{"id":1537,"date":"2009-04-18T02:44:13","date_gmt":"2009-04-18T00:44:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=1537"},"modified":"2013-12-14T17:37:13","modified_gmt":"2013-12-14T15:37:13","slug":"senza-truccodaniele-callegari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/senza-truccodaniele-callegari\/","title":{"rendered":"&#8220;Senza trucco!&#8221;&#8230;Daniele Callegari"},"content":{"rendered":"<p>Grande estimatatore della Musica del 900&#8242;, da Mahler a Strauss e Stravinsky, ma anche dei grandi autori russi, che sente &#8220;vicini al suo temperamento&#8221;. Il direttore d&#8217;orchestra milanese <strong>Daniele Callegari <\/strong>\u00e8 anche un apprezzato interprete del grande repertorio verdiano e pucciniano. Ma accanto alla musica il nostro Maestro nutre altre passioni, non meno intense, in particolare il golf&#8230;<\/p>\n<p><strong>Il tratto principale del suo carattere?<\/strong><br \/>\nSono un ottimista.<br \/>\n<strong>Un tuo difetto?<br \/>\n<\/strong>Sono permalosissimo.<br \/>\n<strong>Qual \u00e8 la\u00a0 qualit\u00e0 che t&#8217;attrae di pi\u00f9 in un uomo?<\/strong><br \/>\nL&#8217;onest\u00e0 e l&#8217;intelligenza.<br \/>\n<strong>E in una donna?<\/strong><br \/>\nLo stesso.<br \/>\n<strong>La persona a cui chiederesti consiglio in un momento difficile?<br \/>\n<\/strong>A mia moglie.<br \/>\n<strong>Il tuo ideale di felicit\u00e0?<\/strong><br \/>\nAndare a letto con la coscienza a posto.<br \/>\n<strong>Segno zodiacale?<br \/>\n<\/strong>Sagittario.<br \/>\n<strong>Superstizioso ?<br \/>\n<\/strong>No, ma scaramantico&#8230; Prima di salire sul podio mi tocco le p&#8230;<strong><br \/>\nCosa voleva fare da grande?<br \/>\n<\/strong>Sono &#8220;nato&#8221; musicista. Ho suonato per 12 anni alla Scala. Sicuramente non pensavo di diventare direttore d&#8217;orchestra.<br \/>\n<strong>Un libro che ha amato?<br \/>\n<\/strong>&#8220;I copialettere di Giuseppe Verdi&#8221; di Gaetano Cesari e Alessandro Luzio.<br \/>\n<strong>Il giorno pi\u00f9 felice della sua vita?<\/strong><br \/>\nIl giorno del mio matrimonio.<br \/>\n<strong>E quello pi\u00f9 triste?<\/strong><br \/>\nQuello della morte di mio padre.<br \/>\n<strong>Cosa le \u00a0manca di pi\u00f9 nella tua vita di oggi?<\/strong><br \/>\nNon ci ho mai pensato, a dire il vero. Ho una vita molto intensa e appagante. Forse poter giocare di pi\u00f9 a golf, che \u00e8 la mia grande passione. Anche se \u00e8 un motivo un po&#8217; futile&#8230;<br \/>\n<strong>La delusione pi\u00f9 grande?<br \/>\n<\/strong>Vedere che prende sempre pi\u00f9 piede la mediocrit\u00e0, l&#8217;incapacit\u00e0. Le qualit\u00e0 meritocratiche sono, ahim\u00e8, messe in secondo piano.<br \/>\n<strong>Una sua follia?<br \/>\n<\/strong>Credo proprio di non averne mai fatte.<br \/>\n<strong>E una sua mania?<\/strong><br \/>\nL&#8217;ordine.<br \/>\n<strong>Un suo sogno ricorrente?<br \/>\n<\/strong>Di essere in viaggio su un aereo.<br \/>\n<strong>Di che cosa ha pi\u00f9 paura?<\/strong><br \/>\nDi una malattia grave e invalidante.<br \/>\n<strong>A lei, chi o cosa l&#8217;imbarazza?<\/strong><br \/>\nNon essere all&#8217;altezza in una situazione.<br \/>\n<strong>La situazione pi\u00f9 rilassante?<br \/>\n<\/strong>Sicuramente quando gioco a golf. Anche se la gara sicuramente non \u00e8 per nulla rilassante, ma per me essere all&#8217;aria aperta \u00e8 decisamente appagante.<br \/>\n<strong>Materia scolastica preferita?<br \/>\n<\/strong>La geografia.<br \/>\n<strong>Citt\u00e0 o le citt\u00e0 preferite?<br \/>\n<\/strong>Barcellona e Venezia.<br \/>\n<strong>Colore preferito?<br \/>\n<\/strong>Il rosso e il giallo.<br \/>\n<strong>Fiore preferito?<br \/>\n<\/strong>Il lilium.<br \/>\n<strong>Vacanza ideale?<br \/>\n<\/strong>Su una bella isola, senza cellulare e computer, magari con un bel campo di golf.