{"id":105039,"date":"2022-04-22T00:57:37","date_gmt":"2022-04-21T22:57:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=105039"},"modified":"2022-04-22T00:57:37","modified_gmt":"2022-04-21T22:57:37","slug":"milano-mudec-david-lachapelle-i-believe-in-miracles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/milano-mudec-david-lachapelle-i-believe-in-miracles\/","title":{"rendered":"Milano, MUDEC: &#8220;David LaChapelle. I Believe in Miracles&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Dal 22 aprile 2022 all\u201911 settembre 2022<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Orari: luned\u00ec 14.30 \u2013 19.30 \/ dal marted\u00ec alla domenica 10.00 \u2013 19.30 \/ gioved\u00ec chiusura alle 22.30<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Biglietti: Intero 15 \u20ac \/ Ridotto 13\u20ac\u00a0<\/em><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00c8 la terza mostra fotografica che noi di GBopera visitiamo a Milano in questa primavera. Dopo quella di Henri Cartier-Bresson al Mudec (<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.gbopera.it\/2022\/02\/milano-mudec-henri-cartier-bresson-cina-1948-49-1958\/\"><strong>qui<\/strong><\/a> <\/span>la nostra recensione) e di Ferdinando Scianna a Palazzo Reale (<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.gbopera.it\/2022\/04\/milano-palazzo-reale-ferdinando-scianna-viaggio-racconto-memoria\/\">qui<\/a><\/span><\/strong> la nostra recensione), torniamo al Mudec con tutt\u2019altro tipo di artista. Se infatti con la fotografia bressoniana siamo davanti alla poetica <em>dell\u2019istante<\/em>, della totale adesione alla fotografia di racconto, che ha molto in comune con il neorealismo; e con Scianna assistiamo a una certa disgregazione di quei confini, per arrivare a una dimostrazione di come anche gli scatti di finzione (come quelli di moda) siano fotografia <em>dell\u2019istante<\/em>; <strong>con David LaChapelle sembriamo ancora pi\u00f9 lontani dalla fotografia di realt\u00e0, e la finzione rappresenta l\u2019unica protagonista<\/strong>.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NKFewtumzY4\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>David LaChapelle era presente oggi alla conferenza di inaugurazione della mostra, di cui si dichiara soddisfatto, e che reputa la pi\u00f9 completa mai realizzata riguardante il suo lavoro.<\/strong> Sin dai suoi inizi, quando la fotografia era ancora analogica, LaChapelle non entra nel ciclo dello scatto-sviluppo passivamente, ma <strong>si inserisce nel mezzo del processo intervenendo sui negativi<\/strong>. Ne sono testimonianza le meravigliose vetrate esposte davanti all\u2019ingresso: mescolate alle pi\u00f9 recenti, queste vetrate sono tra i primi lavori dell\u2019artista, il quale, da adepto di Andy Warhol, applica la pop art alla fotografia. LaChapelle, cos\u00ec, sembra forse molto vicino ad un pittore: non solo compone la sua scenografia, sceglie, costruisce, modella tutto ci\u00f2 che verr\u00e0 catturato dall\u2019otturatore; successivamente, questo lavoro di costruzione lo continua, aggiungendo elementi che nella composizione originaria non c\u2019erano. <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-105041\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-288x384.jpg\" alt=\"\" width=\"288\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-288x384.jpg 288w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-150x200.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-768x1023.jpg 768w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-1153x1536.jpg 1153w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-1537x2048.jpg 1537w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-8x10.jpg 8w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-432x575.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-396x528.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-1120x1492.jpg 1120w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-660x879.jpg 660w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-165x220.jpg 165w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_AFTER-DELUGE-STATUE-scaled.jpg 1922w\" sizes=\"auto, (max-width: 288px) 100vw, 288px\" \/><\/a>Quindi, <strong>viola quel che fotografia \u00e8 (o almeno dovrebbe essere)<\/strong>: il catturare quel qualcosa che <em>nell\u2019istante<\/em> \u00e8 davanti alla macchina, e quindi pu\u00f2 essere fissato, mentre quel che non \u00e8 presente non pu\u00f2 esserlo. Prendiamo, ad esempio, uno dei suoi lavori pi\u00f9 famosi, <em>Deluge<\/em> (presente in mostra), ispirato al <em>Giudizio finale<\/em> di Michelangelo: realt\u00e0 immanente allo scatto e interventi successivi si mescolano senza soluzione di continuit\u00e0. Cosa \u00e8 stato aggiunto e cosa no? E la stessa domanda sorge guardando le foto esposte riguardanti l\u2019<em>After the deluge<\/em>. Possibile che un edificio sia stato allagato in tal modo? Le statue e i quadri appesi alle pareti sono aggiunte successive? La goccia che genera quei desolanti cerchi concentrici sul pelo dell\u2019acqua, unica nota dinamica di una delle composizioni, com\u2019\u00e8 stata generata? Non lo sapremo mai, forse. Per\u00f2 \u00e8 davanti a noi. Tutto ci\u00f2 \u00e8 soltanto un modellino, com\u2019\u00e8 per altre foto in mostra? \u00c8 il caso di <em>Gas: Shell<\/em>, <em>Spree<\/em>, e dei vari <em>Land Scape<\/em>.