{"id":113211,"date":"2023-05-28T22:08:25","date_gmt":"2023-05-28T20:08:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=113211"},"modified":"2023-05-28T22:08:25","modified_gmt":"2023-05-28T20:08:25","slug":"torino-auditorium-rai-kirill-petrenko-per-lultimo-concerto-di-stagione-dellorchestra-rai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-auditorium-rai-kirill-petrenko-per-lultimo-concerto-di-stagione-dellorchestra-rai\/","title":{"rendered":"Torino, Auditorium RAI: Kirill Petrenko per l&#8217;ultimo concerto di stagione dell&#8217;orchestra RAI"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d di Torino.<\/span><\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Stagione Sinfonica 2022-23.<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><b>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\"><br \/>\nDirettore\u00a0<\/span><b><span style=\"color: #000000;\">Kirill Petrenko<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><em><span style=\"color: #000000;\"><span lang=\"en-US\">Alban Berg<\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><span lang=\"en-US\">: Drei Orchesterst\u00fccke op.6;\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"> <em><span style=\"color: #000000;\"><span lang=\"en-US\">Jean Sibelius<\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><span lang=\"en-US\">: &#8220;Lemmink\u00e4inen&#8221; Suite op.22<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Torino 24\/25 maggio 2023<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><b>Kirill Petrenko <\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">si \u00e8 guadagnato una posizione eminente tra i direttori di riferimento dei nostri anni. Sempre a capo di teatri e orchestre prestigiose, passando da Vienna a Magonza, da Monaco a Berlino \u00e8 finalmente approdato sul prestigioso podio dei Berliner Philharmoniker. Le stagioni sinfoniche della RAI lo hanno ospitano, con una certa regolarit\u00e0, a partire da quel maggio del 2001 in cui sconosciuto rimpiazz\u00f2, nella direzione del Rosenkavalier, Giuseppe Sinopoli, da poco deceduto. Allora il successo fu inatteso e clamoroso, con altrettanto calore fu poi accolto nei passaggi successivi con Wagner, \u010caikovskij, Richard Strauss e Mozart. In questa tre giorni del maggio 2023, venerd\u00ec 26 ci sar\u00e0 la terza data a Brescia, per festeggiarne la designazione a capitale della cultura, il cartellone elenca due pezzi di non frequente esecuzione e quindi poco conosciuti dal pubblico. Il sempre problematico <\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Alban Berg dei tre pezzi per orchestra op 6<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\"> e l\u2019enigmatico <\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Sibelius della suite Lemmink\u00e4inen <\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">con le sue gelide lande desolate<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>. <\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">Forse, oltre alla pioggia, sono stati questi titoli difficili e desueti a tener lontani dall\u2019Auditorio molti tra gli abbonati e gli abituali frequentatori dei concerti RAI. La serata di mercoled\u00ec fu particolarmente disertata, forse non pi\u00f9 di un terzo delle poltrone vantavano un occupante; gioved\u00ec \u00e8 andata parzialmente meglio, le presenze sfioravano il cinquanta per cento della capienza. <\/span><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\">Il maestro Petrenko, dei pezzi in locandina, ci ha dato interpretazioni folgoranti che hanno entusiasticamente esaltato i ben noti pregi della splendida <\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>OSN RAI, <\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">mostratasi, ancora una volta, ai vertici delle compagini sinfoniche in attivit\u00e0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-113214\" src=\"https:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kirill-Petrenko-_-OSN_@Piu-Luce-512x342.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kirill-Petrenko-_-OSN_@Piu-Luce-512x342.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kirill-Petrenko-_-OSN_@Piu-Luce-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kirill-Petrenko-_-OSN_@Piu-Luce-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kirill-Petrenko-_-OSN_@Piu-Luce-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kirill-Petrenko-_-OSN_@Piu-Luce-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kirill-Petrenko-_-OSN_@Piu-Luce-10x7.jpg 10w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kirill-Petrenko-_-OSN_@Piu-Luce-432x288.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kirill-Petrenko-_-OSN_@Piu-Luce-396x264.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kirill-Petrenko-_-OSN_@Piu-Luce-1120x747.jpg 1120w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kirill-Petrenko-_-OSN_@Piu-Luce-660x440.jpg 660w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kirill-Petrenko-_-OSN_@Piu-Luce-330x220.jpg 330w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Ambedue le serate sono state aperte dal maestro Ernesto Schiavi, direttore artistico dell\u2019Orchestra, con un commosso omaggio alla Romagna e alle sue popolazioni alluvionate. Il sollecitato e doveroso minuto di silenzio e di meditazione ha coinvolto cos\u00ec tutto il pubblico. Lo stesso Schiavi, in solido col maestro Petrenko e l\u2019Orchestra, ha poi illustrato i punti emblematici del brano di Berg, iniziativa che, vista le difficolt\u00e0 dell\u2019opera, si \u00e8 rilevata quanto mai opportuna. Un nodo ha stretto la gola di Petrenko nel ricordare che il pezzo di Berg \u00e8 del 1914, inizio della \u201cgrande carneficina\u201d. Inevitabile, sempre secondo PetrenKo, l\u2019accostamento a quanto sta ora ancora accadendo entro i confini d\u2019Europa.