<br \/>\n<strong>Giorno o notte?<br \/>\n<\/strong>Sicuramente il giorno. Non sono un nottambulo.<br \/>\n<strong>Il film pi\u00f9 amato?<\/strong><br \/>\nNon sono un gran appassionato di cinema.<br \/>\n<strong>La stagione dell&#8217;anno?<br \/>\n<\/strong>L&#8217;estate.<strong><br \/>\nParliamo di cibo. Il suo peccato di gola?<\/strong><br \/>\nSono molti. Al primo posto metterei\u00a0 la cioccolata.<br \/>\n<strong>Da 1 a 10 che voto si da in cucina?<\/strong><br \/>\nDirei tra il 7 e l&#8217;8.<br \/>\n<strong>Piatto forte in cucina?<br \/>\n<\/strong>Il rombo al forno con le patate, le olive, i capperi e i pomodorini.<br \/>\n<strong>Vino rosso o bianco?<br \/>\n<\/strong>Entrambi, con una leggera preferenza per il rosso.<br \/>\n<strong>Il paese dove le capita di mangiare peggio?<\/strong><br \/>\nRecentemente sono stato in Finlandia. L\u00ec, a mio gusto, si mangia decisamente male.<br \/>\n<strong>Cosa non manca mai nel suo frigo?<br \/>\n<\/strong>Le verdure.<br \/>\n<strong>Se dovessi cambiare qualcosa nel suo fisico cosa cambierebbe?<br \/>\n<\/strong>Onestamente non saprei.\u00a0 Forse una &#8220;limata&#8221; al naso, ma va pi\u00f9 che bene anche cos\u00ec com&#8217;\u00e8.<strong><br \/>\nQuanto sacrifica di se stesso per l&#8217;apparire, per il cosiddetto &#8220;look&#8221;?<\/strong><br \/>\nDirei poco, \u00a0per non dire nulla.<br \/>\n<strong>Il suo rapporto con la televisione?<br \/>\n<\/strong>Generalmente da &#8220;zapping&#8221; . Mi soffermo solamente sui canali satellitari &#8220;Classica&#8221; e un altro dove si da molto spazio al golf.<br \/>\n<strong>Parliamo di musica. Si ricorda il primo disco acquistato?<br \/>\n<\/strong>Sinceramente no. Per\u00f2, ancor prima di entrare al Conservatorio ( ho iniziato a 14 anni) mi capit\u00f2 di avere una cassetta di &#8220;Boh\u00e8me&#8221; di Puccini, il mio primo vero approccio all&#8217;opera.<br \/>\n<strong>Il direttore d&#8217;orchestra \u00e8 un po&#8217; un &#8220;domatore&#8221; nella gabbia dei leoni?<br \/>\n<\/strong>All&#8217;inizio di carriera pensavo fosse cos\u00ec, che ci si dovesse imporre con una certa forza. Con il tempo mi sono ricreduto. Credo sia pi\u00f9 importante un approccio psicologico con i professori d&#8217;orchestra. Poi bisogna dimostrare di sapere fare il proprio mestiere. Qui potrei riferirmi ancora a quel discorso di prima, riguardo alle delusioni.<br \/>\n<strong>Nella sua formazione di direttore ha avuto qualche modello di riferimento?<\/strong><br \/>\nLa mia grande e vera fortuna \u00e8 stata quella di suonare per 12 anni alla Scala..<br \/>\n<strong>Che strumento suonava?<br \/>\n<\/strong>Ero percussionista e contrabbassista&#8230;<br \/>\n<strong>Alla Scala ha quindi avuto molte opportunit\u00e0..<br \/>\n<\/strong>Si. Dal 1982 al 1994 ho avuto la fortuna di lavorare con Carlos Kleiber, Leonard Bernstein, Wolfgang Sawallisch, Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, tanto per fare qualche nome. Credo di essere stato una &#8220;spugna&#8221; nel cogliere o nel cercare di carpire il modo di lavorare di ognuno di questi Grandi.<br \/>\n<strong>Nessuna\u00a0 predilezione in particolare?<br \/>\n<\/strong>Leonard Bernstein per il suo essere &#8220;artista&#8221;, nel senso di genialit\u00e0 e\u00a0\u00a0 passionalit\u00e0 e Riccardo Muti per il suo lavorare da grande &#8220;artigiano&#8221;\u00a0 sull&#8217;orchestra per farla crescere quotidianamente.<br \/>\n<strong>Venendo al suo repertorio. Lei dirige molto, Verdi e Puccini . Se avesse l&#8217;opportunit\u00e0 di scegliere un titolo cosa vorrebbe affrontare?