{"id":13913,"date":"2017-08-09T00:41:50","date_gmt":"2017-08-08T22:41:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=13913"},"modified":"2017-08-08T23:51:04","modified_gmt":"2017-08-08T21:51:04","slug":"il-doppio-finale-o-sia-laraba-fenice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-doppio-finale-o-sia-laraba-fenice\/","title":{"rendered":"Il doppio finale, o sia l&#8217;araba fenice (prima parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In occasione del 450esimo anniversario della nascita del compositore riproponiamo gli approfondimenti a cura del M\u00b0 Stefano Aresi.<br \/>\n<\/strong>Dai \u2018doppi finali\u2019 alle edizioni anastatiche.<br \/>\nAlcune considerazioni in merito alla tradizione de <em>L\u2019Orfeo<\/em> ( parte quarta)<br \/>\n<strong>Il doppio finale, o sia l&#8217;araba fenice<\/strong> (prima parte)<br \/>\nLe stampe Amadino, pur nella loro autorevolezza, sono state talora ritenute in bibliografia come attestanti l\u2019opera in una forma non originariamente voluta da Monteverdi per la rappresentazione del 24 Febbraio 1607.<strong>27<\/strong><br \/>\nTale assunto deriva dalla oggettiva divergenza del finale riscontrabile tra la versione del testo poetico sottoposto alla musica nelle partiture e quello attestato dalle due emissioni del libretto prodotte dallo stampatore ducale Francesco Osanna in occasione della\/e rappresentazione\/i mantovane.<strong><em>28 <\/em><\/strong>Come noto, il testo a librettosi conclude con l\u2019arrivo in scena (e coro) di un gruppo di Baccanti dopo<br \/>\nl\u2019invettiva di Orfeo contro il genere femminile in Questi i campi di Tracia; la favola con veste musicale prevede invece la discesa in terra del dio Apollo in soccorso del proprio disperato figlio (con conseguente assunzione al Cielo).<br \/>\nMalipiero per primo aveva notato tale scollamento tra l\u2019\u00aboriginale\u00bb (sic) Amadino 1609 e un ignoto esemplare del libretto, deducendo automaticamente l\u2019esistenza di \u00ab<em>un coro di baccanti, del quale, purtroppo la musica \u00e8 andata perduta\u00bb<\/em>. A livello divulgativo, infine, \u00e8 affermata spesso la inferiore qualit\u00e0 dei<br \/>\nversi della scena finale \u201capollinea\u201d rispetto a quelli della versione \u201cbacchicoorgiastica\u201d.<br \/>\nLa divergenza tra libretto e partitura sarebbe la prova assodata, insomma, della presenza di una macrovariante sostitutiva d\u2019autore di matrice monteverdiana, <em><strong>29<\/strong><\/em> una variante la cui origine verrebbe indicativamente collocata tra il 24 Febbraio e il 1 Marzo 1607 onde adeguare lo spettacolo alle necessit\u00e0 morali di <em>\u00abtutte le dame di questa Citt\u00e0\u00bb<\/em>,<em><strong>30<\/strong><\/em> risparmiando loro il truce spettacolo dello sventramento di Orfeo; oppure, seguendo una ipotesi pur non peregrina, in vista di una terza rappresentazione, mai avvenuta, in occasione della fallita<br \/>\nvisita di Carlo Emanuele di Savoia alla citt\u00e0 di Mantova per l\u2019inoltrata primavera 1607.<em><strong>31<\/strong><br \/>\n<\/em> Fabbri, dal canto suo, sostiene di fatto un\u2019altra diffusa teoriasecondo la quale il finale \u201capollineo\u201d fu il primo messo in musica da Monteverdi, venendo per\u00f2 cassato per motivi di scenotecnica per la rappresentazione del 24 febbraio 1607, sostituito da quello bacchico, e quindi reintegrato in occasione dell\u2019andata in stampa del lavoro.<em><strong>32<\/strong><\/em><br \/>\nIn ogni caso, comunque, si sostiene che dinnanzi all\u2019Accademia degli Invaghiti mai Apollo scese dal Cielo a salvare il figlio, mentre la favola in musica si chiudeva tra le strida delle baccanti.<br \/>\nA conferma cruciale dell\u2019oggettiva validit\u00e0 della questione viene infine riportata la celebre lettera di Francesco Gonzaga al fratello Ferdinando (del 23<br \/>\nfebbraio 1607), in cui si afferma: \u00ab<em>e perch\u00e9 la favola s\u2019\u00e8 fatta stampare acciocch\u00e9 ciascuno degli spettatori ne possa avere una da leggere mentre che<\/em> <em>si canter\u00e0, ne mando una copia a V.S.<\/em>\u00bb.<em><strong>33<\/strong><\/em><br \/>\nPerch\u00e9 \u2013 osservazione legittima \u2013stampare qualcosa che venga letto durante la rappresentazione se esso non corrisponde di fatto a quanto viene rappresentato?