{"id":15321,"date":"2011-03-11T11:42:27","date_gmt":"2011-03-11T09:42:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=15321"},"modified":"2014-05-22T14:13:41","modified_gmt":"2014-05-22T12:13:41","slug":"maria-callas-nelle-foto-di-elsa-haertter","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/maria-callas-nelle-foto-di-elsa-haertter\/","title":{"rendered":"Maria Callas nelle foto di Elsa Haertter"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Eccoci qui dopo un po&#8217; di tempo!!!&#8230;Oggi tutti pronti per parlare di fotografia\u2026anzi di una fotografa che dalle pagine di Grazia \u00e8 partita alla scoperta del mondo intero!&#8230;Sto parlando di<strong> Elsa Haertetter (1908-1995)<\/strong><em> <\/em>giornalista e fotografa  tedesca trapiantata a Milano, appunto nella redazione di <em>Grazia<\/em>, dagli anni \u201840 del secolo scorso!!!<strong><br \/>\n<\/strong>Elsa  \u00e8 stata una delle pi\u00f9 importanti fotografe di moda degli anni 50-60. Le sue immagini hanno dettato ed interpretato il gusto e lo stile della  societ\u00e0 italiana di quel tempo ed oggi sono parte integrante della storia della moda e del costume.<br \/>\nTanto<strong> <\/strong>da dedicarle una bellissima mostra, nel 2008, alla Triennale di Milano, durante la settimana della moda per la Primavera\/Estate 2009: <strong><em>Viaggiare con la moda. I racconti itineranti di Elsa Haertter<\/em><\/strong> . Un percorso suggestivo tra le pagine che rivoluzionarono la fotografia di moda. Quando fotografare la moda vuol dire immaginare un\u2019epoca, una storia, un momento, in un contesto diverso, esotico e  lontano\u2026..questa \u00e8 l\u2019arte di Elsa Haertter!<br \/>\nNata in Germania, diventata corrispondente per riviste tedesche da Parigi, si trasferisce in Italia nel 1940  dove inizia a collaborare con il settimanale <em>Grazia<\/em> che consacrer\u00e0 a livello internazionale il suo stile fotografico. Durante il boom economico del dopoguerra la Haertter ha rivoluzionato la concezione di moda italiana incorniciandola coraggiosamente con architetture  insolite, rifiutando come sfondo la banalit\u00e0 di un&#8217;Italia da cartolina. Una scelta professionale che l&#8217;ha portata in tutto il mondo: il viaggio \u00e8 infatti una costante dei suoi servizi, protagonista delle sue foto e della sua vita tanto quanto la moda. <strong><br \/>\n<\/strong>La Haertetter ha immortalato Maria Callas nel <strong>1955 presso il Foyer del Teatro alla Scala di Milano, scatti poi apparsi  sulla rivista <em>Novit\u00e0 <\/em> testata antesignana di <em>Vogue Italia.<\/em><\/strong><br \/>\nNelle immagini la Callas indossa due abiti da sera di Biki: il primo  in raso Celanese azzurro cielo. La scollatura si drappegia intorno ad un nastro di velluto verde mentre il corpetto sfuggente sottolinea l\u2019esilit\u00e0 della vita. Collana e anello di smeraldi Faraone.<br \/>\nIl secondo abito  in Celanese rosso fuoco che si caratterizza da un&#8217;ampia gonna che  si drappeggia su un lato dove \u00e8 appuntato un  fiocco dello stesso tessuto e  colore. Anche qui i gioielli hanno la firma di Faraone.<strong><br \/>\nDi seguito riporto l&#8217;articolo apparso sulla rivista:<br \/>\n<\/strong><em>&#8220;Maria Malibran, Giuditta Pasta, Adelina Patti sono i nomi di una leggenda di voci portentose e di trionfi travolgenti che tutta una iconografia contemporanea rappresentava con cavalli rapiti alla carrozza e palchettisti protesi nel vuoto all\u2019osanna.<br \/>\nIl canto di Maria Meneghini Callas cos\u00ec ricco di profonde risonanze, fatto non di una ma di tante  voci sembra aver rinverdito quella leggenda; anzi Maria Meneghini ne appare la nuova eroina.<br \/>\nMa di questa eroina difficile \u00e8 fermare una immagine: ora \u00e8 una Medea possente nella sua violenza, ora una Violetta frivola, appassionata, dolente, ora un\u2019Amina candida e dolcissima, ora una Giulia pura e ardente, ora una Fiorilla vibrante tutta scatti ed impennate. La fusione veramente prodigiosa di eccezionali possibilit\u00e0 di voce che permettono di spaziare in un repertorio drammatico e leggero, di singolari doti d\u2019artista e d\u2019un indiscutibile fascino spiega il caleidoscopio succedersi di tante figure femminili, tutte vivissime, indimenticabili.