{"id":11973,"date":"2010-12-01T23:22:03","date_gmt":"2010-12-01T21:22:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=11973"},"modified":"2016-12-16T22:02:16","modified_gmt":"2016-12-16T21:02:16","slug":"new-york-metropolitan-operadon-carlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/new-york-metropolitan-operadon-carlo\/","title":{"rendered":"New York, Metropolitan Opera:&#8221;Don Carlo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>New York, Metropolitan Opera, Stagione Lirica, 2010 \/ 2011<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;DON CARLO&#8221;<br \/>\n<\/strong>Grand-op\u00e9ra in cinque atti su libretto di Francois-Joseph M\u00e9ery e Camille Du Locle, dal poema drammatico <em>Don Carlos, Infant von Spanien <\/em>di Friedrich Schiller. Versione in cinque atti su libretto italiano.<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<br \/>\n<\/strong><em>Elisabetta di Valois <\/em>MARINA POPLAVSKAYA<br \/>\n<em>Don Carlo <\/em>ROBERTO ALAGNA<br \/>\n<em>Filippo II <\/em>FERRUCCIO FURLANETTO<br \/>\n<em>Rodrigo, Marchese di Posa <\/em>SIMON KEENLYSIDE<em><br \/>\nLa principessa Eboli <\/em>ANNA SMIRNOVA<br \/>\n<em>Il grande Inquisitore <\/em>ERIC HALFVARSON<br \/>\n<em>Tebaldo <\/em>LAYLA CLAIRE<br \/>\n<em>Un frate <\/em>ALEXEI TANOTVISKY<br \/>\n<em>Conte di Lerma <\/em>EDUARDO VALDES<br \/>\n<em>Deputati fiamminghi <\/em>DONOVAN SINGLETARY, KEITH HARRIS<br \/>\nCHRISTOPHER SCHALDENBRAND. JOSHUA BENAIM<br \/>\nTYLER SIMPSON, ERIC JORDAN<br \/>\n<em>Voce dal cielo <\/em>JENNIFER CHECK<br \/>\nCoro e Orchestra del Metropolitan<br \/>\n<em>Direttore <\/em><strong>Yannick N\u00e9zet-S\u00e9guin <\/strong><br \/>\n<em>Regia<\/em> <strong>Nicholas Hytner <\/strong><br \/>\n<em>Scene e Costumi<\/em> <strong>Bob Crowley<\/strong><br \/>\n<em>Luci <\/em><strong> Mark Henderson <\/strong><br \/>\nCoproduzione, Metropolitan Opera, Royal Opera House, Covent Garden,<br \/>\ne\u00a0 Norwegian National Opera &amp; Ballet<br \/>\n<em>New York, 23 novembre 2o1o<\/em><br \/>\nMolto raramente un\u2019opera che ha inizio alle 19 e sulla quale il sipario cala a mezzanotte, di luned\u00ec, riesce a catturare un auditorio in un rapito silenzio. \u00c8 un piacere poter riferire che la serata sia andata per il meglio &#8211; regia ineccepibile, un set di grande effetto e, soprattutto, un cast molto forte guidato da un direttore d\u2019orchestra che sapeva cosa voleva dalla partitura e che ha saputo infondere maestria, fidando nelle proprie capacit\u00e0 con rispetto per il difficile compito dei solisti.<br \/>\nCi vorrebbe un bisbetico tipo Beckmesser di Wagner per cercare il pelo nell\u2019uovo di questa performance, la premi\u00e8re stagionale del <em>Don Carlo<\/em> al Met, che \u00e8 stata presentata nella versione italiana in cinque atti e non nella versione originale in francese.<br \/>\n<strong>Le scene e i costumi erano assolutamente impressionanti e d\u2019effetto,<\/strong> cos\u00ec come il monastero di St. Just, con la sua catacomba sotterranea contenente il sarcofago di Carlo V, e il quadro mozzafiato dell\u2019autodaf\u00e9 del III atto con la cattedrale di Valladolid placcata d\u2019oro, il cielo rosso sangue e un enorme ritratto di Cristo tormentato piazzato sulla sinistra che domina il palco, che alla fine dell\u2019Atto tende a trasparire, mostrando i resti di eretici bruciati al rogo. Tutto l\u2019orrore dell\u2019Inquisizione Spagnola si \u00e8 palesato in quel frangente. La tortura e la morte al rogo erano suggerite e non letteralmente imposte al pubblico, aumentando il senso di terrore e di mania che era sotteso all\u2019Inquisizione.