{"id":1374,"date":"2009-03-28T18:46:57","date_gmt":"2009-03-28T16:46:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=1374"},"modified":"2014-02-19T01:46:14","modified_gmt":"2014-02-18T23:46:14","slug":"romeo-et-juliette-di-gounod","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/romeo-et-juliette-di-gounod\/","title":{"rendered":"&#8220;Rom\u00e9o et Juliette&#8221; di Gounod"},"content":{"rendered":"<p><em>Venezia, Teatro La Fenice\u00a0 &#8211; Stagione Lirica 2009<\/em><strong><em><br \/>\n&#8220;<\/em>ROMEO ET JULIETTE&#8221;<br \/>\n<\/strong>Opera in cinque atti. Libretto di Jules Barbier e Michel Carr\u00e9 dalla tragedia &#8220;Romeo and Juliet&#8221; di William Shakespeare<br \/>\nMusica di<strong> Charles Gounod <\/strong>(Versione 1888)<br \/>\n<em>Juliette<\/em> DIANA MIAN<br \/>\n<em>St\u00e9phano<\/em>\u00a0 ANNIKA KASCHENZ<br \/>\n<em>Gertrude<\/em>\u00a0 ANNE SALVAN<br \/>\n<em>Rom\u00e9o<\/em>\u00a0 PHILIPPE DO<br \/>\n<em>Tybald<\/em>\u00a0 FRANCISCO CORUJO<br \/>\n<em>Benvolio<\/em>\u00a0 ANTONIO FELTRACCO<br \/>\n<em>Mercutio<\/em>\u00a0 BORJA QUIZA<br \/>\n<em>Paris<\/em>\u00a0 NICOL\u00d2 CERIANI<br \/>\n<em>Gr\u00e9gorio<\/em>\u00a0 MATTEO FERRARA<br \/>\n<em>Capulet<\/em>\u00a0 LUCA DALL&#8217;AMICO<br \/>\n<em>Fr\u00e8re Laurent<\/em>\u00a0 ABRAMO ROSALEN<br \/>\n<em>Le duc de V\u00e9rone<\/em>\u00a0 MICHELE BIANCHINI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro La Fenice<br \/>\nDirettore: <strong>Carlo Montanaro<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Claudio Marino Moretti<\/strong><br \/>\nRegia di <strong>Damiano Michieletto<br \/>\n<\/strong>Scene di<strong> Paolo Fantin<br \/>\n<\/strong>Costumi di<strong> Carla Teti<br \/>\n<\/strong>Coreografie\u00a0 di <strong>Roberto Pizzuto<br \/>\n<\/strong>Luci <strong>Fabio Berettin<br \/>\n<\/strong>Nuovo Allestimento della Fondazione Teatro La Fenice in coproduzione con La Fondazione Arena di Verona e la Fondazione Teatro Lirico &#8220;G. Verdi&#8221; di Trieste.<br \/>\n<em>Venezia, 27 febbraio 2009<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre i motivi che avevano creato curiosit\u00e0 e attesa per questo <em>Romeo et Juliette<\/em> veneziano: l&#8217;opera \u00e8 di rara esecuzione, l&#8217;annunciata presenza di Jonas Kaufmann,\u00a0 tenore molto in voga in questo periodo e la regia del giovane ma ormai affermato Damiano Michieletto. Una delle aspettative \u00e8 andata delusa:\u00a0 Kaufmann, causa indisposizione ha cancellato il suo impegno in laguna. Mi dispiace perch\u00e8 ero curioso di risentirlo dopo la sua bella prestazione alla Scala ne <em>&#8220;La Traviata&#8221; ,<\/em> due anni or sono. <em>Romeo et Juliette <\/em>opera del romanticismo francese di fine &#8216;800\u00a0 \u00e8 sicuramente una delle opere pi\u00f9 ruscite di Charles Gounod, a Venezia viene presentata\u00a0 nella versione <em>grand-op\u00e9ra<\/em> del 1888. Ho assistito alla recita con il secondo cast e, devo dire che non sono mancate le sorprese piacevoli.\u00a0 Partiamo dalla\u00a0 regia di Michieletto, veneziano, uno degli esponenti della nuova generazione che pi\u00f9 mi ha colpito per genialit\u00e0 inventiva e coerenza. Avevo gi\u00e0 avuto modo di vedere altre sue produzioni, ad esempio &#8220;L&#8217;italiana in Algeri&#8221; e &#8220;La gazza Ladra&#8221;\u00a0 di Rossini, quindi ero sicuro che mi sarei trovato davanti\u00a0 un allestimento moderno, ma mai avrei pensato tanta inventiva, tanta poesia e originalit\u00e0. L&#8217;azione viene spostata ai giorni nostri, la prima scena si apre in discoteca (la festa dei Capuleti) e il regista evita decisamente il versante romantico puntando soprattutto sullo scontro sia generazionale sia gli