{"id":105617,"date":"2022-06-13T15:53:52","date_gmt":"2022-06-13T13:53:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=105617"},"modified":"2022-06-13T15:53:52","modified_gmt":"2022-06-13T13:53:52","slug":"giuseppe-verdi-1813-1901-les-vepres-siciliennes-1855","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/giuseppe-verdi-1813-1901-les-vepres-siciliennes-1855\/","title":{"rendered":"Giuseppe Verdi (1813-1901): &#8220;Les V\u00eapres Siciliennes&#8221; (1855)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Grand-op\u00e9ra in cinque atti su libretto di Charles Duveyrier ed Eug\u00e8ne Scribe. Prima rappresentazione: Parigi, Op\u00e9ra, 13 giugno 1855<br \/>\nPrimi interpreti: Sophie Cruvelli (H\u00e9l\u00e8ne), Louis Gueymard (Henri\/Arrigo), Marc Bonneh\u00e9e (Monfort), Louis-Henri Obin (Procida)<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Dopo quella che \u00e8 stata definita la trilogia &#8220;popolare&#8221; o &#8220;romantica &#8220;, <em>Rigoletto, Trovatore e Traviata<\/em>, Verdi sembra voler dare un nuovo corso alla sua attivit\u00e0:<\/strong> dopo 11 frenetici anni, nei quali ha composto 18 opere, ora sembra finalmente giunto il momento di allentare il ritmo, che non vuole certo dire fermarsi, anche perch\u00e9 in lui si agita un&#8217;ansia creativa che mai trova pace.<br \/>\nAccanto alla sua &#8220;Peppina&#8221;, della quale egli molto rispettosamente dice: <em>&#8220;In casa mia vive una signora libera, indipendente, amante come me della vita solitaria&#8221;<\/em>, Verdi trascorrere la primavera e l&#8217;estate del 1853 a Sant&#8217;Agata, dedicandosi alla campagna e ancora una volta riemerge il progetto del<em> Re Lea<\/em>r. Il lavoro approntato con Cammarano passa al nuovo librettista, l&#8217;udinese Antonio Somma.<br \/>\n<strong>Gli impegni non mancano, c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 un cantiere un lavoro per l&#8217;Op\u00e9ra di Parigi<\/strong> in occasione dell&#8217;Esposizione Universale del 1855. Dopo la <em>J\u00e9rusalem<\/em> che, come sappiamo, altro non \u00e8 che il rifacimento dei <em>Lombardi,<\/em> Verdi deve scrivere un&#8217;opera appositamente per le scene parigine o come Verdi chiama l&#8217;Op\u00e9ra, la &#8220;grande bottega &#8220;. Nell&#8217;ottobre del 1853, pochi giorni dopo il suo quarantesimo compleanno, Verdi e la Strepponi partono per Parigi.<br \/>\nE da qui hanno inizio i problemi: con il librettista ufficiale dell&#8217;Op\u00e9ra, Eug\u00e8ne Scribe, il quale, in ritardo sui tempi concordati (il dettagliato contratto prevede che il libretto sia pronto gi\u00e0 nel giugno del 1852) rifila a Verdi un assai poco gradito libretto di &#8220;seconda mano&#8221;, un rifacimento del <em>Duca d&#8217;Alba<\/em> di Donizetti.<br \/>\n<strong>Verdi ha davanti a s\u00e9 un anno per comporre, un tempo che, per i ritmi lavorativi fin qui\u00a0 tenuti si potrebbe addirittura definire &#8220;spropositato&#8221;.<\/strong> Ma ci tiene poco: affrontare un genere rigidamente codificato come quello del &#8220;grand-op\u00e9ra&#8221;, in cinque atti, con grandi scene di massa e il balletto d&#8217;obbligo, per un compositore come lui naturalmente votato alla sintesi drammatica, \u00e8 dura, e perci\u00f2 il lavoro procede piuttosto faticosamente. A ottobre del 1854 parte dell&#8217;opera \u00e8 terminata e cos\u00ec cominciano le prove. Dopo pochi giorni, per\u00f2, vi \u00e8 la fuga del soprano Sophie Cruvelli, autentica star dell&#8217;Op\u00e9ra.<br \/>\nIl teatro \u00e8 nel caos, Verdi, in guerra con Scribe, che fa il sordo alle richieste di modifiche il libretto, \u00e8 esasperato. Improvvisamente, come \u00e8 scompars, la Cruvelli ricompare, ma intanto sono saltati e sostituiti i vertici dell&#8217;Op\u00e9ra. Scrive Hector Berlioz: <em>&#8220;Verdi \u00e8 ai ferri corti con tutti quelli dell&#8217;Op\u00e9ra. Ha fatto ieri una terribile scenata alla prova generale. Il poover&#8217;uomo mi fa compassione:mi metto nei suoi panni. Verdi \u00e8 un degno e onorabile artista&#8221;.<\/em><strong> A dispetto delle vicissitudini passate, <em>Les v\u00eapres siciliennes<\/em> vanno in scena la sera del 13 giugno<\/strong>. Il successo di pubblico e critica \u00e8 notevole e diventa trionfale nel corso delle repliche. Scrive ancora Berlioz: &#8220;<em>Bisogna convenire che nei Vespri l&#8217;intensit\u00e0 penetrante dell&#8217;espressione melodica, la variet\u00e0 sontuosa, la dotta sobriet\u00e0 della strumentazione, l&#8217;ampiezza, la poeticit\u00e0 sonora dei pezzi d&#8217;insieme, e quella forza appassionata ma lenta a dispiegarsi che forma uno dei tratti caratteristici di Verdi, danno all&#8217;opera nel suo complesso una impronte di grandezza, una sorta di maest\u00e0 sovrana, pi\u00f9 spicata che nelle precedenti produzioni dell&#8217;autore.&#8221;<br \/>\n<\/em>Un giudizio sul quale si pu\u00f2 anche concordare. <strong>Il Maestro riesci ad adeguarsi alle convenzioni francesi in modo mirabile, ma il &#8220;vero &#8221; Verdi lo si ritrova nel mondo in cui affronta le arie.<\/strong> Basta citare la sortita di Elena, nel primo atto, nella quale recitativo, aria e cabaletta formano un blocco formale di grande efficacia drammatica e teatrale, ma anche nei momenti solistici riservati a Monfort e ad Arrigo presentano una forte aderenza introspettiva espressa da una drammaturgia asciutta, per nulla enfatica.<br \/>\n<strong>Dopo il felice esordio parigino, Ricordi pensa subito di portare <em>Les v\u00eapres siciliennes<\/em> in Italia<\/strong> e, con l&#8217;approvazione di Verdi, affida al poeta Arnaldo Fusinato la versione del libretto in italiano. Come sempre, per\u00f2, intervengono i soliti zelanti censori e ancora una volta l&#8217;opera subisce continui cambiamenti di titoli e di ambientazione. Per vedere i rappresentati <em>I Vespri Siciliani<\/em> con il titolo \u00e8 l&#8217;ambientazione originale, si dovr\u00e0 attendere il 1861, al Teatro Carolino di Palermo, dopo la cacciata dei Borboni.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1286576197&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Giuseppe Verdi (1813-1901): &quot;Les V\u00eapres Siciliennes&quot; (1855)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/giuseppe-verdi-1813-1901-les-vepres-siciliennes-1855\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giuseppe Verdi (1813-1901): &#8220;Les V\u00eapres Siciliennes&#8221; (1855)<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grand-op\u00e9ra in cinque atti su libretto di Charles Duveyrier ed Eug\u00e8ne Scribe. 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