{"id":104001,"date":"2022-01-19T00:23:12","date_gmt":"2022-01-18T23:23:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=104001"},"modified":"2022-01-19T00:23:12","modified_gmt":"2022-01-18T23:23:12","slug":"venezia-teatro-la-fenice-il-debutto-di-charles-dutoit-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-fenice-il-debutto-di-charles-dutoit-a-venezia\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice: Il debutto di Charles Dutoit a Venezia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Sinfonica 2021-2022<br \/>\n<\/em><\/span><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Orchestra del Teatro La Fenice<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Direttore<strong> Charles Dutoit<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Maurice Ravel: &#8220;<\/em>Ma M\u00e8re L\u2019Oye&#8221;, suite in cinque quadri;\u00a0<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Wolfgang Amadeus Mozart:\u00a0<\/em> Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore kv 543;\u00a0<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Claude Debussy:<\/em> &#8220;Pr\u00e9lude \u00e0 l\u2019apr\u00e8s-midi d\u2019un faune&#8221;;\u00a0<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Igor Stravinskij: &#8220;<\/em>L\u2019Oiseau de feu&#8221; (L\u2019uccello di fuoco), suite, versione 1919<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Venezia, 15 gennaio 2022<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Da sempre i pi\u00f9 prestigiosi direttori d\u2019orchestra, a livello internazionale, si avvicendano alla guida dell\u2019Orchestra del Teatro La Fenice<\/strong>. Tra le pi\u00f9 apprezzate bacchette sbarcate a Venezia mancava quella di uno storico maestro dell\u2019arte direttoriale, tutt\u2019ora attivissimo, pur avendo superato le ottantacinque primavere; un insigne interprete, in particolare, del repertorio francese e russo del primo Novecento, che ha avuto il privilegio di seguire da vicino direttori del calibro di Ernest Ansermet ed Herbert von Karajan. Ci riferiamo a <strong>Charles Dutoit<\/strong>, nativo di Losanna, recentemente nominato direttore ospite dell\u2019Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, l\u2019ultima delle numerose compagini sinfoniche, con cui ha avuto rapporti continuativi nel corso della sua ormai lunghissima carriera. Finalmente il maestro elvetico \u00e8 approdato alla Fenice per affrontare un dovizioso programma, che spaziava dall\u2019ultimo Mozart al primo Stravinskij, comprendendo anche Ravel e Debussy.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Il concerto si \u00e8 aperto con <em>Ma M\u00e8re l&#8217;Oye<\/em> di Maurice Ravel,<\/strong> trascrizione per orchestra, risalente a 1911, dell\u2019omonima suite per pianoforte a quattro mani (1908), ispirata a cinque fiabe francesi del Sei-Settecento e dedicata ai piccoli Mimie e Jean Godebski, figli di amici dell\u2019autore. Dalla suite Ravel trasse anche un un balletto in cinque quadri, rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1912. Fin da questo primo brano Dutoit ha affascinato il pubblico e dominato la scattante e sensibilissima compagine orchestrale, grazie alla chiarezza del gesto direttoriale, essenziale e nel contempo generoso, che sottolineava ogni aspetto della partitura, accompagnava ogni intervento solistico o di una determinata sezione dell\u2019orchestra, valorizzando le peculiarit\u00e0 della scrittura raveliana, che ottiene il massimo effetto pur con mezzi alquanto limitati (la versione pianistica originale \u00e8 pensata per esecutori dalla piccole mani e dalla tecnica non trascendentale). Ne \u00e8 derivata una lettura di questa pagina \u2013 che raramente fa ricorso alla piena compagine strumentale \u2013 estremamente ricca e variegata, valorizzando appieno gli aspetti peculiari di una rivisitazione del mondo fiabesco e infantile, che avviene con un atteggiamento estraniante, attraverso meccaniche figurazioni ritmiche, rigidi metri di danza, esotiche sequenze pentatoniche come a prenderne le distanze con pi\u00f9 o meno garbata ironia.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Seguiva la <strong>Sinfonia in mi bemolle maggiore n. 39 KV 543 di Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong>, che appartiene all&#8217;estrema stagione creativa di Mozart, essendo nata nell&#8217;estate del 1788; primo titolo di una ideale trilogia costituita dalle ultime tre sinfonie, scritte in una pausa di quiete all\u2019interno di una situazione esistenziale difficile. Analogamente autorevole si \u00e8 rivelato il maestro svizzero nell\u2019interpretazione di questo straordinario lavoro sinfonico, di cui ha messo in luce i tratti classicamente viennesi \u2013 non ultimi gli aspetti coloristici e le \u201csorprese\u201d, che fanno pensare ad Haydn \u2013 al pari della nuova sensibilit\u00e0 romantica. Cos\u00ec nel primo movimento, dopo l\u2019<em>Adagio <\/em>che ha introdotto l&#8217;ascoltatore in un mondo assolutamente romantico, gli interventi degli archi dalle sonorit\u00e0 piene ed il piglio vigoroso (siamo nel successivo <em>Allegro<\/em>), hanno rievocato l&#8217;aura gioiosa del sinfonismo viennese, ben presto spazzata via dal secondo tema pensoso e raccolto, che d\u00e0 l&#8217;avvio ad uno sviluppo serrato e carico di contrasti drammatici, fino alla conclusiva luminosa fanfara degli ottoni. Nell\u2019<em>Andante<\/em>, analogamente, si sono avvicendati due climi contrastanti: il carattere giocoso tipico dei divertimenti mozartiani e l&#8217;appassionato fervore della parte centrale.