<br \/>\nQualunque sia il personaggio, Maria Meneghini se ne impossessa e non solo per un forte istinto drammatico ma con un lungo studio che non esclude cure ed atteggiamento, andatura, trucco, pettinatura. Le talora vaghe ed inconsistenti figure del melodramma divengono allora credibili, le pi\u00f9 viete ed assurde frasi di un romanticismo decadente trovano una parvenza di vero, si rivestono di un significato umano. Ed anche quando \u00e8 calata la tela il personaggio non cessa di esistere; quando tra ovazioni e applausi interminabili, lancio di fiori, Maria Meneghini esce per ringraziare, lo fa con un gesto che potrebbe essere solo e unicamente di Medea, di Violetta, di Fiorilla.<br \/>\nNella prossima stagione, che si inaugurer\u00e0 con la sua interpretazione di Norma nella regia di Margherita Wallmann, con scene e costumi di Salvatore Fiume, essa sar\u00e0 successivamente ancora Violetta, quindi passer\u00e0 dal Parsifal al Barbiere di Siviglia, da I Pagliacci alla Fanciulla del West; quest\u2019ultima opera con la regia di Luchino Visconti che gi\u00e0 nella passata stagione aveva allestito alcuni spettacoli con interprete la Callas.  Avviata alla carriera da una maestra di eccezione Elvira De Hidalgo che oltre ad istruirla nell\u2019arte del canto la prepar\u00f2 all\u2019arte scenica, nella sua carriera, infatti l\u2019incontro con Visconti, una delle figure pi\u00f9 significative del nostro teatro, segn\u00f2 un punto importantissimo. Chiamato per la prima volta alla Scala per la regia de la Traviata ed la Vestale e de la Sonnambula egli intu\u00ec la singolare personalit\u00e0 d\u2019artista di Maria Meneghini Callas e studi\u00f2 a sottolinearla e valorizzarla ricreando in lei il mito meraviglioso della Prima Donna.&#8221;<br \/>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-15321 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/maria-callas-nelle-foto-di-elsa-haertter\/callas_marzo_4\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"70\" height=\"70\" src=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Callas_marzo_4-70x70.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/maria-callas-nelle-foto-di-elsa-haertter\/callas_marzo_3\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"70\" height=\"70\" src=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Callas_marzo_3-70x70.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/maria-callas-nelle-foto-di-elsa-haertter\/callas_marzo_2\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"70\" height=\"70\" src=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Callas_marzo_2-70x70.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/maria-callas-nelle-foto-di-elsa-haertter\/callas_marzo_1\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"70\" height=\"70\" src=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Callas_marzo_1-70x70.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Callas_marzo_1-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Callas_marzo_1-75x75.jpg 75w\" sizes=\"auto, (max-width: 70px) 100vw, 70px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n<\/p>\n<p><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccoci qui dopo un po&#8217; di tempo!!!&#8230;Oggi tutti pronti per parlare di fotografia\u2026anzi di una fotografa che dalle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15322,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[252,1499,14669],"class_list":["post-15321","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maria-callas","tag-biki","tag-elsa-haertetter","tag-maria-callas"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15321","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15321"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15321\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15322"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}