{"id":14204,"date":"2011-02-05T20:55:56","date_gmt":"2011-02-05T18:55:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=14204"},"modified":"2016-12-16T23:06:03","modified_gmt":"2016-12-16T22:06:03","slug":"new-york-metropolitan-operala-traviata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/new-york-metropolitan-operala-traviata\/","title":{"rendered":"New York, Metropolitan Opera:&#8221;La Traviata&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Metropolitan Opera, Stagione Lirica 201o-011<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;LA TRAVIATA&#8221;<br \/>\n<\/strong>Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, dal romanzo <em>La dame aux cam\u00e9lias <\/em>di Alexandre Dumas<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<br \/>\n<\/strong><em>Violetta Valery <\/em>MARINA POPVLASKAYA<br \/>\n<em>Alfredo Germont <\/em>MATTHEW POLENZANI<br \/>\n<em>Giorgio Germont <\/em>ANDRZEJ DOBBER<br \/>\n<em>Flora Bervoix <\/em>JENNIFER HOLLOWAY<br \/>\n<em>Annina <\/em>MARIA ZIFCHAK<br \/>\n<em>Gastone <\/em>SCOTT SCULLY<br \/>\n<em>Barone Douphol <\/em>JASON STEARNS<em><br \/>\nMarchese D&#8217;Obigny <\/em>KYLE PFORTMILLER<em><br \/>\nDottor Grenvil <\/em>LUIGI RONI<em><br \/>\nGiuseppe <\/em>JUHWAN LEE<br \/>\nCoro e Orchestra del Metropolitan Opera di New York<br \/>\nDirettore <strong>Gianandrea Noseda<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Willy Decker<\/strong><br \/>\nScene e costumi <strong>Wolfgang Gussmann<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Athol Farmer<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Hans Toelstede<\/strong><br \/>\nProduzione Festival di Salisburgo, Nederlandse Opera<em><br \/>\nNew York, 19 gennaio 2011<br \/>\n<\/em>Pochi frequentatori del Met rimpiangeranno le produzioni visivamente sovraccariche de La Traviata di Franco Zeffirelli nelle quali era quasi impossibile distinguere i cantanti principali su un palco sfrenatamente sovrapopolato da comparse e sovraccarico di strati di scenografie sgargianti. La messinscena di una delle opere pi\u00f9 popolari di Verdi progettata dal regista tedesco Willy Decker \u00e8 completamente all&#8217;opposto rispetto al pandemonio visivo zeffirelliano. Tutti e tre gli atti dell&#8217;opera si svolgono dentro un semicerchio di un bianco abbagliante, rimpiazzando \u00a0il realismo esagerato di Zeffirelli con una steritlit\u00e0 troppo &#8220;concept&#8221; e astratta. In linea con tutto ci\u00f2, il regista scrive pagine di note esplicative al programma (piene di torturate frasi tautologioche come: \u00a0&#8220;La Traviata \u00e8 un&#8217;opera sulla morte &#8211; e paradossalmente, o forse inevitabilmente, \u00e8 allo stesso modo un&#8217;opera sulla quasi opprimente forza della vita, che guida tutti gli esseri viventi verso la morte&#8230;&#8221;) nel tentativo di conquistare l&#8217;altrimenti annoiato e perplesso spettatore.<br \/>\nBen prima dell&#8217;alzata dl sipario, una figura canuta di &#8220;Padre Tempo&#8221;, una specie di Dottor Morte, \u00e8 seduta davanti ad un orologio gigante, che domina il palco per tutta la serata.. Mentre inizia il Preludio, Violetta fa la sua entrata in un abito da sera senza spalline rosso e vaga per il palco, muovendosi, ogni tanto, con fare implorante verso il &#8220;Dottor Morte&#8221; nel tentativo di afferrare e fermare il movimento delle lancette dell&#8217;orologio. Un critico meschino potrebbe chiedere: si trattava di una metafora pi\u00f9 abusata o ovvia?<br \/>\nI cortigiani e gli invitati al party dell&#8217;alta borghesia, sia uomini che donne, erano vesititi in smoking nero, come a rappresentare delle minacce per Violetta e Alfredo. \u00a0Il set circolare, di un bianco ospedaliero, ha creato delle strane distorsioni acustiche nel canto e la grandemente inutile direzione sceniaca ha lasciato i protagonisti a vagare per il palco o li ha costretti a complesse contorsioni sul pavimento o su uno dei divani che facevano sembrare il palco un percorso ad ostacoli. Per amore di giustizia, va detto che il confronto fra Alfredo e suo padre, culminante nell&#8217;atto di Germont di colpire il figlio e poi abbracciarlo e piangere fra le sue braccia, \u00e8 stato efficace e commovente. Mentre Violetta si avvicina sempre di pi\u00f9 alla morte nella su a scena finale, un cielo a motivo florale si colora di rosso sangue &#8211; richiamando l&#8217;immagine di microbi tubercolari visti sotto il microscopio &#8211; creando un effetto agghiacciante e di formicolio nella spina dorsale.