{"id":11633,"date":"2010-11-16T10:20:09","date_gmt":"2010-11-16T08:20:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=11633"},"modified":"2016-11-28T03:54:27","modified_gmt":"2016-11-28T02:54:27","slug":"out-of-context-for-pina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/out-of-context-for-pina\/","title":{"rendered":"Ferrara, Teatro Comunale: &#8220;Out of Context for Pina&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ferrara, Teatro Comunale, Ferrara Danza &#8217;10\/&#8217;11<\/em><br \/>\n<strong> Alain Platel Les Ballets C De la B<\/strong> \/ <strong>Belgio<\/strong> <strong><em><br \/>\n&#8220;<\/em>OUT OF CONTEXT FOR PINA<\/strong><strong>&#8220;<\/strong><br \/>\n<em>Concezione coreografica e regia<\/em> <strong>Alain Platel <\/strong><br \/>\n<em>Danzato e creato da<\/em> Elie Tass, Emile Josse, Hyo Seung Ye, Kaori Ito, Mathieu Desseigne Ravel,M\u00e9lanie Lomoff, Romeu Runa, Rosalba Torres Guerrero, Ross McCormack<br \/>\nDrammaturgia <strong>Hildegard De Vuyst<\/strong><br \/>\n<em>Assistente alla regia<\/em> <strong>Sara Vanderieck<\/strong><br \/>\n<em>Luci<\/em> <strong>Carlo Bourguignon<\/strong><br \/>\n<em>Suono e musica elettronica <\/em><strong>Sam Serruys<\/strong><br \/>\n<em>Costumi <\/em><strong>Dorine De Muynck <\/strong><br \/>\n<em>Produzione<\/em> <strong>les ballets C de la B<\/strong><br \/>\n<em>In coproduzione con<\/em><br \/>\nTh\u00e9\u00e2tre de la Ville (Parigi); Le Grand Th\u00e9\u00e2tre de Luxembourg, TorinoDanza, Sadler&#8217;s Wells (Londra), Stadsschouwburg Groningen, Tanzkongress 2009\/ Kulturstiftung des Bundes, Kaaitheater (Bruxelles), Wiener Festwochen<br \/>\n<em>Ferrara, 13 novembre 2010 <\/em><br \/>\n<strong>\u201c<em>Out for Context for Pina<\/em>\u201d di Alain Platel vive grazie ad un inizio, e ad un finale<\/strong>, strepitosi. In mezzo, purtroppo, c&#8217;\u00e8 poco. All&#8217;apertura del sipario, la scena \u00e8 vuota: luci banali, nessuna scenografia, se non fosse per la presenza di due aste reggi microfono e una pila di coperte color salmone. Per un tempo abbastanza lungo, per iniziare a chiedersi se l&#8217;apertura di sipario non \u00e8 avvenuta per errore, nulla accade: poi, uno ad uno, dalla platea i danzatori fino a quel punto mimetizzati tra il pubblico, salgono in palco, si spogliano, restando in mutande e reggiseno, per coprirsi subito dopo con le coperte e posizionarsi in ordine sparso sul palco.<br \/>\n<strong>Segue un momento di studio, di conoscenza, tra animali bipedi scalcianti.<\/strong> Qualche momento di danza gestuale mostra la qualit\u00e0 e l&#8217;afflato di questa compagnia: splendidi danzatori, capaci di danzare il poco o il nulla di un canovaccio inconsistente&#8230;senza la loro altissima qualit\u00e0 tecnica e artistica, come qualche spettatore ha fatto, ci saremmo alzati e avremmo abbandonato la platea.<br \/>\nCi risvegliamo dopo la prima mezz&#8217;ora di spettacolo, grazie al passaggio della vita, di quella vera: due mamme attraversano la scena accompagnate da due bimbetti, belli, veri e commoventi&#8230;.finalmente un&#8217;emozione! Il pubblico si scioglie quando uno dei due chiama \u201cPap\u00e0\u201d e si dirige incuriosito e speranzoso verso un danzatore che continua ad eseguire la propria sequenza coreografica: evidentemente \u00e8 il vero pap\u00e0 del bambino&#8230;la mamma interviene per distrarlo, portandolo fuori dalla scena, mentre il padre continua la sua danza.<br \/>\n<strong>A seguire c&#8217;\u00e8 la parte pi\u00f9 divertente, anche se piuttosto prevedibile<\/strong>, del motteggiamento del nostro passato: come se non ci fosse da ridere anche del nostro presente&#8230;tic e manie dei ruggenti anni &#8217;80&#8230;danze e mossette che vanno dalle citazione de \u201cLa febbre del sabato sera\u201d all&#8217;aerobica, dal bomp a \u201cFlashdance\u201d. Carino, ironico, buffo. Gi\u00e0 visto, per\u00f2. E parecchie volte.<br \/>\nHildegard De Vuyst, drammaturga dello spettacolo, dice che la coreografia va alla ricerca di un linguaggio legato all&#8217;inconscio, all&#8217;incontrollato, alla distonia&#8230;insomma, concetti alti, molte parole, forse un ottimo progetto alle spalle dello spettacolo che la scena per\u00f2 riduce, appiattisce, banalizza. O forse rivela incoerente.<br \/>\n<strong>Leggendo sul programma di sala, la recensione dello spettacolo ad opera di Rossella Battisti,<\/strong> si ha l&#8217;impressione che sia stata presentata una versione molto rimaneggiata, monca, ridotta.<br \/>\nSe a Parigi un danzatore di Pina Bausch interviene a ricreare certe atmosfere, se a Roma uno spettatore resta con il braccio alzato fino alla fine dello spettacolo nella speranza di essere invitato a danzare sul palco, a Ferrara non si crea nessuna magia, nessuna sorpresa, nessun rito. Era solo una serata sbagliata? E Pina Bausch, in tutto questo, dov&#8217;era?<br \/>\nNel finale i danzatori si rivestono e riscendono in platea accompagnati da un lungo applauso che corona e sottolinea la loro bravura, la loro generosit\u00e0. <em>Foto Marco Caselli Nirmal<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ferrara, Teatro Comunale, Ferrara Danza &#8217;10\/&#8217;11 Alain Platel Les Ballets C De la B \/ Belgio &#8220;OUT OF [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":11632,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[862,14677,710,861,1588],"class_list":["post-11633","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-alain-platel","tag-danza","tag-ferrara-danza-2010","tag-les-ballets-c-de-la-b-belgio","tag-teatro-comunale-di-ferrara"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11633","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11633"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11633\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87020,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11633\/revisions\/87020"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11632"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11633"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11633"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11633"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}