{"id":104353,"date":"2022-02-23T02:06:50","date_gmt":"2022-02-23T01:06:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=104353"},"modified":"2023-03-02T01:15:20","modified_gmt":"2023-03-02T00:15:20","slug":"arnold-schonberg-1874-1951-gurre-lieder-1913","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/arnold-schonberg-1874-1951-gurre-lieder-1913\/","title":{"rendered":"Arnold Sch\u00f6nberg (1874 &#8211; 1951): Gurre-Lieder (1913)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra. Libretto tratto dalla novella <\/span><span style=\"font-family: verdana, sans-serif; font-size: small;\">\u00a0&#8221; En cactus springer ud &#8221;\u00a0 del poeta danese\u00a0 Jens Peter Jacobsen (1847-1885), nella versione tedesca di <\/span><span style=\"font-family: verdana, sans-serif; font-size: small;\">Robert Franz Arnold (1899). <\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Prima esecuzione: Vienna, Gro\u00dfer Musikvereins-Saal, 23 febbraio 1913<\/em><br \/>\nL&#8217;esecuzione dei <em>Gurre-Lieder<\/em> di Arnold Sch\u00f6nberg, che oggi ricordiamo <strong>a 110 anni dalla prima esecuzione<\/strong>, <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<span style=\"font-weight: 400;\">\u00e8\u00a0 motivo di vanto per gli organismi concertistici che l&#8217;affrontano: <strong>le dimensioni abnormi del Lavoro, il suo organico strumentale gigantesco e la difficolt\u00e0 di cogliere nel tessuto musicale motivo espressivo<\/strong> che ne renda unitario e personale l&#8217;aspetto poetico, sono motivi che nel corso degli anni hanno scoreggiato pi\u00f9 di una istituzione e di un direttore d&#8217;orchestra. Ma proprio la loro eccezionalit\u00e0 &#8220;pratica&#8221;, diciamo cos\u00ec, non diminuisce il valore storico Dei <em>Gurre-Lieder,<\/em> uno degli ultimi e coerenti contributi che il giovane Sch\u00f6nberg al mondo armonico del romanticismo tedesco, prima che si matura asse definitivamente nella sua coscienza di artista la &#8220;necessit\u00e0&#8221; una nuova organizzazione razionale dei suoni musicali, in quella sintassi che ha preso il nome di dodecafonia.<br \/>\n<strong>Nei <em>Gurre-Lieder<\/em>, dunque Sch\u00f6nberg non \u00e8 ancora &#8220;dodecafonico&#8221;<\/strong>, e ci\u00f2 valga tranquillizzare chi \u00e8 ancora convinto che questa tecnica (oggi del resto considerata &#8220;superata&#8221; da tanti musicisti-esploratori) sia la pi\u00f9 diabolica delle invenzioni del mondo contemporaneo. Lo stesso testo poetico, che \u00e8 del poeta e scrittore danese <strong>Jans Peter Jacobsen (1847-1885), si colloca in pieno nell&#8217;atmosfera del romanticismo nordico, fra amore e fantasmi, &#8220;notturni&#8221; \u00e8 cavalcate.<\/strong><br \/>\n<strong>E Sch\u00f6nberg adegua la sua musica a questo clima<\/strong>, portando avanti il cromatismo wagneriano, con le sue inquietudini espressive, quasi volesse testimoniare con un&#8217;opera colossale il definitivo esaurimento dei vecchi moduli: cos\u00ec l&#8217;orchestra di Wagner, gi\u00e0 gonfiata da Richard Strauss (che in quei primi anni del &#8216;900 era il compositore pi\u00f9 in voga, il pi\u00f9 attentamente seguito dalle &#8220;avanguardie&#8221; musicali) si dilata mostruosamente, includendo, nella compagine ormai tradizionale di certi strumenti, un numero abnorme di alcuni di essi: dieci corni, sei trombe, sei timpani, insieme con quattro arpe, xilofono, celesta e glockenspiel, il delicato\u00a0 strumento di mozartiana memoria (le arie di Papageno, come si ricorder\u00e0, nel <em>Flauto magico<\/em> sono accompagnate dai campanelli). A guardare questa partitura, per la quale Sch\u00f6nberg fu costretto a farsi preparare una carte da musica speciale, con 48 pentagrammi per facciata, talvolta vien da pensare a Berlioz, quell&#8217; &#8220;eccentrico spirito della Francia musicale&#8221;, come scrivevano nell&#8217;Ottocento, che aveva intuito con grande chiarezza molti degli sviluppi della musica della seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento; ma in Sch\u00f6nberg \u00e8 come se le intuizioni di Berlioz,\u00a0 incline ad affermare anche politicamente un certo gigantismo orchestrale, siano ormai giunte alla spasmodica conclusione del loro &#8220;servizio&#8221; romantico, quasi atto terminale di devozione di un rito, oltre il quale non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla da dire.<br \/>\n<strong>I <em>Gurre-Lieder<\/em> ai quali Arnold Sch\u00f6nberg lavor\u00f2, con molte interruzioni, fra il 1900 e il 1911<\/strong> (si trovava allora in estrema miseria, e viveva trascrivendo per piccoli complessi operette alla moda, come era capitato mezzo secolo prima anche al giovane Wagner), si articolano in tre parti: nella prima proceduta da un preludio orchestrale, il re Valdemar e la giovane Tove raccontano i loro amori nel castello di Gurre, che il re aveva fatto costruire per potersi incontrare con la sua donna.<br \/>\nAi monologhi di questi due personaggi segue il canto della &#8220;Colomba dei boschi&#8221; che annuncia la morte di Tove, fatta assassinare della regina Helvig durante l&#8217;assenza del re. La seconda parte \u00e8 dedicata a Waldemar, che, viene ucciso il suo ritorno, sempre per vendetta. La terza, infine, esprime il clima pienamente fantastico e sognante del dramma: lo spirito di Waldemar cavalca eternamente alla ricerca della fanciulla amata, e questa ricerca viene narrata da un\u00a0 recitante in un melologo che gi\u00e0 preannuncia la tipica &#8220;Sprechmelodie&#8221; dello\u00a0 Sch\u00f6nberg successivo. Il ciclo si conclude con un brano corale.<br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\"><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"https:\/\/www.flaminioonline.it\/Guide\/Schoenberg\/Schoenberg-Gurrelieder-testo.html\"><strong>Da qui il testo della parte vocale<\/strong><\/a><\/span><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p>.<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1453828738&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Arnold Sch\u00f6nberg (1874 - 1951): Gurre-Lieder (1913)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/arnold-schonberg-1874-1951-gurre-lieder-1914\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Arnold Sch\u00f6nberg (1874 &#8211; 1951): Gurre-Lieder (1913)<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra. 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