aspetti drammatici del testo (la disputa tra le famiglie). La scena, di<strong> Paolo<\/strong> <strong>Fantin<\/strong>, \u00e8 il piatto di un giradischi con tanto braccio, cuffie\u00a0 e\u00a0 casse acustiche Un elemento fisso che viene spacciato per da ballo, la stanza di Giulietta d&#8217;amore ( d&#8217;effetto quando le cuffie si trasformano nel letto di Giulietta) e anche nei vari esterni (Giulietta canta all&#8217;amato seduta sul braccio del giradischi). Considerando che il dramma del Bardo inglese \u00e8 stato pi\u00f9 volte trasportato al cinema, al teatro, al balletto, al musical con varie e diverse interpretazioni, non posso non considerare che il regista si sia largamente ispirato al film di Baz Luhrmann e abbia messo in evidenza pi\u00f9 il testo che la musica di Gounod. L&#8217;idea in parte\u00a0 funziona e lo si pu\u00f2 anche apprezzare per la\u00a0 grande professionalit\u00e0 e\u00a0 inventiva. Possiamo citare ad esempio, il finale dell&#8217;atto secondo, con l&#8217;uscita\u00a0 di scena di Giulietta sul giradischi movente, la bella scena d&#8217;amore con Romeo (in boxer)\u00a0 o il finale dell&#8217;opera con il &#8220;piatto&#8221; che diventa &#8220;letto di morte&#8221;. Originale inoltre\u00a0 la sena di padre Lorenzo che dispensa vivande ai barboni nella sua parrocchia. L&#8217;attualizzazione delle famiglie Capuleti e Montecchi in due bande punk-rock non fa che rendere veritiere faide da sempre citate nei libri e nei vita di tutti i giorni. A tale provocazioni, ma sottolineo coerenti nel testo e credibili, si aggiungono talune scivolate di gusto, come\u00a0 ad esempio la violenza sulla governante. Alla fine viene anche da dire\u00a0 che l&#8217;ingombrante\u00a0 &#8220;scena fissa&#8221; ha reso pressoch\u00e8 inesistente lo sviluppo drammatico della vicenda, ci\u00f2 nonostante lo spettacolo ha saputo catturare l&#8217;attenzione del pubblico veneziano per oltre tre ore di rappresentazione (con un inutile intervallo, per\u00f2!). Alla fine un caloroso successo, che ribalta le contestazioni, piuttosto accese, della &#8220;prima&#8221;. Belli i costumi di <strong>Carla Tet<\/strong>i, coloratissimi, sgargianti (giallo oro, fucsia, rosa shocking) in netta sintonia con il mondo giovanile d&#8217;oggi. Sul versante musicale abbiamo trovato in <strong>Carlo Montanaro<\/strong> un buon accompagnatore che tiene il rango, poco variegato e abbastanza routinier, con poco controllo della sezione &#8220;fiati&#8221; , a volte debordanti. Cast giovane e\u00a0\u00a0 ben calato nei rispettivi ruoli, attraversi una recitazione frizzante e fresca.\u00a0<strong> Philippe Do<\/strong> \u00e8 un Romeo preciso e squillante, con quale emissione nasaleggiante, ma nel complesso una buona performance. Lo stesso si pu\u00f2 dire\u00a0 per <strong>Borja Quiza <\/strong>uno spavaldo Mercuzio dal suono rotondo e ben timbrato. <strong>Diana Mian<\/strong>, \u00e8 stata una volenterosa Giulietta, a cui per\u00f2 fanno difetto un registro acuto assai stridulo e abbastanza limitato, messo a dura prova nell&#8217;aria del veleno dell&#8217;atto IV (piuttosto imbarazzante!) e banale nel celebre &#8220;valzer&#8221; d&#8217;entrata. Interessante <strong>Annika Kaschenz<\/strong>, Stepahno, cantante sicura ma dal volume limitato, e buona la prova di <strong>Abramo<\/strong> <strong>Rosale<\/strong>n, frate Lorenzo. Molto ben assortita la compagine del ruoli minori ad eccezione del padre Capuleti\u00a0 e del duca di Verona. Buon successo al termine, ma non trionfale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice\u00a0 &#8211; Stagione Lirica 2009 &#8220;ROMEO ET JULIETTE&#8221; Opera in cinque atti. 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