{"id":104688,"date":"2022-03-21T18:45:24","date_gmt":"2022-03-21T17:45:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=104688"},"modified":"2022-03-21T18:45:24","modified_gmt":"2022-03-21T17:45:24","slug":"flavio-testi-1923-2014-lalbergo-dei-poveri-1966","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/flavio-testi-1923-2014-lalbergo-dei-poveri-1966\/","title":{"rendered":"Flavio Testi (1923-2014): &#8220;L&#8217;albergo dei poveri&#8221; (1966)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Opera in due atti e quattro quadri dal dramma di M. Gorkij. Libera traduzione, adattamento di Flavio Testi. Prima rappresentazione: Milano, Piccola Scala, 21 marzo 1966.<\/em><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">I<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">n anni in cui le avanguardie hanno indicato rotture clamorose (gli anni &#8217;60),\u00a0 Testi ha rappresentato uno dei pochi casi in cui un artista e si rifiuta di essere abbacinato dai &#8220;tentativi&#8221;,\u00a0 ma ha guardato in\u00a0 se stesso per un continuo riesame, per una continua affermazione della propria personalit\u00e0, per una espressione completa di una umanit\u00e0 che \u00e8\u00a0 anche il metro regolatore dei giudizi e delle relazioni con il mondo che la circonda.<br \/>\n<strong>Artista tradizionale<\/strong><br \/>\nL&#8217;uomo, insomma, che \u00e8 cosciente di vivere in un mondo di uomini, con tutto quello che ne consegue circa un bilancio di sentimenti e di azioni. Sotto questo aspetto, Testi pu\u00f2 essere definito come una artista &#8220;tradizionale&#8221;, ma lontano da immobilismi tecnici ed intellettuali o ancora ancorato a formule ormai passate. Ch\u00e9 Testi, proprio della sua continua ricerca di una presenza umana, forte e drammaticamente definita ed espressa, ha tratto una validit\u00e0 indiscutibilmente moderna e funzionale.<br \/>\n\u00c8, in fondo, l&#8217;attualit\u00e0 che ritroviamo nei suoi decisivi aspetti del melodramma a cominciare da Verdi, sulla lezione del quale, Testi ha voluto sempre\u00a0 direttamente e funzionalmente ai punti fondamentali del dramma, ai punti chiave di snodo, dai quali possono prendere rilievo\u00a0 i personaggi e le situazioni.<br \/>\nAnche in questa sua terza opera, <em>L&#8217;albergo dei poveri<\/em> commissionatagli espressamente dalla Scala, Testi resta perfettamente coerente con se stesso.<br \/>\n<strong>Motivi umani<\/strong><br \/>\nIl libretto \u00e8 dello stesso testi che la liberamente tradotto \u00e8 adattato dal dramma di Gorkij. Infatti ha eliminato qualsiasi riferimento al mondo e all&#8217;ambiente russo dell&#8217;epoca di Gorkij, dando al contesto un respiro pi\u00f9 moderno, proprio con la valorizzazione di quei motivi umani che sono immutabili nel tempo. La trama, in sintesi assai ridotta, racconta la guida di un gruppo di falliti in un albergo dei bassifondi. Vassilissa (mezzosoprano), la moglie di Kostilov (baritono), l&#8217;albergatore, tresca con il giovane Vaska (tenore), ma questi non la ama pi\u00f9, poich\u00e9 si \u00e8 innamorato di Natascia (soprano), la giovane sorella di Vassilissa. Una galleria di tipi, componenti di una umanit\u00e0 miserabile, si muove sostanza sostenendo le sue miserie, i suoi sordidi rancori contro chi \u00e8 pi\u00f9 fortunato, le sue illusioni e i suoi fallimenti. Un&#8217;altra &#8220;ospiste&#8221; dell&#8217;albergo, l&#8217;erbivendola, Anna (soprano), moglie del Magano (basso),\u00a0 muore, consunta dalla tubercolosi e i drammi che i personaggi nascondono in se stessi scoppiano, a tratti, con violenza, finch\u00e9 se arriva alla tragedia finale. Vaska e Natascia vogliono fuggire per farsi un esistenza migliore, ma Vassilissa scopre il progetto. La situazione precipita con l&#8217;intervento di Kostilov che rimane per\u00f2 vittima dell&#8217;ira di Vaska, che l&#8217;uccide a pugni. l&#8217;agglomerato dei mserabili si scioglie. Restano in pochi\u00a0 a sottolineare la mancanza di una soluzione per la loro miseria. Solo un altro di essi, il Comico (baritono), tragicamente la trova, impiccandosi.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L&#8217;opera, come \u00e8 gi\u00e0 stato detto, era stata commissionata a Testi dalla Scala, dopo il successo riportato, a Firenze, dal suo precedente lavoro, <em>La Celestina<\/em>. Composta fra il 1964 e il 1965 e, per quel che riguarda la parte musicale, l&#8217;autore ha tenuto presente la sede a cui era destinata: La Piccola Scala. Testi ha puntato a\u00a0 un organico di strumenti di natura assolutamente diversa, onde impedire qualsiasi genericit\u00e0 di amalgame, qualsiasi apparentamento timbrico. Tale organico, infatti risulta essere composto da: due flauti (il secondo anche piccolo), due clarinetti (il secondo anche piccolo), due fagotti, due trombe, due tromboni, timpani, batteria, xilofono, pianoforte, un violino, sei contrabbassi.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"> risultato fonico \u00e8 quello di una secca, angolosa, dura essenzialit\u00e0. Emerge la scelta di ricorrere all&#8217;ostinato, che si rivela di rara efficacia nel costruire in orchestra la stessa attenzione che i cantanti costruiscono sul piano vocale. La vocalit\u00e0 di Testi, del resto rappresenta uno dei motivi in cui l&#8217;autore ha riposto la massima cura: \u00c8 nota la sua affermata a volont\u00e0 di volere che il testo abbia la\u00a0 massima comprensibilit\u00e0: ci\u00f2 che lo porta a preferire senza eccezioni il declamato drammatico agli allenamenti del canto melodicamente. <em>Illustrazione di Guido Crepax per la copertina del libretto dell&#8217;opera &#8211; Edizione Ricordi<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1236264217&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Flavio Testi (1923-2014): &quot;L'albergo dei poveri&quot; (1966)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/flavio-testi-1923-2014-lalbergo-dei-poveri-1966\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Flavio Testi (1923-2014): &#8220;L&#8217;albergo dei poveri&#8221; (1966)<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera in due atti e quattro quadri dal dramma di M. Gorkij. Libera traduzione, adattamento di Flavio Testi. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":104689,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,29236,29237],"class_list":["post-104688","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-flavio-testi","tag-lalbergo-dei-poveri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104688","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=104688"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104688\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/104689"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=104688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=104688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=104688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}