{"id":11855,"date":"2010-11-24T10:27:30","date_gmt":"2010-11-24T08:27:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=11855"},"modified":"2016-12-16T21:48:45","modified_gmt":"2016-12-16T20:48:46","slug":"new-york-metropolitan-operacarmen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/new-york-metropolitan-operacarmen\/","title":{"rendered":"New York, Metropolitan Opera:&#8221;Carmen&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>New York, Metropolitan Opera, Stagione lirica 2010-011<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;CARMEN&#8221;<br \/>\n<\/strong>Op\u00e9ra-Comique in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Hal\u00e9vy, dalla novella omonima di Prosper M\u00e9rim\u00e9e<br \/>\nMusica di <strong>Georges Bizet<br \/>\n<\/strong><em>Carmen <\/em>ELINA GARANCA<br \/>\n<em>Micaela <\/em>NICOLE CABELL<br \/>\n<em>Don Jos\u00e9 <\/em>BRANDON JOVANOVICH<br \/>\n<em>Escamillo <\/em>JOHN RELYEA<br \/>\n<em>Frasquita <\/em>JOYCE EL-KHOURY<br \/>\n<em>Merc\u00e9d\u00e8s <\/em>EVE GIGLIOTTI<br \/>\n<em>Le Remendado <\/em>SCOTT SCULLY<br \/>\n<em>Le Dancaire <\/em>MALCOM McKENZIE<br \/>\n<em>Moral\u00e8se <\/em>MICHAEL\u00a0 TODD SIMPSON<br \/>\n<em>Zuniga <\/em>KEITH MILLER<br \/>\n<em>Ballerini solisti <\/em>MARIE KOWROSKI, MARTIN HARVEY<br \/>\nVoci bianch, Coro e Orchetra del Metropolitan Opera di New York<br \/>\n<em>Direttore <\/em><strong>Edward Gardner<\/strong><br \/>\n<em>Regia <\/em><strong>Richard Eyre<\/strong><br \/>\n<em>Scene e Costumi <\/em><strong>Rob Howell<br \/>\n<\/strong><em>Luci<\/em> <strong>Peter Mumford<\/strong><br \/>\n<em>Coreografia <\/em><strong>Christopher Wheeldon<br \/>\n<\/strong><em>New York, 16 novembre 2010<br \/>\n<\/em>La riproposta del Met della sua produzione del 2009 di\u00a0<em>Carmen<\/em>, diretta da Richard Eyre, aggiorna la storia trasportandola dal 1830 di Prosper M\u00e9rim\u00e9e ai tempi della Guerra Civile spagnola. Questo concept non \u00e8 nuovo: Frank Corsaro lo impose alla produzione low-budget del 1984 del New York City, che fu ripresa diverse volte. Ho assistito a tale produzione verso la fine degli anni 90 e uno spiacevole paragone \u00e8 inevitabile: si ha l\u2019impressione che gli aggiornamenti siano una trovata solo per risparmiare denaro, utilizzando costumi e scenografie scialbe, laddove invece ci sarebbe da allestire un ricco spettacolo visuale. Il pubblico \u201cascolta con gli occhi&#8221; oltre che con le orecchie, come si suol dire, e in questo caso l\u2019elemento visivo cala una cappa sull\u2019intera opera, con alcune eccezioni che verrano fatte presenti di seguito.<br \/>\nUn&#8217;eccezione alla monotonia cromatica di questa produzione \u00e8 stata l\u2019impressionante squarcio rosso sangue che screziava dall\u2019alto in basso il sipario antincendio che si notava entrando nella platea e che crea un\u2019ammirevole simmetria con l\u2019abito in cui Carmen va incontro al suo destino alla fine dell\u2019opera: un vestito\u00a0 di pizzo nero (<em>trajes de faraleas<\/em>) con un\u2019identica screziatura rossa sul davanti, quasi simile ad un fulmine.