<br \/>\nLa performance di <strong>Roberto Alagna<\/strong> nel ruolo del protagonista, dopo un\u2019iniziale idea di aridit\u00e0 e forzatura nella sua sola aria &#8220;Io la Vidi,&#8221; \u00e8 stata impressionante e commovente. Questo ruolo \u00e8 ingrato e nella maggior parte delle esecuzioni \u00e8 appena memorabile se il tenore non riesce ad esserne all\u2019altezza. Don Carlo ha solo una vera aria e il ruolo \u00e8 estremamente lungo e gravoso. Col procedere della serata, Alagna \u00e8 diventato pi\u00f9 convincente, con acuti potenti ed espressione profondamente calata nel ruolo.<br \/>\nPer chi scrive, il punto pi\u00f9 alto dello spettacolo dal punto di vista musicale e drammatico \u00e8 stata l\u2019esecuzione di <strong>Ferruccio Furlanetto<\/strong> della grande aria del Re &#8220;<em>Ella Giammai M&#8217;am\u00f2&#8221;<\/em>. Ci vorrebbe un\u2019intera recensione dedicata ad esplorare nel dettaglio la sonorit\u00e0 e la variet\u00e0 di colore vocale ed espressivo che Furlanetto \u00e8 stato capace di infondere a quest\u2019aria, forse la pi\u00f9 grande aria per basso mai scritta da Verdi. La frase iniziale &#8220;<em>Amor per me non ha<\/em>,&#8221; grandemente temuto dai bassi, viene ripetuta due volte. Nella prima di queste due ripetizioni, questo grande arista \u00e8 riuscito a ridimensionare la sua gran voce smorzando, ma risultando comunque risonante. Non ha lasciato che il direttore d\u2019orchestra lo affrettasse, prendendosi tutto il tempo che gli necessitava per respirare a dovere e prepararsi per ogni frase sempre pi\u00f9 impegnativa, senza minimamente sminuire il sempre pi\u00f9 intenso dramma della scena. Nella ripresa della difficile frase in questione, ha aperto con\u00a0 un suono intenso ed avvolgente, coinvolgente nella sua intensit\u00e0 emotiva, perch\u00e8 in quanto il Re, pur possedendo tutta la potenza politica del mondo, piange la mancanza d\u2019amore da parte della moglie e la sua solitudine.<br \/>\nMarilyn Horne, una grande Eboli dei suoi tempi, descrive correttamente questo ruolo come una parte che necessiterebbe di tre cantanti; una d\u2019agilit\u00e0 nell\u2019aria del Velo, una per Eboli fidanzata, rifiutata da Carlo nella loro prima scena dell\u2019atto terzo, e una che possa strabiliare nello slancio dell\u2019assolo &#8220;O Don Fatale.&#8221; Il mezzosoprano <strong>Anna Smirnova<\/strong> si \u00e8 rivelata realmente adatta solo a quest\u2019ultima sfida: la sua aria del Velo era stentata e mancava di delicatezza. Tuttavia, la sua vocalit\u00e0 scura e potente e il suo meraviglioso Si acuto nella sua aria del terzo atto erano\u00a0 mozzafiato. L\u2019Elisabetta di <strong>Marina Poplavskaya<\/strong> \u00e8 stata cantata con grande bellezza e un sublime fil di voce. Sfortunatamente, dopo le innumerevoli sfide di questa lunga serata, la sua aria finale &#8220;<em>Tu Che la Vanit\u00e0&#8221;<\/em> \u00e8 risultata stentata, con un settore acuto forzato e un impatto emotivo limitato. <strong>Simon Keenlyside<\/strong>, che l\u2019anno scorso interpret\u00f2 un ammirevole Amleto nell\u2019opera di Ambrose Thomas al Met, \u00e8 stato una buona presenza drammatica, ma \u00e8 sembrato un po\u2019 inconsapevole della sua profondit\u00e0 vocale. Era spesso sopraffatto dall\u2019orchestra e la sua aria &#8220;Per me Giunto,&#8221; in cui dedica la sua vita a salvare l\u2019assillato Flanders e dichiara la sua lealt\u00e0 e il suo legame d\u2019affetto a Carlo, \u00e8 risultata debole.