{"id":110192,"date":"2023-02-13T14:41:32","date_gmt":"2023-02-13T13:41:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=110192"},"modified":"2023-02-13T14:41:32","modified_gmt":"2023-02-13T13:41:32","slug":"marco-angius-per-rai-nuovamusica-tra-henze-ligeti-e-una-prima-assoluta-di-perocco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/marco-angius-per-rai-nuovamusica-tra-henze-ligeti-e-una-prima-assoluta-di-perocco\/","title":{"rendered":"Marco Angius per \u201cRAI NUOVAMUSICA\u201d  tra Henze, Ligeti e una prima assoluta di Perocco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Torino, Auditorium RAI \u201cA.Toscanini\u201d, Stagione Sinfonica 2022-23 RAI NUOVAMUSICA<\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\">.<br \/>\n<\/span><b><span style=\"color: #000000;\">Orchestra Sinfonica Nazionale RAI<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"> <span style=\"color: #000000;\">Direttore<\/span><b><span style=\"color: #000000;\">\u00a0Marco Angius<\/span><\/b><span style=\"color: #000000;\"><b><br \/>\n<\/b><i>Filippo Perocco: &#8220;<\/i>Se le nuvole&#8221; (2022-23) prima esecuzione assoluta;<i><br \/>\n<\/i><i>Gy\u00f6rgy Ligeti<\/i>: &#8220;Macabre Collage&#8221; dall\u2019Opera &#8220;Le Grand Macabre&#8221; (Arr. E. Howarth, 1991 \u2013 vers. 2021); <i>Hans Werner Henze:<\/i><b>\u00a0<\/b>Sinfonia n.10 in 4 movimenti per grande orchestra\u00a0(1997-2000).<em><br \/>\nTorino, 10 febbraio 2023<br \/>\n<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">Il concerto inizia con <\/span><span style=\"color: #000000;\">Se le Nuvole<\/span><span style=\"color: #000000;\"> di <\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Filippo Perocco, <\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">cinquantunenne autore trevigiano<\/span><span style=\"color: #000000;\">.<\/span><span style=\"color: #000000;\"> Della musica di Perocco ne ha<strong> <a href=\"https:\/\/www.gbopera.it\/2016\/11\/venezia-teatro-la-fenice-aquagranda-apre-la-stagione-lirica-2016-17\/\">gi\u00e0 parlato\u00a0 Roberto Campanella<\/a><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong>,<\/strong> in occasione dell\u2019andata in scena di <\/span><span style=\"color: #000000;\">Acquagranda alla Fenice, esprimendo i concetti di una &#8220;<\/span><span style=\"color: #000000;\">ricerca timbrica, sulla concretezza del rapporto con il suono&#8230;L\u2019autore si approccia al suono in modo intuitivo, istintivo, teso alla creazione di un mondo sonoro ruvido, inquieto, instabile, carico di interna tensione, e anche \u201csporco\u201d, popolato \u2013 secondo le parole dello stesso compositore &#8230;&#8221;\u2013 <\/span><span style=\"color: #000000;\">Le stesse parole si sposano ancora perfettamente a descrivere il <\/span><span style=\"color: #000000;\">Se le nuvole<\/span><span style=\"color: #000000;\">, forse pi\u00f9 sfuggevole ed etereo, senza scene e voci, rispetto a <\/span><span style=\"color: #000000;\">Acquagranda,<\/span><span style=\"color: #000000;\"> ma perfettamente realizzato dagli strumentisti dell\u2019<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>OSN RAI <\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">e dalla concreta conduzione, anche in questo caso, come alla Fenice, di <\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Marco Angius. <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">Seguivano, ai dieci minuti della musica di Perocco, i circa venti del <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Macabre Collage di <\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Gy<\/b><\/span><b><span style=\"color: #485459;\">\u00f6<\/span><\/b><span style=\"color: #000000;\"><b>rgy Ligeti. <\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">Una mini-suite orchestrale, tratta dall\u2019omonima opera del musicista ungherese. Forti contrasti timbrici, ritmi continuamente variati, colori accentuati dalla presenza in scena e fuori scena di strumenti. C\u2019\u00e8 di tutto in questi venti minuti, grazie anche ad un\u2019orchestra che pi\u00f9 nutrita non si potrebbe, in cui le percussioni campeggiano sul palco e che con l\u2019aiuto di svariati e fragorosi ottoni, alzano una insuperabile barriera di suono. In un insistito pizzicato di archi viene pure citata l\u2019Eroica di Beethoven. Il clima generale farebbe per\u00f2 pensare ad un Bart\u00f2k volgare e barocco. Senza richiamare l\u2019intreccio dell\u2019opera, non \u00e8 proprio necessario perdercisi, \u00e8 un gran guazzabuglio quello che viene evocato, proprio come un quadro di fiamminghi burloni, Bosch e Bruegel per esempio. Alcuni registi nell\u2019allestire l\u2019opera, a quelle iconografie allegoriche, fantastiche ed irriverenti, si sono rifatti. Anche la suite \u00e8 irridente, dissacrante, grottesca e parimenti divertente. Un