{"id":107639,"date":"2022-10-25T18:32:16","date_gmt":"2022-10-25T16:32:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=107639"},"modified":"2022-10-25T18:32:58","modified_gmt":"2022-10-25T16:32:58","slug":"giuseppe-verdi-1813-1901il-corsaro-1848","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/giuseppe-verdi-1813-1901il-corsaro-1848\/","title":{"rendered":"Giuseppe Verdi (1813-1901):&#8221;Il corsaro&#8221; (1848)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Melodramma in tre atti\u00a0 su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal poema &#8220;The Corsair&#8221; di Lord Byron. <\/em><br \/>\n<em>Prima rappresentazione: Trieste, Teatro Grande, 25 ottobre 1848. Primi interpreti: Marianna Barbieri-Nini (Gulnara), Carolina Rapazzini (Medora), Gaetano Fraschini (Corrado), Achille de Bassini (Seid), Giovanni Volpini (Giovanni), Giovanni Petrovich (Selimo<\/em>).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Per seguire la nascita del <em>Corsaro<\/em> \u00e8 necessario ritornare al 1845, quando Verdi sta lavorando alla <em>Giovanna d&#8217;Arco. <\/em><\/strong>Dopo la prima scaligera di quest&#8217;opera appare sulla &#8220;Gazzetta Musicale di Milano&#8221; edita da Ricordi una recensione alquanto malevola. Il musicista \u00e8 risentito con colui che \u00e8 anche il suo editore e, per ripicca, firma un contratto per tre opere con Francesco Lucca, diretto rivale di Casa Ricordi. la prima \u00e8 destinata all&#8217;Her Majesty Theatre di Londra, con il quale sono in corso trattative. Verdi pensa che il soggetto pi\u00f9 adatto per il teatro londinese sia <em>The Corsair<\/em> di Lord Byron e affida a Piave la stesura del libretto. Di tutt&#8217;altro parere \u00e8 l&#8217;editore Lucca, al quale il musicista risponde deciso:<em> &#8220;Io faccio il corsaro o niente&#8230;&#8221;<\/em>. Cos\u00ec, tra un puntiglia una ripicca, che porteranno a una rapida conclusione della collaborazione tra Verdi e Lucca, vanno in scena <em>Alzira<\/em> a Napoli e <em>Attila<\/em> a Venezia. Verdi, nonostante il crollo psicofisico avvenuto dopo la prima veneziana, continua a difendere la sua intenzione di scrivere <em>Il Corsaro. <\/em>A Piave, che intende cedere il libretto, scrive.&#8221; &#8220;<em>Ma che?\u00a0 Sei diventato matto o il sei per diventare? Che io ti ceda Il\u00a0 Corsaro? Quel Corsaro che ho vagheggiato tanto, che mi costa tanto in pensieri, e che tu hai verseggiatore con pi\u00f9 cura del solito?<\/em>&#8221; <span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Frattanto Verdi porta termine <em>Macbeth<\/em> (Firenze, 1847) e quando ritorna l&#8217;impegno londinese,<\/strong> l&#8217;idea del <em>Corsaro<\/em> non entusiasma pi\u00f9 di tanto, tant&#8217;\u00e8 che il suo interesse \u00e8 per <em>I Masnadieri<\/em> di Schiller. Nel luglio del 1847 vanno in scena a Londra <em>I Masnadieri,<\/em> dopodich\u00e9 Verdi si dedica alla <em>J\u00e9rusalem<\/em>, il\u00a0 rifacimento francese de<em> I Lombardi<\/em>, che andr\u00e0 in scena all&#8217;Op\u00e9ra di Parigi il 26 novembre 1847. A questo punto ricompare <em>Il Corsaro<\/em>. Ancora Parigi, Verdi\u00a0 riprende la composizione quasi con distacco e piuttosto frettolosamente; il soggetto e lo stesso libretto del Piave non lo appagano pi\u00f9, ma Verdi non si prodiga affatto in cambiamenti o adeguamenti. Termina la stesura dell&#8217;opera, invia la partitura a Francesco Lucca, accompagnata da un secco comunicato: &#8220;<em>Previo il pagamento di 1200 napoleoni d&#8217;oro da 20 franchi che il signor Lucca si compiacer\u00e0 di fare in\u00a0 Milano al signor Emanuele Muzio, il suddetto signor Lucca diverr\u00e0 assoluto proprietario del libretto e della spartito del Corsaro che io ho espressivamente composto per soddisfare all&#8217;obbligo che io avevo contratto seco con scrittura il 6 ottobre 1845<\/em>&#8220;.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-weight: 400; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Da questo momento per Verdi <em>Il Corsaro<\/em> \u00e8 un affare concluso. Accusando un forte raffreddore, al quale si aggiungono la rivoluzione parigina del 1848 e la presenza della Strepponi, Verdi non si muove dalla Francia. <strong><em>Il Corsaro<\/em> \u00e8 cos\u00ec affidato a Emanuele Muzio, che dirige la prima rappresentazione, il 25 ottobre 1848, al Teatro Grande di Trieste.<\/strong> il cast \u00e8 di prim&#8217;ordine: Marianna Barbieri-Nini, Gaetano Fraschini e Achille De Bassini sono voci particolarmente amate da Verdi. Cantanti che per\u00f2 non riescono a salvare l&#8217;opera dall&#8217;ostilit\u00e0 del pubblico triestino, forse offeso dalla mancata presenza del compositore.<br \/>\n<strong><em>Il Corsaro<\/em> non \u00e8 caduto subito nell&#8217;oblio come la povera <em>Alzira<\/em>, \u00e8 indubbio che Verdi non si preoccupa pi\u00f9 di tanto di incoraggiare le riprese.<\/strong> Una partitura frettolosa, forse, ma non disprezzabile. I due personaggi femminili sono ben caratterizzati, soprattutto nei tratti vocali: prettamente lirico il\u00a0 canto di Medora, pi\u00f9 marcatamente drammatico quello di Gulnara. Nei personaggi maschili di Corrado e Seid possiamo invece ravvisare i tratti di quello che sar\u00e0 l&#8217;ardore\u00a0 passionale di Manrico e la gelosia vendicativa del Conte di Luna del <em>Trovatore<\/em>. Non mancano pagine musicali di valore, a partire dalle bellissime inflessioni belcantistiche della scena e romanza di Medora &#8220;Non so le tetre immagini&#8221; dell&#8217;atto primo, forse la pagina pi\u00f9 celebre dell&#8217;opera. Degna di nota e anche la Cavatina di Gulnara:&#8221;Vola talor dal carcere, nel secondo atto&#8221;, cos\u00ec come interessante per scrittura drammatica \u00e8 il duetto tra Gulnara e Seid nel terzo atto. Nello stesso atto \u00e8 rimarcabile la scena del carcere, cos\u00ec come il finale dell&#8217;opera, con il terzetto Medora, Corrado, Gulnara, pagina che mette in luce la grande espressivit\u00e0 e raffinatezza della strumentazione verdiana.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/1369907842&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Giuseppe Verdi (1813-1901):&quot;Il corsaro&quot; (1848)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/giuseppe-verdi-1813-1901il-corsaro-1848\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giuseppe Verdi (1813-1901):&#8221;Il corsaro&#8221; (1848)<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Melodramma in tre atti\u00a0 su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal poema &#8220;The Corsair&#8221; di Lord Byron. 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