<br \/>\nPer l\u2019ascoltatore, la performance \u00e8 risultata vanificata sul nascere dai tempi troppo veloci scelti dal direttore d\u2019orchestra, <strong>Edward Gardner<\/strong>, qui al suo debutto al Met. L\u2019overture \u00e8 stata talmente spinta all\u2019estremo che solo la meravigliosa orchestra del Met poteva tenere il passo. Il risultato \u00e8 stata una deprimente mancanza di energia ritmica, assenza di fraseggio, perdita di chiarezza della strumentazione e un insieme discontinuo. Ci\u00f2 \u00e8 stato tanto pi\u00f9 evidente nel terzo atto, e il fallimento del coordinamento ha quasi sconfinato nel disastro completo. Forse \u00e8 stato detto a Gardner dal management di\u00a0 guardare l\u2019orologio, dato che lo &#8220;straordinario&#8221; parte dalla mezzanotte. Stando relativamente vicino al palco, non\u00a0 si riusciva a scorgere un suggeritore, e senza di esso, e nonostante i monitor, il cast ha fatto sfoggio di una capacit\u00e0 quasi telepatica, si potrebbe dire, per poter mantenere un minimo di coordinamento con la buca.\u00a0 E&#8217; da credere\u00a0 che questa sia una delle maledizioni dei nostri tempi, la confusione fra energia e velocit\u00e0.<br \/>\nL\u2019ammirevole coro del Met \u00e8 sembrato sottotono in questa esibizione, fatta eccezione per alcuni passaggi lirici cantati con grande bellezza ed equilibrio. Il coro dei bambini \u00e8 stato brillantemente energico e potente. C&#8217;\u00e8 spesso da meravigliarsi della capacit\u00e0 della voce di un bambino di impartire lezioni a cantanti adulti e maestri di canto in un teatro delle dimensioni del Met.<br \/>\nAnche in questo caso si \u00e8 registrata la presenza dell\u2019onnipresente piattaforma girevole del Met; c\u2019erano rulli rotanti verticali che servivano, nelle loro varie mutazioni, a creare una manifattura di sigarette, una taverna, un accampamento gitano e un\u2019arena. Le luci di <strong>Peter Mumfor<\/strong>d hanno calato il palco in una velata foschia per tutta la serata. Il sole spagnolo, penetrante e brillante, era del tutto assente, anche nell\u2019atto finale, eccetto quando Jos\u00e9 uccide Carmen, quando il cielo per un momento si tinge di rosso sangue.<br \/>\nIl mezzosoprano lettone <strong>Elina Garan\u010da <\/strong>possiede una voce di grande bellezza, sostenuta da una tecnica sicura e da acuti potenti. E\u2019 anche benedetta da una presenza fisica molto attraente e dall\u2019abilit\u00e0 di muoversi bene sul palco. Tuttavia fa desiderare allo spettatore una dose maggiore di rischio e di sostanza. La sue performance sminuisce la sessualit\u00e0 bramosa di Carmen sostituendo una vocalit\u00e0 forgiata elegantemente alla potenza drammatica. Sembrava che o non avesse o non volesse attingere al registro di petto quando la musica e il dramma lo richiedono. Questa \u00e8 una grande sfida per una brava cantante: come oltrepassare i confini della tecnica senza rischiare la salute della voce.\u00a0 Sar\u00e0 sicuramente\u00a0 ascoltare questa cantante in altri repertori quali Mozart, Strauss o Mahler, in cui il suo freddo temperamento baltico e il suo dono vocale sarebbero meglio utilizzati.<br \/>\nIl Don Jos\u00e9 del tenore<strong> Brandon Jovanovich <\/strong>\u00e8 stato vocalmente gratificante e visivamente appagante. Possiede una voce sufficientemente &#8220;tagliente&#8221; (com\u2019era solito dire Colin Davis) con cui riempie il grande auditorio del Met e finisce la sua Romanza del Fiore con un bel Si bemolle\u00a0 in emissione mista, petto-testa. Ha superato un\u2019iniziale impressione di rigidit\u00e0 fisica e disagio e ha costruito la sua performance fino a raggiungere un fine effetto drammatico nell\u2019ultimo atto. Per trovare un difetto, non \u00e8 stato ben assistito dal costumista alla fine dell\u2019opera, quando appare in un costume che sembra il saio di un frate con una grossa croce che ciondola sul petto \u2013 un\u2019interpretazione troppo letterale del verso che canta a Carmen: &#8220;<em>laisse moi te sauver.