frastornante disordine materiale e mentale: una gran carnevalata che tenta di esorcizzare la tragedia che, dietro l\u2019angolo, \u00e8 purtroppo sempre vigile e in agguato. <\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Angius,<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\"> all\u2019interno di queste (difficili) partiture si muove con destrezza e lucidit\u00e0 tali da tradirne la famigliarit\u00e0 acquisita negli anni. L\u2019<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>OSN Rai<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">, professionalmente ai vertici del panorama sinfonico, ancora una volta conferma la sua perizia passando, in una settimana, dai traslucidi pendii nevosi dalla straussiana <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Alpensinfonie <\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">al nordico e nebbioso vagabondaggio dell\u2019angelo della morte.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">Dopo l\u2019intervallo, ci aspetta la quarantina di minuti della <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Decima Sinfonia <\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">di <\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Henze<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>. <\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">Gi\u00e0 il numero impressiona, pare che l\u2019autore sia stato spinto dagli amici a raggiungerlo per sottrarsi al <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>tab\u00f9 <\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">del fatidico numero nove sinfonico a cui sia Mahler che Bruckner avevano gi\u00e0 soggiaciuto.<\/span><i> <\/i><span style=\"color: #000000;\">I quattro tempi, se pur suggestivamente denominati (<\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>tempesta \u2013 inno \u2013 danza \u2013 sogno), <\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">sono quelli tradizionali che confermano la classica suddivisione sinfonica <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>allegro \u2013 adagio \u2013 scherzo \u2013 finale rond\u00f2<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">. Si dice che Henze si rivolga sempre al teatro, sua passione predominante; se s\u2019intende una costante ricerca della melodia cantabile, l\u2019assunto viene sicuramente confermato. Non altrettanto teatrali e \u201cpiacevoli\u201d ci paiono gli aspri contrasti timbrici e le sospensioni tematiche di cui la partitura \u00e8 abbondantemente farcita. Da ci\u00f2 deriva una certa fatica a superarne, vigilanti, il lunghissimo percorso. Dovessimo trovare una classificazione a questa <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>decima,<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\"> l\u2019accosteremmo a certe elaborate e classicheggianti opere di Hindemith, \u201csporcate\u201d, molto intenzionalmente, dalla strabordante invadenza di urtanti timbri orchestrali. Per tutta la durata della sinfonia, ci \u00e8 balenata nella mente l\u2019immagine dell\u2019Innocenzo X di Velasquez, ripreso, con l\u2019abilit\u00e0 da gran pittore, da Francis Bacon, che poi per\u00f2 la violenta, confondendone la classicit\u00e0, strofinandola con la trementina. La struttura della sinfonia nasce lucida, proporzionata e pulita, quasi di un lustro neoclassico post-moderno. Anacronistica e inaccettabile per i tempi e quindi votata alla dissacrazione ad opera del suo autore a cui, per lo scopo, viene a taglio l\u2019irruzione di percussioni, di ottoni e di tante altre diavolerie presenti nella sua orchestra. Il pubblico non abbondantissimo, in contemporanea in TV c\u2019\u00e8 San Remo, sia per convinzione che per conformismo, ha moderatamente applaudito. Queste serate di <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Nuovamusica <\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">si rivelano pi\u00f9 un dovere da compiere che un piacere da gustare. Alla perizia e alla seriet\u00e0 degli esecutori non corrisponde sempre l\u2019adesione convinta del pubblico. Forse converrebbe uscire dal ghetto delle serate <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>ad hoc,<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\"> e diluire, con maggior frequenza, nei programmi normali di stagione le musiche che vanno dalla seconda met\u00e0 del \u2018900 ai giorni nostri. La conoscenza ne sarebbe promossa e con essa l\u2019apprezzamento. Si uscirebbe inoltre dalle impaginazioni, ormai stucchevoli, che recepiscono solo titoli che, avendo escluso il barocco e messo ai margini il classicismo, stanno nei cento anni a cavallo del XIX e XX secolo.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cA.Toscanini\u201d, Stagione Sinfonica 2022-23 RAI NUOVAMUSICA. 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