<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"> <span style=\"color: #000000;\">Sch\u00f6nberg non perdonava ai <\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>tre pezzi per orchestra op.6 <\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">dell\u2019allievo la troppa vicinanza alla musica di Mahler. Berg, per non ferire l\u2019irascibile maestro, tale consonanza non la vantava ma, con convinzione, la praticava. Erano ormai trascorsi dieci anni dalla <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>sesta sinfonia<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\"> di Mahler (1903), a cui i tre pezzi si riportano sovente, e si era inesorabilmente passati dall\u2019autocommiserazione individuale di Gustav al terrore generale per l\u2019approssimarsi del conflitto. Il colpo di martello che chiude il terzo e ultimo movimento, <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Marcia<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">, non fa pensare, come nel modello, ad una possibile battuta di humor nero, ma certifica la definitiva catastrofe collettiva. Berg, mostrando sempre la sua natura compassionevole, immerge il flusso dei tre movimenti dell\u2019opera in un\u2019atmosfera di sgomento e paura condivisa. Non \u00e8 osservatore isolato che annota e descrive, ma sofferente compartecipe del disastro. Solo in un secondo tempo, quando il massacro sar\u00e0 ormai compiuto e ci saranno ovunque solo macerie materiali e morali, tenter\u00e0, adottando la tecnica dodecafonica, di partecipare alla ricostruzione. Nella demiurgica visione di Sch\u00f6nberg, la nuova tecnica dei dodici suoni avrebbe dovuto trasformare radicalmente il linguaggio musicale, rifondando una cultura artistica rigenerata. Quanto fosse avventata questa previsione \u00e8 ormai inesorabilmente chiaro. Anche Petrenko, come Berg, si riferisce, con la sua interpretazione, al mondo delle sinfonie di Mahler. Smussa gli spigoli di una tonalit\u00e0 incerta che rifiuta un centro di gravit\u00e0 rassicurante. Unisce e confonde le varie linee orizzontali valorizzando, per quanto possibile, le \u201ccavate\u201d orchestrali e gli sprazzi di celata cantabilit\u00e0. Il risultato, meno contundente dell\u2019abituale, \u00e8 sicura testimonianza della compassione che autore e interprete sottendono all\u2019opera. Non si scorgono n\u00e9 eroismo n\u00e9 redenzione finale, l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 inesorabilmente soccombente. C\u2019\u00e8 poco da festeggiare alla fine, rimane da ammirare con gratitudine l\u2019eccellenza della proposta esecutiva. Irritano, in questi casi, gli applausi frettolosamente lanciati sull\u2019ultimo accordo quando invece ci si mostrerebbe, ben pi\u00f9 consapevoli e grati agli esecutori, mantenendo il silenzio per alcuni secondi. <\/span><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\">Con la sua lunga Suite Lemmink\u00e4inen, Sibelius, negli ultimi anni dell\u2019Ottocento, ci delizia con abbondante splendore timbrico e coloristico. Gli icastici temi cantabili si mostrano sempre melodicamente piacevoli ma le loro ripetute riprese, pur galleggianti su un sottofondo orchestrale ammaliante, possono portarci allo sfinimento. <\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>l\u2019OSN RAI<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\"> e <\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Petrenko<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\"> suscitano dal vento che accompagna e avvolge la seconda sezione della suite e dalla brezza che timidamente increspa le acque su cui scivola il canto del cigno di Tuonela, un fascino e una bellezza sonora non pi\u00f9 dimenticabili. Il Corno Inglese, di <\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Teresa Vicentini, <\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">che a tale canto d\u00e0 anima, completa magnificamente l\u2019ammaliante quadro. Colpisce dell\u2019orchestra la continua mobilit\u00e0 dinamica: onde sonore dominate e curate allo spasimo dall\u2019instancabile sensibilit\u00e0 del braccio sinistro del direttore. Petrenko crea un\u2019intima amalgama tra le sezioni orchestrali che concordemente costruiscono l\u2019affascinante paesaggio sonoro. Gli archi paiono un\u2019unica sezione tanto son compenetrati tra di loro e gli strumentini vi si uniscono con assoluta naturalezza. Impegno principale degli ottoni e delle percussioni pare essere quello di dare un suono ben timbrato pur rimanendo rispettosamente \u201coccultati\u201d nel corpo orchestrale. Le individualit\u00e0 soffrono a vantaggio di una strepitosa resa del \u201ctutti\u201d. Non si ricorda di aver mai udito un suono di tal fascino da parte dell\u2019OSN RAI. Il successo convinto si trasformerebbe in trionfo se le fila del pubblico fossero folte a dovere, come la circostanza avrebbe meritato. Gli orchestrali, nel corso dei ripetuti applausi finali, plaudenti si uniscono al pubblico nel congratularsi e ringraziare un Petrenko assai commosso.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d di Torino.Stagione Sinfonica 2022-23. 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