{"id":104389,"date":"2022-02-26T13:53:17","date_gmt":"2022-02-26T12:53:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=104389"},"modified":"2022-02-26T13:53:17","modified_gmt":"2022-02-26T12:53:17","slug":"georg-friedrich-handel-1685-1759-jephtha-hwv-70-1752","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/georg-friedrich-handel-1685-1759-jephtha-hwv-70-1752\/","title":{"rendered":"Georg Friedrich H\u00e4ndel (1685 &#8211; 1759): &#8220;Jephtha&#8221;, HWV 70 (1752)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra su libretto di Thomas Morell. Prima rappresentazione: \u00a0Londra, Covent Garden, 26 febbraio 1752<\/em><br \/>\n<span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Forse pi\u00f9 di ogni altro genio musicale, Handel realizza nella sua opera immensa la perfetta conciliazione fra numero e qualit\u00e0.<\/strong> altrettanto prolifico quanto espirato, e gli ha forse lasciato la pi\u00f9 alta cifra di capolavori in senso assoluto, e in questa luce non si pu\u00f2 dar torto a Beethoven quando affermava che &#8220;egli \u00e8 il pi\u00f9 grande di tutti noi&#8221;.In opere come &#8220;Giulio Cesare&#8221;, &#8220;Rinaldo&#8221; o &#8220;Serse&#8221; non vi sono zone vuote, n\u00e9 cadute di ispirazione e, quel che pi\u00f9 colpisce, neppure pagine di routine in questi melodrammi, oppure estremamente con passati e ubbidienti ai canoni e convenzioni dell&#8217;opera seria italiana.<br \/>\n<strong>L&#8217;oratorio merita un discorso diverso, trattandosi del genere peculiare a Haendel che in fondo lo &#8220;invent\u00f2&#8221;<\/strong> sotto la pressione delle circostanze. L&#8217;oratorio haendaliano \u00e8, infatti, solo apparentemente &#8220;figlio&#8221; dell&#8217;oratorio sacro, alla Carissimi; in realt\u00e0 ha i connotati dell&#8217;opera, dalla quale si distingue per una sua forza intrinseca spostata, si direbbe, dalla scena con le sue suggestioni, vere o false, alla musica stessa. \u00c8inevitabile che in questo processo di trasferimento siano privilegiati i cori.\u00a0 Haendel ne scrisse una trentina, quasi tutti in et\u00e0 matura, in seguito al fallimento della sua impresa teatrale, per pure necessit\u00e0 di sopravvivere attraverso spettacoli musicali che richiedessero allestimenti meno costosi.<br \/>\n<strong>Tali sono dunque gli oratori, opere in &#8220;borghese&#8221;, senza scena, senza movimento visivo.<\/strong> Tutta la vita del testo tutta la dialettica del sentimento \u00e8 assorbito dalla musica, il cui potere espressivo deve essere perci\u00f2 infinito. In ogni oratorio Haendel rinnova il miracolo: non un brano, nella successione di arie, recitativi, ariosi, cori, arie con coro, \u00e8 al di sotto dei livelli normali della ispirazione dell&#8217;autore del &#8220;Messiah&#8221;. Tutto \u00e8 originale, nuovo, e tutto porta il segno di un inconfondibile stile. Queste osservazioni si applicano al &#8220;Judas Maccabeus&#8221;, come a &#8220;Israel in Egypt&#8221;, a &#8220;Saul&#8221;, come a &#8220;Samson&#8221; -per spigolare tra gli oratori pi\u00f9 rappresentativi &#8211; e sono non meno pertinenti.\u00a0 L&#8217;ultimo della serie, questo &#8220;Jephthe&#8221;, scritto nel 1751 e pi\u00f9 volte interrotto a causa della cataratta che progressivamente affliggeva il musicista e che lo port\u00f2 alla fine alla cecit\u00e0 completa.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>&#8220;Jephthe&#8221; anzi rivela spettacolarmente, nella predominanza delle arie per soprano, uno slancio e una freschezza incredibili in un compositore fisicamente tanto provato<\/strong>. Al posto di Carissimi, il cui &#8220;Jephthe&#8221; \u00e8 immerso in un&#8217;atmosfera di melanconia mortale adeguata al dramma del condottiero che per rispettare la promessa fatta Dio \u00e8 obbligato immolare la figlia prediletta, Haendel posta l&#8217;accento sulla giovinezza\u00a0 immortale della fanciulla, i cui numerosi interventi nel corso dell&#8217;opera sono accompagnati da melodie dei violini veramente angeliche. Ma anche l&#8217;ossatura di questo estremo capolavoro haendeliano \u00e8 di una robustezza che non ha nulla da invidiare neppure al &#8220;Messiah&#8221;, al quale del resto &#8220;Jephthe&#8221;\u00a0 si pu\u00f2 pi\u00f9 che mai accostare. I cori sono portentosi nella loro scansione massiccia che ricorda il celebre &#8220;Alleluia&#8221;, l&#8217;orchestra \u00e8, qua e l\u00e0, ravvivata dal possente suono delle trombe, le forme piu austere (fuga) o pi\u00f9 galanti (Minuetti) sono fuse nel discorso rispettivamente corale o strumentale con una tale abilit\u00e0 che il racconto \u00e8 vivace e non ristagna nelle secche dell&#8217;accademismo.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1222854838&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Georg Friedrich H\u00e4ndel (1685 - 1759): Jephtha, HWV 70 (1752)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/georg-friedrich-handel-1685-1759-jephtha-hwv-70-1752\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Georg Friedrich H\u00e4ndel (1685 &#8211; 1759): Jephtha, HWV 70 (1752)<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra su libretto di Thomas Morell. 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