<\/em>\u201d Quello che \u00e8 un bell\u2019esempio di messinscena, quando Jos\u00e9 sbatte Carmen contro un muro, stordendola mentre la implora di non abbandonarlo, \u00e8 stato rovinato da un pezzo di scenografia non propriamente supportato che ha traballato comicamente a seguito dell\u2019impatto.<br \/>\nQuanto al resto del cast, l\u2019Escamillo di <strong>John Relyea <\/strong>\u00e8 stato\u00a0 una delusione sotto tutti i punti di vista, eccetto uno, la sua presenza fisica. Ho molto ammirato questo cantante in altri ruoli, specie nel Faust de <em>La Dannazione di Faust<\/em> di Berlioz. In questo caso, tuttavia, il suo ampio registro da basso-baritono \u00e8 stato ostacolato da una emissione ingolata e da acuti deboli. <strong>Nicole Cabell <\/strong>nel ruolo di Mica\u00ebla, bench\u00e9 dotata di una voce gradevole, \u00e8 sembrata sottotono nell\u2019auditorio del Met, nonostante abbia interpretato il ruolo con sincerit\u00e0. A rischio di ripetersi, bisogna di nuovo biasimare il direttore d\u2019orchestra che ha costretto la Cabell in una morsa ritmica proprio nella sua aria pi\u00f9 rappresentativa, &#8220;<em>Je dis que rien ne m&#8217;\u00e9pouvante.<\/em>&#8221; Il suo ritmo dittatoriale e metronomico ha impedito alla cantante di impiegare al meglio la propria emissione. Saggiamente, lei ha emesso un Re acuto centrato e frontale, strappando metaforicamente di mano la bacchetta da Gardner e regalandosi una possibilit\u00e0 di emergere e impressionare il pubblico. <strong>Michael Todd Simpson<\/strong> nel ruolo di Moral\u00e8s e <strong>Keith Miller<\/strong> nel ruolo di Zuniga sono stati efficaci. <strong>Joyce El-Khoury<\/strong> (al suo debutto al Met) nel ruolo di\u00a0 Frasquita, <strong>Eve Gigliotti<\/strong> in quello di Merc\u00e9d\u00e8s e la loro schiera di gitani non riescono ad essere vocalmente all\u2019altezza a causa dei tempi rapidissimi imposti da Gardner, bench\u00e9 abbiano adempiuto ai loro doveri coreografici e drammatici con maestria. Una menzione speciale va alla danza bella ed espressiva di\u00a0 <strong>Maria Kowroski<\/strong> e <strong>Martin Harvey<\/strong>, e alla bella esecuzione dell\u2019Entr&#8217;acte del terzo atto da parte dei maestri dell\u2019orchestra del Met.<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>New York, Metropolitan Opera, Stagione lirica 2010-011 &#8220;CARMEN&#8221; Op\u00e9ra-Comique in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":41,"featured_media":11962,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[752,895,133,898,166,896,811,897,145,899],"class_list":["post-11855","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-bizet","tag-brandon-jovanovich","tag-carmen","tag-edward-gardner","tag-elina-garanca","tag-john-relyea","tag-metropolitan-di-new-york","tag-nicole-cabell","tag-opera-lirica","tag-richard-eyre"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11855","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/41"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11855"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11855\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87864,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11855\/revisions\/87864"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11962"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}