<br \/>\nLa Violetta di <strong>Marina Poplavskaya<\/strong> \u00e8 stata discontinua, passando da un&#8217;esplosiva &#8220;Sempre Libera,&#8221; con una coloratura poco chiara e degli acuti striduli ad una versione commovente e bella dell'&#8221;Addio del Passato&#8221; dal terzo atto. Non importa affatto se Violetta non riesce ad interpolare\u00a0 il mi bemolle del\u00a0 &#8220;Sempre Libera,&#8221; ma importa se ci\u00f2 che viene prima \u00e8 cos\u00ec deludente. Una donna indubbiamente bella ma\u00a0 costretta a contorcersi, strisciare, vagare e camminare come un fantasma per tutto lo spettacolo: una scelta\u00a0 scenica sicuramente impressionante, ma non d&#8217;aiuto dal punto di vista vocale. In possesso di una voce altrettanto\u00a0 bella, si ha la sensazione che il soprano sovraccarichi ripetutamente il registro medio, il che potrebbe giustificare le sue difficolt\u00e0 in momenti importanti e cruciali come\u00a0 l&#8217;esplosione emotiva\u00a0 dell &#8220;Amami Alfredo!&#8221; .<br \/>\nNel ruolo di Alfredo, <strong>Matthew Polenzani<\/strong> ha cantato con bellezza e sensibilit\u00e0 costanti. In particolare, la sua &#8220;Parigi, O Cara&#8221; \u00e8 stata cantata con uno squisito livello di colore vocale es espressivit\u00e0 emotiva. La sua versione della cabaletta del secondo atto &#8220;De Miei Bollenti Spiriti&#8221; \u00e8 stata potente senza essere forzata. Il baritono polacco <strong>Andrzej Dobber<\/strong> ha interpretato Germont in maniera impressionante e ha cantato &#8220;Di Provenza al Mar&#8221; con un raffinato senso del verso nonostante la crudele tessitura dell&#8217;aria e un leggero cedimento del Sol 7 nella frase di chiusura dell&#8217;aria.<br \/>\nCi sono stati diversi momenti di poca coordinazione fra la fossa e il palco. Il Coro delle zingarelle \u00e8 stato un completo fallimento a causa di un tempo impossibilmente veloce. A difesa dell&#8217;orchestra va detto che ha suonato con meraviglioso equilibrio e uniformit\u00e0 sonora, specie nei preludi del primo e del terzo atto.<br \/>\nTutto sommato, serata interessante per poche repliche in un teatro dell&#8217;opera tedesco di serie B. Una produzione stabile per il Metropolitan Opera? La questione resta aperta e di sicuro provocher\u00e0 un vivace dibattito.\u00a0<em>Foto Ken Howard &#8211; Metropolitan Opera<\/em><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Metropolitan Opera, Stagione Lirica 201o-011 &#8220;LA TRAVIATA&#8221; Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, dal [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":41,"featured_media":14306,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1287,1696,153,108,912,1286,812,145,571],"class_list":["post-14204","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-andrzej-dobber","tag-gianandrea-noseda","tag-giuseppe-verdi","tag-la-traviata","tag-marina-poplavskaya","tag-matthew-polenzani","tag-metropolitan-opera","tag-opera-lirica","tag-willy-decker"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14204","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/41"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14204"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14204\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87867,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14204\/revisions\/87867"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14306"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14204"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14204"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14204"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}