<br \/>\nIl grande veterano del palcoscenico, <strong>Eric Halfvarson<\/strong>, un memorabile Hagen in G\u00f6tterd\u00e4mmerung, ha reso l\u2019essenza dell\u2019anziano, cieco e tuttavia ancora molto potente e minaccioso Grande Inquisitore in maniera impressionante. A questo punto della sua lunga carriera, la voce di Halfvarson tende ad aprirsi e a tremare nei momenti cruciali, per quanto la sua performance e la sua presenza siano state efficaci e spaventose. Il suo abito cardinalizio rosso, l\u2019unica nota di colore nel buio della camera di Filippo, era un memento sanguigno della sua caccia fanatica agli eretici e l\u2019orrore del fuoco del rogo a cui erano condannate le sue vittime. Nel grande e aggressivo duetto tra il Re e l\u2019Inquisitore, si \u00e8 avuta l\u2019impressione che non sia stata data la possibilit\u00e0 al fraseggio di risuonare, ma piuttosto che le parole siano state precipitosamente amalgamate insieme dal direttore, che ha in qualche modo sminuito l\u2019impatto di questa scena grandiosa. Ben cantati i ruoli secondari, specialmente da <strong>Lalya Claire <\/strong>(al suo debutto al Met nel ruolo del paggio di Elisabetta, Tebaldo) e dalla Voce dal Cielo <strong>(Jennifer Check)<\/strong>, a cui spetta lo spaventoso compito di esibirsi in un breve e molto acuto verso angelico alla fine del terzo atto. Lei ha affrontato questa sfida con coraggio, cantando dall\u2019alto delle balconate dell\u2019auditorio, e non dietro o sul palco. Il Frate (<strong>Alexei Tonvitsky<\/strong>, che debuttava al Met) \u00e8 stato imponente. Una menzione speciale andrebbe fatta per i sei Deputati Fiamminghi, che cantano all\u2019unisono nell\u2019autodaf\u00e8 del terzo atto, implorando il Re Filippo di dare sollievo al popolo fiammingo. L\u2019impasto vocale era perfetto, al punto da sembrare un\u2019unica voce implorante, ma piena di dignit\u00e0. Troppi prodigi sono venuti dalla buca per elencarli tutti. La sezione dei fiati, che ha suonato all\u2019unisono all\u2019inizio del quarto atto, era perfetta nella sobriet\u00e0 della propria sonorit\u00e0.\u00a0<em>Foto Ken Howard<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>New York, Metropolitan Opera, Stagione Lirica, 2010 \/ 2011 &#8220;DON CARLO&#8221; Grand-op\u00e9ra in cinque atti su libretto di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":41,"featured_media":11978,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[917,97,913,153,912,812,916,145,355,914,915],"class_list":["post-11973","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-anna-smirnova","tag-don-carlo","tag-ferruccio-furlanetto","tag-giuseppe-verdi","tag-marina-poplavskaya","tag-metropolitan-opera","tag-nicholas-hytner","tag-opera-lirica","tag-roberto-alagna","tag-simon-keenlyside","tag-yannick-nezet-seguin"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11973","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/41"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11973"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11973\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87865,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11973\/revisions\/87865"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11978"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11973"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11973"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11973"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}