{"id":114533,"date":"2023-07-15T10:54:22","date_gmt":"2023-07-15T08:54:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gbopera.it\/?p=114533"},"modified":"2023-07-15T09:14:56","modified_gmt":"2023-07-15T07:14:56","slug":"torino-corte-donore-palazzo-reale-riccardo-bisatti-dirige-mozart","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-corte-donore-palazzo-reale-riccardo-bisatti-dirige-mozart\/","title":{"rendered":"Torino, Corte d&#8217;onore Palazzo Reale: Riccardo Bisatti dirige Mozart"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Corte d\u2019Onore Palazzo Reale, Torino. Rassegna, &#8220;<\/span><\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Passaggi D\u2019Estate 2023&#8243;<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><b>Orchestra Teatro Regio di Torino<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\"><br \/>\nDirettore\u00a0<\/span><b><span style=\"color: #000000;\">Riccardo Bisatti<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Wolfgang Amadeus Mozart<\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\">: Ouverture da \u201cCos\u00ec fan tutte\u201d K588;\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Divertimento n.11 in Re Maggiore K251; <\/span><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Sinfonia n.35 in Re Maggiore \u201cHaffner\u201d K385<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Torino, 11 luglio 2023<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Il Teatro Regio di Torino ha trasformato, per non oscuri motivi, la tradizionale mini-stagione operistica estiva in una serie di 6 concerti.<\/strong> La localizzazione \u00e8 variata passando dal pavimentato immenso cortile dell\u2019Arsenale, all\u2019acciottolato e squadrato Cortile d\u2019Onore di Palazzo Reale. Con la colonnina di mercurio oltre i 30\u00b0, l\u2019ambientazione, grazie alle tre aperture dei passaggi carrozza che garantiscono una buona ventilazione, risulta assai confortevole. I moscerini e le zanzarette svolazzanti dagli adiacenti Giardini Reali confermano di stare in piena natura con i relativi fastidiosi inconvenienti.<strong> Sempre per i citati \u201cnon oscuri motivi\u201d, l\u2019allestimento del palco \u00e8 tirato all\u2019osso: una plancia soprelevata, un fondale di tela nera con impressi, in bianco, loghi e motti, quattro tralicci che reggono le traversine con proiettori alogeni.<\/strong> Al pubblico sono destinate vetuste sedie stampate, dubbiosamente bianche e dallo schienale che all\u2019appoggiarsi pare cedere pericolosamente. La serie di 6 concerti, suddivisi in 3 vocali e 3 orchestrali, conta sulle forze stabili del teatro e non ci sono partecipazioni di artisti invitati. Quelli sinfonici trovano sul palco l\u2019Orchestra del Teatro con la guida del giovanissimo e formidabile novarese <strong>Riccardo Bisatti,<\/strong> membro del Regio Ensemble, gruppo in residence del Teatro. Il concerto dell\u201911 luglio \u00e8 un \u201ctutto Mozart\u201d, nei 2 che seguiranno al salisburghese saranno associati Schubert, Haydn e Beethoven. Un panorama, se pur ristretto, del classicismo viennese, ormai di raro ascolto nei nostri auditori costretti al gigantismo del tardo romanticismo e del primo \u2018900. Riccardo Bisatti ha fatto emergere perentoriamente, fin dall\u2019attacco del <\/span><span style=\"color: #000000;\">Cos\u00ec fan tutte<\/span><span style=\"color: #000000;\">, una visione dell\u2019opera mozartiana consistente nella messa a fuoco della rigorosa struttura razionale, screziandola all\u2019inverosimile, ben aldil\u00e0 delle rade indicazioni della partitura, di colori e sfumature. Colpisce come, nello scatenamento ritmico degli archi acuti del <\/span><span style=\"color: #000000;\">presto<\/span><span style=\"color: #000000;\"> dell<strong>\u2019<\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #000000;\">Ouverture da <em>Cos\u00ec fan tutte<\/em>,<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> emerga, da quattro battute a note lunghe delle viole, una mai udita tenerezza infinita.