{"id":105570,"date":"2022-06-07T08:57:58","date_gmt":"2022-06-07T06:57:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=105570"},"modified":"2022-06-07T08:57:58","modified_gmt":"2022-06-07T06:57:58","slug":"venezia-teatro-malibran-marco-angius-e-giovanni-andrea-zanon-interpretano-beethoven","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-malibran-marco-angius-e-giovanni-andrea-zanon-interpretano-beethoven\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro Malibran: Marco Angius e Giovanni Andrea Zanon interpretano Beethoven"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Venezia, Teatro Malibran, Stagione Sinfonica 2021-2022<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Orchestra del Teatro La Fenice<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Direttore <strong>Marco Angius<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Violino <strong>Giovanni Andrea Zanon<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Ludwig van Beethoven: <\/em>Concerto per violino e orchestra op. 61; Sinfonia n. 2 op. 36 in re maggiore op. 36<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Venezia, 4 giugno 2022<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Una lettura diffusamente analitica e introspettiva \u00e8 stata offerta dal maestro Marco Angius \u2013 chiamato a sostituire il previsto Louis Lortie \u2013 nel corso di questo concerto, al Teatro Malibran<\/strong>, <strong>interamente dedicato a Beethoven<\/strong>, in cui ha diretto il Concerto per violino e orchestra op. 61 e la Sinfonia n. 2 op. 36. Violino solista, il giovane <strong>Giovanni Andrea Zanon<\/strong>, che imbracciava un portentoso \u201cGuarneri del Ges\u00f9\u201d (Cremona 1739, ex Ebersholt-Menuhin). <strong>Il collaudatissimo programma beethoveniano non suscitava, sulla carta, particolari aspettative<\/strong>, se non quella di un\u2019esecuzione di livello, considerando la piena forma dell\u2019orchestra, dimostrata anche recentemente, e l\u2019apprezzamento di cui gode da tempo Marco Angius, quale interprete di un vasto repertorio, che arriva fino alla musica contemporanea. L\u2019unica incognita \u2013 almeno per chi scrive \u2013 era rappresentata dal violinista, che non avevamo ancora avuto modo di ascoltare.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ci siamo dilungati in questo preambolo per motivare la sensazione di piacevole sorpresa da noi avvertita nell\u2019ascoltare i brani in programma, proposti secondo un approccio tutt\u2019altro che convenzionale, a cominciare dal celebre concerto beethoveniano. Qui <strong>il solista, appena ventiquattrenne, ha esibito le sue ragguardevoli doti.<\/strong> Il suono che traeva dal suo pregiatissimo strumento era sorprendentemente pieno e rotondo, in tutti i registri, anche nelle note pi\u00f9 acute, che \u2013 si pu\u00f2 dire sempre \u2013 brillavano per qualit\u00e0 timbrica e perfetta intonazione. La sua interpretazione era approfondita, frutto di una riflessione gi\u00e0 matura che, sorretta da una sicura padronanza tecnica, riusciva a conciliare i passaggi pi\u00f9 espressivi con quelli cosiddetti \u201cdi bravura\u201d, mai fini a se stessi, bens\u00ec \u2013 secondo gli intendimenti del Maestro di Bonn \u2013 funzionali ad una nuova concezione di questo genere concertistico, in base alla quale la preminenza melodica del solista deve integrarsi con le esigenze spettacolari o anche costruttive della composizione. Inappuntabile \u00e8 apparso Angius nell\u2019assecondare il solista, avendo a disposizione un\u2019orchestra sempre partecipe, che ha, soprattutto nel primo movimento, una dimensione sinfonica. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Cos\u00ec<strong> nel lungo primo tempo \u2013 in cui tutti i temi sono di carattere lirico e prevalentemente condotti per gradi \u2013 il solista si \u00e8 abbandonato con trasporto al canto:<\/strong> una vena cantabile amplificata dagli interventi, di carattere melodico-solistico, dei legni, spesso straordinari anche sotto il profilo timbrico. La parte del violino solista, intrisa di trasparente, lirica cantabilit\u00e0 e sfociante in espansioni virtuosistiche, si integrava perfettamente con il denso tessuto dell&#8217;orchestra, anch\u2019essa gonfia di effusioni melodiche. Magico il violinista nella cadenza, ampia e di particolare difficolt\u00e0 virtuosistica.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Alla densit\u00e0 sinfonica dell&#8217;immane primo movimento si \u00e8 contrapposta la semplicit\u00e0 degli altri due. <strong>Il <em>Larghetto<\/em> \u2013 articolato in un dialogo fra lo strumento solista e l&#8217;orchestra<\/strong>, che si scambiano un semplice tema, sottoposto a variazioni, ha visto stagliarsi le ardite elaborazioni del violino su un delicato sottofondo orchestrale, in un clima trasognato. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Un&#8217;altra cadenza del solista ha condotto, senza soluzione di continuit\u00e0, al <em>Rond\u00f2<\/em> finale, dal ritmo balzante di ascendenza haydniana \u2013 dapprima accennato dal violino, poi ripreso con impeto travolgente da tutta l&#8217;orchestra \u2013 inframezzato da uno splendido episodio lirico in minore, che ha visto protagonisti violino e fagotto.<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/286194304_5466003806784912_3255612168992307039_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-105572\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/286194304_5466003806784912_3255612168992307039_n-512x384.