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ritmi energici hanno animato il <em>Minuett<\/em>o con l\u2019intermezzo del <em>Trio,<\/em> caratterizzato dalla dolcezza del clarinetto che dialoga con il flauto. Il <em>Finale<\/em> si \u00e8 caratterizzato per l\u2019impetuoso sviluppo dei due temi principali, che si assomigliano fino a confondersi.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Dopo questa parentesi tardo settecentesca era di nuovo in programma una composizione francese: il<strong> <em>Pr\u00e9lude \u00e0 l&#8217;apr\u00e8s-midi d&#8217;un faune<\/em>\u00a0 di Claude Debussy<\/strong>, che rappresenta una sorta di manifesto del simbolismo musicale, ispirato ad un\u2019egloga di St\u00e9phane Mallarm\u00e9, dove in un paesaggio pagano e antico, un fauno, appena svegliatosi dal sonno pomeridiano, ricorda le sue avventure con le ninfe, avvenute la mattina nel bosco, e riflette sul suo intimo rapporto con la natura, che sente vivere attorno a s\u00e9. Anche in questo brano celeberrimo \u2013 per il quale lo stesso Mallarm\u00e9, dopo qualche perplessit\u00e0, dichiar\u00f2 il suo gradimento \u2013\u00a0 Dutoit ha brillato per finezza interpretativa e cura del suono, ad esprimere l\u2019atmosfera incantata, soffusa di languida sensualit\u00e0, che caratterizza la partitura di Debussy: un assoluto capolavoro, un vero miracolo di equilibrio e trasparenza, che si snoda senza seguire la sintassi armonica tradizionale, dando libero sfogo alla creativit\u00e0 del compositore. Ancora una volta \u00e8 emerso in tutto il suo fascino il parametro timbrico, chiave di volta della futura musica novecentesca.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">I variegati colori dell\u2019orchestra, oltre al ritmo, sono stati, altres\u00ec, protagonisti nella Suite n. 2 da<strong> <em>L\u2019Oiseau de feu<\/em>, il balletto che impose Stravinskij,<\/strong> allievo di Rimskij-Korsakov, all\u2019attenzione del mondo intero, grazie all\u2019esecuzione realizzata a Parigi nel 1910 da Sergej Djagilev. La musica si ispira all\u2019esempio rimskiano in particolare al Gallo d\u2019oro, l\u2019ultima opera del maestro, che si sviluppa tra melodie diatoniche di impronta popolare e di cromatismi e arabeschi dal sapore orientaleggiante. Ma esiste nel balletto una cifra distintiva gi\u00e0 tutta stravinskiana, data dall\u2019assenza di ogni sentimentalismo o descrittivismo e da un uso oggettivo del materiale musicale, di cui si esaltano le potenzialit\u00e0 coloristiche e, soprattutto, ritmiche; queste ultime con una libert\u00e0 e un\u2019inventiva, che gi\u00e0 fanno pensare al Sacre: dalla \u201cmagica\u201d Introduzione, con i suoi colori lividi, il cromatismo dei fiati e il misterioso glissando degli archi, alla Danza dell\u2019Uccello di Fuoco, giocata su ritmi irregolari, alla popolaresca Danza delle principesse, alla\u00a0 Danza infernale del re Katschej, dove troviamo quegli scarti ritmici, che prefigurano il Sacre du printernps, all\u2019incantata Berceuse, al grandioso climax del Finale, basato su un tema lituano.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Successo caloroso per il direttore e l\u2019orchestra.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Sinfonica 2021-2022 Orchestra del Teatro La Fenice Direttore Charles Dutoit Maurice Ravel: &#8220;Ma [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":104002,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[9724,3064,14678,180,1409,1410,6111,5056,14993,28794,319,253],"class_list":["post-104001","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-charles-dutoit","tag-claude-debussy","tag-concerti","tag-igor-stravinskij","tag-loiseau-de-feu","tag-luccello-di-fuoco","tag-ma-mere-loye","tag-orchestra-del-teatro-la-fenice","tag-prelude-a-lapres-midi-dun-faune","tag-sinfonia-n-39-in-mi-bemolle-maggiore-kv-543","tag-teatro-la-fenice-di-venezia","tag-wolfgang-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104001","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=104001"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104001\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/104002"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=104001"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=104001"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=104001"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}