<br \/>\n<\/strong>Da qualche tempo a questa parte mi sono un po&#8217; fissato sul &#8220;Cristoforo Colombo&#8221; di Alberto Franchetti. Ogni tanto cerco di proporlo a qualche teatro, ma \u00e8 una richiesta che cade nel vuoto. D&#8217;altronde mi rendo perfettamente conto della complessit\u00e0 di questa partitura, sotto ogni punto di vista. A ci\u00f2 aggiungiamo che non \u00e8 certo un titolo &#8220;di cassetta&#8221; e sappiamo che, con i tempi che corrono, non ci sono teatri che si gettano in avventure a\u00a0 &#8221; rischio&#8221;.<br \/>\n<strong>Ci sono titoli che dirige meno volentieri?<br \/>\n<\/strong>Quelli che ho diretto in passato, legati soprattutto al cosidetto &#8220;belcanto&#8221; italiano: Rossini, Bellini e Donizetti. Sicuramente mi sento pi\u00f9 in sintonia con Verdi e Puccini&#8230;<br \/>\n<strong>E anche attratto dal teatro del Novecento,visto che ha citato Alberto Franchetti&#8230;<br \/>\n<\/strong>Certamente. Non a caso ho avuto il piacere e l&#8217;onore di potere dirigere \u00a0le riprese de &#8220;I Cavalieri di Ekeb\u00f9&#8221; di Zandonai, &#8220;Siberia&#8221; di Giordano, &#8220;I quatro rusteghi&#8221; di Wolf-Ferrari. \u00a0Ho anche diretto &#8220;Le roi Arthus&#8221; di Chausson in occasione del centenario della prima esecuzione a Bruxelles. Questo \u00e8 un altro titolo che mi piacerebbe tornare a dirigere. Sono un convinto assertore che il nostro Novecento andrebbe preso in esame e riproposto con maggior coraggio.<br \/>\n<strong>Ci vorrebbe una &#8220;Novecento Renaissance&#8221; come c&#8217;\u00e8 stata la &#8220;Belcanto Renaissance&#8221; e come per questo caso con una generazione di cantanti in grado di saperlo affrontare in modo adeguato?<br \/>\n<\/strong>Sicuramente, anche se stiamo entrando in un &#8220;campo minato&#8221;, servono interpreti con una certa personalit\u00e0 e fibra vocale e comunque, torno a ribadire, che questo repertorio deve tornare a essere eseguito e rappresentato.<br \/>\n<strong>Abbiamo aperto il capitolo cantanti. Una categoria non sempre facile da gestire&#8230;<br \/>\n<\/strong>Diciamo che io non amo quei cantanti che credono di avere la verit\u00e0 in tasca, che non si mettono in discussione, che esordiscono con la frase:&#8221;Ma io l&#8217;ho sempre cantata cos\u00ec&#8221;. Questo nella musica non pu\u00f2 avvenire. Ci si deve sempre mettere in discussione e creare un dialogo, un confronto per arrivare a un linguaggio comune che il punto finale di un progetto. \u00a0Ecco l&#8217;importanza fondamentale delle prove, il lavoro con tutta la compagnia di canto. Mi oppongo fermamente contro il cantante &#8220;dell&#8217;ultimo minuto&#8221;, perch\u00e9 \u00e8 una sorta di &#8220;mina vagante&#8221; all&#8217;interno della produzione e lo danneggia.<br \/>\n<strong>A proposito di cantanti, lei ha avuto modo di lavorare spesso con Mariella Devia&#8230;<br \/>\n<\/strong>Si, nei primi anni della mia carriera ho avuto modo di dirigerla in &#8220;I Capuleti e i Montecchi&#8221;, &#8220;Sonnambula&#8221;, &#8220;Traviata&#8221; e &#8220;Lucrezia Borgia&#8221;. Una donna e un artista con la quale ho avuto una straordinaria sintonia. Riferendomi a quando dicevo poco fa, Mariella crede molto nel lavoro preparatorio.. Ci si trovava addirittura prima dell&#8217;inizio delle prove\u00a0 per discutere e lavorare al pianoforte. Le nostre strade si sono un po&#8217; divise quando \u00a0ho sentito sempre pi\u00f9 il bisogno di seguire il mio istinto musicale verso quello che \u00e8 ora il mio repertorio. \u00a0Credo nella musica come espressione istintiva, pi\u00f9 che \u00a0frutto di una maturazione cerebrale.<br \/>\n<strong>Certo, ma oltre alla sua passione per la musica del 900&#8242; nel suo repertorio non manca Verdi&#8230;<br \/>\n<\/strong>Sicuramente. Credo di avere gi\u00e0 diretto 15 opere della produzione verdiana e vorrei arrivare a dirigerle tutte.<br \/>\n<strong>Orchestre italiane e orchestre straniere. Quali sono le differenze sostanziali?