<br \/>\nMetodologicamente, leggendo la letteratura specifica, si ha l\u2019impressione che nel corso degli anni, da Malipiero in poi, si sia deciso cosa si dovesse dimostrare a priori (l\u2019esistenza di musica perduta), e si sia provveduto a trovare le pezze giustificative alla teoria da sostenere. La presenza di una variante nel testo poetico (per quanto cospicua) tra libretto e partitura, non dovrebbe onestamente turbare molto i sonni di musicologi adusi a questo repertorio: per certo essa non pu\u00f2 essere addotta da sola a riprova dell\u2019esistenza di una variante nella musica. Tutte le \u201cprove\u201d portate a sostegno della tesi di un doppio finale in veste musicale si dimostrano estremamente deboli, vagamente indiziali, e si infrangono, a mio parere, contro una serie di evidenze storiche e logiche poco tenute in considerazione:<br \/>\n<strong>a)<\/strong> La natura e la funzione del libretto nella specifica tipologia di spettacolo in questione;<br \/>\n<strong>b)<\/strong> La natura e la funzione della stampa Amadino 1609;<br \/>\n<strong>c) <\/strong>L\u2019indimostrata ipersensibilit\u00e0 delle dame della citt\u00e0 di Mantova;<br \/>\n<strong>d) <\/strong>La presenza del lieto fine come debito culturale pagato a uno dei generi che maggiormente influ\u00ec sulla nascita di quella nuova forma di intrattenimento che a seguito sar\u00e0 definita dramma per musica e opera;<br \/>\n<strong>e)<\/strong> I modelli letterari cui Striggio si ispir\u00f2: passibili di modifiche senza suscitare sconcerti eccessivi;<br \/>\n<strong>f)<\/strong> L\u2019ipotesi di un fondamento<br \/>\ndrammaturgico di matrice aristotelica;<br \/>\n<strong>g)<\/strong> L\u2019infondatezza delle giustificazioni basate sulla diversa qualit\u00e0 di testo poetico e sulle questioni spaziali relative alla scena in questione;<br \/>\n<strong>h)<\/strong> La presenza di elementi simbolici disseminati in tutto il testo, tali da ben giustificare il finale apollineo nel contesto storicocelebrativo in cui la prima rappresentazione ebbe luogo. Nel prossimo capitolo inizieremo ad analizzare , una\u00a0 ad una, le questioni appena enumerate.<br \/>\n<em>Per gentile concessione di<\/em> <strong>Philomusica on-line<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>27 <\/strong><em>La questione \u00e8 riassunta in modo chiaro da FABBRI (1985), pp. 103-105.<\/em><br \/>\n<strong>28<\/strong> <em>Segnalo qui l\u2019esistenza di due differenti emissioni, ma non avendo modo di potere confrontare in modo sistematico tutti gli esemplari sopravvissuti, non \u00e8 possibile escludere a priori l\u2019esistenza di ulteriori, n\u00e9 riferire il novero completo dei libretti sopravvissuti alle due trascrizioni diplomatiche del frontespizio qui riportate (cui fanno capo rispettivamente l\u2019esemplare conservato presso la Biblioteca Teresiana di Mantova e quello, ben noto, conservato presso la Biblioteca dell\u2019Archiginnasio di Bologna). LA \/ FAVOLA DI ORFEO \/ RAPPRESENTATA IN MUSICA \/Il Carnevale dell\u2019Anno MDCVII. \/ Nell\u2019 Accademia de gl\u2019 INVAGHITI di MANTOVA; \/ Sotto i felici auspizij del Serenissimo Sig. DUCA \/ benignissimo lor protettore. \/ [stemma] \/ In MANTOVA, per Francesco Osanna Stampator Ducale \/ Con licenza de\u2019 Superiori. 1607. \/\/ LA \/ FAVOLA DIORFEO \/ RAPPRESENTATA IN MUSICA \/ Il Carnevale dell\u2019Anno MDCVII. \/ Nell\u2019 Accademia de gl\u2019INVAGHITI di MANTOVA; \/ Sotto i felici auspizij del Sereniss. Sig. DUCA \/ benignissimo lor protettore. \/ [stemma di differente foggia] \/ In MANTOVA, per Francesco Osanna \/ Stampator Ducale. \/ Con licenza de\u2019 Superiori. 1607. \/\/<br \/>\n<strong>29<\/strong> Tarr, in MONTEVERDI (1974), parla inequivocabilmente di \u201crevisione\u201d (nell\u2019introduzione si<br \/>\ndefinisce L\u2019Orfeo cos\u00ec come attestato dalle Amadino come revis\u00e9e, in revidierte Form, in a<br \/>\nrevised edition).<br \/>\n<strong>30<\/strong> Cfr. nota 16.<br \/>\n<strong>31<\/strong> FENLON (1986), pp. 17-18.<br \/>\n<strong>32<\/strong> FABBRI (1985), p. 113.<br \/>\n<strong>33<\/strong> I-MAa, AG 2162.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione del 450esimo anniversario della nascita del compositore riproponiamo gli approfondimenti a cura del M\u00b0 Stefano Aresi. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":46,"featured_media":90564,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,748,314],"class_list":["post-13913","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-monteverdi","tag-lorfeo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13913","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/46"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13913"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13913\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90786,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13913\/revisions\/90786"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90564"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13913"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13913"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13913"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}