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u00c8 stata una bella occasione quella di aver sentito parlare David LaChapelle in persona del proprio lavoro e della propria concezione della fotografia. Per lui \u00e8 un\u2019arte scenica, \u00e8 uno strappo sul presente, un presente che lui vuole ricreare<\/strong>, mediante un progetto. Ma, ripensando con attenzione a quanto affermato nel suo intervento, <strong>anche nella totale finzione, anche con il massiccio intervento sulla fotografia in post-produzione, c\u2019\u00e8 una vitale importanza del <em>momento<\/em><\/strong>. Infatti, parlando delle foto che riprendono scene bibliche, riferisce che: \u201cla spontaneit\u00e0, l\u2019intuizione, ci hanno guidati; non certamente la pianificazione, o il voler capire prima quello che sarebbe successo dopo\u201d. Il che ci ricorda quanto sentito da Scianna riguardo alle foto di moda.<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_SPREE_CRUISE_SHIP_DARK-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-105042\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_SPREE_CRUISE_SHIP_DARK-512x171.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_SPREE_CRUISE_SHIP_DARK-512x171.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_SPREE_CRUISE_SHIP_DARK-290x97.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_SPREE_CRUISE_SHIP_DARK-768x256.jpg 768w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_SPREE_CRUISE_SHIP_DARK-1536x512.jpg 1536w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_SPREE_CRUISE_SHIP_DARK-2048x683.jpg 2048w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_SPREE_CRUISE_SHIP_DARK-10x3.jpg 10w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_SPREE_CRUISE_SHIP_DARK-432x144.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_SPREE_CRUISE_SHIP_DARK-396x132.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_SPREE_CRUISE_SHIP_DARK-1120x373.jpg 1120w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DELETE_7.2022_SPREE_CRUISE_SHIP_DARK-660x220.jpg 660w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ma ci sono altri importanti elementi della sua poetica, messi in risalto anche nell\u2019unico scritto che introduce il catalogo della mostra. Ovvi sono i collegamenti con l\u2019arte rinascimentale, mentre porterebbe via troppo tempo parlare dell\u2019importanza del gesto nelle foto di LaChapelle, e di come proprio il gesto e lo studio delle fisionomie avevano un ruolo nel Sei e Settecento: sarebbe stato un ottimo argomento per un saggio correlato alla mostra. Dobbiamo per\u00f2 aggiungere qualcosa sul fatto che <strong>LaChapelle cerchi sempre un contatto con chi guarda le sue foto.<\/strong> \u00c8 per questo motivo che non va visto come un artista provocatorio, ma solamente sincero. E, a nostro avviso, il contatto con il pubblico viene raggiunto, soprattutto in questa mostra, anche grazie alla <strong>videoinstallazione che arricchisce il percorso e ci permette di entrare ipoteticamente nei set fotografici dell\u2019artista<\/strong>, come quello di <em>Revelations<\/em>, quasi fossero dei tableaux vivants settecenteschi (ancora il Settecento!).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Le opere di LaChapelle, quindi, ci mettono davanti a una naturale artificialit\u00e0, facendo quasi desiderare al visitatore di essere lui stesso un possibile protagonista di una di quelle foto. Perci\u00f2, potrebbe trovarsi nelle condizioni di dover domare un desiderio recondito emerso da una sconosciuta profondit\u00e0, e di dover reprimere la volont\u00e0 di spogliarsi, l\u00ec, seduta stante, per sperare di poter poi indossare il costume che David LaChapelle vorr\u00e0 mettergli indosso.<br \/>\n<em>Foto: <\/em><\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">David LaChapelle, After the Deluge: Statue, 2007, Los Angeles &#8211;<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">David LaChapelle, Spree, 2020, Los Angeles<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 22 aprile 2022 all\u201911 settembre 2022 Orari: luned\u00ec 14.30 \u2013 19.30 \/ dal marted\u00ec alla domenica 10.00 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":101960,"featured_media":105040,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28939],"tags":[29436,29437,28942,28780],"class_list":["post-105039","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-mostre","tag-david-lachapelle","tag-david-lachapelle-i-believe-in-miracles","tag-mostre","tag-mudec-di-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105039","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/101960"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=105039"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105039\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/105040"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=105039"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=105039"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=105039"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}