<\/strong><br \/>\nAll&#8217;estero c&#8217;\u00e8 molta disciplina. Difficilmente devi alzare la voce per richiamare all&#8217;ordine e al silenzio. Ci sono poi aspetti di natura sindacale. Le vertenze vengono affrontate all&#8217;inizio della stagione e quindi tutto fila liscio. Qui funziona esattamente al contrario. Si lavora con l&#8217;incubo dello sciopero che aleggia sulle prove e sulle rappresentazioni&#8230;<br \/>\n<strong>Abbiamo comunque una situazione musicale difficile<\/strong>&#8230;.<br \/>\nSicuramente. Siamo in un momento &#8220;a rischio&#8221;, quindi si dovrebbe mostrare il massimo della professionalit\u00e0 e fare vedere quanto la musica e i teatri siano fondamentali, rimboccarsi veramente le maniche. Dall&#8217;altro lato mi rendo sempre pi\u00f9 conto di come l&#8217;Italia si stia sempre pi\u00f9 allontanando da quello stato di eccellenza che avevamo. \u00a0Un esempio su tutti: la\u00a0 Scala. Fino a non molti anni fa era un punto di riferimento mondiale per l&#8217;opera lirica, un punto d&#8217;arrivo nella carriera di un artista. Ora questo non lo \u00e8 pi\u00f9, siamo stati superati dai teatri di Vienna, Parigi, Londra\u00a0 e New York. Da italiano sono molto rattristato da questo e quando vado all&#8217;estero cerco sempre di dimostrare la nostra qualit\u00e0, anche se devo asserire che, un teatro come il Metropolitan di New York, dove ho diretto di recente, per me \u00e8 al top mondiale. Ho riscontrato un livello tale di professionalit\u00e0, un&#8217;organizzazione del lavoro e non di meno quell&#8217;orgoglio di appartenenza che da noi \u00e8 andato perduto. Vorrei poi aggiungere che qui in Italia mi capita di vedere direttori poco pi\u00f9 che ventenni, che non hanno mai diretto un&#8217;opera,\u00a0 debuttare\u00a0 in grandi teatri. Un fenomeno deleterio, che mette in discussione la credibilit\u00e0 della figura del direttore d&#8217;orchestra.<strong><br \/>\nIl suo rapporto con i registi d&#8217;opera?<br \/>\n<\/strong>Credo che molti dovrebbero tornare a rileggere o a leggere veramente i libretti delle opere. Si vedono ormai troppi anonimi &#8220;contenitori scenici&#8221;, cantanti che vagano senza capire cosa stanno facendo. Il tutto spacciato come &#8220;minimalismo&#8221; teatrale.<br \/>\n<strong>Torniamo al suo repertorio. Pi\u00f9 opera o pi\u00f9 repertorio sinfonico?<\/strong><br \/>\nPrima di tutto voglio sfuggire da classificazioni. Non amo essere definito come un &#8220;direttore d&#8217;opera&#8221;, ma semplicemente un direttore d&#8217;orchestra e come tale cerco di produrmi in egual misura sia nel melodramma che nel concertismo.<br \/>\n<strong>E anche in questo campo nel suo repertorio ci sono molti autori del 900&#8242; ?<\/strong><br \/>\nSi, mi sento troppo lontano dal Barocco e da quell&#8217;epoca in genere, forse per estrazione culturale e professionale, vista la mia attivit\u00e0 di strumentista. L&#8217;arco di tempo che va dal \u00a0Romanticismo al Novecento \u00e8 \u00a0quello in cui mi esprimo al meglio.<br \/>\n<strong>Gli autori prediletti?<br \/>\n<\/strong>Gustav\u00a0 Mahler, Richard Strauss e anche la grande Scuola russa che va da Caikovsky a Prokofiev, Rachmaninov, Sciostakovic a Stravinsky, che amo in particolar modo. Trovo la musica russa \u00e8 passionale, generosa, ricca di slanci, la sento molto vicina al mio temperamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1541\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/callegari-1-290x192.jpg\" width=\"290\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/callegari-1-290x192.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/callegari-1.