<strong> Il <\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #000000;\">Divertimento K251 <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">non \u00e8 certamente un pezzo di frequente ascolto, dopo l\u2019illuminante esito a cui lo porta Bisatti, viene spontaneo chiedersi la ragione di questa trascuratezza. Razionalit\u00e0, struttura e sensibilit\u00e0 ai colori sono i fili conduttori che lasciano ai margini i vezzi e i fronzoli del rococ\u00f2. Il secondo Minuetto con le 3 variazioni che soppiantano il <\/span><span style=\"color: #000000;\">trio <\/span><span style=\"color: #000000;\">di tradizione e il <\/span><span style=\"color: #000000;\">Rondeau, <\/span><span style=\"color: #000000;\">dalla solidissima struttura, attestano quanto sia stato l\u2019impegno e il genio di Mozart nel ricreare una forma che non fosse solo divertimento salottiero. La <\/span><span style=\"color: #000000;\"><em>Marcia alla Francese<\/em> <\/span><span style=\"color: #000000;\">del finale, ha le fattezze che gli autori francesi dedicavano all\u2019ingresso del Re Sole nei saloni e nei giardini di Versailles, qui vorremmo indicasse l\u2019autocelebrazione di un Mozart ventenne e forse anche di un Bisatti, quasi coetaneo, che entrano da sovrani nel mondo musicale. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-114537\" src=\"https:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/358114536_651393643681903_8731454480333809907_n-512x341.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/358114536_651393643681903_8731454480333809907_n-512x341.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/358114536_651393643681903_8731454480333809907_n-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/358114536_651393643681903_8731454480333809907_n-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/358114536_651393643681903_8731454480333809907_n-10x7.jpg 10w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/358114536_651393643681903_8731454480333809907_n-432x288.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/358114536_651393643681903_8731454480333809907_n-396x264.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/358114536_651393643681903_8731454480333809907_n-660x439.jpg 660w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/358114536_651393643681903_8731454480333809907_n-330x220.jpg 330w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/358114536_651393643681903_8731454480333809907_n.jpg 853w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/>La coerenza del direttore si conferma con <strong>una <\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong>Haffner<\/strong> <\/span><span style=\"color: #000000;\">perfettamente in linea con gli antecedenti. Son passati sei anni dal <\/span><span style=\"color: #000000;\">Divertimento<\/span><span style=\"color: #000000;\"> e qui l\u2019autore, pi\u00f9 maturo, \u00e8 maggiormente disponibile ai moti del cuore, Bisatti, senza remore, l\u2019asseconda con gran classe e fantasia. Nella sinfonia, legni e corni hanno un peso decisivo, purtroppo il loro posizionamento sul palco e la sordit\u00e0 del luogo hanno su di essi l\u2019effetto nefasto di renderli muti. I non oscuri motivi che hanno condizionato questa manifestazione avrebbero richiesto comunque una maggior attenzione a non penalizzarne troppo gli esiti. Sopraelevare le ultime file di esecutori, porre una parete riflettente sul fondo, forse avrebbero contribuito a minimizzare l\u2019inconveniente.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>L\u2019Orchestra del Teatro Regio, alle prese con capolavori assoluti, pur in ambientazione non del tutto favorevole, si \u00e8 mostrata degnamente all\u2019altezza della situazione.<\/strong> Gli archi omogenei e compatti hanno validamente garantito la struttura portante dei lavori. I fiati, vista la collocazione, hanno comunque assicurato, in carenza del protagonismo auspicato, il clima sonoro indispensabile a sostenere le opere. Il pubblico \u00e8 accorso in massa ed \u00e8 stato \u201cun tutto esaurito\u201d. Grande entusiasmo e applausi ci sono stati non solo al termine delle composizioni ma anche nel corso dell\u2019esecuzione, tra un movimento e l\u2019altro. Turisti in cerca di refrigerio che approfittano, forse per la prima volta, di un\u2019offerta di buona musica. Gli esiti artistici la frequenza e la soddisfazione del pubblico fanno dei <\/span><span style=\"color: #000000;\">Passaggi d\u2019estate del Regio 2023 , <\/span><span style=\"color: #000000;\">a dispetto degli inconvenienti, un\u2019 operazione felicemente positiva e riuscita. <\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corte d\u2019Onore Palazzo Reale, Torino. 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