositore americano John Corigliano.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Un programma \u2013 segreto \u2013 profondamente legato al mondo interiore dell\u2019autore \u00e8 sotteso anche alla <strong>Sesta di <\/strong><strong>\u010cajkovskij,<\/strong> per il quale il genere sinfonico rappresenta un mezzo particolarmente adatto ad esprimere la sua sensibilit\u00e0 romantica; un mezzo attraverso il quale pu\u00f2 svelare i pi\u00f9 diversi sentimenti che si agitano nel suo cuore \u2013\u00a0 alla stregua di un poeta lirico \u2013 utilizzando un\u2019ampia tavolozza di timbri orchestrali. In particolare, le ultime tre sinfonie del compositore russo presuppongono un contenuto di natura esistenziale, pi\u00f9 o meno esplicito, dove il Destino avverso, di cui\u00a0 l\u2019autore si sente vittima, ha un ruolo fondamentale, sicch\u00e9 la struttura della composizione \u00e8 fortemente influenzata dai vari stati emotivi dell\u2019io lirico, pi\u00f9 che da ragioni strettamente musicali. Lo conferma anche l\u2019ultima sinfonia \u2013 composta principalmente a Klin, la citt\u00e0, dove \u010cajkovskij fiss\u00f2 la propria residenza nell\u2019ultima fase della sua vita \u2013, che fin dai primi abbozzi, concepiti anche solo a livello mentale, lo fece piangere molto, come confessa lo stesso autore in una lettera al nipote Vladimir Davydov, detto familiarmente Bob, dedicatario della partitura, per quanto scarsamente interessato al lavoro dello zio. Il primo movimento fu scritto di getto in pochissimi giorni nel febbraio 1893; la partitura fu ultimata nel luglio dello stesso anno, per essere eseguita in anteprima il 16 ottobre 1893. L\u2019autore mor\u00ec poco dopo, lasciando quest&#8217;ultima sinfonia come suo testamento musicale.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Fortemente marcata dalla propria personalit\u00e0 \u00e8 risultata l\u2019interpretazione che Fr\u00e9d\u00e9ric Chaslin<\/strong> ha offerto dell\u2019ultimo lavoro sinfonico di \u010cajkovskij, dando forte rilevanza all\u2019elemento timbrico, come si \u00e8 potuto cogliere, ad esempio, nelle sonorit\u00e0 sempre accentuate degli ottoni, che hanno validamente contribuito a conferire alla vena patetica \u2013 tradizionalmente considerata la cifra distintiva di questa sinfonia \u2013 un piglio tragicamente virile, a dispetto di tante semplicistiche elucubrazioni su una supposta indole languidamente femminea dell\u2019autore russo, alle cui vicende personali si \u00e8 dato forse troppo rilievo, nell\u2019analisi delle sue opere.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Nel primo movimento, molto pi\u00f9 esteso rispetto agli altri<\/strong>, \u00e8 emerso nella lenta introduzione <em>(<\/em><\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Adagio<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>)<\/em>, sul sottofondo grave dei contrabbassi, il tema cupo e lamentoso del fagotto nel registro basso, dopodich\u00e9 nell\u2019<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Allegro non troppo<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>,<\/em> questo tema si \u00e8 ripresentato, ma questa volta rappresentato da figure pi\u00f9 veloci, acuendo la tensione drammatica, fino al primo <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">tutti<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"> dell&#8217;orchestra, in cui svettavano gli ottoni e, in particolare, le trombe, intonando ancora il primo tema in fortissimo. Dopo un grande <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">decrescendo<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">, \u00e8 apparso il celebre secondo tema, proposto in tono sentimentale ma non sdolcinato da violini e violoncelli con sordina, accompagnati da corni e legni bassi, su pedali di contrabbasso. Un nuovo tema si \u00e8 colto nello sviluppo: si tratta in realt\u00e0 di un canto funebre della Liturgia ortodossa dei defunti, corrispondente alle parole \u201cRiposi con i santi\u201d. Dopo la riesposizione dei due temi principali, il movimento si \u00e8 concluso con un mesto corale di fiati, su una gamma discendente di archi pizzicati, che gradualmente si affievoliva.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>L\u2019atmosfera si \u00e8 rasserenata nel successivo movimento tripartito,<\/strong> <em>Allegro con grazia<\/em>, aperto e chiuso da\u00a0 un grazioso valzer, in 5\/4 , dal lungo tema in diciotto battute, coinvolgendo archi e fiati, mentre la sezione centrale ha ricreato l&#8217;atmosfera cupa del primo movimento, in particolare con l&#8217;ostinato dei contrabbassi e dei timpani, in cui si manifestava l\u2019inesorabile potenza del Destino, una tematica tipicamente legata al compositore, che cita qui una canzone estone Kallis Mari (\u201cCara Maria\u201d). <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Particolarmente scherzoso \u00e8 risultato il terzo movimento,<\/strong> <em>Allegro molto e vivace<\/em>,\u00a0 con i suoi due temi, l&#8217;uno spumeggiante in rapide terzine staccate, l&#8217;altro alla marcia, che si presenta inizialmente per brevi accenni prima di affermarsi perentorio nella sua interezza.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>In forte contrapposizione con l&#8217;impeto trionfale del movimento<\/strong> precedente \u00e8 risuonato il lugubre movimento finale \u2013 in forma sonata ma senza sviluppo, a simboleggiare una condizione spirituale assolutamente priva di ogni possibilit\u00e0 di redenzione \u2013 caratterizzato da due temi, entrambi tratti ancora dalla Liturgia ortodossa dei defunti: il\u00a0 primo tema, <em>Adagio lamentoso,<\/em> dal profilo discendente, di straordinaria intensit\u00e0 emotiva; il secondo in tempo <em>Andante<\/em>, intriso da un\u2019inconsolabile mestizia, presentato in pianissimo\u00a0 dagli archi \u2013 che qui come altrove hanno primeggiato per sensibilit\u00e0 e coesione \u2013 su un delicato accompagnamento dei corni, prima di passare all&#8217;ottava superiore e al registro acuto dei violini, dando vita a un grande crescendo, che ha coinvolto a poco a poco tutta l&#8217;orchestra. Ma tutta questa tensione emotiva non poteva condurre a nulla, se non alla completa dissoluzione, che inesorabile si avvicinava, scandita da ripetuti colpi di tam-tam.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice: Stahgione Sinfonica 2021-2022 Orchestra del Teatro La Fenice Direttore Fr\u00e9d\u00e9ric Chaslin Violino Francesca Dego [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":103952,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,10584,14242,598,8910,12242,28750,20567],"class_list":["post-103949","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-francesca-dego","tag-frederic-chaslin","tag-leonard-bernstein","tag-orchestra-del-teatro-la-fenice-di-venezia","tag-petr-ilc-cajkovskij","tag-serenade-after-platos-symposium","tag-sinfonia-n-6-in-si-minore-op-74-patetica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103949","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=103949"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103949\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":103951,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103949\/revisions\/103951"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/103952"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=103949"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=103949"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=103949"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}