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/>Milanese di nascita e di formazione musicale,<strong> Daniele Callegari<\/strong> all&#8217;inizio degli anni novanta s&#8217;impone all&#8217;attenzione dei pi\u00f9 importanti teatri italiani divenendo in breve tempo uno dei direttori pi\u00f9 in vista della sua generazione. Dal 1998 al 2001 \u00e8 Direttore Principale al Wexford Opera Festival e dal 2002 al 2008 \u00e8 stato &#8220;Chief Conductor&#8221; alla De Filharmonie (Royal Flanders Philharmonic Orchestra) di Antwerpen. Il suo particolare interesse per il novecento italiano e per il repertorio desueto lo indirizza verso una carriera lontana dalla &#8220;routine&#8221;, dandogli modo di dirigere alcune opere in prima esecuziona assoluta, fra le quali <em>Alice<\/em> di Giampaolo Testoni al Teatro Massimo di Palermo (1993), <em>Oedipe sur la route<\/em> di Pierre Bartholom\u00e9e alla Monnaie di Bruxelles (2003); nel 2006, con la De Filharmonie,\u00a0ha inciso i due libri dei <em>Pr\u00e9ludes<\/em> di Debussy nella versione orchestrale curata da Luc Brewaeys. Nella sua attivit\u00e0 con la De Filharmonie ha dedicato particolare interesse ad autori quali Bart\u00f3k, Mahler, Prokofiev,\u00a0Stravinskij, Shostakovich e Richard Strauss. Con questa orchestra ha effettuato tourn\u00e9es nelle principali capitali europee ed \u00e8 stato ospite regolarmente al Concertgebouw di Amsterdam ed al Palais de Beaux Arts di Bruxelles.\u00a0Daniele Callegari ha diretto in alcune fra le maggiori istituzioni concertistiche e teatrali del mondo. \u00a0<strong>Fra i suoi<\/strong> <strong>prossimi impegni<\/strong>, <em>Aida<\/em> e <em>Boh\u00e9me <\/em>alla Bayerische Staatsoper di Monaco,<em> Nabucco<\/em> a Wiesbaden con i complessi del Teatro &#8220;Regio&#8221; di Parma, <em>La Traviata <\/em>alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino,<em> Rigoletto <\/em>all&#8217;Op\u00e9ra Bastille di Parigi,\u00a0 <em>Il trovatore<\/em> a Las Palmas e al Metropolitan,<em> Carmen<\/em> e <em>Falstaff<\/em> al Th\u00e9\u00e2tre du Capitole di Toulouse, <em>L&#8217;elisir d&#8217;amore<\/em> alla Wiener Staatsoper, <em>Madama Butterfly<\/em> allo Sferisterio di Macerata, <em>La traviata<\/em> al Maggio Musicale Fiorentino, <em>Simon Boccanegra<\/em> all&#8217;Opera di Oviedo, <em>Tosca<\/em> al Teatro San Carlo di Napoli, <em>Un ballo in maschera<\/em> alla Washington Opera e all&#8217;Op\u00e9ra de Montecarlo,<em> Cavalleria rusticana<\/em>, <em>Pagliacci<\/em> e <em>Madama Butterfly<\/em> al Liceu di Barcelona.<strong> <\/strong>A questi importanti appuntamenti sinfonici, aggiungiamo concerti sinfonici alla Radio Danese.<strong> La sua fama di direttore verdiano<\/strong> poggia anche su alcune importanti incisione discografiche, fra le quali <em>La traviata<\/em>, <em>Il trovatore<\/em> e <em>Oberto, conte di San Bonifacio<\/em> (Fon\u00e8).\u00a0 Ha inciso inoltre titoli quali <em>La<\/em> <em>Gioconda<\/em>, <em>I quatro rusteghi<\/em>, <em>Messa di gloria<\/em> di Mascagni, <em>Alice<\/em> di Testoni, <em>Stabat Mater<\/em> di Pergolesi, <em>Alessandro Stradella<\/em> di Flotow. Con la De Filharmonie ha inciso musiche di Ravel, Debussy, Brewaeys e Joris. Recentemente ha inciso un Cd Deutsche Grammophon con Rolando Villaz\u00f3n e l&#8217;Orchestra\u00a0Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grande estimatatore della Musica del 900&#8242;, da Mahler a Strauss e Stravinsky, ma anche dei grandi autori russi, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":1539,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[1076,158,154],"class_list":["post-1537","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-conductor","tag-daniele-callegari","tag-direttori-dorchestra"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1537","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1537"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1537\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1539"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1537"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1537"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}