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/286194304_5466003806784912_3255612168992307039_n-512x384.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/286194304_5466003806784912_3255612168992307039_n-267x200.jpg 267w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/286194304_5466003806784912_3255612168992307039_n-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/286194304_5466003806784912_3255612168992307039_n-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/286194304_5466003806784912_3255612168992307039_n-10x8.jpg 10w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/286194304_5466003806784912_3255612168992307039_n-432x324.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/286194304_5466003806784912_3255612168992307039_n-396x297.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/286194304_5466003806784912_3255612168992307039_n-1120x840.jpg 1120w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/286194304_5466003806784912_3255612168992307039_n-660x495.jpg 660w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/286194304_5466003806784912_3255612168992307039_n-293x220.jpg 293w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/286194304_5466003806784912_3255612168992307039_n.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Terminata l\u2019esecuzione, applausi e acclamazioni a non finire, soprattutto per il pi\u00f9 che promettente concertista, sono stati placati da un fuoriprogramma: il primo movimento dalla Sonata per violino n. 1 in sol minore BWV1001 di Bach (metafisico incanto!)<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Analoga sensazione di piaceri inaspettati ci ha colto con l\u2019esecuzione dell\u2019altro titolo beethoveniano:<strong> la Sinfonia n. 2 in re maggiore.<\/strong> Composta tra il 1800 e il 1802, essa si colloca tra i lavori giovanili, che ancora risentono degli influssi della tradizione, soprattutto di Haydn e Mozart, pur manifestando una caratteristica stilistica fondamentali del sommo compositore: la capacit\u00e0 di fondere in un equilibrio perfetto, per essenzialit\u00e0 e compiutezza formale, tutti gli elementi strutturali della partitura. Eppure quest\u2019opera \u00e8 nata in un momento della vita di Beethoven, rattristato da due fatti alquanto deprimenti: l\u2019aggravarsi della sordit\u00e0 con il conseguente abbandono della carriera concertistica; la delusione sentimentale, causata dal rifiuto ricevuto dalla contessina Giulietta Guicciardi. Nondimeno ogni vicissitudine fu superata grazie alla totale immersione nell\u2019attivit\u00e0 creativa creativa. In tale contesto nacque la Seconda Sinfonia, in cui i contemporanei avvertirono subito qualcosa di eccessivo e sorprendente \u2013 quanto a dimensioni ed elaborazione del materiale musicale \u2013 rispetto alle loro abitudini di ascolto, pur senza disconoscere la potenza e l\u2019originalit\u00e0 del Genio. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Di notevole spessore, quanto a capacit\u00e0 di analisi e approfondimento, \u00e8 risultata l\u2019interpretazione di Angius<\/strong>, che nella lenta introduzione, con cui si apre la sinfonia \u2013\u00a0 generalmente considerata un esempio di energia e serenit\u00e0 \u2013 ha creato un\u2019atmosfera inquieta e pensosa, tramite un fraseggio dalle ampie arcate, mentre nel successivo <em>Allegro con brio<\/em>, basato su un\u2019idea proposta sottovoce da viole e violoncelli, \u00e8 emerso tutto l\u2019entusiasmo costruttivo, che caratterizza questa pagina, con la complicit\u00e0 di tutte le sezioni dell\u2019orchestra, qui come altrove, pi\u00f9 che mai scattanti. Nel successivo <em>Larghetto<\/em> si \u00e8 colta\u00a0 a tratti una profonda espressivit\u00e0 gi\u00e0 tutta beethoveniana, anche perch\u00e9 l\u2019omaggio alla grazia settecentesca\u00a0 era percorso da un brivido di nostalgia per quel mondo ormai al tramonto. Il puro ritmo ha dominato nello <em>Scherzo<\/em>, di geometrica economia di linee, che sostituisce il tradizionale <em>Minuetto<\/em>; mentre nell\u2019estroverso finale \u2013 vasta ricapitolazione di tutti gli atteggiamenti espressivi della sinfonia, partendo da un tema a mo\u2019 di esclamazione rapida e perentoria \u2013 \u00e8 riapparso Haydn con le sue caratteristiche \u201csorprese\u201d \u2013 come brusche interruzioni del discorso e improvvisi cambiamenti d\u2019umore \u2013, ma il carattere giocoso era intriso di inusitata energia. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Successo pieno a fine serata.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro Malibran, Stagione Sinfonica 2021-2022 Orchestra del Teatro La Fenice Direttore Marco Angius Violino Giovanni Andrea Zanon [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":105571,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,29790,6512,3645,1991,5056,29791,7646],"class_list":["post-105570","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-concerto-per-violino-e-orchestra-op-61","tag-giovanni-andrea-zanon","tag-ludwig-van-beethoven","tag-marco-angius","tag-orchestra-del-teatro-la-fenice","tag-sinfonia-n-2-op-36-in-re-maggiore-op-36","tag-teatro-malibran-di-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105570","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=105570"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105570\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/105571"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=105570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=105570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=105570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}